Official Secrets Act


A cura di Eleanor, Martedi, 8 settembre 2009


Incontriamo Tom Charge Burke e Lawrence James Diamond rispettivamente il cantante e il bassista degli Official Secrets Act in occasione del loro concerto nella serata del venerdi del Magnolia Parade.
A mio fianco in questa piacevolissima chiacchierata il collega e amico Stefano Bartolotta, ecco cosa ci hanno raccontato:

E. Siete soddisfatti del concerto? Non è la prima volta che suonate in Italia, come vi sentite?
T. Milano ci piace e questo posto è uno dei più belli in cui abbiamo mai suonato, seriamente penso che sia tra i migliori club in Europa, davvero siamo stati in giro ormai in tutta Europa e il Magnolia è tra i posti più belli che abbiamo visto.

S. Confrontando il live con il disco, ho la sensazione che dal vivo il suono sia molto più basato su chitarra, basso e batteria rispetto al disco in cui la componente elettronica mi sembra molto più in vista.
T. Non vogliamo essere una band che va sul palco e fa le cose come in studio. Lì ci piace esplorare il suono, tutti i vari modi in cui possono essere utilizzate le tastiere, e i vari intrecci che esse possono avere con gli altri strumenti, ma dal vivo vogliamo più dare l’idea di un party, e che ci sia un’esplosione delle nostre emozioni, quindi il tutto è più aggressivo ed elettrico e questa impostazione è estremamente voluta.

S. Ascoltando il vostro disco (e io l’ho fatto moltissime volte in questi mesi) ho pensato che è molto gioioso, proprio in un momento in cui in Inghilterra quasi più nessuno sembra voler far uscire album di questo tipo, vogliono tutti essere o arrabbiati o sofisticati. Siete d’accordo e, se sì, può esserci una ragione ben precisa?
T. Ho notato che conosci il disco molto bene, cantavi tutte le parole durante il concerto! Comunque ora siamo di stanza a Londra, ma abbiamo vissuto in vari posti in Inghilterra e trovo che in giro ci sia molta disillusione ed in realtà anche nei nostri testi ci sono paura e scetticismo. Lo scopo di fare musica, comunque, dovrebbe essere quello di dare gioia a chi ti ascolta: questo è il modo in cui facciamo musica e anche in cui viviamo come persone, nonostante i problemi che ci circondano.
L. Se pensi al grande pop o al grande rock, entrambi prendono questa paura e questa tristezza e la trasformano in qualcosa di positivo. Pensa ad una serata come questa: c’è musica, gente, tutti ballano e vogliono stare insieme, e ciò che vogliamo fare noi è trasformare le sensazioni negative in qualcosa che rispecchi lo spirito di un evento come questo.

E. Quali sono i gruppi che ascoltate più spesso?
T. Tra gli attuali, i Mystery Jets e i Late Of The Pier. Del passato amiamo soprattutto un certo lato degli anni Settanta.
L. Gruppi come i Roxy Music, o il Bowie del periodo con Brian Eno, insomma chi ha usato molto i sintetizzatori. Comunque la musica che ascoltiamo non è l’unica nostra fonte di ispirazione, ma lo sono anche i film che guardiamo, o i libri che leggiamo o i posti in cui viaggiamo.
T. Troviamo che la gente dovrebbe dare più valore all’Europa nel suo complesso. Tutti prestano più attenzione agli Stati Uniti, ma noi preferiamo dare un occhio di riguardo all’Europa.
L. In futuro potremmo diventare un incrocio tra ACDC e Kraftwerk…

