We Are The In Crowd
A cura di George, Lunedi, 9 gennaio 2012
Esplosi sul finire del 2011 con il debut album "Best Intentions" i We Are The In Crowd sono oggi uno dei nomi più caldi della scena pop-punk mondiale, sotto Hopeless e pronti a raccogliere eredità e fan dei Paramore destinati sempre più al mainstram. Dopo aver molto apprezzato il debut album ci messi in moto per raggiungere la band per una intervista, eccola con le risposte della vocalist Taylor Jardine!
I We Are The in Crowd sono al momento uno dei nomi emergenti più interessanti della scena pop-punk, quale è stato secondo voi la ragione del successo e dei giudizi positivi attorno a “Best Intentions”?
Grazie innanzitutto per averlo detto. Non saprei dirlo con certezza. Come band abbiamo apprezzato per un po’ le attenzioni ricevute e quindi ci siamo messi in moto per fare un passo in più. Ci piace essere impegnati continuamente e credo che questa sia una delle ragioni del successo comunque abbastanza improvviso.
Quale è l’ispirazione dietro alle vostre canzoni?
Tutte le canzoni di “Best Intentions” sono ispirate da fatti e cose che ci han visto protagonisti negli anni passati. Essere insieme da tanto tempo ha fatto sì che se uno fosse coinvolto da qualche situazione era come se lo fossimo tutti.
Quale è la cosa che vi rende più orgogliosi di “Best Intentions”?
Il tempo che ci abbiamo speso è stato qualcosa di speciale per noi. Siamo riusciti a mettere dentro tutto quello che volevamo e di questo ne sono davvero molto orgoglioso.
Uno degli aspetti caratterizzanti il vostro sound è la presenza di voce maschile e femminile insieme. Come avete scelto questa strada ed è stata naturale fin da subito o avete avuto bisogno di parecchio lavoro per farle coesistere?
Non è che ci siamo propriamente seduti e deciso di farlo in questa maniera. Abbiamo sviluppato ogni aspetto e componente della band e cercato di farli rendere al massimo. Abbiamo pensato che se io e Jordan potevamo cantare insieme era giusto farlo.
Nella scena pop-punk, forse più che in altri generi, uno degli aspetti fondamentali è creare una solida fan-base, quale è la vostra idea di un concerto dei We Are The In Crowd e cosa devono aspettarsi le persone che vengono ad un vostro concerto?
I concerti sono decisamente la cosa più importante per crearsi una solida base di fan. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio rendendoli il più personali possibile non dimenticandoci mai di cosa significhi andare ad un concerto e l’impatto che una band piò avere sul pubblico. Le persone devono aspettarsi show ad altissimo tasso di energia e pieni di scherzi, anche cattivi.
Ti ricordi il tuo primo concerto visto? Com’è stato?
Sì, ho visto Britney Spears. E’ stato bellissimo e terribile allo stesso tempo. L’ho prima incontrata (la parte bellissima) e poi lei ha suonato solo due canzoni perchè aveva avuto un esaurimento nervoso (terribile)!
Quali sono le band da cui traete ispirazione? Non solo nel senso della scrittura, ma proprio degli esempi che prendete a riferimento...
A parte le esperienze personali che ci hanno insegnato lungo la vita direi che siamo grandissimi fan degli Starting Line, Jimmy Eat World e dei Relient K.
I confronti tra voi ed i Paramore, che almeno all’inizio possono essere stati anche utili a catalizzare delle attenzioni, ora vi stancano
o ne siete ancora orgogliosi?
Non penso che sia una cosa che possa annoiare. A questo punto se le persone ci confrontano con i Paramore basandosi solo sul genere musicale penso sia un po’ stupido. Ad ogni modo i Paramore sono una grande band e li rispetto e quindi non posso pensare che sia un insulto essere paragonati a loro. Mi piacerebbe però che le persone ascoltassero davvero la nostra musica prima di fare ogni tipo di paragone o confronto.
Quando vi vedremo in Italia?
Spero presto!! Stiamo pianificando un bel po’ di tour mondiale per il 2012!
INFO:
Si ringrazia la Rude Recordz per la realizzazione dell'intervista!




