Peggy Sue


A cura di Salford, Giovedi, 22 luglio 2010


 

Con il consueto ritardo che ormai mi contraddistingue ecco finalmente online l'intervista di qualche mese fa con i Peggy Sue, a La Casa 139 come supporter degli Archie Bronson Outfit (dei quali anche arriverà l'intervista, si spera a breve). Un trio misto proveniente da Brighton che con l'album "Fossils and Phantoms" ha esordito sulle scene regalando un emozionale miscuglio di folk, psichedelia e dream pop diffuso. Abbiamo incontrato, sempre carini e simpatici, Rosa Rex, Kat Klaw ed Olly, una piacevole sorpresa; e quando dico sorpresa intendo davvero sorpresa visto che fino ad un giorno prima non li conoscevo nè sapevo di doverli intervistare.


Allora, ciao a tutti voi! Questa è la vostra prima intervista italiana, vero?

Rosa: Sì!

Ottimo, così avremo un sacco di cose da dirci. Per iniziare direi di presentare la band, come vi siete formati?

R: Io e Katy siamo amiche da tanto tempo, andavamo a scuola insieme a Londra. Poi ci siamo trasferite a Brighton per ulteriori studi e siamo praticamente diventate miglior amiche e lì abbiamo incontrato Olly, anche lui studiava a Brighton, ed è diventato il nostro batterista.

Vedo che avete avuto diversi cambi di nome prima di arrivare al definitivo Peggy Sue (Peggy Sue And The Pirates e Peggy Sue And The Pictures). Un tributo a Buddy Holly o che ?

Katy: Beh in realtà quando abbiamo formato la band c'era questa nostra amica soprannominata Peggy Sue mentre chimavamo il suo ragazzo "the pirate" e quindi abbiamo chiamato la band Peggy Sue and The Pirates e poi quando Olly è entrato nella band non volevamo che fossimo due entità separate come le due ragazze e il pirata, volevamo fosse qualcuno di noi, non molti capivano la cosa. Non volevamo che la gente pensasse alle due ragazze ed un batterista quindi abbiamo cambiato il nome in Peggy Sue ed abbiamo cambiato anche il nostro tipo di musica, volevamo essere identificati come un trio e non come un duo più il batterista.

Anche se poi la formazione che ve vede le ragazze avanti ed il ragazzo dietro la batteria non è poi così atipico, prendi le Elastica.

R: Sì,sì, mi piacciono loro in effetti.

K: Oh ma in realtà anche noi suoniamo la batteria in prima fila, vedrai stasera.

R: Prima di trovare Olly io e Katie decidemmo comunque che le nostre canzoni dovessero avere una batteria e allora iniziammo ad imparare, anche se non siamo molto brave. Lui è invece è il meglio che potessimo trovare e suona in un modo molto interessante, alcune parti più forti, altre più calme ma in uno stile mai ovvio, è davvero molto particolare.

Voi siete davvero giovani, com'è alla vostra età girare il mondo, suonare con grandi band? Credo di aver letto da qualche parte che avete suonato anche a Glastonbury.

R: Sì

K: Sì, è pazzesco. Arrivammo lì la prima volta e c'era questo spazio enorme con dentro tutto il mondo ed eravamo lì più che altro per divertirci, andavamo in giro improvvisando spettacoli ovunque, suonando in giro, è stato davvero pazzesco. 

Parliamo dell'album, "Fossils And Phantoms", riguarda gli spiriti di dinosauri morti?

R: Qualcosa del genere ahah. No in realtà riguarda semplicemente la fine delle cose, possano essere relazioni o altro. Non è tanto una questione di amore e morte quanto di ciò che rimane dopo, tutte le strade che partono da certe fini, tutta una serie di cose che resta.

Onestamente ho ascoltato l'album solo una volta, perché mi è stato detto ieri sera di dovermi occupare di voi

K: E sei riuscito ad ascoltarlo tutto?

Sì, penso sia un buon album!

K: Bene!

La mia prima impressione è stata che leggendo di voi in internet si parla sempre e solo di folk, ma direi che c'è qualcosa in più, è particolare, va oltre.

R: Che intendi?

Voglio dire non è solo folk, è molto particolare.