S. A proposito dell’esplorazione del suono di cui dicevate prima, come la gestite a livello pratico?
T. Intanto penso che sia qualcosa che valga la pena fare, è bello unire riff spigolosi di chitarra insieme con l’attitudine sensuale dei sintetizzatori. Ma questo in realtà è ciò che già fanno molte altre band, e noi vogliamo fare qualcosa di più.
L. Noi lavoriamo tutti insieme senza che ci sia alcun ragionamento dietro, ma in base a come ci sentiamo e anche a cosa stiamo ascoltando in quel momento, e può capitare che uno di noi stia ascoltando Bowie ed un altro gli Iron Maiden e dica “voglio metterci questo riff” ma l’altro intanto ribatta “e io voglio metterci questa tastiera” e se fossimo come ogni altra band sceglieremmo tra l’una e l’altra cosa, invece mettiamo tutte e due.
T. Penso che questo tipo di songwriting faccia rendere al meglio le sensazioni che caratterizzano la canzone. Inoltre troviamo che lavorare in questo modo sia utile per riuscire ad utilizzare i sintetizzatori in modo più ampio rispetto al normale.
L. Noi speriamo che il nostro lavoro rappresenti la nascita di uno stile musicale prettamente europeo, che unisca tutto il Continente.

S. Quindi non avete un songwriter principale che scrive da solo con la chitarra o il pianoforte?
T. No, gli Official Secret Act sono un qualcosa che vuole rivolgersi a più gente possibile, e secondo noi un disco che sia il risultato del lavoro di tutti è più adatto a questo scopo.
L. Trovo che l’unione delle idee sia molto più interessante del conflitto tra esse.

S. Ascoltando il vostro disco, ho pensato spesso che sembra una metafora dell’evoluzione della vita, perché le prime canzoni sembrano più da teenager, mentre le ultime sono decisamente più adulte.
T. Tu sei un genio, vuoi lavorare per noi e farci i prossimi comunicati stampa? Questa è la cosa più bella che ci sia mai stata detta! Trovo che in Inghilterra molte band pensano che sia ok comprarsi chitarre e sintetizzatori e stare su un palco, bere birra e sentirsi una rockstar, noi invece oltre che voler esplorare il suono, vogliamo fare lo stesso con i sentimenti, e l’amore o la depressione non sono solo sensazioni da teenager. Se volete solo canzoni giovanili andate ad ascoltarvi un’altra band. Noi non rappresentiamo la generazione dell’i pod, ma quella del vinile.

E. Sono stata a Reading recentemente e c’eravate anche voi…
L. Sì, dov’eri che non ti abbiamo vista?
E. C’ero, c’ero, e mi sono divertita molto!
T. Hai visto i Radiohead?
E.No, purtroppo ho potuto fare solo venerdì e sabato ed ero molto triste quando ho saputo che hanno aperto con Creep.
T.Sì ma il momento migliore è stato quando si è messo a cantare Maps degli Yeah Yeah Yeahs.
S.Beh tanto i Radiohead li avevamo visti a Milano un anno fa, quindi poco male.
T. Pensate che settimana scorsa abbiamo fatto un festival in Austria e suonavamo alla stessa ora dei Radiohead!
S.Nooo, non ci sarà stato nessuno a vedervi!
T. Invece no, c’era gente, e un ragazzo in prima fila aveva un cartello con scritto “Avremmo potuto vedere i Radiohead, ma siamo innamorati degli Official Secret Act”!

S. Grande! Parlando dei testi, la mia frase preferita è “everything is better with a girlfriend who is ten times cooler than you are”. Vuoi dirmi qualcosa su queste parole?
T. Vuole essere una specie di battuta, comunque penso che se tu stai con qualcuno che ritieni molto migliore di te, non solo ti rende felice ma fa sì che tu abbia molta più fiducia in te stesso.

E. Chiudiamo con la classica domanda su quali sono i vostri progetti futuri
T. Adesso abbiamo dei concerti in Spagna, poi un altro paio a Londra, dopodiché andremo in un posto segreto per lavorare al secondo album.
S.Beh, gli Official Secret Act non possono che andare in un secret place… Comunque avete già un’idea di come suonerà o è troppo presto per dirlo?
L. Ora come ora è troppo presto, dobbiamo tirare fuori un po’di canzoni prima.

S.Sì ma fatemelo sapere per tempo, vi ricordo che devo lavorare ai vostri comunicati stampa!
T. Sì sì ci risentiamo nei prossimi mesi!


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