Hacienda
A cura di Eleanor, Martedi, 19 gennaio 2010
Continua il nostro viaggio alla scoperta dei gruppi italiani che ci rendono fieri della nostra musica. Questa volta abbiamo incontrato i toscani Hacienda poco prima del loro concerto milanese alla casa 139 del 15 Gennaio.
Coi ragazzi abbiamo parlato di musica e non solo, e ovviamente al mio fianco non poteva mancare il mio amico e collega Stefano Bartolotta:
S: Ok, ragazzi, prima domanda.
E: Sembra un esame! Allora ragazzi, avete studiato?
S: Sul vostro Myspace si legge che avete pubblicato l'Ep l'anno scorso però prima di farlo avete voluto suonare molto dal vivo prima della pubblicazione ufficiale, secondo me è una cosa molto bella che un guppo dica di voler suonare tanto prima di pubblicare un disco, cosa mi dite sull'importanza di avere una solida preparazione dal vivo prima di lanciarsi sul mercato discografico?
H:-Più che altro essendo uscito nel 2009 l'album di un gruppo italiano la cui intenzione è un album di un certo genere che comunque rimane abbastanza ghettizzato diciamo che c'è una linea abbastanza sottile tra una cosa ganza e una costa scontata o derivativa, paracula diciamo, quindi era più semplice per noi farci conoscere facendo molte date e suonando parecchio e arrivare ad un punto in cui l'ep era il passo successivo e non il contrario, questa cosa alla fine si è dimostrata molto utile perchè facendo in giro le date di promozione dell'ep torni in posti dove la gente ti ha già conosciuto.
-Oltre ad aver fornito elementi proprio nella scrittura perchè comunque essendo in giro in cinque si arrichisce l'esperienza di quello che puoi dare nel pezzo, e non solo a livello di musica. Le esperienze che abbiamo vissuto sono state usate per comunicare qualcosa.
-Poi non riguarda per me solo il fatto della musica. Dopo aver fatto tante date in giro sai come muoverti a livello di tempistica, non sei il ragazzino che ha fatto un ep e non sa come muoversi, sai i tempi stabiliti per il soundcheck o quant'altro e aver alle spalle tutte queste date ti aiuta molto per adattarsi a tutte le situazioni che si possono creare.
S:Prendo spunto da quello che ha detto prima Alessandro, è vero che c'è una sottile linea tra una cosa sempliciotta e una cosa lineare e fatta bene e a me comunque sembra che non andate dietro alla canzone in maniera meccanica ma che ognuno di voi ha una capacità di suonare e si sente eccome, in certi momenti mi sembra proprio che alcune canzoni non vadano nella direzione in cui ci si aspetta a livello di melodia, è una cosa che avevate già pensato prima, cioè avevate deciso 'quando non siamo un gruppetto esordiente e basta usciamo' o è una cosa che è nata naturalmente?
H:-Il fatto è che noi siamo dei musicisti prima ancora di formare questa band, ognuno di noi ha suonato il proprio strumento per anni in modo quasi maniacale prima del concetto di band, quindi diciamo che non siamo stati svezzati solo dall'ascolto di dischi, quindi la band, il comporre, il passare dalle cose che ascolti non è arrivato subito, perchè inizialmente volevamo solo suonare, capire come arrangiare i pezzi in modo da non fare le cose nella maniera più semplice possibile, poi sai, noi ci siamo formati che avevamo 16-17 anni e l'ep è arrivato molto dopo, diciamo in un momento di psedo maturazione artistica rispetto a quella che eravamo all'inizio, magari eravamo solo quattro regazzini che traevano ispirazione da quei due o tre punti di riferimento mentre quello adesso è lo spunto per altri ascolti che non sono direttamente riconducibili a quello che facciamo ma comunque ci hanno influenzato. Non c'è mai stato un discorso del tipo 'dobbiamo arrangiare i pezzi perchè poi viene una cosa troppo banale e fa schifo' ma diciamo che uno di noi porta una melodia e poi viene arrangiata da tutti.
