Pennywise
A cura di HC Steve, Sabato, 16 aprile 2011
In occasione delle due date ad inizio febbraio, ho l'occasione di fare una lunghissima chiacchierata con Fletcher dei Pennywise! Davanti ad un esoso numero di birre, il chitarrista si è dilungato molto su varie tematiche, per far chiarezza sulle molte cose dette, ad esempio, riguardo alla dipartita dell'ormai ex singer Jim e così via. Buona lettura!
Ciao Fletcher, piacere di conoscerti! Parliamo subito del tour, quanto durerà e con chi dividerete il palco?
Piacere mio! Il tour durerà 3 settimane, sono 18 show ce ne mancano solo 6, ormai siamo in giro da molto. Abbiamo cercato supporto per l’intero tour, ma tutte le band che abbiamo provato a chiamare erano occupate, quindi ci siamo adattati alla situazione ed abbiamo suonato con più gruppi, come i Red Tape in Germania e i Real McKenzies che ci hanno fatto compagnia per varie date. È meglio anche così perché puoi bere con più persone diverse!
È da poco finito il 2010. Come hanno vissuto i Pennywise quest’ultimo anno, visti i vari cambiamenti all’interno della band?
Sicuramente è stato un anno pazzesco; ce ne sono stati molti peggiori, ad esempio l’anno in cui Jason morì, quello fu davvero un bruttissimo anno. Vedere Jim che lascia la band è stata dura, non è una sorpresa però; lui parlava sempre di lasciare la band, era stanco di andare in tour e suonare in giro per il mondo, e noi eravamo sempre lì a calmare le acque. Successivamente le cose sono cambiate, lui ci chiese un anno di pausa, proprio quando dovevamo fare un tour in Brasile, perché era impegnato con altri progetti come un film e un libro, ma noi siamo i Pennywise, non facciamo né libri né film. Noi andiamo in giro a suonare. Quindi, in vista del tour in Brasile Jim si tirò fuori, reclamando un anno di stop. Noi cercammo comunque di trovare una via di mezzo, accettando questa pausa di Jim, magari per ricaricare le pile e tornare con un album e un tour mondiale, ma lui ci disse che non poteva garantire tutto ciò e per lui non sarebbe stato un problema se la band avesse trovato un nuovo cantante per sostituirlo.
In pratica vi ha chiesto di trovare un altro cantante?
Beh, il problema con Jim e i Pennywise è sempre stato…senti ma sei sicuro che la gente voglia sentire la verità?
La gente vuole sempre sentire la verità! E per quanto mi riguarda, quando ho ascoltato la prima traccia dell’album dei Black Pacific, ho subito detto “questi sono i Pennywise”. Se voleva fare musica come quella che faceva prima, perché non è rimasto con voi? Ho letto molte interviste di Jim, dove dichiarava che voleva avere più tempo da dedicare alla famiglia però, neanche a distanza di un anno dalla rottura con i Pennywise, esce con un nuovo progetto…
Hai praticamente risposto alla domanda. Sai, non voglio che le persone pensino che i Pennywise odiano Jim. I Pennywise sono stati sempre un gruppo democratico. Ogni membro può dire la sua su tutto, dalla cover dell’album, su di un pezzo, per le magliette, su tutto. E a jim questo tipo di democrazia non piaceva, perché voleva essere una sorta di dittatore, so che è una parola pesante da dire, ma lui voleva controllare tutto. Ogni volta che c’era da prendere una decisione, il suo punto di vista era sempre opposto al nostro. Arrivò persino a dire in un’intervista che noi c’eravamo schierati contro di lui, ma semplicemente avevamo visioni diverse. Durante i preparativi per il tour in Brasile, lui ci disse che non poteva andare in tour, per non lasciare i suoi figli con una babysitter, ed era difficile trovare una persona per due settimane, la durata di ogni tour dei pennywise. Allora io e Randy e Byron ci siamo offerti di pagare di tasca nostra le spese per tutto ciò che occorreva a Jim per venire in tour, ma lui se ne uscì con altri problemi di altra natura; in quel momento non ne potevo più e gli dissi che erano stronzate, doveva pensarci bene perché noi siamo una delle migliori band nel nostro genere, eravamo cresciuti insieme e non poteva buttare tutto all’aria. Ma lui continuò a dire stronzate del tipo che il Brasile è uno dei posti più pericolosi per suonare e robe di questo tipo. Con questo non voglio dire che Jim odi il Brasile! Anzi! Ad esempio avevamo un’offerta per cinque shows in Giappone, ma ci è stato impossibile persino parlarne con Jim, perché sapevamo che la risposta sarebbe stata no.
