We Have Band
A cura di George, Sabato, 1 maggio 2010
I We Have Band, trio inglese salito alla ribalta in questo 2010 con un debut album firmato da Gareth Jones, sono uno di quei nomi davvero pronti ad esplodere ai piani alti delle classifiche mondiali con un riuscitissimo mix di atmosfere elettroniche alla Depeche Mode unite ad un gusto per il pop ed una attitutine indie che ha fatto breccia in tanti. Transitati poco tempo fa a Milano per una data, abbiamo raggiunto i tre ragazzi che ci hanno parlato della loro carriera fino ad oggi.
Allora come vi presentereste a chi non vi conosce?
Uhmmm siamo i We Have Band. Siamo un trio formato da una coppia sposata e da un loro amico più che speciale. Facciamo musica che vuole innazitutto far divertire, che vuole far muovere il cuore prima e poi anche tutto il corpo.
Abbiamo già suonato tantissimo e siamo solo al nostro primo disco.
L'anno scorso è stato pazzesco, facevamo concerti su concerti.
Quale è la cosa migliore di far parte del vostro gruppo?
Per me è suonare la musica che amo, insieme alla persona che amo ed ad una terza persona che amo altrettanto anche se in modo diverso. E' una cosa speciale. Adoro chiaramente viaggiare, suonare e conoscere gente in giro. Non è un tipo di lavoro questo che ti permette di mettere da parte molti soldi o guadagnarli in fretta, ma alla fine riusciamo a permetterci quello di cui abbiamo bisogno, quindi non sentiamo l'esigenza di avere altro.
Inutile negare che siete una band con intorno un certo hype in questo periodo. A differenza di quanto succedeva qualche anno fa però c'è stato generalmente un calo di nomi chiaccherati: prima era uno alla settimana e quest'anno me ne vengono in mente non più di due o tre tra cui voi, i Delphic, i Two Door Cinema Club e poco altro...
E' vero, ma la gente si era stancata di nomi tutti uguali. Cioè ci sono troppe band che suonano in modo identico. Per altro trovo ridicolo che c'erano band di cui si parlava senza nemmeno che avessero fatto un album! La colpa poi non è delle band, se pensi che i vari premi dati dalla stampa, dai Brit Awards ad altri spesso vengono dati a gente che davvero non ha anora scritto niente se non un singolo.
Chi ha vinto il premio quest'anno ai Brits come miglior emergente?
Ellie Goulding. Che è anche abbastanza brava ad essere onesti, ma certe manifestazioni mettono una marea di pressione addoso a quella gente e se poi il disco non è così bello, si cestina e si passa subito a cercare qualcun altro.
A noi farebbe ancora più piacere che la gente dopo aver sentito il disco scrivesse nei loro blog o ci commentasse dicendo: wow, questa band diventerà grande. Preferiamo il successo via passaparola che quanto dicono o scrivono i giornali.
Proprio nei giorni scorsi i White Rose Movement hanno mollato dicendo che il secondo disco è stata una sfida troppo grossa e che non ce l'hanno fatta. Credo che in qualche modo sia qualcosa simile a quato state dicendo.
Oh...peccato. Alla fine stavano lavorando al secondo disco ed è strano che mollino tutto all'improvviso. Mi dispiace.
Come avete approcciato voi i lavori sul vostro disco di debutto? E' più una raccolta di tutto quello fatto finora o qualcosa di nuovo?
Credo sia un po' entrambe le cose. C'è stato un periodo di creatività fortissima soprattutto appena ci siamo incontrati, i primi sei-sette mesi, prima ancora del nostro primissimo concerto.
Ah non avevate mai suonato insieme prima di mettervi a lavorare in gruppo?
No no, abbiamo fatto delle cose separatamente, ma noi tre no. All'inizio abbiamo fatto le cose un po' segretamente diciamo, o comunque per conto nostro e dopo sei-sette mesi ci siamo fermati ed abbiamo visto che avevamo davvero tante canzoni e quindi ci siamo messi a suonare un po' di concerti. Il disco quindi per buona parte è nato soprattutto all'inizio, poi la scorsa estate siamo stati in studio e lì abbiamo scritto nuove cose, registrato e fatto un po' tutto il lavoro. Quindi direi che è un disco che copre dei periodi diversi della nostra storia.
Quando avete capito che le cose stavano andando per il verso giusto? Che c'era la possibilità di lanciarvi nel mondo della musica?
Abbiamo fatto un po' di concerti ad inizio 2008, poi ci siamo divisi per qualche tempo per fare una vacanza e siccome avevamo un agente che ci organizzava i concerti senza bisogno di informarci, quando siamo tornati abbiamo visto che aveva una lista di date pazzesche, anche al di fuori dell'Inghilterra andando in Francia o in alcuni Festival per artisti emergenti. E' stato uno shok, lì mi sono detto "wow, ok per un po' posso non andare a lavorare tutti i giorni".
Poi c'è stato il South by Southwest che è stato bellissimo, Glastonbury e così via.. credo sia stata una crescita continua, che ancora sentiamo attorno a noi.
Vi sento parlare spesso di concerti, vi sentite più un live band in senso generale?
Uhm... no no, direi che siamo entrambe le cose. In realtà siamo nati appunto scrivendo canzoni, non suonando concerti. Non siamo una rock band che ama stare sempre in tour, scrivere canzoni mentre è in giro, preferiamo fare le cose divise e quindi avere anche diverso tempo per scrivere e spero che ne avremo anche quest'anno perchè sarà abbastanza pieno di impegni e quindi rischiamo di avere poco tempo per scrivere.