-Ognuno mette del suo, anche in base alle esperienze che ognuno di noi assimila in un live poi porta qualcosa di nuovo al proprio strumento e poi di conseguenza qualcosa di nuovo anche al pezzo che stai scrivendo.
-Per quanto riguarda il discorso della maturità che si diceva prima, c'è anche da dire che magari inizialmente la melodia seguiva un riff principale perchè era la cosa più naturale che ti viene in testa, il riff tira e la voce gli va dietro, ora invece più canzoni fai, più ti amalgami insieme, più componi e più ti viene naturale comporre qualcosa di meno scontato.
-Poi diciamo che magari nell'intenzione della band poteva essere quella di pescare tra le influenze delle cose che ascolti, e se prima erano pochissime poi col tempo si sono allargate ed è stato quello anche a farci fare il passo vero e proprio, non solo il fatto che abbiamo fatto un anno e mezzo di live, quello sicuramente ci ha aiutato tantissimo, anche a essere più sicuri, però a livello di scrittura penso che quello che ascolti sia poi quello che ti aiuta per quello che poi esce fuori.
S:Nella mia recensione ho scritto: Kinks, Jam e Smiths. Siete d'accordo?
H: Si, si!!!
S: Altre cose più moderne? Penso a tutto il Brit Pop anni novanta.
H: Si, il brit pop, la scena inglese in generale dalla fine degli anni '80 sono le cose che di base ci hanno appassionato per formare il gruppo, poi dalle radici ascolti le radici delle radici e le cose che si ricollegano a quello quindi per forza si allargano gli spazi.
-E' un circolo vizioso, ti ci perdi dentro!
-Poi avendo anche molta passione nell'ascoltare i dischi e non è un a cosa che fai perchè la devi fare a livello dei pezzi di un gruppo è una cosa che può portare solo del buono, spazi dal soul all'elettronica al folk americano, alla fine c'è a chi piace e a chi non piace ma non ti va a porre dei limiti, cioè non è come a 14 anni che dici 'ascolto solo gli oasis' o 'ascolto solo pavarotti!'
E: E certo, la classica frase di un quattordicenne 'Ascolto solo Pavarotti'!!
H: Si e poi va in giro con la maglietta 'I Tre Tenori'!
S: Eh sì, proprio il classico quattordicenne!
S: Ma quindi le canzoni come nascono? Uno porta la melodia e poi gli altri arrangiano il pezzo?
H: Si in linea di massima sì, per i pezzi nuovi abbiamo fatto così, uno porta testo e melodia e poi viene arrangiato insieme, anche per dargli la forma.
S:Come vi avevo detto l'altra volta a Bologna (gli Hacienda avevano aperto per il concerto dei 1990's in luglio, NdR) 'Mirrors' è il pezzo che mi piace meno e quando ho chiesto ad Alessandro come mai l'avevate inserita mi ha sbrigativamente risposto: lo dovevamo fare!
H: Ahah, è vero! Ci hai beccato in due live dove la dovevamo inserire per forza!
S: Ma come è nata? Perchè comunque è diversa dal solito
H: Era effettivamente un momento in cui non stavamo scrivendo tanto, ed eravamo presi dalle cose un po' più modaiole quindi ci è venuta spontanea, però effetivamente si discostata dalla natura di quello che solitamente facciamo.
- anche Lp non si muove in quelle direzione infatti.
S: Quindi in futuro non ci sono possibilità che tornate su certe sonorità
H: Non non credo almeno che non torni un'infatuazione del genere e Ale arrivi con le reebook pump e la bandana in testa e la maglietta di Dr Dre!
S:Tornando al discorso della musica dal vivo, l'altra sera stavo discutendo del fatto che ormai chiunque può farsi un disco senza avere un budget esagerato, anche col fatto che ormai chiunque può fare musica chiuso nella propria camera con un pc, l'unico paramentro per valutare che un gruppo è bravo oppure no dovrebbe essere su come suona dal vivo, siete d'acordo?
