1990s
A cura di Eleanor, Lunedi, 22 giugno 2009
Incontriamo i 1990s in un caldo pomeriggio bolognese prima del loro concerto al Covo.
La chiacchierata con Jackie, Michael e il nuovo bassista Dino è a dir poco piacevole. Con loro infatti parliamo un po' di tutto, dal loro secondo album, 'Kicks', alla loro città d'origine, Glasgow, ma gli argomenti di disussione sembrano davvero non finire mai. Al mio fianco un insostituibile compagno di concerti, Stefano Bartolotta, che ha realizzato con me questa brillante e particolarissima intervista.
E: Jackie,l'ultima volta che ti ho visto era il 2007, ora ti ritrovo con un nuovo membro un nuovo album, ci vuoi parlare un po' di cosa è successo negli ultimi due anni?
J:Abbiamo un nuovo bassista, Dino (Bardot, prima membro degli Stinky Munchkins, NdR) ma no, non ci sono stati dei cambiamenti, continuiamo solo a suonare musica.
E:Quindi non credi che 'Kicks' sia una sorta di rinascita della band ma solo il seguito naturale del vostro album d'esordio?
J: E’ solo un altro album, non abbiamo cercato un legame con il primo, abbiamo semplicemente scritto delle nuove canzoni e le abbiamo registrate, non è un seguito del primo disco come se fosse una cosa alla 'Rocky'.
S:si può dire che il primo album di una band è una sorta collezione dei migliori pezzi fatti nel corso dei precedenti anni e che solitamente il secondo è un vero e proprio album di canzoni scritte nello stesso periodo, possiamo dire che è lo stesso anche per voi?
J:E’ più difficile scrivere il secondo disco, ma penso che noi l’abbiamo fatto bene perché fondamentalmente non abbiamo pensato a come sarebbero venute le canzoni intanto che le realizzavamo, abbiamo preso la cosa molto più sul divertimento. Diciamo che abbiamo capito meglio come realizzare un album e quindi ce la siamo goduta molto di più.
M:Non ci siamo seduti dicendoci che dovevamo realizzare un album, eravamo in tour a suonare le canzoni di ‘Cookie’ e lì sono nate 4 – 5 canzoni nuove, poi siamo tornati a Glasgow e abbiamo scritto le altre, ma in realtà le idee di base sono state le stesse delle canzoni nate in tour, quindi ripeto, è stato tutto molto spontaneo.
S: Si può dire che siete stati influenzati da quello che è successo nell'ultimo anno in tournée?
M:Un pochino ma non molto, più che altro perché in tour non ci è successo molto altro che entrare in camere d’albergo, oltre che suonare. In generale le canzoni parlano di cose che la gente può capire facilmente, non ci sono concetti complicati.
E: Parliamo ora di collaborazioni, Avete lavorato ancora con Norman Blake dei Teenage Fanclub, quanto è stato importante per voi continuare con questo rapporto e cosa ne pensate in generale delle collaborazioni nella musica in generale e nello specifico tra band, penso in particolare a quello che è successo ultimamente tra i Cribs e Johnny Marr, per esempio.
J:Per quanto riguarda il nostro rapporto con Norman la collaborazione con lui è nata per caso, perché eravamo senza bassista, visto che Jaime aveva appena lasciato la band, e lui era già in giro per l’Europa, quindi è stato la persona giusta al posto giusto. Per quanto riguarda le collaborazione tra band non saprei, trovo che il fatto che Johnny Marr si senta uno dei Cribs sia agghiacciante, ed in generale preferisco i dischi in cui hanno suonato solo i membri effettivi della band, mi piace pensare che il disco sia l’espressione della band, di ciò che nasce dai musicisti chiusi in una stanza, dal loro mondo insomma. In nessuno dei miei dischi preferiti ci sono cose tipo Iggy Pop che fa i cori, o qualche guest star come chitarrista, ma c’è solo la band.
S: Ascoltando le canzoni di 'Kicks' ho notato che sono influenzate da passioni per due tipo di musica, il rock classico alla Rolling Stones e ho notato anche una passione particolare per le ritmiche di Manchester, in particolare alla Happy Mondays, siete d'accordo? Volevo anche sapere se eravate tutti fan di questi gruppi o se ognuno di voi a portato qualche elemento alla Stones o alla Happy Mondays per poi fonderli insieme.
J: Io sono senz’altro più fan degli Stones, il loro sound ci ha sempre influenzato, sin dal primo album, anzi probabilmente in questo disco la loro influenza è minore perché il produttore è Bernard Butler e credo che questo ci abbia portato a mettere meno riff alla Stones nel disco. Mentre dove li senti gli Happy Mondays?
S: Nella sezione ritmica, nel modo in cui suonate basso e batteria.
J: Beh sì effettivamente non avevamo mai utilizzato questo tipo di groove, prima eravamo più rock n roll anche sotto questo aspetto. Probabilmente il cambiamento qui è dovuto al bassista nuovo, che è molto bravo e che ha appunto questo stile un po’diverso. Quindi sì, in definitiva hai ragione!
E: Voi siete di Glasgow. Ci sono stata l'anno scorso ma sfortunatamente non ho avuto il piacere di incontrarvi
J: Davvero? Siete stati a Glasgow??
(Seguono discorsi sui posti dove andare a ubriacarsi…)
J:Cosa ne pensate della città?