R: Beh grazie questo è un gran complimento. La stampa è sempre così impegnata a dare etichette e a paragonarti a questa o quell'altra band o a bollarti con un genere ma focalizzarsi su una sola cosa signfica che stai ignorando tutta un'altra serie di possibilità.

K: Se ascolti bene ci sono molte armonie, due,tre, sovrapposte, intrecciate, è un lavoro molto attento dal punto di vista dell'arrangiamento.

R: E questo ovviamente non significa che la parte lirica sia stata snobbata, anzi i testi sono molto importanti e dietro il far combaciare tutte le melodie ed i testi c'è davvero un gran lavoro che vuole esprimere cosa siamo noi come band, non puoi concentrarti solo su una cosa, ti perderesti il resto. Quindi grazie!

Prego, per esempio la voce mi ricorda qualcosa anche se non saprei cosa. Voglio dire ascolto e dico mmm cavolo mi porta alla mente qualcosa. Però, non so, io oltre al folk ci sento davvero tanto dream pop come quello dei Sundays.

R: Sì

K: Che intendi per dream pop?

R: credo le armonie vocali.

Sì esatto, quasi psichedeliche. Ma come è stato il processo di lavorazione all'album?

K: Siamo una band già da qualche tempo ma l'album non è stato nulla di preparato. Siamo stati un po' di tempo a provare a casa di Olly, ma senza l'idea precisa dell'album. Poi è venuto il SXSW lì abbiamo incontrato dei produttori, abbiamo fatto un po' la spola con gli USA. Poi un paio di amici ci hanno aiutato con il lavoro, qualcosa è stato registrato a Brighton, qualcosa a Londra, per questo ci sono voluti alcuni mesi per raccogliere il tutto, è anche per questo che l'album ha così tante sfaccettature.

Ecco hai nominato il SXSW, ma è davvero così un punto di svolta per le band che vi prendono parte? Sembra che chiunque vada lì ne torni come una band nuova e migliore.

R: La cosa migliore del SXSW penso sia il fatto che comunque si riesce ad ottenere una visibilità pazzesca, così tante persone a vederti. A tua volta poi puoi guardare tantissime band, anche se ad essere sinceri la cosa è un po'confusionaria, ti sommerge. Centinaia e centinaia di band, centinaia di locali, chiunque suona ovunque e a qualsiasi ora, e poi non sono in realtà tante le band che da quella massa diventano grandi, ma ti aiuta sicuramente a crescere. Incontri un sacco di gente, gente che ti può dare ispirazione o gente con la quale puoi provare ad andare in tour.

A parte la mia impressione sull'album, quali sono le vostre effettive influenze? Olly? Non parli mai!

Olly: Ahaha, sì. Beh, come dicevi prima non si può etichettare l'album, proprio perché all'interno della band ci sono molte influenze diverse. Io ascolto moltissime band rock come The Who, Led Zeppelin, The Jam, tutte band con le quali sono cresciuto. Le ragazze invece sin da prima ascoltavano molto R&B, quindi cose totalmente diverse

K: Poi magari prendiamo un po' qua un po'là. Ascoltiamo di tutto, anche country, tutto confluisce nel gruppo

R: Ognuno contribuisce con i suoi gusti, con qualcosa di diverso, io ascolto prevalentemente band americane.

Allora, progetti futuri?

K: Andare in tour!

R: Tour, tour e ancora tour, gireremo il mondo. In estate ovviamente un po' di festival, Glastonbury incluso, e poi ci piacerebbe lavorare sul nuovo album, se troveremo il tempo. Tra un viaggio e l'altro siamo riusciti a chiuderci in studio qualche giorno per provare qualcosa.

K: I pezzi nuovi saranno più "rumorosi" se così si può dire. 

R: Ci vorremmo concentrare di più sulla produzione, aggiungere più strumenti, lavorarci di più. Però è tutto ancra in divenire e noi cambiamo molto facilmente idea sulle canzoni, quindi non c'è assolutamente nulla di definitivo! Il primo album è molto puro e rispecchia di più come siamo dal vivo, il secondo album suppongo sarà più sperimentale ma sempre con strumenti che siamo capaci di suonare! 

Bene ragazzi, grazie mille.

R: Grazie a te!

 

 

Si ringrazia Marco Aimo @ Cooperative Music


Contenuti correlati