H: Si, ma non necessariamente. Magari un gruppo ha fatto sei concerti e lo becchi l'unica sera in cui fa cagare, bisogno unire tutte e due le cose perchè alla fine tu non è che ti vai a vedere un tour intero, becchi la data.
-E poi comunque chi suona ha anche scritto la canzone, se la sa suonare è un discorso di metà e metà.
-E' un po' il caso dei Libertines.
-Si ma dai Libertines non è che ti aspetti un concerto perfetto, lo devi sempre mettere all'interno di un contesto, dai Libertines ti aspetti che suonino da punk.
S: Cioè per esempio, i Killers del 2005.
H: A me fecero schifo.
S:E' pensa che per me invece hanno suonato meglio di quando li ho visti sei mesi prima, però se li vedi adesso i Killers sono abbastanza fighi
E: No, lo sai che non sono assolutamente d'accordo. I killers hanno suonato da Dio al concerto al Rolling Stones del 2006, concerto che non ha nulla a che fare con quello dell'anno scorso, terribilemnte sotto le aspettative.
H: Ah quello dove sembravano gli 883?
-Beh loro hanno un mega studio di registrazione americano da miliardi di dollari, ascoltando il cd ti aspetti tutt'altro rispetto a quello che poi è il concerto.
E: Ma poi totalmente fuori tempo, certo belle le scenografie
H: Prodotte dalla Nasa!
E: E anche po' 'venite a vedere quello che gli U2 hanno scartato', ma alla fine al di fuori delle canzoni più famose non ti hanno coinvolto come un gruppo come i Killers ti aspetti che faccia.
H: Poi per noi il problema del concerto dei Killers del 2005 e che ancora ci fischiavamo le orecchie per il concerto al Transilvania dei Kasabian...
-Ah certo, i Kasabian quella sera lì hanno fatto un concerto incredibile secondo me, e lì vedi avevamo il loro cd ma non ci aspettavamo che dal vivo potessero essere cos fenomenali. Poi i pezzi del primo disco dal vivo è meglio del terzo, hanno un groove incredibile.
S: Però secondo me il terzo è meglio di 'Empire'.
H: Si certo, ma il primo resta il migliore. Poi secondo me è un peccato che se ne si andato Karloff perchè aveva un feeling creativo con Pizzorno incredibile.
-Fermo restando che il terzo disco è favoloso
-Si certo, ma non c'è più quell'aspettativa del live come dopo il primo disco che ti han fatto un concerto che sei uscito biondo
-Poi è anche sbagliato aspettarsi sempre e comunque che un gruppo suoni come i Led Zeppelin. Uno dei mie gruppi preferiti, i Doves, quando li ho visti a Benicassìm han fatto un concerto deludentissimo, un concerto pallosissimo.
S: Quando li ho visti io avevano i suoni sballatissimi
H: No ma hanno sempre i suoni sballatissimi, il fonico deve avere qualche problema.
- Ma anche quando siamo andati a vedere i Libertines all'Indipendent Day è stata una delusione, perché poi lì era un festival grande...
S: Sì però lì non c'era già più Pete Doherty
H. Infatti è stato come vedere i Queen con Paul Rodgers
- Poi comunque va anche detto, tornando al discorso del contesto di un live, che se un gruppo inglese viene a Firenze a suonare e non ci va nessuno è un conto, se li vedi nella loro città dove ci sarà un sacco di gente sarà per forza più bello
S: Tipo gli Enemy
H: Sì infatti, chi li ha visti in Italia ha detto che sarebbe stato meglio stare a casa a guardare Pappa E Ciccia, chi li ha visti a Londra dice che sembravano i Sex Pistols
S: Però io ed Eleonora vi possiamo dire che quando sono venuti a Milano gli Hot Club De Paris hanno comunque spaccato anche se il locale era deserto, e lo stesso Vincent Vincent & Thew Villains
H: Magari loro suonano sempre bene perché sono dei musicisti incredibili.
S: Voi risentite dell'effetto negativo di quando non c'è nessuno a vedervi?
