Breve guida al Britpop : Parte 1 ( 1989 - 1994 )


A cura di Salford, Venerdi, 29 luglio 2005


Probabilmente ai più questo ariticolo risulterà semplicemente come un’accozzaglia di gruppi e titoli , pazienza , del resto quello che conta è ascoltare i dischi.Mi scuso anticipatamente per eventuali errori.

Con britpop solitamente si tende ad indicare quello che è stato il pop britannico nel periodo che va dal 1990 al 1997 . Personalmente amo considerare come punto di partenza l’omonimo album di esordio della band mancuniana The Stone Roses , pubblicato nell ’89. Il gruppo , guidato dal carismatico Ian Brown e dal grande chitarrista John Squire , risulterà essere uno dei più influenti per la seguente scena britannica.L’influenza , già , forse punto cardine di tutto il discorso data la ingiusta ( non totalmente giusta almeno ) accusa solitamente che viene mossa al britpop ovvero quella di essere niente altro che un plastico breviario della musica inglese dei precedenti 30 anni. In ogni caso è , per me , semplicemente la ovvia conseguenza dell'inevitabile accumulo di suoni e pulsioni che l'Inghilterra ha sempre regalato ai propri ragazzi e a quelli di tutto il mondo.

 

Il ‘90 vede l’esordio di diverse importanti bands , come i Teenage Fanclub e il loro pop-rock con il primo EP “Everything Flows” e i Ride di Andy Bell , ora bassista degli Oasis , che con il singolo “Chelsea Girls” si pongono come alfieri della scena shoegazer derivativa della new wave e del noise. Nello stesso anno esce il primo , omonimo ed unico album capolavoro degli scousers The La’s   tornati sulle scene proprio nel 2005 con la partecipazione a diversi live tra cui Glastonbury e vedono le stampe anche “New Art Riot” , singolo di debutto dei gallesi Manic Street Preachers , uno dei gruppi fondamentali del movimento e “Leisure”  su Food Records , opera prima di una band di cui si sentirà molto parlare negli anni a venire e che risponde al nome di Blur.Intanto e sempre più vivo l’interesse per il baggy , miscuglio di pop-rock e ritmi dance e funky proposto dalle bands della scena di Manchester come The Stone Roses , Inspiral Carpets che esordiscono con l’album “Life” , The Charlatans che fanno lo stesso con “Some Friendly” , The Wonder Stuff , The Mock Turtles ed Happy Mondays che si piazzano al numero uno della classifica annuale dell’NME con l’acclamato “Pills’n’Thrills’n’Bellyaches” .

