Astpai


A cura di George, Giovedi, 22 marzo 2012


Intervista a cura di Samir

Zock e Marco degli Astpai, una delle band più attive della scena punk rock europea, ci hanno concesso un'intevista prima del loro concerto ad Arese, Milano, il 17 Febbraio 2012, in cui parlano della loro musica, le loro esperienze, il loro futuro, band amiche come i Flatliners, e anche su come sono cambiati punk e rock nel corso degli anni!

Hey ragazzi!
Zock: Ei ciao! Io sono Zock, e suono e canto negli Astpai.
Marco: Ciao, io sono Marco e suono la chitarra negli Astpai.

Siete in tour già da un paio di settimane. Come sta andando? Dove siete stati? Vi siete divertiti?
Zock: E' stato molto bello ma sopratutto molto freddo. Perché abbiamo iniziato in Austria con due concerti, e poi siamo andati in Ungheria per altri due, e lì cominciava a fare più freddo, e poi la Romania era una cosa incredibile, neve dappertutto e strade bloccate.
Marco: Hanno dovuto chiudere le strade e quindi non siamo arrivati in tempo per un concerto a Bucarest.
Zock: Ma è stato solo un concerto, ci aspettavamo di peggio. Poi siamo andati in Moldavia, ed è fantastico lì, era la seconda volta che ci andavamo.

Questa è una domanda piuttosto comune. Come si sente per una band quando si cancella un concerto?
Zock: Fa schifo!
Marco: Era uno dei primi che cancellavamo, forse il primo...
Zock: No, no, c'è stato quello in Inghilterra dove eri praticamente morto. In ognic aso in dieci anni abbiamo cancellato solo due o tre concerti. Ma fa schifo, semplicemente non è bello. Poi il giorno dopo le persone ci inviano messaggi scrivendo che aspettavano con ansia il concerto e fa ancora più schifo.

Questo dovrebbe essere l'ultimo tour per il vostro ultimo album Heart to Grow... Questo album vi ha portato a grandi festival come Groezrock o addirittura The Fest a Gainesville. Come ci si sente!? Avete suonato con i Flatliners, con i NoFX...
Zock: Non abbiamo suonato con i NoFX! ...Oh no aspetta, in realtà sì, al Groezrock. Non l'ho mai vista da questo punto di vista. Forse dovremmo metterlo nei nostri siti web: Abbiamo suonato con i NoFX!
Marco: E con i Descendents!
Zock: In ogni caso, non è l'ultimo tour. Dvorebbe essercene un altro negli Stati Uniti a Marzo/Aprile per l'album Heart to Grow. Comunque, tutto questo è fantastico. Abbiamo decisamente ricevuto un buon riconoscimento con Heart to Grow, e tante persone ci hanno aiutato, perché al Groezrock non suonavamo il festival ufficiale, era tipo un contest (n.d.r. Groezrock's Macbeth Stage). Il che non è un granché perché a mio parere un promoter dovrebbe sapere quali band sono abbastanza buone per suonare. D'altronde, il contest ha dimostrato che tante persone credono in noi e ci hanno votato così tanto che abbiamo vinto. E poi The Fest a Gainesville è stato semplicemente... fantastico.

Come ho già menzionato siete stati in tour con i Flatliners. Com'è stato?
Zock: Fantastico. Era la seconda volta che suonavamo in Austria e in qualche altro posto con loro, ma questa volta hanno proprio chiesto al loro agente di farci suonare con loro.

Avete fatto anche uno split 7.
Zock: Sì, è stata un'idea del nostro batterista, Toni. Gli ha semplicemente chiesto se volevano fare uno split 7 inch e hanno risposto, cazzo, sì, facciamolo!

Questa è una domanda che vi è già stata chiesta dopo lo split con gli Attack! Vipers!... Chi vincerebbe in una gara di wrestling tra voi e i Flatliners?
Zock: Bé... Dipende. Se si fa batterista contro batterista, chitarrista contro chitarrista, bassisa contro bassista, sarebbe abbastanza equo. Ma non saprei chi vincerebbe. Probabilmente i Flatliners perché sono del Nord America.

Spesso dite che sono stati i None More Black la band che vi ha ispirato di più. Come mai, e qual è il vostro album preferito?
Zock: Bé per me è specialmente Jason Shevluk che mi ha influenzato tantissimo. Perché ovviamente Kid Dynamite è una band fantastica, e anche i None More Black lo sono. Non so, semplicemente suonavano un po' diversi da tutte le altre band, credo. Il mio album preferito... E' difficile non dire che è l'ultimo ma dirò Icons.

