Maximo Park
A cura di George, Giovedi, 21 giugno 2012
Chi legge Troublezine sa che i Maximo Park qui sono sempre stati di casa: seguiti ed apprezzati fin dal debutto e dunque non ci siamo lasciati scappare l'occasione di raggiungere via mail Paul Smith, frontman e leader della band di Newcastle che ci ha raccontato un po' il disco nuovo "The National Health"!
Ciao Paul... e bentornato! Finalmente è uscito "The National Health", il nuovo disco. Come lo descriveresti?
Un aggressivo ed ottimista raggio di positività in momenti così problematici! Credo sia il nostro disco più diverso, con ciascuna canzone molto forte a sè stante e con una dinamica unica.
Ricordo una intervista dei tempi di "Quicken The Heart" dove affermavi che quel disco chiudeva in qualche modo una trilogia, un processo che vi aveva spinti a scrivere tre dischi diversi ma collegati. Se è vero, come dovremmo considerare questo disco? Un nuovo inizio?
Sì! Penso che abbiamo affrontato differenti stili con i primi tre dischi ed ora possiamo prendere il meglio da ciascuno di essere e inserirlo in una nuova prospettiva. Abbiamo sempre cercato nuovi suoni e temi mantenendo però la nostra essenza come band.
Quali sono i temi principali in questo nuovo disco?
Moltre canzoni affrontano le sempre maggiori difficoltà che si incontrano ogni giorno - a volte sembra quasi che tutto il peso del mondo sia su di noi, ma ci sono alcuni piccoli momenti per i quali vale la pena soffrire per viverli. Se riesci a prendere il controllo della tua vita, allora diventa tutto più semplice. Come autore, io sono ancora alla ricerca della magia e del romanticismo in tutti gli scenari possibili.
Ho avuto modo di ascoltare da diverso tempo il nuovo disco e devo ammettere che The Undercurrents è davvero una delle più belle canzoni che avete scritto. Com'è nata? Puoi raccontarci qualcosa di essa? Sarà un singolo?
Penso che possa essere un singolo, sì! Parla del camminare per cercare di schiarirsi le idee e condividere quindi la vita con qualcosa che ha la gentilezza di perdonarti anche quando fai un errore. La musica è molto evocativa - noi vogliamo scrivere canzoni che parlano della vita vissuta, evitando però i cliché abituali. E' stata una sfida scrivere qualcosa che suonaresse così importante senza essere vuota e siamo davvero molto orgogliosi di quella canzone.
Ripensando alla vostra discografia ed a questo disco, quale è la canzone che ritieni più importante per la vostra storia? E perchè?
Penso che ci siano diverse canzoni importanti a seconda dei momenti, quindi non posso davvero rispondere alla domanda. Nel nuovo disco Reluctant Love è stata scritta in un momento in cui non sapevamo bene cosa fare nel futuro ed è diventata una specie di indicatore che stavamo facendo le cose nella direzione giusta - suonava naturale, che è una cosa sempre molto positiva.
I Maximo Park sono sempre stati molto amati anche e soprattutto per certi testi, per i temi toccati. Ti ha mai in qualche modo condizionato questo? Sapere cioè che molti dei vostri fan sarebbero andati ben oltre ad una bella melodia o ad un ritmo coinvolgente volendo scoprire anche il significato delle parole?
La sfida mi piace! I testi sono ovviamente molto importanti per me e quindi ci lavorerò sempre su moltissimo. Penso che lo stile dei testi rifletta direttamente i miei interessi e tutti i testi seguono un filo logico, c'è un legame tra un brano e quello che ho scritto successivamente. Sono molto orgoglioso che le persone facciano attenzione ai testi ed anche se non puoi compiacere tutti, cerco sempre di scrivere dei testi che siano sia personali che universali; complessi e semplici. Voglio creare un legame con le persone attraverso i testi, ma sempre seguendo le mie idee e non le aspettative della gente.
Da questo disco in rete sono circolati già diversi brani: The National Health, il singolo Hips and Lips, The Undercurrents e Reluctant Love ad alcuni show acustici..., pensi quindi che "The National Health" possa essere un disco ricco di singoli come fu con "A Certain Trigger"?
E' difficile dirlo prima anche perchè i tempi sono cambiati e le radio sono meno attratte dalla musica alternativa rispetto a qualche anno fa, ma abbiamo affrontato il disco come se fosse una collezione di singoli. Siamo in qualche modo tornati alle nostre radici ed al nostro amore per il pop per creare canzoni utilizzando la nostra filosofia originale:
"popular music that isn’t popular yet" (la musica popolare non è ancora musica popolare) Se poi viene pubblicata è un altro discorso.
Questo disco è il primo lavoro con una nuova etichetta. Avete trovato differenze rispetto al lavoro fatto con la Warp?
E' presto per dirlo, ma siccome questo è un nuovo capitolo della nostra vita, volevamo anche lavorare con persone nuove che rinnovassero anche dal punto di vista dell'etichetta. Amiamo ancora la Warp, ma era l'ora di cambiare.
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