Tommi e gli onesti cittadini


A cura di George, Martedi, 11 maggio 2010


Intervista a cura di Silvia Ghisi

Prima del concerto di “Tommi e gli onesti cittadini”, incontriamo nel backstage del Lattepiù di Brescia proprio lui, Tommi, cantante, chitarrista e compositore dei testi del gruppo (già Porno Riviste). Gli onesti cittadini che suonano con lui sono i noti Carlame (Skruigners) alla batteria, Agu  (Franziska) al basso e Luca Musso (Alberto Camerini) alla chitarra.
Ecco per voi di Troublezine la simpatica chiacchierata in cui si parla anche di ecologia, di politica, di religione, di Vasco e del punk.

Tommi e gli onesti cittadini. Il nome vuole essere una critica alla società o ai politici corrotti?

No, in realtà la scelta non ha un motivo così profondo. Semplicemente, Tommi è il mio nome e “gli onesti cittadini” è una canzone di un mio vecchio gruppo, gli Sbirri. E poi mi sembra che “Tommi e gli onesti cittadini” suoni bene, no?

Come è nata l’idea di suonare assieme e di unire quattro artisti di band conosciute?

Non è stata una scelta apposita o pianificata, non volevamo essere una “nazionale cantanti”. Quello che invece sta alla base del gruppo è l’amicizia che ci lega, o addirittura la parentela, dato che Agu è mio fratello.

Nell’album ci sono track che hanno il titolo di canzoni o album dei vostri altri gruppi di appartenenza. Ad esempio, “Io ci odio” è degli Skruigners e “Fino alla fine” è delle Pornoriviste. La scelta è un tributo al vostro background?

Di Io ci odio degli Skruigners conoscevo solo il titolo e mi è piaciuto, allora ho deciso di scrivere una canzone che si chiamasse Io ci odio (di più) e a Carlame è piaciuta…

Erroneamente pensavo che il disco fosse un melting pot di punk, hardcore, pop, reggae, data la provenienza musicale di voi quattro. In realtà suona più come Porno Riviste, ma ancora più pop-rock che punk.

Sì, infatti lo si può ritenere un disco rock. E pensa che tanti lo definiscono punk ’77, perché il punk “vecchio” era più lento. Comunque le canzoni le scrivono io e… semplicemente mi vengono così! Man mano che lavori a una canzone, questa prende la forza che deve prendere. E poi mentre componi non è bello avere un obiettivo prefissato, insomma…come viene, viene!

Quando è nata la tua passione per la musica? Cosa ascoltavi quando ti sei detto canto e suono in una band?

Tutto è nato all’età di 12 anni, quando da ragazzino ho scoperto Vasco Rossi. Ed è cambiata ancora di più la mia mente quando ho ascoltato in un disco (“Non siamo mica gli americani”, del 1979 ndr) che Vasco cantava, alla fine di “Fegato, fegato spappolato”, un pezzetto di “God save the queen”. Quindi ho chiesto al fratello di un mio amico, più grande di me, «chi sono questi?» e lui mi ha dato il disco dei Sex Pistols; avevo 14 anni e mi è cambiata la vita.

Ora cosa ascolti? Quali sono i tuoi preferiti?

Ascolto un po’ tutto, un sacco di generi diversi, anche se la mia passione è la musica punk. Ultimamente però apprezzo molto Johnny Cash.

Com’è in Italia vivere di musica? Lo consiglieresti? Basta per mantenersi?

Se uno vuole fare il musicista l’ultima cosa a cui deve pensare è quanto ci vive e come ci vive. A me è capitato che per alcuni anni sono diventato abbastanza ricco e ho potuto fare un mutuo per la casa in cui abito. Poi ci sono periodi in cui non guadagni un cazzo. Però le cose le devi fare per la musica, e non pensando solo al guadagno, sennò non ti diverti. Fare il musicista con l’unico scopo della musica mi piace e mi piacerà sempre un sacco: adoro scrivere le canzoni, fare le prove in saletta con gli altri, andare in giro per i concerti. E se avrai successo o meno è una cosa che verrà dopo… sai, tanti artisti sono diventati famosi dopo la morte.

Come vive Tommi la sua giornata?

Dipende dai periodi, quando ero in giro col “le Porno” non lavoravo. Quando invece siamo fermi e non in tour, lavoro. Avendo oramai trentasei anni posso dire che ho fatto di tutto, un sacco di lavori. Per più tempo sono stato giardiniere e ho anche allestito scenografie per le sfilate di moda. Adesso sto facendo la lettura dei contatori dell‘acqua, in sella alla mountain bike.

Ecco, nel disco canti del fumo e del grigio di Milano, di una mamma ecologista... Sei sensibile alla tematica ambientale?

Molto, infatti voglio fare il corso per diventare installatore di pannelli fotovoltaici, l’idea mi attira, anche se è una passione a livello mentale, perché per ora ne so poco.
Sai, secondo me “liberare” l’energia da chi ha in mano tutto porta a una rivoluzione. L’energia è in mano all’economia capitalista, a pochi, se invece noi singoli riuscissimo ad autogestirla toglieremmo un sacco di potere a chi, di fatto, ha il potere. E anche a livello generale, la rivoluzione si fa su se stessi. Sono molto individualista in questo.

Cosa pensi della politica italiana?

Non penso ci sia una politica, è più che altro una mafia, come sempre è stato in Italia. E non so per quanto tempo ancora esisterà…

Nel testo di “Io ci Odio” dici “siamo noi i testimoni di Geova/svegliatevi!”, citando il nome della loro rivista. Tommi, che rapporto hai con la religione?

Al momento non sono affatto religioso. I miei genitori non hanno battezzato né me, né mio fratello né mia sorella. Però, quando avevo dieci anni, ho fatto il battesimo, la comunione e la cresima e per un anno sono andato a messa tutti i giorni alle sette di mattina. E agli esami di quinta elementare ho preso ottimo. Poi ho smesso di andare in chiesa e ho cominciato ad andare male a scuola.  Non so, si possono associare le due cose? (ride, ndr) Però non ho mai pensato di ritornare in chiesa.

Nella ballata “Pioggia” dici “sono stato cattivo e spesso/ sono andato più in là /di una linea che vedo adesso”, la pioggia quindi è quindi manzoniana e lava via i peccati?

Beh nella vita ho fatto un sacco di cazzate e mi sono accorto che posso aver fatto del male ad alcune persone. Mentre lo fai magari non te ne rendi conto, ma poi col tempo rifletti e capisci. Il fatto che la pioggia lavi via tutto lascio a te capirlo, io non te lo posso garantire.

E infine, una domanda che mi hanno chiesto di farti. Come mai tutti i testi li scrivi senza la “r”, voglio dire, è anche difficile riuscirci!

In realtà per me non è difficile scrivere in questo modo. Comunque Il tutto è nato nel lontano ‘93 o ’94, con le Porno Riviste suonavamo una canzone dal titolo “Sabry è un’aliena” e a me non piaceva come veniva, così mi son messo a cantare “Saby è un’aliena”. Allora Marco, il bassista delle Porno, mi disse «cazzo socio, sbattiti per questa cosa che vai nel guinness dei primati!». E così ho fatto, funzionava e mi veniva facile. Ho continuato perché questa cosa mi è “entrata dentro”!

Una domanda che invece vorresti ti venisse fatta e nessuno invece ti ha mai fatto?

Perché non ho tolto anche la “s”, e lo farò! Terrò solo le vocali (ride, ndr).


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