Discografia Ramones
A cura di ManuelSensible, Martedi, 1 marzo 2005
Ramones (1976): il disco che, senza mezzi termini, ha cambiato la storia della musica. Dall'iniziale Blitzkrieg Bop alla conclusiva Today Your Love, Tomorrow The World, 14 pezzi che gettano le basi di quella che sarà la musica distintiva del quartetto di New York e, più in generale, di tutto il punk rock a venire. Testi tra l'ironico e il non-sense, pochi accordi secchi, nessuno spazio ai virtuosismi, e una velocità di esecuzione inaudita per l'epoca. Praticamente un pugno nello stomaco al baraccone psichedelico e noiosissimo che era diventato il rock 'n' roll negli anni 70 (Il voto a questo disco? 10, of course).
Leave Home (1977): stesse cordinate del disco precedente, anche perché le canzoni sono state scritte più o meno in contemporanea, e stessa freschezza compositiva, con una produzione forse un pizzico più pop. La prima stampa conteneva Carbona Not Glue, praticamente un seguito di Now I Wanna Sniff Some Glue del primo disco, che venne però esclusa dopo le minacce da parte dei proprietari del marchio Carbona. Venne sostituita da Sheena Is A Punk Rocker per il mercato mondiale, e da Babysitter per quello inglese (10).
Rocket To Russia (1977): con questo finiscono i dischi contenenti le canzoni scritte nel primo periodo di attività del gruppo. La formula è la stessa dei primi due, con un accento pop lievemente più marcato, come si evince dal tono surfeggiante di Rockaway Beach o della stessa Sheena, oppure dal ballatone Here Today, Gone Tomorrow; e anche qui i capolavori non si contano (10).
Road To Ruin (1978): l'abbandono della batteria da parte di un Tommy desideroso di dedicarsi solo alla produzione, sostituito da Marky, già con i Voidoids di Richard Hell, e il senso di frustrazione derivante dal mancato successo degli album precedenti, contribuiscono a creare un disco che sposta leggermente i toni dall'iniziale trinomio energia-melodia-divertimento verso atmosfere più cupe e rabbiose. Oltre allo stesso titolo, anche pezzi come I'm Against It o Go Mental, sottolineati da una produzione più accurata, evidenziano questo stato d'animo (9).
End Of The Century (1980): la produzione di questo album viene affidata a Phil Spector, l'inventore del cosiddetto wall of sound negli anni 60, nella segreta speranza di raggiungere la cima delle classifiche. L'unico risultato è invece quello di snaturare il suono dei Ramones, rovinando così canzoni stupende, quando sentite dal vivo. Unici pezzi ben riusciti Do You Remember Rock And Roll Radio e Danny Says. In effetti gli stessi membri del gruppo hanno più volte dichiarato di essere stati esasperati dal metodo di lavoro maniacale di Spector (8).
Pleasant Dreams (1981): con Graham Gouldman continua la serie di produttori chiamati a tentare di sollevare le sorti degli album dei Ramones in classifica. Il risultato è sorprendentemente buono dal punto di vista musicale (almeno secondo me), meno da quello commerciale. Bellissime The KKK Took My Baby Away, This Business Is Killing Me e l'alternanza vocale Joey-Dee Dee in All's Quiet On The Eastern Front (9 e 1/2).
Subterranean Jungle (1983): disco interlocutorio. In parte segna un ritorno alle origini, con canzoni meno elaborate rispetto al precedente; d'altro canto però una produzione non azzeccata ne fa il disco meno riuscito della storia del quartetto. Segna anche il provvisorio abbandono da parte di Marky, a registrazione quasi ultimata, pare per problemi di alcolismo. Sarà rimpiazzato da Richie a partire dal disco successivo. Da ricordare almeno i video di Psycho Therapy e Time Has Come Today (7).
Too Tough To Die (1984): siamo negli anni dell'hardcore, e il gruppo raccoglie questa sfida con questo album, che alterna pezzi tirati, come la splendida Wart Hog o Endless Vacation (entrambe cantate da Dee Dee), a momenti più melodici, Chasing The Night, Daytime Dilemma e Howling At The Moon su tutti. Un gradito ritorno, in pratica, dopo il mezzo passo falso del disco precedente (9).
