Black Box Revelation
A cura di George, Mercoledi, 24 giugno 2009
Una delle rivelazioni, prendendo spunto dal loro nome, del 2009 sono il duo belga dei Black Box Revelation che nonostante la giovane età sono riusciti ad imporsi alla attenzione europea con un bel mix tra blues e rock. Jan Paternoster e Dries Von Dijck, eredi della fertilissima scuola belga, si propongono di portare da queste parti un po' del sound tipico dei White Stripes anche se sembrano già avere le idee ben chiare su quali strade intraprendere per non essere ricordati solo come dei semplici cloni di qualcun altro.
Allora ragazzi partiamo dal come vi siete conosciuti e soprattutto come mai avete deciso di formare insieme un gruppo?
Avevamo 13 anni quando abbiamo iniziato a suonare insieme, Dries suonava la batteria ed io la chitarra e ci siamo messi a fare soprattuto cover di Nirvana. Dopo qualche mese abbiamo messo su una band insieme al mio fratello minore ed un amico, ma era ancora una cosa solo per hobby, niente di professionale. Dopo un po' abbiamo una scritto una canzone io e Dries, che però non andava bene per il gruppo così come era allora e quindi ci siamo messi a suonare soli io e lui partecipando ad un contest un po' per scherzo come Black Box Revelation. E' andato bene perchè siamo arrivati secondi e così abbiamo iniziato.
Avete trovato subito l'affiatamenteo per scrivere dei pezzi o ci avete messo del tempo?
Penso che sia stato abbastanza facile anche perchè eravamo così giovani, senza avere grandi pressioni o problemi e quindi ci mettevamo lì ed i pezzi uscivano abbastanza facilmente.
Quali sono state le maggiori differenze trovate nel lavorare in due invece che come quartetto?
Penso che sia molto più intenso il lavoro come duo perchè se sei in una band numerosa devi andare d'accordo con più gente innazitutto e se poi non tutti sono allo stesso livello o coinvolti in egual maniera rischi di impazzire per recuperare e mettere le cose alla pari. Noi siamo felici di come siamo noi due, senza avere bisogno di altro o altri. Siamo molto amici e questa è la cosa importante, perchè più sei legato meglio sono i risultati.
La scena belga è qualitativamente eccellente, meno nomi rispetto ad altri paesi ma tutti ottimi, basta pensare ai dEUS o ai Girls In Hawaii. Come mai secondo voi?
Non saprei se c'è una ragione, ma in effetti le grandissime band del Belgio diventano poi anche band di livello europeo. Difficilmente ci sono nomi importanti da noi che nessuno conosce all'estero. Penso che una delle ragioni è che il Belgio è un piccolo paese influenzato da diversi paesi attorno anche musicalmente: dal Regno Unito, la Francia, la Germania ed in questo modo di riesce a prendere più o meno il meglio e rielaborarlo bene.
Avete qualche nome che vi piacerebbe promuovere?
Uhm... sai che non ne ho idea... non ho mai ascoltato molto della musica belga. Sono molto più attirato dalla musica inglese.
Quale è la tua vostra band preferita?
Black Rebel Motorcycle Club e i Rolling Stones.
I BRMC sono una delle band prese spesso a riferimento per descrivere il vostro sound che però è influenzato anche da uno spirito più sul blues che può ricordare invece i White Stripes. Da dove arriva questo amore per il blues rock?
Non è che abbiamo mai ascoltato molto blues, ma quando imparavo a suonare la chitarra non ho mai suonato molte cover e mi sono messo da subito a suonare cose mie. Imparando andavo soprattutto ad ascoltare qualcosa che mi interessava tra cui Johnny Winter e penso che in parte derivi da questo.
Com'è il songwriting all'interno di voi due?
Generalmente abbiamo qualche idea per conto nostro che registriamo e ci giriamo i vari file per vedere se può nascere qualcosa o se ci piace ad entrambi. Poi ci lavoriamo sopra e vediamo se da quello che esce poi in studio si arriva ad una canzone.
