Frank Turner
Raggiungiamo via mail Frank Turner, amatissimo songwriter britannico che quest'anno ha regalato alla platea dei suoi fan uno dei dischi più riusciti e sentiti, "England Keep My Bones". A breve Frank tornerà in Italia per una unica data da headliner al Bronson di Ravenna, uno show decisamente da non perdere!
Allora Frank, a pochi mesi dall’uscita di “England Keep My Bones”, sei felice di come è stato ricevuto e giudicato?
Sì sì, sembra proprio che le persone ci si siano affezionate ed è bello che il quarto album di un artista venga ancora così ben giudicato dato che in genere molte persone smettono di ascoltare i dischi dopo due o tre album. Quando vedo le persone cantare le nuove canzoni dal vivo sono davvero felice.
Ci sono stati grandi complimenti sul disco, te l’aspettavi? Ti capita di leggere le recensioni dei tuoi album o no?
Ogni tanto leggo le recensioni e cerco di stare attento alle opinioni di tutti, non penso che la stampa sia più importante degli ascoltatori normali. Inoltre io faccio musica innanzitutto per me stesso, quindi mi fa piacere che la gente lo apprezzi ma questo non cambia il mio modo di fare. Sono decisamente orgoglioso di questo disco ed è bello che molte altre persone siano d’accordo!
E’ stato presentato come il tuo disco più personale, sei d’accordo intanto? E non ti sei mai preoccupato che magari una parte del tuo pubblico potesse non capire cosa potevano significare certe cose per te o di poterti davvero scoprire troppo su certi argomenti?
Beh, penso che in qualche modo il miglior songwriting è quello che parla delle vicende personali in modo da renderle accessibili a tutti. E’ una questione di trovare un bilanciamento tra le cose. Spero quindi di non essere stato così personale da non essere capito o da non poter essere identificato da qualcuno o in qualche situazione. A volta è una cosa che fa venire quasi l’esaurimento nervoso a volte cantare di certe vicende personali, ma è anche catartico in un altro senso.
Musicalmento “England Keep My Bones” è forse il tuo disco più vario spaziando dal folk al rock al punk... dove pensi che risiedano principalmente il tuo background e le tue influenze?
Penso che sia il punk rock il fondamento della mia musica, è lo stile e la scena dove ho speso la maggior parte del tempo ed anche in termini di stile di vita ed etiche ha una valenza per me. A parte questo penso che il folk classico e rock di Dylan, Springsteen e The Band siano i principali miei riferimenti.
A brevissimo ti imbarcherai nel tuo tour britannico più grande ed importante, tra l’altro con un grande successo visti gli annunciati sold out e tutto nonostante certe critiche di alcuni tuoi fan all’annuncio delle date... che sensazioni provi?
Sì è fantastico, è quasi surreale pensare che così tante persone vogliano venire ai miei concerti. Alcune persone si lamentano, ovviamente, ma credo sia un modo di fare elitario. Se avessi suonato in posti molti piccoli molte persone sarebbero rimaste escluse ed è una fesseria. Io voglio che tutte le persone che possono e vogliono venire ad un mio concerto siano libere di farlo. E‘ anche una sfida mettere in piedi uno show in una venue più grande, ma penso che sia io che la mia band possiamo essere in grado di farcela.
Sta uscendo in questi giorni “Second Three Years”, cosa ci puoi dire di questa nuova raccolta di brani rari? Come hai scelto le canzoni? Ce ne è qualcuna a cui sei particolarmente legato?
Abbiamo fatto “First Three Years” qualche tempo fa con l’idea di mettere insieme tutte le canzoni che erano su uscite minori o che erano fuori stampa in modo che potessero raggiungere tutti i miei fan. Direi che più o meno la logica è la stessa, sono tutte le canzoni che non sono entrate negli ultimi album fatti. C’era davvero parecchio materiale da cui scegliere e sono in particolare molto felice che molte persone possano sentire Balthazar Impresario, amo quella canzone e penso che forse non doveva essere tagliata da “England Keep My Bones”.
Tra pochi giorni tornerai in Italia con gli Sleeping Souls, cosa devono aspettarsi i fan italiani da questo concerto rispetto a quanto hanno visto ad Agosto?
Lo show in Agosto è stato molto divertente, ma era un festival quindi è stato tutto un po‘ di corsa. Questa volta è un nostro concerto quindi credo che saremo in grado di organizzare anche un concerto migliore. Mi piace pensare che i miei concerti siano una sorta di celebrazioni, dove tutti si sentono coinvolti dalla musica. E spero anche di imparare un po‘ più di italiano questa volta!
Cosa è importante per te per realizzare un grande concerto?
L’atmosfera, la sensazione che tutti sono coinvolti.
Ho letto che stai lavorando su un diario di questo tour, è vero? Uscirà mai? E come mai hai deciso di iniziare a scriverlo?
Sì, sto lavorando ad un libro che raccoglie tutti i diari dei tour degli ultimi 6 anni praticamente. Qualcuno mi ha suggerito questa idea e mi sembrava una cosa bella dato che sono stati principalmente in tour dal 2004 ad oggi. In effetti ci sto mettendo un po‘ di tempo!!
Ed è anche vero che stai pensando e mettendo in piedi un nuovo progetto più hardcore?
Sì, è qualcosa che dovrebbe concretizzarsi l’anno prossimo. Sarà una specie di side project, quindi mi dedicherò soprattutto nel tempo libero rispetto a quello che sto facendo ora, ma è decisamente qualcosa che voglio fare.
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