Pulled Apart By Horses


A cura di George, Venerdi, 10 febbraio 2012


Sono una delle band più fresche ed energiche in circolazione i Pulled Apart By Horses, che da pochissimo hanno pubblicato il loro secondo album "Tough Love" che ha confermato quanto di buono si dicesse sulla miscela di indie, punk ed hardcore del quartetto. Abbiamo raggiunto via mail il bassista Rob che ci ha raccontato parecchie curiosità sulla nascista del nuovo album della band e l'auspicio per un arrivo in Italia il prima possibile...

Tough Love” è uscito da pochi giorni, come giudicate i commenti dei vostri fan ed in generale?

Sì, direi che ci sono davvero dei commenti ottimi finora. C’è sempre la possibilità che sia gente che dirà che siamo cambiati per dei motivi sbagliati, ma fortunatamente non siamo quel tipo di band.

Cos’è cambiato nel modo di scrivere e di registrare dai tempi di Back To The Fuck Yeah a questo nuovo album?

Quando abbiamo scritto il primo disco non avevamo minimamente idea che potesse diventare un “lavoro” il nostro, non avevamo nemmeno idea che le prime canzoni sarebbero mai diventate un disco. Volevamo solo scrivere canzoni da suonare live. Poi abbiamo firmato un contratto ed iniziato ad andare in tour fino a diventare una vera e propria band, quindi questo disco è stato molto più studiato, abbiamo avuto per la prima volta la possibilità di dedicare del tempo solo a scrivere un album.

Quale è la caratteristica migliore di questo disco secondo te?

Penso che contenga lo spirito di noi come band, energia selvaggia, ma è anche più maturo e ponderato.

Il primo singolo scelto è V.E.N.O.M. che non è il brano più facile ed immediato della tracklist e si discosta anche abbastanza dal primo disco secondo me. Come mai questa scelta? Non avete temuto che potesse quasi spaventare i vostri fan?

Non siamo mai stati il tipo di band che sceglie le cose facili. Ci è sempre piaciuto che le cose che facciamo siano sempre definitive e possano spingere ai limiti il nostro pubblico. E’ interessante che ritieni il brano diverso. perchè ad esempio noi lo abbiamo inteso come il brano che potesse fare meglio da ponte tra primo e secondo disco, ma decisamente è uno dei pezzi più pesanti del disco e ci piaceva di tornare con un botto.

Quale era l’obiettivo che vi eravate posti quando avete iniziato a pensare a questo disco?

Le primissime idee sul disco le abbiamo scritte separatamente a casa, tra un momento e l’altro dei diversi tour. Le idee ed i testi riflettono un po’ tutto quello che abbiamo imparato tra di noi e nell’essere una band.

Com’è nata la possibilità di lavorare con un mostro sacro come Gil Norton e come vi siete trovati?

E’ stato incredibile. Lui ha prodotto alcuni dei miei dischi preferiti, penso a Doolittle dei Pixies o The Colour And The Shape dei Foo Fighters.
Eravamo nel furgone un giorno guardanto il documentario dei Foo Fighters e c’era una scena con Gil!
Allora ho detto agli altri ragazzi quasi per scherzo “immaginate se potessimo lavorare con lui” e nessuno ha riso! Abbiamo quindi chiesto alla nostra etichetta di entrare in contatto con il suo manager ed è uscito che anche lui voleva lavorare con noi. Ci ha fatto lavorare davvero duramente, ma era quello che volevamo ed è stato un piacere assoluto.

Torniamo al primo album: vi aspettavate che il vostro sound aggressivo e particolare potesse avere il successo che poi avete raggiunto?

No, non all’inizio. Volevamo solo creare e suonare il tipo di musica che ci piaceva ascoltare anche a noi stessi. E’ stato un processo molto egoista all’inizio, solo per il nostro piacere. Ad ogni modo, è venuto fuori che molte persone invece avevano gusti musicali simili ai nostri e che volevano sentire anche la nostra musica.

All’inizio siete stati catalogati nel contesto “indie”, ora con “Tough Love” a maggior ragione venite visti come una delle giovani band punk-hardcore più innovative in circolazione. Dove pensate di potervi posizionare secondo i vostri gusti ed il vostro background?

Direi che abbiamo un gamma molto ampia di influenze che passano dall’indie al punk, l’hardcore ed il metal. Lee, il nostro batterista, è un grande fan anche dell’hip hop. Questo è una delle cose che preferisco della nostra band, non ci siamo mai preoccupati se la nostra musica non era abbastanza hardcore o troppo indie, abbiamo sempre e solo voluto fare e se suonava bene e ci piaceva, allora andavamo avanti così. Siamo semplicemente una rock band.

Quale è la canzone, tra tutte le vostre che ritieni più importante per voi e quale è quella che pensi che potreste suonare per sempre?

Dal primo album penso I Punched A Lion In The Throat. E’ sempre sembrato che scatenasse qualcosa nella gente. Non saprei dire cosa, ma è la canzone che dimostra perfettamente cosa era la nostra band in quel momento. Un po’ ironica e che se ne fotte un po’ di tutto. E penso la suoneremo per sempre.
Su questo disco invece credo che l'ultima traccia, Everything Dipped in Gold, sia la più importante perchè è la canzone più evocativa che abbiamo mai scritto, è il nostro modo di abbassare la guardia e permettere alle emozioni di entrare e farsi largo. Penso che sia il pezzo che dimostra le nostre capacità ed un punto di partenza per il nostro sound futuro.

Quali sono i progetti per il 2012? Qualche chance di vedervi in Italia?

Torneremo on the road e cercheremo di suonare per più gente possibile. Spargere il “Tough Love”!
Il successo della band ora non è nelle nostre mani, è in quelle delle persone che vogliono sentire la nostra musica. Adesso come adesso noi non siamo niente senza i nostri fan. Quindi ci piacerebbe venire in Italia, ci siamo stati ed è un posto magnifico. Quindi invitateci e noi verremo!

INFO:

http://www.pulledapartbyhorses.com/


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