H: A dicembre siamo stati in Austria e Germania ci siamo trovati davanti a 10 persone, però poi se 6 di questi ballano come dei matti la voglia di suonare ti viene, e poi tu non vuoi che quei 10 vadano in giro a dire che gli Hacienda fanno schifo dal vivo.
-Devi avere comunque rispetto per chi c'è, e comunque non esiste una ragione al mondo che giustifichi che una band debba suonare male.
-Noi comunque vogliamo che ci siano tutte le condizioni per cui il livello più basso possibile sia comunque suonare bene.
S: Raccontatemi di qualche esperienza che avete avuto in giro per l'europa, o in queste date di cui avete parlato o anche quando avete suonato in Gran Bretagna.
H: Io ne ho una bella. La penultima data in Germania era a Dresda, in un posto bellissimo che sembrava un locale punk anni Ottanta. Arriviamo lì due ore prima del soundcheck e così io esco e mi vado a mangiare uno di quei kebab enormi che trovi facilmente lì. Poi ci siamo messi a giocare a PES (una nostra mania, non è molto rock però ci piace), io ero in maniche corte così mi sono preso una congestione. Tutto il concerto sentivo che c'era qualcosa che non andava, poi all'ultimo pezzo sento proprio che arriva lo tsunami, lancio la chitarra e scappo giù dal palco.
-Io che ero in un angolino del palco, quando l'ho visto ho pensato "Ma guarda sto idiota cosa fa". Era venuto tutto benissimo, il posto era pieno, eravamo tutti gasati e lui faceva segni tipo "non ci siamo" e noi non capivamo cosa avesse, poi lo vedo scappare in fondo alla sala e noi abbiamo continuato a suonare
-Comunque arrivo in fondo alla sala, metto la mano davanti alla bocca, però così ho fatto l'effetto tipo quando metti la mano attaccata a un rubinetto. Avrò preso in faccia sei persone e queste invece di arrabbiarsi venivano da me ad abbracciarmi e a dirmi "sei un grande! Sei un vero punk!" E io ero a terra a vomitare con la mano in alto a chiedere scusa e questi mi prendevano la mano tutta piena di vomito per complimentarsi!
-Noi altri intanto sul palco non capivamo cosa fosse successo e abbiamo detto la prima cosa che ci è venuta in mente, cioè "scusate, non si è sentito bene" ed era vero! Pensavamo si fosse ubriacato e invece vomitava per la congestione.
-Troppo facile vomitare da sbronzi. Comunque qualche flash è scattato, ma meno male che non sono uscite le foto, e comunque ero felice che loro stessero continuando a suonare comunque. In generale comunque se vai fuori dall'Italia lo vedi proprio, soprattutto in Inghilterra, che la musica fa parte della cultura quotidiana della gente, quindi i concerti vanno meglio e i dischi vendono di più.
-In Inghilterra la gente non va a vedere il concerto con l'idea di giudicare se è stato bello o no, ma la loro idea principale è esco la sera e vado a divertirmi e stare bene. E poi se sei bravo ti premiano, ti comprano i dischi, ti chiedono informazioni, ma anche se non sei bravo e però con tre note si prendono bene, si divertono e via.
-Noi comunque abbiamo vissuto un'esperienza di questo tipo perché siamo stati al Nord dell'Inghilterra, Manchester, Liverpool e paesi limitrofi, se avessimo suonato a Londra, da quello che ci è stato raccontato, sarebbe stato diverso, lì sono molto più rigidi e fighettini, tutti si sentono più fighi di te. Comunque suonare lì dev'essere una figata, e infatti non vedo l'ora, dovremmo riuscire ad andare quando uscirà l'album vero e proprio, e vi annuncio per la prima volta che sarà in ottobre, anche se al momento non abbiamo nemmeno una canzone... Al massimo facciamo una ghost track di 74 minuti.
S: Poi in quali altri posti avete suonato?