Al quinto posto si posizionano i James con “Gold Mother” che al quarto disco ( e alla terza label , la Fontana ) raggiungono le charts .Il ‘90 vede il primo album anche per il combo gay londinese punk-dance dei Carter USM ( Unstoppable Sex Machine ) con “101 Damnations” , il pop-folk orchestrale di Neil Hannon e i suoi The Divine Comedy con “Fanfare For The Cosmic Mule” e le atmosfere dark dei The Cranes sorrette dalla portentosa voce della cantante Alison Show in “Self Non Self” .Nel ’91 ecco un’altra tappa fondamentale : i Primal Scream , non ancora raggiunti al basso da Mani degli Stone Roses , pubblicano per la Creation di Alan McGee “Screamadelica”  . La creatura partorita dal cantante Bobby Gillespie , un tempo batterista dei Jesus & Mary Chain , è un trip psichedelico tra rock , soul  e dance che sarà una pietra miliare del rock alternativo made in UK e gli varrà il Mercury Music Prize l’anno successivo. Nello stesso anno vengono pubblicati anche “Loveless” , perla shoegazer dei loro compagni di scuderia My Bloody Valentine , l’ottimo “Bandwagonesque” dei Teenage Fanclub , probabilmente il loro migliore e più noto lavoro ed “Heavenly vs. Satan” , album pop dal sapore smithsiano degli Heavenly per la Sarah Records. Il ’91 vede esordire anche The Boo Radleys con “Everything’s Alright Forever” e gli Swervedriver con il rumoroso britrock di “Rise” sempre per  la Creation.Sono anni di grande fermento e nel ’92 è il turno degli Suede , altra band storica che riporta in auge il glam di Bowie e Roxy Music e che debutta con il singolo “The Drowners” . Nel frattempo Morrissey ( il mio più grande idolo , ma questo non importa ) , ex-leader di The Smiths , pubblica “Your Arsenal” e viene accusato di nazionalismo per un pezzo dell’album , “The National Front Disco” e  per l’essersi avvolto nella Union Jack durante uno show tenuto a Londra. I Manic Street Preachers pubblicano il fondamentale “Generation Terrorists”  .Finalmente gli Suede pubblicano l’omonimo album d’esordio , nel ’93 , e la band di Brett Anderson e Bernard Butler si conferma essere una delle band inglesi più importanti del decennio permettendosi di sfornare da un solo disco singoli del calibro di “Animal Nitrate” , “Metal Mickey” e “So Young” . Intanto la nuova band lanciata dall’NME , magazine tuttora punto di riferimento per gli appassionati di britpop ed indie , sono The Auteurs di Luke Haines che esordiscono con il raffinato ed elegante “New Wave” .L’Inghilterra è una fucina in continuo lavoro , le Elastica di Justine Frischmann , ex-Suede , forse la più importante figura femminile del movimento , e Donna Matthews pubblicano il primo singolo “Stutter” mentre le serate a tema si diffondono sempre di più , come mostra il concerto allo storico locale londinese 100 Club con gli Echobelly di Sonya Aurora Madan , i These Animal Men e gli S*M*A*S*H . E’ il trionfo della cosiddetta New Wave Of New Wave cioè l’unione delle sonorità new wave eighties con il punk. I crepuscolari The Tindersticks pubblicano l’omonima opera prima cosi come i punk The Sultans Of Ping F.C. , irlandesi di Cork , con “Casual Sex In The Cineplex” , i Gorky's Zygotic Mynci con "Patio" e i Kingmaker con “Eat Yourself Whole” .Il 1993 è anche l’anno di debutto di band importanti che raccoglieranno molto successo , e da parte del pubblico e dalla critica.The Verve , band di Wigan capitanata da Richard Aschroft che nell’album “A Storm In Heaven” fa tanto sentire l’amore per la psichedelia ed alcune sonorità care allo shoegazer.Da Oxford arrivano invece i Radiohead , una delle band che più si è saputa reinventare nella scena rock moderna , con i nervosi scatti del chitarrista Jonny Greenwood e la voce tormentata di Thom Yorke a dare vita al primo album “Pablo Honey” e il famoso singolo “Creep” .

                

Ormai il pop made in UK inizia a riscontrare sempre più consensi e si avvia verso uno scontro ad armi , più o meno pari , con il grunge americano tanto in voga in quel periodo. Il ’94 vede i Pulp  , artefici con gli Suede di quella riscoperta del glam , guidati dal , a dir poco , carismatico Jarvis Cocker , ottenere finalmente il meritatissimo , anche se tardivo ( il primo lavoro risale addirittura al 1984 ) , successo con “His ‘N’ Hers” .Proprio gli Suede pubblicano il secondo album , “Dog Man Star” , subito dopo il quale Bernard Butler lascia il gruppo causa dissidi con Brett Anderson e si dedica alla carriera solista. I due si sono riuniti ultimamente dando vita al felice matrimonio che risponde al nome The Tears (saranno in Italia il 15/07/2005 a Milano).Gli ottimi Shed Seven di Rick Witter pubblicano per Polydor il primo lavoro , “Change Giver”  ( personalmente consiglio il loro best of  “Going For Gold” ).

        Il ’94 è anche l’anno dell’entrata in scena degli angloindiani Cornershop di Talvin Singh , degli 18 Wheeler con “Twin Action” e del buon “Homegrown” dei Dodgy ma è soprattutto l’anno di due eventi cruciali della recente storia del pop UK infatti i Blur di Damon Albarn pubblicano quello da molti definito il loro capolavoro , “Parklife” , e i loro futuri acerrimi rivali , gli Oasis , battono tutti i record di vendite con il loro debutto , “Definitely Maybe”. Alla fine dell’anno la band dei turbolenti fratelli Noel e Liam Gallagher classificherà il proprio lavoro al primo posto della classifica NME un gradino sopra gli stessi Blur .


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