Magliette Strappate - Mostra di t-shirt punk dal '77 a oggi
A cura di MaxRozzo, Mercoledi, 12 ottobre 2005
Live Serigrafia: portati una maglietta e ti stampi il logo della mostra.
Inoltre presentazione del nuovo disco dei Klasse Kriminale, con proiezione di videoclips del gruppo.
La serata prosegue al Bardamù con il live show dei Klasse Kriminale e la mostra fotografica "Skins & Punks: una generazione fuori controllo"di Fabrizio Barile.
La mostra Magliette Strappate è curata da Marco Balestrino e Grazia Ferro, con il contributo di Marco Cavallo,Maurizio Oliveri e Alessadro Lugani.
PRESENTAZIONE MAGLIETTE STRAPPATE.
Nel 1976 Mark Perry degli Alternative TV dichiarò che il punk era morto con la firma dei Clash sul contratto della CBS. Pochi anni dopo i Crass scrissero " Punk is dead", per loro la scintilla primaria dell'ultima avanguardia si era spenta. Anno 1982, gli scozzesi Exploited, pubblicarono l'album "Punk's Not Dead": "chi dice che il punk è morto è un mod o un ted, a noi non ce ne frega un cazzo, il punk non è morto". Il punk era, ed è, vita, reazione al vecchio mondo che ti corre dietro e ti vuole risucchiare, non è la morte per overdose di Sid Viciuos, non può essere l'omologazione alla ribellione di plastica da MTV. Giocare con la morte e con la sua iconografia, i teschi, la catastrofe nucleare, le armi , per gridare questa è la mia vita, I don't care, non mi importa nulla di tutto il resto.
Rispetto agli anni a cui appartengono le t-shirt esposte, al giorno d'oggi le sottoculture, le bande giovanili, si sono stemperate in un miscuglio di stili, atteggiamenti, tagli di capelli che le rende meno identificabili. Si mescola tutto in un calderone profumato che però ha fatto perdere il gusto unico di ogni singola squisita pietanza. Per i mods o i teds, due sottoculture che affondano le loro radici negli anni cinquanta, quando la parola punk stava a significare solo "sporco, feccia", indossare le magliette dei gruppi musicali non era uno dei capisaldi dello stile: i primi preferivano le polo o le Ben Sherman button-down, per i secondi erano meglio le camicie con le decorazioni country o quelle sgargianti che rimandano all'Elvis Presley alle isole Hawaii; la t shirt era magari un capo da indossare tutti i giorni, ma non certo alle allnighters o ai raduni di rock'n'roll. Per i punks è sempre stato diverso: la maglietta è un indumento economico, spesso "autocostruito", che testimonia l'appartenenza alla sottocultura, la passione per questo o quel gruppo e, soprattutto in una città di provincia come la nostra, poteva essere un faro che catturava l'attenzione di qualche creatura simile a te, rara da trovare nelle strade della ghost town; vedi la ragazza dalla t shirt degli Angelic Upstart e ti innamori, la scritta giusta e trovi il batterista che manca per la tua band. Ora ci sembra di avere in mano tutto. Queste righe sono state scritte con un banale pc, una parola errata e scatta il correttore automatico. Non mi piace il carattere Times New Roman, clicco sull'Arial ed il gioco è fatto. Quando ho iniziato a scrivere di musica usavo una sottomarca della Olivetti, una digitazione sbagliata e buttavo via la pagina, il bianchetto era ancora da venire. Sognavamo Londra, il volo con la British costava quanto mezzo stipendio, la Ryanair non esisteva, e spesso il sogno restava tale.A Savona solo "La Pulce nell'Orecchio", aveva qualche capo d'abbigliamento extra-ordinario, altrimenti si emigrava verso Genova o Milano, quando le finanze lo permettevano. Non esistevano i cataloghi superforniti che propongono la ribellione da indossare, stampa in pentacromia t shirt 180 gr, si accettano carte di credito, vaglia, cash, che bello! mi fanno pagare comodamentePersonalizzare una maglietta con l'uniposca, farla decorare dall'amico che ha una bella mano, erano necessità non vezzo, non c'era nessun calcolo dietro, spesso non si poteva fare diversamente.Semplicemente tutto era più scomodo. Le magliette esposte sono state indossate in un arco di tempo che parte dal 1982 e non si è ancora interrotto.Sono solo dei pezzi di cotone, sagomati, cuciti e stampati, per tutti i significati accessori chiedete al banco del dj.