Animal Boy (1986): a grandi linee sulla falsariga del precedente. Interessante la genesi di Bonzo Goes To Bitburg, scritta da Dee Dee e Joey, originariamente uscita come singolo per il mercato inglese: in sostanza si trattava di una feroce presa in giro dell'allora presidente Reagan in occasione di una sua visita ad un cimitero nazista. Il repubblicano Johnny non gradì e il titolo venne sostituito dal più blando My Brain Is Hanging Upside Down. Molto divertente anche il video di Something To Believe In, che se la prende con le presunte intenzioni umanitarie degli artisti del Live Aid (8 e 1/2).
Halfway To Sanity (1987): atmosfera quasi decadente, tipicamente anni 80 oserei dire, e grande attenzione ai testi sono le caratteristiche più evidenti di questo disco. Dà inizio al sodalizio con Daniel Rey come produttore, splendide la ballata Bye Bye Baby e I Wanna Live (8).
Brain Drain (1989): disco al di sotto dei pur elevatissimi standard abituali, vale la pena ricordarlo quasi solo per la magnifica Pet Sematary, colonna sonora del film tratto dall'omonimo libro di Stephen King, commissionata al gruppo dallo scrittore in persona, loro grande fan. Segna anche il ritorno dietro le pelli di Marky, ed è l'ultimo disco con Dee Dee, che abbandonerà il gruppo per problemi con la droga, pur continuando a scrivere canzoni anche per gli album successivi (7 e 1/2).Mondo Bizarro (1992): i Ramones entrano negli anni 90, e lo fanno con un disco che mescola tutti gli stili che ne hanno segnato la carriera. Punk rock tirato (Anxiety) o più elaborato (Poison Heart), surf (Touring) o ballatone (I Won't Let It Happen), il livello rimane elevato, e il nuovo bassista CJ si dimostra all'altezza di un'icona come Dee Dee (8 e 1/2).
Acid Eaters (1993): disco di sole covers in cui il quartetto esplora la musica dei tardi 60 e primi 70. Si va dagli Who a Jan & Dean, dagli Stones a Bob Dylan...(8).Adios Amigos (1995): le strade dei Ramones si dividono, e lasciano come testamento questo ottimo album. I Don't Want To Grow Up, Life's A Gas, Scattergun... gli episodi memorabili sono veramente tanti. Rimane un po' di amarezza nel non vedere riconosciuta la loro grandezza come si sarebbero meritati (9).
PS. i primi 8 dischi sono stati recentemente rimessi in commercio con l'aggiunta di numerosi bonus come versioni demo, live, b-sides e quant'altro. Bieca operazione commerciale, che cavalcava le morti dei vari membri; però se non li possedevate già l'acquisto è straconsigliato.
Parte seconda: live, raccolte e robba varia
It's Alive (1979): registrato a Londra la notte di capodanno del '78, ma pubblicato solo l'anno dopo, è praticamente un best of dei primi tre dischi, con l'aggiunta delle urla del pubblico e degli 1-2-3-4 di Dee Dee. Uno dei migliori dischi live dell'intera storia del rock 'n' roll.Rock And Roll High School (1979): la colonna sonora del "film dei Ramones" (un capolavoro, detto per inciso). Del quartetto c'è un medley live e le inedite Rock And Roll High School e I Want You Around.
Ramones Mania (1988): raccolta di successi con l'aggiunta di Indian Giver (inedita). La scelta dei pezzi è un po' discutibile. Ne esiste anche una versione giapponese più recente, in pratica un best of degli ultimi tre album.
All The Stuff And More Volume One (1990): raccoglie i primi due dischi e qualche inedito.All The Stuff And More Volume Two (1991): idem come sopra, però con il terzo e quarto disco.
Loco Live (1992): live registrato a Barcellona. Il primo disco di CJ. Molto bello, velocità di esecuzione elevatissime, specie per i pezzi più vecchi.
Greatest Hits Live (1996): boh, questo non ce l'ho.
We're Outta Here! (1997): il concerto numero 2263 (l'ultimo, purtroppo), con un sacco di ospiti; tra questi Lemmy dei Motorhead, Tim e Lars dei Rancid, il cantante dei Pearl Jam, e soprattutto il ritorno di Dee Dee.Anthology (1999): doppio cd con un goloso libretto interno. Più completo rispetto a Ramones Mania, anche qui c'è però qualche esclusione che desta scalpore.
Recentemente sono usciti altri live e raccolte di vario tipo a cui sinceramente non sono riuscito a stare dietro. Chi li avesse faccia sapere cosa ne pensa.
Gabba Gabba Hey