Molte cose sono cambiate dai primi tempi in cui si andava in giro solo per suonare e far casino, specie per Jim, non credi?
E’ diventato un adulto con dei figli, e lo rispetto per questo. Però forse si era anche stancato della vita che si fa in tour; l’altra sera il nostro bassista era così ubriaco che abbiamo dovuto nasconderlo per poter passare il confine! Vogliamo divertirci e suonare ogni sera perché è questo quello che facciamo, siamo punk rockers! Forse Jim si era stancato di una di queste cose, ma noi siamo sempre stati pronti a dargli tutto il tempo possibile per stare con la famiglia, avere i suoi spazi senza nessun tipo di oppressione. E lui ci ringrazia lasciando la band, e il giorno dopo annuncia una nuova formazione, esce un nuovo album che suona praticamente come i Pennywise.
Scusami se lo dico, ma penso sia un atteggiamento molto ingrato.
Lo è. Dopo aver ascoltato la prima canzone del suo nuovo album, è come aver preso uno schiaffo in faccia. Forse perché ha capito che se non avesse fatto un album che richiamava lo stile Pennywise, sarebbe finito subito. Come se non bastasse ho letto che ora farà un tour di cinque settimane in Europa, quando noi lo pregavamo per farne almeno tre di settimane! Sono contento che lui abbia fatto questa scelta, perché così almeno è contento e può controllare la sua band. In questo momento credo che ci abbia mancato di rispetto come amici, come famiglia, ma soprattutto abbia mancato di rispetto i fan.
Ma ora c’è Zoli, è stata dura per lui entrare nella band soprattutto nell’ambito della lavorazione dei nuovi pezzi?
Rimarrai sorpreso da come canta bene i pezzi dei Pennywise. Molti sono abituati a sentirlo urlare roba tipo “Freedom”, pezzi altissimi. E quando sai cantare in toni alti, puoi
cantare anche a toni più bassi no? In un paio di giorni abbiamo subito registrato alcuni pezzi. Sai cosa mi hanno risposto le persone alle quali ho fatto ascoltare i pezzi nuovi? “Oh jim è fantastico qui!”. Invece non era Jim! È Zoli! Per quanto riguarda il songwriting forse per lui è un po’ più difficile entrare nello stile Pennywise, ma stiamo cercando di andare avanti, evitando di emulare il sound che c’era con Jim. Vogliamo dare un messaggio nuovo, ma sempre con l’impronta Pennywise.
Parliamo di altro. Siete sempre stati una band con sonorità molto pesanti per il vostro genere, ad esempio in “Reason To Believe” ci sono riff molto heavy. E questa violenza musicale è andata spesso di pari passo con un tipo di violenza più negativa, spesso presente nei vostri concerti, almeno agli inizi. Cosa pensi del pubblico attuale, è sempre violento come una volta o ha cambiato approccio?
Penso che il nostro pubblico si sia dato una calmata. Nei primi anni dei Pennywise c’erano molte gang che venivano ai nostri concerti, proprio durante il periodo in cui la televisione, con i suoi film e documentari, iniziava a parlare del problema. Ed è forse per questo che ci hanno sempre accostato a questo tipo di mentalità. Devo ammettere che in quel periodo ai nostri concerti, c’erano guerre tra bande e accoltellamenti e questo non andava per nulla bene. Credo che la violenza faccia parte del punk rock, lo è sempre stato e lo sarà sempre. Ora la violenza c’è ma è misurata, è gestita in maniera diversa, specialmente nel moshpit, dove gli tutti si aiutano tra di loro.
