Aim
A cura di JIMMY, Mercoledi, 29 settembre 2010
Dopo aver assisitito al loro ultimo show del tour eccomi con Fiore (cantante della band) afare due chiacchere..

J. Ciao Fiore! Oramai gli Aim, sono passati su un sacco di palchi e su un sacco di giornali, web zine e affini, ora che siamo alla fine del tour di presentazine del disco cosa e chi sono diventati gli Aim?
F. Siamo cresciuti molto. E siamo sempre più determinati. Questo sono gli Aim. Determinazione. Non per niente aim in inglese significa “obbiettivo, scopo”. Sappiamo che stiamo facendo bene e vogliamo fare sempre meglio. Il tour di questo disco ci ha reso più consapevoli delle doti che abbiamo, grazie anche ai sempre più numerosi riscontri positivi, sia di pubblico che di critica.
Adesso non vediamo l'ora di metterci al lavoro seriamente sul nuovo disco per capire veramente quanto siamo cresciuti e dove possiamo arrivare.
J. Avete girato parecchio anche all'estero, cosa c'è che negli altri paese che manca qui da noi?
F. Sinceramente niente. È vero a volte il pubblico estero è più curioso e interessato alla novità più di quello italiano, ma specialmente dopo l'ultimo anno di concerti in Italia mi devo ricredere. Concerti grossi, concerti piccoli, concerti con band famose, concerti con band sconosciute ho sempre riscontrato una buona attenzione nei nostri confronti da parte del pubblico italiano. L'importante è crederci, crederci, crederci sempre e prima o poi la “rivoluzione” si farà.
J. dal vivo siete pieni di energia punk e attitudine grunge sei d'accordo? Come raccontare un vostro show?
F. Sì, sono d'accordo. Noi siamo cresciuti con l'hardcore vecchia scuola stile Gorilla Biscuits, Good Riddance, Strung out, o il vero punk alla Sex Pistols (che io adoro). Quindi l'attitudine è questa. Grunge un po' di meno siccome ne io ne i gemelli abbiamo mai ascoltato grunge, ne seguito un particolare gruppo che facesse questa musica.
Un nostro show è un miscuglio di attitudine hardcore e di atmosfere dilatate e suoni avvolgenti alla Sigur ros. Una cosa da pazzi. Più che un live per me è sempre un viaggio. A volte bianco, a volte nero. Ed è una cosa assolutamente intima. Una specie di luogo segreto in cui invitiamo ad entrare chi ci sta ascoltando.
J.credi mai che vivrete di musica?
F. Sinceramente non lo so. Non me lo sono mai posto come punto di partenza per fare musica. Ciò che ci interessa è fare della musica sincera che rispecchi fedelmente ciò che portiamo e sentiamo dentro di noi. A dire il vero non so se mi piacerebbe vivere di musica. Sarebbe una vita troppo instabile e precaria. Però se deve succedere, ben venga! Per adesso preferisco essere collega del grande Jimmy!!!!
J. come si coniuga una vita "normale tra lavoro fidanzata ecc, ecc" con un'intensa attività live?
F. Penso che per i miei alunni sia bello avere un prof. giovane ed amante della musica. Anch'io avrei voluto avere un prof. come me. Eheh. La cosa si fa ancora più interessante quando riesco a portare in classe musicisti stranieri, come nel caso degli americani Ralston Bowls e Marvin Etzioni (produttore dei Counting Crows). E da questo incontro è venuta fuori una straordinaria lezione di cultura americana – ovviamente in inglese - accompagnata dalle canzoni suonate in classe dei due musicisti. Questi incontri sono molto utili per “aprire” la testa degli alunni che studiano una lingua straniera e per tentare di accorciare la distanza tra scuola e realtà di tutti i giorni.
J. so che sei un proff di inglese, i tuoi alunni cosa pensano del loro prof rocker?
F. Penso che per i miei alunni sia bello avere un prof. giovane ed amante della musica. Anch'io avrei voluto avere un prof. come me. Eheh. La cosa si fa ancora più interessante quando riesco a portare in classe musicisti stranieri, come nel caso degli americani Ralston Bowls e Marvin Etzioni (produttore dei Counting Crows). E da questo incontro è venuta fuori una straordinaria lezione di cultura americana – ovviamente in inglese - accompagnata dalle canzoni suonate in classe dei due musicisti. Questi incontri sono molto utili per “aprire” la testa degli alunni che studiano una lingua straniera e per tentare di accorciare la distanza tra scuola e realtà di tutti i giorni.
J.come avviene la composizione dei pezzi?
F. Solitamente metto giù le idee dei pezzi a casa. Poi, dopo una scelta accurata, le porto e le propongo in sala prove e da lì si inizia a lavorare insieme.
Io porto solo delle idee, ma pezzi finiti. Infatti il bello è vedere cosa viene fuori mettendoci la testa insieme. E la cosa più bella è quando viene fuori qualcosa di totalmente diverso da quello che pensavi, qualcosa che ti spiazza e che ti fa ragionare su un nuovo percorso.
J. qualche aneddoto divertente del tour?
F. Per me quando ad un festival in Germania mentre dei nostri amici tedeschi suonavano con circa 1.000 persone davanti, io sono salito sul palco con una chitarra senza jack a fare l'asino e, nel casino, ho distrutto la chitarra del chitarrista e quindi hanno dovuto sospendere il concerto. Mi perdonerete mai???
Da ridere anche quando prima di un concerto in Repubblica Ceca Matteo è rimasto chiuso in un cesso, così Marco – il suo gemello- è accorso a salvarlo e davanti agli occhi increduli delle altre band ha disintegrato la porta con un calcio alla Dragon Ball liberando il fratello.
J. progetti futuri?
F. Stiamo lavorando al disco nuovo e devo ammettere che stanno venendo fuori cose molto interessanti. Adesso siamo nella fase di decidere da chi farci accompagnare in questa avventura e quindi capire che direzione prendere e che mondo esplorare. Speriamo di farne ritorno.
Un abbraccio,
Fiore & Aim




