The Morning Benders


A cura di George, Venerdi, 9 luglio 2010


Abbiamo già avuto modo di dire come i The Morning Benders siano uno dei pochi nomi emergenti di questo 2010 che con il loro secondo album “Big Echo” stanno lasciando il segno. A pochi dalla prima apparizione italiana in tre date (14 Luglio - Marina di Ravenna (Ravenna) - Hana Bi, 15 Luglio - Giovinazzo (Bari) - Aquavitae Festival, 16 Luglio - Napoli - Neapolis Festival), abbiamo avuto modo di intervistare telefonicamente Chris Chu che si trova a Parigi per promozione. Ecco cosa ci ha raccontato:

Allora Chris, diciamo subito che quasi improvvisamente grazie ad un grande secondo album siete esplosi all’attenzione dei media e degli ascoltatori. E’ stato semplicemente una questione di tempismo perfetto o il merito va davvero tutto al disco?

Credo che sia stata una cosa naturale, molto organica. Abbiamo lavorato duramente per questo disco ed è uscito un bel lavoro che probabilmente è anche uscito nel momento giusto ed ha avuto un ottimo riscontro.

Spesso si tende a demonizzare le etichette, voi siete sotto Rough Trade, quanto pensi che questo abbia inciso sull’attenzione e sul successo del disco? Credi che se anche foste usciti per una altra etichetta sarebbe andata così?

Penso che abbia aiutato moltissimo. Insomma è una delle etichette più importanti del mondo, ha dei nomi bellissimi ed uscire per loro ha indubbiamente aiutato il successo del disco.

Com’è nato il rapporto con loro?

Quando abbiamo finito i lavori sul disco ci siamo messi a cercare qualche etichetta ed avevamo due o tre possibilità tra cui la Rough Trade. Tra quelle che ci avevano cercato era quella che aveva mostrato più entusiasmo ed interesse e quindi è stata una scelta naturale ed obbligata in qualche modo, perché quando ti cerca una etichetta del genere è difficile rifiutare.

Cosa è cambiato nel vostro modo di scrivere musica tra il debutto e questo disco, dato che in effetti ci sono parecchi differenze di sound tra i due lavori?

Penso che per questo disco abbiamo avuto la mente molto più aperta. Per il debutto ci siamo molto soffermati sulle influenze anni 60’ che ci stimolavano e che in fondo ci piacevano, mentre qui ci siamo messi a scrivere seguendo i gusti e l’ispirazione ma senza farci condizionare da nulla e credo che nel disco si sentano tutte le differenti influenze che abbiamo avuto.

Tra le influenze immagino che si possano ricondurre i Grizzly Bear, ma ci sono altre band con cui avete collaborato o con le quali avete girato in tour che vi hanno fatto da stimolo?

Non penso che ci siano dei nomi, non abbiamo mai voluto seguire le orme di nessuno e nemmeno in questo caso. Con i Grizzly Bear siamo amici e la collaborazione con Chris Taylor è nata in questa maniera. Tutto quelli con cui abbiamo girato comunque ci hanno molto aiutato in generale, citerei i Broken Bells su tutti.

Com’è stato lavorare con Chris Taylor? Vi siete trovati bene subito, è stato un processo facile o comunque c’è voluto il suo tempo perché vi trovaste d’accordo su come lavorare al disco?

No no direi che è stato un lavoro veloce anche perché non avevamo molti soldi per lavorare in studio che abbiamo affittato per dieci giorni e con Chris ci siamo trovati soprattutto dopo la fine della registrazione soprattutto per la fase di mixaggio. In generale direi che è stato tutto un processo abbastanza veloce.

Credo che parte del buon risultato, un sound comunque fresco e diretto, possa derivare anche da questo, no?

Sono assolutamente d’accordo ed è come voglio che vadano le cose. Mi è capitato di occuparmi anche di produzione ed una cosa che voglio e che mi piace è che le band in studio non perdano troppo tempo pensando a come vogliono che esca qualcosa, ma che lo facciano nel modo più naturale possibile, che il sound sia molto naturale e non ricercato.

I brani come ti nascono? Scrivi in tour o preferisci lavorare tranquillo a casa?

In genere in tour ci sono troppe cose da fare e quindi non scrivo molto, generalmente preferisco lavorare quando sono a casa in relax.

Dove vivi influenza in modo particolare la tua scrittura o ti basta essere da qualche parte tranquillo?

Generalmente scrivo in camera mia, quindi credo sia una questione di tranquillità più che di ambiente circostante.

Recentemente ho letto su internet che vi siete trasferiti da Berkley a Brooklyn, come mai questa scelta che immagino che sia abbastanza radicale per un californiano?

Non mi piace pensare di vivere tutta la mia vita nello stesso posto, mi piace provare a vivere anche in altri posti e Brooklyn era una possibilità che mi affascinava e quindi volevo provare. Mi trovo bene per altro, certo per un californiano è un cambiamento radicale, però devo dire che non è così traumatico.

Cosa devono aspettarsi i vostri nuovi fan italiani dai vostri show di settimana prossima?

Oddio non saprei. Non ho nessuna aspettativa particolare, spero che vadano bene. Una delle cose che mi paice di quello che facciamo è la possibilità di andare a suonare e vedere posti diversissimi. In Germania abbiamo avuto un bellissimo successo di pubblico, con la gente scatenata quindi spero che vada così bene e poi andremo a suonare a Napoli! E' una cosa che mi piace tantissimo, sono decisamente carico per quel festival.

Per altro in questo tour non toccherete Milano o Roma, mete tradizionali di band emergenti del vostro genere. Possiamo sperare di rivedervi quindi anche questo autunno od inverno?

Spero di sì, credo che ci sia qualcosa nell’aria per tornare verso l’autunno e spero proprio che possa succedere.

Anche perché diciamolo, siete una delle poche realtà emergenti davvero interessanti

Grazie mille!

A parte i complimenti, che sono sinceri, credo che ci sia davvero un po’ di carenza di nuovi nomi validi, soprattutto per colpa anche di chi dovrebbe suggerirli che fa fatica a conoscerli e mi metto tranquillamente tra i colpevoli. Tu che nome ci consiglieresti di seguire?

Uno che credo che conosci già sono i Girls.

Ah sì, sono davvero bravi! Suoneranno settimana prossima in Italia al fianco di Julian Casablancas

Davvero?

Sì sì

Wow, figo!

Ultima domanda: stai già scrivendo qualcosa di nuovo o no?

In realtà sì, abbiamo diversi pezzi già scritti che sono lì da registrare.

Pensi di tenerli per il terzo disco e come potrebbero suonare?

Non so ancora se ne faremo un mini album prima o se li terremo. Non ti saprei nemmeno dire come suonano, perché non li abbiamo mai provati in studio per capire che forma prenderanno, però credo che non li lasceremo fermi a lungo.

 

INFO:

BAND http://www.myspace.com/themorningbenders

TOUR http://www.grindinghalt.it/


Si ringrazia Camilla - SpinGo per l'organizzazione dell'intervista


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