H: Oltre all'Austria e alla Germania, a Praga. Lì suonavamo nel bar dell'albergo dove dormivamo, il concerto era in programma per le nove e mezza ma a quell'ora non c'era nessuno, ma letteralmente nessuno, poi finito il concerto sono entrate una quarantina di persone e abbiamo chiesto di risuonare da capo, ce l'hanno fatto fare e il concerto è andato benissimo.
-Anche a Berlino è stato bello
S: Mi hanno parlato bene della vita notturna lì.
H: Tieni conto che era mercoledì sera e siamo andati a letto alle quattro e mezza e c'era ancora un sacco di gente fuori. Poi anche le situazioni di locali sono imprevedibili, dove suonavamo noi era l'unione tra un fast food e un negozio di tatuaggi che erano connessi nel sottoscala dove poi c'era la sala da ballo.
-Lì c'era scritto il nostro nome fuori tipo teatro anni Cinquanta!
S e E: Ma che figata! L'avete fotografato?
H: Subito! Poi il giorno dopo c'era la festa di compleanno di Lemmy dei Motorhead con dj set degli International Noise Conspiracy, quindi la mattina dopo era già sparito, però abbiamo avuto il nostro momento di gloria.
-Poi dormivamo in un albergo a 50 metri da lì che si chiamava The Wombat
Risate fragorose di tutti
S: Facciamo le ultime due domande extramusicali. Sappiamo che fate parte della gestione di un nuovo negozio di dischi a Firenze. Come sta andando?
H: A Firenze ci sono un paio di negozi di dischi belli, soprattutto di vinili, il migliore si chiama rock Bottom. Un giorno era chiuso e ci siamo detti: possibile che non ci sia un posto dove comprare dischi in questa città? Ma nemmeno che vende i cd masterizzati. Così abbiamo voluto provare ad aprirlo noi, poi se va bene ok, e se va male abbiamo comunque un sacco di dischi.
-Poi per chi non ha il piatto per suonare i vinili non c'è modo comunque di comprare dischi, soprattutto le novità. Al massimo ci sono i centri commerciali, quindi l'offerta non è il massimo. Poi la nostra intenzione è prima di tutto creare un posto dove il rapporto con chi ti vende i dischi non è quello tipo "mi dai il disco dei..."
S: "...Black Rebel Motorcycle Club?" "Com'è che si scrive? Motors cosa?"
H: Appunto, o magari ti dice "guarda sotto la B" e ci trovi Beyoncé, Bjork e i Bandits.
Tutti: Tre nomi a caso!
E: Anche Bon Jovi
H: A parte tutto, l'intenzione è quella di fare arrivare ai ragazzini il più possibile la musica, poi adesso in tanti a Firenze ci hanno visti suonare e il fatto che ci siamo noi in negozio potrebbe spingerli a venire più spesso. Coerentemente con questa idea, teniamo i prezzi più bassi possibile, tutte le novità costano 12.50, e tra le cose del passato cerchiamo di avere tutto ciò che ci piace e che ci ha influenzato. Così se mi chiedi "cos'è questo?" non ti dico "non lo so" ma ci può essere un rapporto, anche confidenziale. Poi abbiamo anche DVD, poi ci sono anche dei divani dove la gente può stare. Sta andando molto bene, sta vendendo tantissimo
S: Il mio problema con i negozi di dischi italiani sono i prezzi, non esiste andare in un qualunque negozio a milano e dire "toh, c'è il nuovo dei Raveonettes, quanto costa? 19.50", anche perché poi o vado in Internet oppure quelle due volte l'anno in cui vado a Londra vado in giro nei negozi dell'usato o anche a cercare le offerte di HMV e torno con 25 cd spendendo gli stessi soldi con cui qui ne compro 6 o 7.
H: Infatti stando cui in Italia è necessario avere altri canali oltre a quelli classici dei distributori o delle etichette indipendenti per fare una cosa come la stiamo facendo noi e devi quindi servirti dell'Inghilterra, anche andando là. Così un ragazzo entra e ti dice "mi piacciono gli Hacienda" e tu allora gli dai il primo disco dei Futureheads a 5 euro, o il primo dei Franz a 4 euro, e una cosa così non la trovi da nessuna parte, ancora di più in Italia.