S: E' una città molto carina, certo molto diversa da Edimburgo ma la zona universitaria e anche il centro non sono affatto male.
J: Si è vero. Edimburgo è una città meravigliosa, ma non ci sono band che vengono da lì mi pare.
S: No infatti ci chiediamo come mai ci sono così tante band da Glasgow e nessuna da Edimburgo!
E: Si penso a band come i Franz Ferdinand, i Fratellis o il Glasvegas che recentemente stanno riscuotendo molto successo...
D: Dobbiamo proprio dire che i Glasvegas vengono da Glasgow? Non possiamo dire che sono scozzesi ma di un paese vicino a Glasgow??
J:In generale da Glasgow vengono alcune delle mie band preferite e anche alcune di quelle che mi piacciono di meno in assoluto.
S:Spero che i Belle & Sebastian facciano parte della prima categoria…
J: Sì, certamente
S: Tornando ai Glasvegas, io li ho visti due volte, la prima mi sono piaciuti tantissimo ma le seconda purtroppo il cantante aveva dei problemi con la voce.
E: Si, hanno suonato a Milano due settimane fa ma non è stato un grande concerto.
J: Si? Cosa ne pensate di loro?
S: A me le loro canzoni piacciono molto, anche l'album è meraviglioso, è proprio uno stile musicale che mi piace, ma purtroppo lo spettacolo di Milano è stato sotto le aspettative.
J: Ma solo per i problemi di voce?
E: Difficile da dire esattamente se sia stato solo per quello o per la band in generale.
S: Io li ho visti l'anno scorso quando erano ancora agli inizi ed è stato veramente uno spettacolo meraviglioso.
J:Quando li ho visti io in un piccolo club a Glasgow, non mi hanno mai dato l’impressione di essere davvero una band rock 'n' roll.
S: Anche io ho avuto la stessa impressione, però soltanto adesso, quando li ho visti recentemente, l’anno scorso non era così, non so se il successo abbia influenzato le loro performance.
In ogni caso pensi che a Glasgow ci sia effettivamente una scena così importante grazie alla quale per un gruppo è più facile dare il meglio?
J: Negli ultimi anni la scena musicale intorno a Glasgow si è sviluppata tantissimo, tanto che le band si impegnano tantissimo a dare il massimo, in una sorta di competizione musicale molto stimolante, voglio dire è bello dare il massimo che si può in un'attività in cui credi molto. Poi il bello di questa competizione è che non si aspira ad essere necessariamente migliori degli altri, ma si vuole soltanto esprimersi al meglio delle proprie potenzialità, e non importa se un altro è migliore di te, e questo aiuta molto. Non saprei perché da Edimburgo è una città talmente bella che basta questo e a nessuno viene in mente di mettere su una band.
E: E tra le band emergenti quali ci consigli?
J: Vi consiglio i Dirty Cuts e i Peter Parker che fanno un genere più pop punk ma credo che i migliori siano i Dananananaykroyd.
S: Oh si! Siamo appena tornato dal Great Escape (il festival in Brighton, NdR) e c'erano anche loro nella line up.
J: Dai! Li avete visti? Com'è stato??
E: Si, io li ho visti, hanno suonato di venerdi e sono stati meravigliosi. Musicalmente ancora acerbi a mio parere ma sul palco sono totalmente pazzi e ci siamo divertiti un sacco.
J: Chi altro c'era al Great Escape?
S: Tra i mie preferiti sicuramente Idlewild, li ascolto da tantissimi anni e durante il concerto ero davvero fuori di me dalla gioia, è stato meraviglioso.
E: Purtroppo non abbiamo visto i Kasabian perché il concerto era sold out
J Oh no, che peccato! Adoro i Kasabian!
S: Beh ma tanto li rivedremo a settembre di spalla agli Oasis. Poi il giovedì ha suonato Evan Dando dei Lemonheads e non voleva smettere di suonare anche se quelli del locale gli dicevamo basta, questa è l'ultima canzone! Così lui ha fatto tre canzoni insieme.
Tornando a voi, ho visto sul vostro MySpace che avete in programma un sacco di date in America….
J: Eh, purtroppo sono state tutti annullate in questi giorni, dobbiamo aggiornare il MySpace, quindi credo che per adesso i nostri prossimi impegni live riprenderanno con la fine dell'estate con un nuovo tour europeo, quindi magari torneremo anche qui, tra l'altro è la prima volta che suoniamo a Bologna.
S: Il Covo è un locale molto famoso di questa zona, ci hanno suonato anche i Franz Ferdinand! E poi è molto particolare, se avete notato non esiste un backstage quindi salirete sul palco passando proprio tra il pubblico.
J: Sì, c’è da dire che per noi il problema arriva a fine concerto quando scendiamo dal palco tuti sudati ed accaldati e la gente si accalca intorno a noi per farci i complimenti, che per carità, ci fa piacere, però insomma soffriamo anche molto il caldo in quel momento.
S. Direi che il tempo a nostra disposizione è scaduto, ragazzi grazie per la vostra disponibilità.
J: Ma no grazie a voi, se avete altre domande siamo a vostra disposizione.
E: Per adesso grazie di tutto e a dopo!
Si ringraziano Laura e Eric della Comcerto per la realizzazione dell'intervista.