Ci sono altre band che vi ispirano quanto i None More Black?
Marco: Sì, decisamente, tante band, ma è difficile menzionarne alcune piuttosto che altre.
Zock: Per me, sono chiaramente gli AC/DC. Tutto è influenzato dagli AC/DC, il mio mondo intero gira intorno a loro.

C'è poco degli AC/DC nei vostri album però. Come mai?
Zock: Non saprei... Forse non è più "cool" suonare hard rock ormai. In ogni caso non c'è nessuna band che ci ha influenzato più di altre.

Il vostro nuovo album Efforts & Means esce a Maggio. Potete anticiparci qualcosina su come sarà, sia musicalmente che liricamente?
Marco: Musicalmente... Non c'è questo gran cambiamento. Credo che si potrebbe dire che senti che ci sono due persone totalmente nuove agli strumenti. E le parole... Credo che sono più... chiare? Ha senso quel che ho detto?
Zock: E' la prima volta che abbiamo scritto davvero le canzoni in 4, perché spesso ero io che scrivevo gran parte delle canzoni e poi le completavamo, ma adesso... Abbiamo scritto tutto l'album in un mese e mezzo, ed è stato tutto piuttosto veloce, e credo che sia perfettamente la continuazione di Heart to Grow, almeno liricamente. Mentre la musica... Le canzoni melodiche sono addirittura più melodiche, e le canzoni veloci sono anche più veloci... Ci sono un sacco di cose personali, più o meno per metà personali e per metà politiche. Inoltre mi sono sentito più a mio agio scrivendo le parole rispetto a Heart to Grow, e già in quell'album mi ero sentito piuttosto a mio agio scrivendole, quindi puoi capire.

Gli Astpai sono stati una band per quanto... 10, 11 anni? Ma come tante band punk non siete molto conosciuti o niente del genere, nel senso che suonate in locali piccoli... Ma in ogni caso girate il mondo, scrivete musica, e lavorate a casa per continuare a fare quelc he fate. Come ci si sente a farlo e pensate che sia un modo di portare avanti il punk e il rock? Non "vendendosi"?
Zock: Il primo concerto è stato nel 2001, ma eravamo solo 2 ai tempi.
Marco: Io non ero tra quei 2!
Zock: Abbiamo cominciato a suonare concerti sul serio nel 2004. Comunque, non so. Il modo in cui la musica, anche la musica rock, è consumata di questi tempi sta cambiando praticamente ogni giorno. Quidni non credo sia qualcosa di rivoluzionario, quel che facciamo, è semplicemente quel che facciamo. Credo che semplicemente vogliamo registrare album per suonarli live, allenarci per suonare live... Non credo ci sia una, non so, "missione", per portare avanti il punk rock. Credo solo che è così che ci siamo innamorati del punk rock, vedendo le band live, piuttosto che scaricando gli album da internet, ed è così che dovrebbe essere. Ricordo che quando cominciai ad andare a concerti punk, il che era tipo 10 anni fa, volevo suonare live, avere la mia propria band.
Marco: E' così che è iniziato e ci divertiamo ancora!

Quindi pensate che gli Astpai avranno un futuro?
Zock: Bé, finché alle persone importerà anche un minimo, suoneremo! Fino ad ora ci sta facendo felici e ci piace, quindi finché ce la sentiremo, lo faremo.

Zock, so che suonavi in un'altra band. Quant'è difficile equilibrare due band?
Zock: E' diventato difficile circa uno o due anni fa, quando suonavo la batteria in una band chiamata Plague Mess. E' diventato tutto un po' troppo incasinato, perché stavamo facendo molte più cose nuove con gli Astpai, e dovevo viaggiare spesso tra la mia città e la loro ed era piuttosto dura.

Ecco, a proposito della vostra città... Diamine, non ricordo mai come si chiama!
Zock: Hah, tranquillo. Si chiama Wiener Neustadt.

Ecco, sì. So che voi, in quel posto che hai appena menzionato e che non riesco a ripetere vocalmente, state cercando di tenere questo giro di concerti punk rock. Come sta andando?
Zock: In pratica la nostra città ha circa 40.000 persone, quindi è piuttosto piccola rispetto alla città di fianco, Vienna, che ha una popolazione di più di 1.4 milioni. In ogni caso tra quei 40.000 abbiamo un solo locale, e un grande complesso chiamato il Bandhouse, dove ci sono solo sale prova, e quindi facciamo concerti nel locale. Sono cresciuto lì andando a concerti, e mi ha ispirato a provare a farli continuare, e ci sono un bel po' di band con davvero tanto talento, e ci sono sempre giovani a cui importa e che vanno ai concerti e che mostrano il loro supporto. Ma poi negli ultimi due anni è diventato anche difficile con le band più nuove e giovani che amano suonare ma a cui non frega essere attive da loro, nel senso di cercare concerti da sé, oltre che suonarli, il che è piuttosto importante se si vuole far continuare questa scena DIY. Quindi è diventato più difficile trovare band che vogliono fare entrambe le cose, e che non volevano solo suonare e poi lasciare stare.