-Tra i DVD abbiamo fatto una sezione 'Football Lovers' in cui ci sono i film relativi alla cultura calcistica inglese e poi da fine mse saremo punto vendita ticketone.
-Sì però questa è un'intervista, non uno spazio pubblicitario. Comunque siamo in Via Caduti di Cefalonia 73.
S: Però a me i vostri intenti piacciono, quindi trovo giusto dare spazio a una cosa che in Italia è rivoluzionaria. Qui anche nei negozi indipendenti entri e vedi prezzi assurdi, a Milano non ce ne sono, a Bologna c'erano questi due famosi, Nannucci e Disco d'Oro, poi un anno fa Nannucci ha chiuso e leggevo di gente dispiaciuta, ma è giusto che abbia chiuso con i prezzi che faceva!
E: A Milano non mi vengono in mente negozi di questo tipo.
H: Non c'è Buscemi?
S: Vero, Buscemi, ci ho anche visto un instore dei Rifles, me n'ero dimenticato...
E: Lo sanno loro e non lo sappiamo noi...
S: Ultima domanda: poche settimane fa il vostro ep è stato linkato per il download su uno di quei famosi music blog americano, nella fattispecie 'indieelectrorock.blogspot.com'. Cosa ne pensate?
H: Sul fatto di essere presenti su questo blog credo che sia dovuto al lavoro dell'etichetta, tra l'alto noi saremo nella sezione electro, la cosa è più che positiva, e credo che l'etichetta abbia fatto un lavoro in questo senso, per la voglia di essere presenti il più possibile all'estero. Non penso che la nostra presenza su questo blog sia esattamente casuale. Sul download in generale, ci facciamo del male a dire questo perché gestiamo un negozio di dischi, però se un ragazzo viene a vedere gli Hacienda, ha 10 euro in tasca, il disco costa 8 euro ma mentre suoniamo si prende una birra, fa bene a scaricarsi il disco gratis.
-Poi se gli piace la volta dopo magari se lo compra.
-Certo che coi prezzi che ci sono, 21 o 22 euro per un disco, 17 euro per un gruppo esordiente italiano, io capisco chi scarica.
S: Infatti è proprio per quello che mi piace l'idea che sta dietro al vostro negozio di dischi.
H: Pensa che per esempio il nuovo degli Arctic monkeys, che in giro non lo trovi a meno di 18 euro, da noi viene 12,50.
S: Figurati! A quel punto lì non vado più in Internet o a Londra a comprarmi i dischi!
E: Non andiamo più a Londra ma andiamo a Firenze, che bello!
H: Abbiamo aperto da un mese e abbiamo gli scaffali vuoti, anche delle cose più particolari tipo northern soul, e anche per quanto riguarda l'indie italiano, tutte le etichette indipendenti hanno un punto vendita da noi. Abbiamo Dente, Le Luci, Brunori SAS che è senz'altro il disco più venduto
S: Io lo trovo un po'sopravvalutato, bravino ma ne parlano troppo bene per quello che vale.
H: Però ne abbiamo venduti tanti.
-Tra l'altro uno dei soci del negozio ha rischiato il licenziamento quando un cliente gli ha chiesto del nostro disco e lui ha detto di essere orientato su altre sonorità, e il negozio è della nostra etichetta...
S: Facciamo anche pubblicità alla vostra etichetta, che dischi ci sono in uscita?
H: Quest'anno deve uscire l'esordio dei Velvet Score che è una bomba, fanno musica un po' da camera molto rilassata, tipo quando ti alzi dal letto e vai a prenderti il succo in frigo.
Staremmo ancora ore a chiacchierare, ma per i ragazzi è tempo di salire sul palco, un veloce cambio di vestiti e il live ha inizio. Comunque è stata una chiacchierata lunga e molto piacevole!