Parliamo un po’ del futuro della band. So che siete in fase di lavorazione per un nuovo album. Puoi dirci quando uscirà, di cosa tratterà?
Penso che inizieremo a registrare in Aprile per pubblicarlo verso la fine di Agosto. Per quanto riguarda il songwriting e il messaggio, rimane sempre lo stesso, la sopravvivenza in un mondo così fottuto. C’è un pezzo che si chiama Revolution, quanto mai più attuale. Ma in questo momento non abbiamo ancora nulla di stabilito nella lista delle canzoni da includere, perché abbiamo davvero molto materiale e siamo ancora indecisi su alcune scelte.
L’ultimo album “Reason To Believe” è stato pubblicato per la MySpace records, insieme alla Epitaph. Su che etichetta uscirà il prossimo album?
Stiamo lavorando ad un accordo con la Epitaph proprio in questo periodo. Eravamo ad un punto in cui avevamo fatto tutto con la Epitaph. Ma come fai a mantenere sempre alto l’interesse per i fan, e per i nuovi ascoltatori? Allora c’è venuta in mente questa idea di mettere l’album scaricabile gratuitamente. Anche Epitaph era entusiasta di questa nostra idea, anche se sapevamo di non fare molti soldi, ma tanto è inutile fingere che in qualche modo gran parte delle persone che ascoltano la nostra musica l’avrebbero scaricato. Abbiamo pensato quindi di metterlo online, proprio per attirare l’attenzione di un nuovo audience, in modo tale che se fossimo piaciuti ai nuovi ascoltatori, magari si sarebbero interessati di più! L’accordo con MySpace era per un solo album, i ragazzi dell’etichetta sono davvero dei grandi, e ora siamo quindi liberi di scegliere con quale etichetta far uscire il nostro prossimo album. Attraverso l’etichetta di Myspace, che dopo quell’accordo non è più esistita (spero non per colpa nostra n.b. ride!!), abbiamo dato via 550.000 dischi in due settimane, abbiamo anche venduto molti dischi e ora siamo liberi di tornare su Epitaph, anche se ci sono altre company che ci stanno facendo offerte, sperando di terminare il disco prima di ucciderci l’un l’altro (n.b. ride di nuovo)!
Oddio, perché mai dovreste uccidervi tra di voi?
Beh, perché Zoli è uno che sa far valere la sua opinione! È il leader degli Ignite, e credo che nella band non ci siamo molta democrazia! Con noi però cerchiamo di chiarire subito le cose come stanno. La comunicazione per noi è importante, per questo credo che ora con lui riusciamo a chiarire subito le cose e lavorare insieme per i Pennywise.
Pensi che gli Ignite smetteranno di esistere?
No! Continuano a suonare e a fare shows in giro; il punto è che sono molto lenti nella stesura di un album. Ci vogliono cinque anni per farne uscire uno, mentre noi cerchiamo di lavorare in fretta e al meglio. Proprio per questo alle volte discutiamo spesso su di un pezzo, magari a Zoli quel preciso pezzo non piace e noi si! Ci divertiamo un casino durante le prove, una saletta piccolissima dove urliamo e litighiamo tra di noi, ma alla fine della giornata, davanti una birra ci si rilassa tutti assieme.
Bene Fletcher è tutto, vuoi dirci un ultimo pensiero per i lettori di Troublezine?
Grazie a voi, è stato bello parlare di molte cose. Spero che la gente capisca che abbiamo provato in tutti i modi di trovare una soluzione con Jim, ma ormai questo è un capitolo chiuso. Il cuore dei Pennywise continua comunque a battere per Jason e soprattutto per i nostri fan.




