L'Orso


A cura di ap1976parma, Domenica, 29 gennaio 2012


L’Orso è un progetto folk-pop nato alla fine del 2010 e creato da Mattia Barro e Tommaso Spinelli. Le loro idee sono confluite in due EP nel corso del 2011, ‘L’Adolescente’ e ‘La Provincia’. Noi di troublezine.it abbiamo approfittato proprio di questa seconda e recente uscita sotto etichetta Garrincha Dischi per contattare Mattia via e-mail.

- Come è nato e come si è sviluppato il progetto intorno a L'Orso? Toglimi subito una curiosità: da dove deriva il vostro nome?

L'orso nasce ufficialmente il primo di novembre del 2010. Era un progetto che stavo mettendo su e pian piano ha preso una prima forma. Ora, dopo un anno, la forma è ancora in movimento mentre la sostanza è ben chiara.
Il nome è una scelta stilistica: è una parola comune, corta, semplice, chiara e capace di aprire molti orizzonti.

- E' passato tanto tempo ormai (più di un anno) da quel video postato su Youtube della vostra cover di 'Nantes' di Beirut. Cos'è cambiato da allora ad oggi sia sotto il profilo musicale che sotto il profilo tecnico?

Ci siamo moltiplicati! E poi abbiamo un'etichetta che ci copre le spalle. Siamo cresciuti tecnicamente e interiormente. Abbiamo imparato a scrivere meglio e a sfruttare meglio le nostre capacità. C'è ancora tantissima strada da fare ma abbiamo la fame per imparare.

- Quali sono stati fino ad ora le principali influenze nella vostra musica?

Beirut, Belle and Sebastian, Arab Strap, Acid House Kings, gli 883.
Trovate un po' di tutto ciò nella musica de L'orso.

- Per quanto riguarda l'aspetto creativo come vi dividete i compiti della scrittura della musica e dei testi? E soprattutto cosa scrivete prima di solito, la musica o le parole?

Solitamente io scrivo un provino con una struttura ben chiara, più strumenti (chitarra-batteria-piano) e la parte melodica/testuale. Poi ci lavoriamo tutti insieme con l'idea che tutto può essere ribaltato.

- Il vostro nuovo EP, uscito per la Garrincha Dischi di Bologna lo scorso dicembre, si chiama 'La Provincia'. I temi principali sono le relazioni sociali e i relativi problemi, l'università, la ricerca di un posto di lavoro, le tecnologie moderne, la crisi economica mondiale e il passaggio, a volte difficile o traumatico, dalla provincia alla metropoli. Mattia tu hai vissuto la tua giovinezza nella provincia torinese, se non sbaglio, e ti sei trasferito a Milano per l'università e per cercare di costruire un futuro migliore: che esperienza è stata fino ad ora? La rifaresti?

E' stata un'esperienza formante. Dico sempre che la provincia ha delle date di scadenza. Solitamente la prima arriva con la fine del liceo. Poi arriva l'università, l'andare a vivere in una metropoli e provarci. La città ti cresce e ti stringe, ti fa scoprire i mondi ma ti priva di spazi mentali. E così, finito il periodo di decompressione, si tende anche a tornare in provincia. O a condividere le due possibilità verso chissà quale nuova data di scadenza.
'La provincia' parla proprio di questa prima data di scadenza.

- Oggi come oggi, con la terribile crisi economica mondiale che stiamo vivendo, sembra che sia proprio la provincia a poter fornire qualche realtà lavorativa concreta e qualche nuovo sbocco lavorativo (te ne parlo per esperienza personale). Torneresti indietro?

Per esperienza personale, me ne tornerei indietro anche io!
Credo che la soluzione sia la provincia. O inventarsi qualcosa per davvero in città. Non è facile prevedere dove si andrà a provarci.

- Cosa significa lavorare con un'etichetta interessante e molto attiva come la Garrincha? Come è nata la vostra collaborazione? Lavorare con loro vi ha fatto trovare nuovi stimoli o motivazioni per andare avanti con il vostro progetto?

Lavorare con un'etichetta ti dà una forte responsabilità. Ti metti in gioco e inizi un dialogo, un confronto, rispetto alla musica che fai e che fino a quel momento hai gestito da te. Matteo Romagnoli, Mr. Garrincha, ci sta aiutando anche molto sui suoni e sul nostro suono.

- Puoi parlarci della bellissima e coloratissima copertina del vostro nuovo EP? Chi l'ha realizzata?

L'ha realizzata Federica Orlati. Ha sintetizzato una mia idea sulla 'Lettera 22', la mitica macchina da scrivere prodotta a Ivrea, la mia provincia, a cui è dedicato questo EP.

- Mattia tu collabori già da alcuni anni con alcune webzine musicali italiane e hai scritto svariate recensioni di dischi, concerti e festival. Ti posso chiedere che sensazione provi ora che sono gli altri a giudicarti nel tuo ruolo di artista / musicista?

Ho smesso di scrivere recensioni nel momento in cui ho iniziato a far musica. Mi sembrava un gesto corretto e legittimo, non sarei più stato imparziale probabilmente. Passare dall'altra parte della barricata, è stato abbastanza comico. Leggere come uno stesso disco, o anche solo un brano, possa essere osannato o sottovalutato da un sito ad un altro, da una rivista ad un'altra, fa sorridere. E' giusto, ma forse non avevo mai letto la 'totalità' della critica.

- Cosa c'è nei vostri I-Pod in questo momento? Avete qualche nuovo artista / gruppo interessante da segnalare ai nostri lettori?

In questo periodo sto tornando molto indietro, al funk degli O'Jays, Undisputed Truth e Sly & And The Family Stone.
Sulle cose nuovissime non saprei, non siamo molto aggiornati (mi riferisco da ciò che mettiamo in radio durante i viaggi!).

- Quali sono i vostri programmi per il futuro? Ritornerete presto a scrivere e a pubblicare qualcosa? Il 2012 sarà l'anno giusto per aspettarsi il vostro debutto full-length?

Ad aprile esce un nuovo EP, il terzo. Poi tour fino a che si può. Poi da settembre un nuovo EP e nel 2013 il nostro primo LP. Sarà un percorso molto lungo.

- Puoi ricordare ai nostri lettori le vostre date in programma nei prossimi mesi? E ovviamente speriamo di incontrarci in Emilia!

Ecco le prossime date:

26/01. Magnolia (Milano)
27/01. Spazio Anteprima (Saronno, VA)
28/01. Il Rifugio Del Neurone (Bologna)

05/02. La Locomotiva (Vimercate, MB)
18/02. Velvet - con I Cani (Rimini)

01/03. La Frequenza (Cantù, CO)
02/03. Arci Tambourine - con Ex Otago (Seregno, MB)


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