Mostra Fotografica di FABRIZIO BARILEOgni epoca ha la sua Generazione Fuori Controllo ispirata dallo stesso desiderio di libertà, che non ha età, vinti o vincitori. Casualmente la mia Generazione Fuori Controllo ha coinciso con quella di PUNKS e SKINHEADS. Ma è solo casualità. Avrei potuto fotografare i Teddy Boys, i Greesers, i Rappers, gli Skaters o chissa chi altro. lascio ad altri il compito di studiare, catalogare, modellare...FABRIZIO BARILE
INTERVENTO di MARCO BALESTRINO a cura di: Alessandro Lugani
Tratto da "Skunx" Klasse Kriminale 2005
Sto ascoltando in macchina il nuovo CD dei KK, la strada aggrappata alla roccia mi porta verso la casa di Marco Balestrino. Ci conosciamo da vent'anni, non c'è bisogno di convenevoli quando varco la soglia. Ogni parete è occupata da scaffali colmi di dischi, fanzine, libri, video, piccoli gadgets collezionati nel corso degli anni. Ma badate bene, non è un museo, una raccolta di cimeli che servono a testimoniare ciò che era prima Marco; posso scommettere che se torno tra due giorni vedrò cose nuove impilate sulle vecchie, CD appena usciti in attesa di essere ascoltati, pacchi postali dai timbri esotici a fianco alla stampata delle e-mail. Non sono nella galleria della memorabilia Punk con Marco a farmi da cicerone tra quello che è stato, l'orologio del tempo segna decisamente anno 2005. «Questo è il decimo disco dei Klasse Kriminale, senza tener conto di vari Best Of e ristampe sparse per il mondo» mi spiega Marco. Mi domando perché omonimo: «Solo queste due parole - continua Marco - potevano riassumere quello che siamo, il nostro percorso e soprattutto le nostre radici». Negli ultimi album i testi avevano un impronta più personale, il rapporto con le pressioni del mondo moderno e i suoi problemi mentre nel nuovo lavoro ci sono le risposte, come tracciare una riga per terra, un confine: la soluzione è essere ciò che si è sempre stati, nessuna mediazione o compiacimento, il buonismo non ci interessa, siamo Skinheads, Punks, non possiamo essere "accomodanti". «Questo è un mondo mediocre, dove estro e talento vengono annientati, dove si preferisce non disturbare e fare piacere agli altri prima che a se stessi» mi dice Marco. Spacca Tutto, Fuggi Via, Noi, Make Love & Make War questo è quello che dice il disco. L'album è stato registrato con la collaborazione di Vic Ruggiero (responsabile delle pennellate 2-Tone di Corri Corri e Anarchia Libertà) allo studio West Link di Alessandro "Ovi" Sportelli e Alessandro Paolucci, due vecchie conoscenze del Punk Made In Italy che hanno ruotato attorno, il primo al Grand Ducato Hard Core, e ai Raw Power il secondo. Lars Frederiksen dei Rancid ha infine consigliato a Marco di farlo masterizzare negli studios di Jeff King a Los Angeles. Il suono è Oi! catapultato nel terzo millennio! Ci sono i cori da stadio, la potenza, gli anthem da gridare a squarciagola nella galleria della metropolitana, nei corridoi della scuola o nell'ora d'aria della galera. Già, perché secondo una playlist dei detenuti di San Vittore, intervistati da Rolling Stone, "Klasse Kriminale" è il numero 1 per I testi e la musica.« Volevo un album così per me e i ragazzi... niente di più, niente di meno... Rabbia, realtà, sudore...»