Una volta finito di scrivere e pensare un pezzo lo presentiamo al nostro produttre che ci fa capire quale strada sarebbe meglio percorrere con un certo brano dato che sarebbe difficile per noi giudicarlo, mentre lui essendo esterno può essere più onesto. Siamo molto critici con il nostro lavoro e ogni volta è importante avere qualcosa che ci può dare una buona ed onesta opinione.
In studio invece registriamo quasi sempre in presa diretta perchè ci piace la sensazione quasi da live che così riusciamo ad avere.
L'apprezzamento dell'album vi ha portato ad essere definiti una delle band da seguire per quest'anno e quelli a venire. Avevate mai pensato di poter essere contornati da una sorta di hype attorno al vostro nome?
E' sempre stato qualcosa a cui ambivamo avere un po' di attenzione intorno e siamo felici di poter così andare in giro in Europa a presentare la nostra musica. In Belgio abbiamo già avuto un buon successo e molti ragazzi giovani vedendo il nostro successo stanno mettendo in piedi dei gruppi e questa è una sensazione strana ma bellissima.
E' un po' un problema che abbiamo invece in Italia dove le giovani band che hanno successo e che vengono prese come riferimento per i giovanissimi sono band assolutamente senza aluna qualità emerse da concorsi televisivi tipo American Idol o concorsi simili sulle tv commerciali e quindi chiaramente diventa molto difficile fare musica di qualità.
Adesso possono prendere noi come esempio.
Eheh magari! Quando avete iniziato a scrivere e registrare l'album avevate un obiettivo come pubblico e come target oppure non avete pensato a chi potesse rivolgersi?
Penso che l'idea iniziale fosse rivolgerci ai giovanissimi dai 16 ai 22 anni, anche perchè erano quelli che più facilmente potevamo raggiungere rispetto alla gente di 30-40 anni. Dalle nostre parti siamo abbastanza conosciuti in quel target quindi era naturale rivolgerci innanzitutto a loro. La cosa bella è vedere ai nostri concerti generalmente le prime file piene di giovanissimi e le persone più grandi sul fondo e poi a fine show vedere che queste vengono davanti a farci i complimenti, a dirci che gli ricordiamo i tempi in cui loro erano teenager, che abbiamo molta energia e che si sono divertiti.
L'album è uscito come ve lo aspettavate?
Meglio, decisamente meglio.
Vi piace ancora riascoltare il vostro album?
Non lo ascoltiamo molto o comunque è da un po' che io non lo faccio, ma quando lo avevo sentito ero rimasto davvero soddisfatto.
Eravamo un po' spaventati dal lavoro in studio e quindi non avevamo bene idea di come sarebbe uscito.
E' stato più difficile del previsto il lavoro in studio?
Sì, è stato davvero molto impegnativo. Soprattutto quando siamo stati in studio anche 12-14 ore di fila a registrare è stato un periodo estenuante.
Per quanto tempo?
Siccome lo studio era molto costoso ci siamo chiusi in studio per una settimana fermandoci solo per mangiare.
Abbiamo fatto una settimana in uno studio molto bello per la parte ritmica, mentre poi ci siamo spostati in uno studio più economico per altre due settimane per la parte vocale.
Alla fine magari è stato anche meglio così, siete riusciti a catturare a pieno l'energia senza rilassarvi.
Sì sì, se pensi ai Guns'n'Roses che ci han messo quanti anni per fare il disco?
Sedici forse?
Sì appunto ed alla fine non è nemmeno bello il disco.
Che programmi avete per il resto dell'anno?
Suoneremo in molti festival quest'estate, ma nel frattempo tra uno e l'altro ci metteremo a lavorare su diversi brani.
Quindi non ci sarà da aspettare troppo per il nuovo album?
No, penso sia già stato stabilito che uscirà a Gennaio 2010. Abbiamo già diverse idee ma nessuna è già stata sviluppata a pieno. Alcuni brani sono quasi ultimati, ma dobbiamo un po' rivederli quindi comunque c'è ancora da lavorare.
C'è qualche festival che aspettate con particolare interesse?
Sì, credo il Paleo a Nyon perchè ci han parlato in maniera ottima in parecchi per la location che pare essere davvero molto molto bella.
Ragazzi grazie mille per il tempo a disposizione.
Grazie a te, a presto ciao!
INFO:
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