Quanto pensate che sia cambiato il vecchio movimento punk, che seguiva l'anarchia e queste cose, attraverso gli anni, fino ad arrivare al punk d'oggigiorno?
Zock: Bé, è praticamente cambiato a 180 gradi! Anni fa, all'inizio di tutto questo, erano davvero tempi duri, e le persone semplicemente non volevano più subire, e sono cominciati ad entrare in questo nuovo tipo di musica, che infatti è nata con un movimento degli anni 50-60, quindi penso che ai tempi era una cosa molto più rivoluzionaria da fare, ed era più facile farsi notare... Quel che voglio dire è che ora è più difficile farsi notare ed essere, non so, offensivi control i sistema o roba del genere. E' anche più "sicuro" farlo adesso, suonare punk rock ed essere contro qualcosa, quindi a nessuno frega molto perché non c'è niente di innovativo. Perché questi vari movimenti, il movimento punk, il movimento hardcore, stanno cominciando ad essere lentamente a solversi nel mondo normale... Per esempio si vede molta più pubblicità su questo! Tipo l'altro giorno eravamo in Grecia ed abbiamo visto uno spot per una macchina in TV, non ricordo quale macchina, e c'erano immagini di rivolte e uno slogan che diceva qualcosa del tipo "continuate a muovervi", e cavolo, è una cosa anarchica, questa!
Marco: Usare queste immagini per una pubblicità... E' una cosa che al sistema non piace!
Zock: Quel che penso sarebbe sano e buono per il movimento di sinistra, o il movimento punk o qualsiasi cosa del genere, è di fare qualcosa di nuovo, di stimolante e di offensivo. Ed è così che è cambiato per me... Ovviamente non ero ancora nato negli anni 70 quindi non so veramente. Poi le band... Cioé la gente nelle band non ci crede più come ci credevano fino a 10 anni fa, per esempio.
Marco: Sembra che le persone lo facciano per divertirsi, o magari per diventare una band famosa o non conosco l'intenzione che c'è dietro, ma spesso sembra così.

Il vostro album "Heart to Grow" prende il titolo dalla canzone All the Thieves, che è una canzone che penso più o meno racchiuda il "messaggio" dietro a tale album... Potete parlarne?
Zock: Non è che ci sia un argomento o tema più grande dietro alla canzone, ma la storia di All The Thieves... E' davvero semplice, sono delle parole molto personali sull'andare in tour. Parla dell'essere lontani da casa, ma non nel senso che mi manca la mia città, ma del conoscere nuove persone, e sentirsi molto vicini a queste, nonostante tu le abbia appena conosciute, la quale penso sia la migliore parte dell'andare in tour, perché non hai mai incontrato quelle persone prima di quel momento, ma avete subito qualcosa di cui parlare... In ogni caso la canzone parla di quella cosa che provi quando torni a casa, e sei intorno ai tuoi parenti e amici, e vorresti essere di nuovo in un altro posto perché ti senti più vicino a quelle persone così lontane dalla tua casa. Non è proprio l'argomento dell'album ma è di questo che parla la canzone.

Bé, dici che non è niente di che, ma sono delle belle parole e un bel "messaggio". Quindi mi chiedevo se pensaste che rock e punk dovrebbero avere questo tipo di parole significative - non tutto il tempo, ma almeno in buona parte - per crescere, ma anche essere più vicini a come erano anni ed anni fa?
Zock: Non sto dicendo che tutte le parole nelle canzoni punk debbano essere sulla politica o niente del genere. Cioé, le persone dovrebbero scrivere su quel che sentono e su quel che vogliono scrivere in generale. Se l'ascoltatore preferisce ascoltare canzoni che parlano della ragazza di qualcun'altro, allora ben venga, non sto qui a puntare il dito o niente. Semplicemente per me trovo molto più stimolante pensare a qualcosa e sfidare se stessi e non semplicemente rendere tutto facile.

Grazie mille ragazzi! Ci vediamo presto.
Zock: Grazie a voi! Godetevi il concerto.
Marco: Ciao ragazzi!


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