La parte live ovviamente ci piace, ma se la gente ascolterà il disco sentirà che ci sono anche dei pezzi diversi. Ci è capitato di suonare tipo alle 3 della mattina in qualche locale affollato per venti minuti e chiaramente lì suoni solo i pezzi più immediati, ma nel disco c'è anche dell'altro e mi piace pensare che adesso che il disco è fuori la gente possa andare a scoprirlo.
Essere creativi e scrivere dei bei pezzi è eccitante quasi come un concerto e vedere la gente che impazzisce per un brano. Le due cose poi in qualche modo si uniscono, perchè se scrivi un bel pezzo, la gente poi ai concerti vedi che lo sente e lo vive direttamente.
Come avete detto vi capita di passare da piccolissimi club o discoteche e location come questa (il Teatro dell'Arte di Milano), come modificate il vostro live in funzione della location?
Ogni tanto cambiando canzoni nel live, mentre nella fase prima direi che l'obiettivo è sempre quello di rilassarsi, di concentrarsi sul live.
L'aspetto importante è riuscire a creare il giusto sound, se c'è quello poi la location è indifferente.
Abbiamo suonato a Glastonbury di fronte a 8.000 persone, ma l'approcio o la sensazione è stata buona ed identica a quella di un piccolo club perchè comunque c'era un legame, un feeling con il pubblico che non dipende da quante persone hai di fronte o dalla location, ma solo dal tipo di sound che riesci a costruire.
Avete parlato di Glastonbury, dato che quest'anno di festeggiano i 40 anni del festival e voi ci siete stati negli scorsi anni: cosa rende Glastonbury qualcosa di diverso? Perchè si sente dire che "Glastonbury è più che un festival di musica"?
Glastonbury è un piccolo mondo nel mezzo del Summerset per una settimana.
Musicalmente penso che ci siano cose migliori di Glastonbury, ma il concetto è che la gente lì veramente perde ogni contatto con la realtà. E' un mondo a sé, trovi veramente qualsiasi tipo di persona e senti che la gente vive quell'avvenimento.
Musicalmente non ci sono molte differenze con il V Festival o il Melt! o altri grandi festival europei, la differenza la fa il contorno credo.
C'è in genere una richezza di generi che difficilmente trovi da altre parti forse, le line-up in genere sono super-rock o super-cool, mentre lì puoi trovare su un palco Lily Allen e sull'altro Bruce Springsteen e sul terzo gli Animal Collective. E' fantastico comunque, cioè devi andare per capire cosa vuol dire il Festval di Glastonbury.
E' fantastico, sì (in coro tutti e tre, ndr).
Purtroppo in Italia ahimè siamo senza festival di valore...
Non ce ne sono?
L'appuntamento più grosso è l'Heineken Jammin Festival, ma più che un festival è una serie di concerti in 3 giorni. Ci sono forse due palchi e le line-up si riducono a quattro/cinque artisti per giorno.
Ah...peccato, credo che sia la gente a doverlo volere innanzitutto!
Hai ragione, ma a quanto si dice gli italiani andrebbero comunque all'estero
Dove vanno in genere?
Molti al Pukkelpop e diversi altri al Benicassim
Di Benicassim ci han sempre detto grandi cose, deve essere molto bello.
Voi suonerete in qualche festival questa estate?
sicuramente sì! Ci sono ancora un po' di buchi nel calendario, ma certamente saremo in diversi posti. So che saremo in Francia, Portogallo, Svizzera...
Visto che parliamo di live, quale è per voi il segreto per fare un grande concerto?
Forse avere delle belle canzoni
Eh eh... ci sono però grandi artisti che dal vivo fanno schifo...
E' vero! Credo che la cosa più importante sia che ci sia grande energia e che si crei un bel rapporto con il pubblico. Bisogna innanzitutto divertirsi noi per primi, allora siamo in grado di trasferire parte di questa energia nel pubblico che così è coinvolto.
Penso che ci siano artisti che non amino suonare dal vivo perchè stancante o forse troppo perfezionisti.
Alla fine l'aspetto più bello di un live è appunto che non ci sia la perfezione assoluta, mentre credo che qualcuno pensi di dover replicare perfettamente quello che fa in studio.
Sì, sono le più classiche studio band che poi dal vivo fanno poco nulla
Chiudiamo tornando alla vostra musica, sono rimasti molti brani esclusi dal disco?
Non molti, alcuni. Un paio sono quasi finite, ma non le abbiamo inserite.
Le farete uscire prossimamente o lo terrete per il secondo disco?
Mmh... non ci abbiamo pensato. Credo che per ora resteranno lì.
Non penso che andranno bene per il secondo disco, preferisco pensare che andremo avanti e che quindi non siano adatte a quello che sarà il secondo album, anche se in realtà non abbiamo ancora idee su come sarà il disco.
Vorrà dire che un giorno farete una di quelle raccolta "Rare and Unreleased"...
Ah ah... potrebbe essere! L'altro giorno eravamo mi pare a Parigi ed ad un certo punto nell'ipod mi è partita una nostra vecchissima canzone, non mi ricordavo nemmeno che fosse nostra ed era terribile!
Canzoni mai sentite nemmeno dai vecchissimi fan quindi!
Quasi non le avevamo nemmeno sentite noi... quindi no!
Si ringrazia Camilla - Spin-Go per la realizzazione dell'intervista.




