La Fame di Camilla


A cura di George, Lunedi, 28 settembre 2009


Nati appena nel 2007, La Fame di Camilla è una di quegli esempi di band cresciute esponenzialmente grazie al passaparola di internet fino ad arrivare alla firma con una major, esattamente come spesso ci capita di raccontare delle giovani band inglesi. Invece in questo caso parliamo di un gruppo italiano, o meglio italo-albanese, terra di origine del leader della band Ermal Meta. Proprio con Ermal abbiamo avuto il piacere di fare una telefonata per conoscere meglio il gruppo ed il disco d'esordio omonimo uscito questo mese nei negozi.

Com'è nato il successo della Fame di Camilla?

Siamo nati nel 2007 e grazie a myspace ci siamo fatti conoscere partecipando ad una marea di concorsi online e sempre grazie ad internet siamo arrivati alle orecchie di Alessio Bertallot che ci ha passato sul suo programma a Radio Deejay. Questo è stato l'incontro o comunque lo spartiacque che ci ha permesso di iniziare a girare fino a fare il primo vero e proprio concerto nell'Agosto del 2007. Grazie a questo ed al primo ep siamo finiti su Radio Rai e da lì è nato il tutto.

Parliamo del disco: è stato frutto di un lavoro di studio oppure scritto di getto?

In realtà non è un disco inteso come una lavoro a sè, è l'insieme di tre anni di canzoni, di tre anni della nostra vita. Lo abbiamo messo insieme dopo la firma con la Universal perchè non pensavamo assolutamente di poterlo fare così presto.

Com'è nato il contatto con la Universal?

Eravamo al MEI ed abbiamo avuto modo di conoscere quello che è poi stato il nostro contatto con la Universal. Siamo rimasti ovviamente molto sorpresi che ci proponessero subito un contratto, anche perchè eravamo, così come siamo tutt'ora, impegnati soprattutto a fare e scrivere musica.

E' stato difficile mettersi così di getto al lavoro?

Le difficoltà sono state nel gestire da un giorno all'altro la necessità di fare un disco prodotto interamente da noi, non abbiamo avuto tempo di imparare e crescire pian piano è stato come un salto nel vuoto.

Com'è il disco allora? Come lo descriveresti?

E' un disco onesto. Ci tengo a sottolineare l'onestà artistica. Volevo raccontare delle cose senza pensare se sarebbe stato bene o male farle in un certo modo, senza pensare all'effetto che poteva avere sulla gente. I testi così sono sinceri, talvolta autobiografici altre volte storici. C'è un brano che per me che sono di origine albanese ha un significato molto personale che è 28.03.1997, che magari per molti può dire poco come nome, ma racconta una tragedia che invece mi riguarda profondamente.
Non mi piace conosiderarlo come un prodotto per qualcuno, questo è il frutto soprattutto di un tv generalista che ti chiede qualcosa di specifico per qualcuno. Questo disco siamo invece noi.

Come definiresti la vostra musica?

Noi facciamo pop e non me ne vergogno di usare questo termine. Quando riarrangiamo un pezzo pensiamo innanzitutto a quello che piace a noi, cercando di trovare un equilibrio perchè ovviamente possiamo anche arrivare agli estremi.
Noi scriviamo canzoni che hanno una certa melodia ed una certa ritmica, poi subentra invece il nostro gusto personale nei riarrangiamenti nei quali invece a me paice molto sperimentare.

Verso che gusti musicali vi muovete?

Particolarmente amimamo un po' tutti la scena nord-europea con i nomi sacri tipo Radiohead o Pink Floyd ma anche Mogwai o Sigur Ros.

Spesso siete stati avvicinati a due nomi come Coldplay e Negramaro, è uno stimolo o un fastidio?

Ovviamente fa piacere, penso che per i Negramaro sia soprattutto per una questione territoriale o di similitudine di voce perchè al di là della distanza tra Bari e Lecce non abbiamo moltissimo in comune. Per i Coldplay invece "sti' cazzi", cioè massimo rispetto, magari arrivare a fare un quarto di quello che han fatto loro, sono però troppo in là per pensare ad un paragone.

Quali sono i piani per i prossimi mesi?

Adesso partirà insieme al disco un primo tour in giro per l'Italia visto che finora non abbiamo ancora quasi mai avuto modo di girare troppo. Dopo mi piacerebbe fare un tour anche in acustico magari verso fine anno o nel 2010.

Ci sono già idee e brani per un secondo disco?

Abbiamo scritto 26/27 canzoni per questo disco ed una parte di esse la teniamo lì perchè sicuramente potrebbe tornare utile per il secondo album, anche se comunque stiamo continuando a scrivere musica tutt'ora.

COMUNICATO STAMPA

LA FAME DI CAMILLA
"La Fame di Camilla"

Data di pubblicazione: 11 settembre 2009

La fame come insaziabile inquietudine, come inesausta ricerca di sé stessi, cammino sulle tracce di brevi barlumi e bagliori di felicità.
Questo e molto altro ancora è La Fame di Camilla, il disco d’esordio omonimo composto da 12 tracce.

È la batteria di Globuli ad aprire il cd e a scandire la leggera vertigine dell’entusiasmo del cuore, segue Pensieri e forme, una ballata romantica. La terza traccia è il primo singolo estratto dal lavoro: Storia di una favola, tra il basso e la solarità della chitarra acustica conduce lungo un sofferto percorso di rinascita.
Come il sole a mezzanotte scandita tra le distorsioni rock del ritornello, è un’esplorazione introspettiva nel bisogno di credere in sé stessi. Non amarmi così è sospesa tra raffinato synth-pop e alternative-rock.
Una chitarra acustica e arpeggi di chitarra elettrica solcano invece 28-03-97, delineando una sofferenza che pietrifica,  perché ignorare il dolore non è il modo migliore per diventare felice.

Quasi ad inaugurare il lato B di un ideale LP, parte la delicata Sperare, voce e chitarra che si distendono nell’ariosità degli archi. Segue l’onirica Nuvole di miele, un piano classico puntellato da un beat meccanico, per poi arrivare al rock di Quello di cui non parli mai preludio per precipitare nella vertigine della tesa e frenetica di 39, per poi risalire nel pathos del pianoforte di Piccole cose (che sai ignorare).
Chiude il disco la struggente Ne doren tende (Nel palmo della tua mano), in lingua albanese, un’immersione nei frammenti di memorie delle origini dal sapore dolceamaro.

Registrato presso gli Stone Room Studios e gli Itaca Recording Studios di Bari, missato presso Itaca Recording Studios da Mirko Patella e Roberto Matarrese e poi masterizzato a Londra da John Davis (R.E.M., U2, New Order, Damon Albarn, Snow Patrol, Bloc Party, ecc.).

TRACKLIST:

1.Globuli
2.Pensieri e forme
3.Storia di una favola
4.Come il sole a mezzanotte
5.Non amarmi così
6.28-03-97
7.Sperare
8.Nuvole di miele
9.Quello di cui non parli mai
10.39
11.Piccole cose (che sai ignorare)
12.Ne doren tende

INFO:

http://www.myspace.com/lafamedicamilla


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