Sweethead
Capitanati dal chitarrista dei Queens Of The Stone Age Troy Van Leeuwen e dalla carismatica Serrina Sims, gli Sweethead sono arrivati sulle scene nel 2009 per farsi largo nel mondo del rock duro che ha fatto grandi proprio i Queens. Due uscite lo scorso anno, un ep "The Great Disruptors" e quindi il debut album omonimo uscito a Novembre nel nostro paese.
Sono passati in Italia come supporter degli Eagles Of Death Metal e non ci siamo lasciati scappare la possibilità di conoscere da vicino innanzitutto Troy e poi tutta la band al completo.
Allora ragazzi come sta andando questo tour?
Oh alla grande.
Troppo divertente, bellissimo.
Meglio di quanto aspettavate?
Decisamente meglio, soprattutto qui in Europa la reazione del pubblico è incredibile. Qualcosa di davvero unico ed irripetibile da altre parte. Le canzoni vedi che le amano proprio.
Partiamo dagli inizi, come vi siete incontrati e quando avete deciso di dare vita a questo progetto?
Ci conosciamo da un po' di tempo. Io e Troy Van Leeuwen ci siamo visti tramite gli A Perfect Circle, i QOTSA... In generale diciamo che avevamo tutti dei punti di contatto, come se fossimo una grande famiglia. C'è stato un momento in cui per via della pausa di Troy dai Queens perchè Josh (Homme, ndr) era impegnato in altri progetti abbiamo deciso di buttarci con gli Sweethead.
E' stato facile mettervi d'accordo su stile, genere, come scrivere le canzoni?
E' diventato facile con il passare del tempo mentre ci conoscevamo sempre meglio.
Alcune cose sono nate davvero spontaneamente, tutte legate all'istinto, qualcosa di irrazionale. Altre invece è stato come fare un viaggio nello spazio. C'è voluto del tempo per trovare gli ingredienti giusti.
Quale è la cosa che rende gli Sweethead diversi ed unici rispetto a tutti i vostri vari progetti precedenti?
Ogni progetto è diverso e dipende dalle persone che vengono coinvolte. Ogni cosa che fai suona diversa dalle altre e la cosa più importante è cercare di non rifare mai le stesse cose e lasciare che sia il destino a decidere come devono uscire.
Allora quale è la migliore caratteristica degli Sweethead?
Siamo sexy!
Ah ah, allora dimmi come nascono le canzoni?
Dipende da brano a brano. Alcuni brani nascono da ciascuno di noi, altri invece li abbiamo scritti davvero tutti insieme in studio o a coppie a seconda dei momenti. Non c'è mai stato, almeno finora, una regola.
Quanto tempo ci avete messo a realizzare il disco?
La scrittura come ho detto prima.... uhm no forse era una altra intervista...
Scusalo, ma è già ubriaco!
Ah ah ma no, figurati, dai Troy questa è l'ultima di giornata
Eh eh no sto cercando di rendere tutte le interviste diverse e più interessanti le une dalle altre, giuro!
E' stato un progetto che per un anno quasi è stato un po' acceso/spento, perchè avevamo anche altri progetti e quindi lo portavamo avanti quando possibile. Abbiamo suonato il nostro primo progetto a Dicembre e poi siamo andati ancora in tour. Direi che siamo stati attivi continuamente da Dicembre in poi comunque.
Siete degli stakanovisti insomma, non vi volete fermare mai... di solito gli artisti anche con diversi progetti preferiscono fermarsi dopo un tour e riposarsi prima di ripartire
La regola è andare sempre più veloce!
E' quello che mi viene naturale e spontaneo fare, cioè il cambiare progetti e lavorare su cose diverse è quello che mi eccita e mi tiene attivo e non mi fa sentire l'esigenza di fermarmi.
Se sei una persona ispirata e creativa non puoi fermarti, è una cosa che ti uccide.
Non siamo gente che ha bisogno di grandi pause comunque, se proprio ho bisogno di relax mi bastano tre o quattro giorni e poi sono pronto a ripartire.
Cosa ha ispirato i testi del disco?
C'è un linguaggio nella musica prima ancora che scrivi davvero un testo, quindi se ascolti il disco senza testo secondo me in parte puoi già immaginare di cosa può parlare, ma è una cosa che dovrebbe succedere per tutta la musica. Nasce prima la musica e poi i testi che sono folli. Anche se poi in realtà parlano del mondo, di quello che vediamo e che ci ispira, anche se non hanno magari un diretto contatto con la realtà.
Il disco suona molto diretto, veloce...è una cosa che avete cercato o è nata spontaneamente così?
Credo che un disco rock si debba scrivere quasi in un giorno. Adoro quegli album-showcase e credo che quando si riesce ad arrivare a quel punto puoi dire di aver davverto trovato l'alchimia perfetta nel gruppo.
E' una cosa che ci fa molto piacere che sia un disco diretto. Non volevamo fare un disco pesante.
Il vostro nome deriva da un brano di David Bowie come si è detto? Siete suoi fan?
Sì ci piace, ma in realtà non era direttamente un omaggio a David Bowie anche se lo abbiamo preso da lui.
Il nome di un gruppo oramai non conta mai troppo, ce ne sono talmente tanti.
Sweethead è un bel nome perchè è una parola sola ed è diretto, chiaro, esplicito. Rimanda all'idea del sesso orale e poi richiama la canzone di Ziggy Stardust che è un esempio di un artista che è sempre stato controcorrente, che ha sempre fatto qualcosa di oltre, di estremo, espliito, eccessivo.
Avete già fatto una cover dei Kinks, pensate di farne una anche di David Bowie un giorno?
Oh sì magari!
L'immagine è qualcosa di importante per voi? Siete anche fortunati che avete in gruppo una ragazza come Serrina...
Oh grazie! Beh no dai anche per Eddie (Nappi, ndr)!
Sì, lui è un bel ragazzo però...
Eh eh. Non credo che siamo una band che segue le mode o uno stile, ognuno ha il suo. Fare parte di una band attira comunque i riflettori su di sè ed in qualche modo sei portato ad avere un modo di presentarti che è counque una immagine che vuoi dare di te e del tuo gruppo.
Info:
http://www.myspace.com/sweethead
http://www.sweethead.net/
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