Laforcah


A cura di George, Giovedi, 19 luglio 2012


Silvia Ghisi torna a firmare una bella intervista per noi per un progetto decisamente interessante!

Dalla sua pagina (http://soundcloud.com/carlame) si legge “Now into techno music ‘cause I got sick of bands”. Lo aveva anticipato a noi di Troublezine un anno fa nell’intervista rilasciata in occasione del tour per i 15 anni di Skruigners, con queste parole: “Se davvero potessi scegliere liberamente e se ne avessi le capacità e la possibilità, io suonerei da solo! […] Mi sa che mi tocca fare il dj”. Ci è riuscito! Chi? - (forse l’avrete già capito) – Carlame (batterista di Skruigners e Tommi e gli Onesti Cittadini), che ha da poco dato il via al progetto techno electro trash punk “LAFORCAH” (www.soundcloud.com/laforcah) assieme all’amico e dj Luca Pes. Chiediamogli qualcosa di più!

 Tempo fa Henry Rollins si è provocatoriamente scagliato contro i dj definendoli “cazzoni antimusicali”, etichettandoli come poco creativi e accusandoli di fare musica per impasticcati. È comunque un’opinione diffusa pensare che il dj non sia paragonabile per talento e fatica a un musicista.  Tu, che provieni proprio dalla scena hardcore (come Rollins) e ora sei anche dj, cosa ne pensi

Ne penso che… non mi pongo il problema! Sicuramente ci sono tanti modi di fare il dj come ci sono tanti modi di fare il musicista. Non è detto che con una Gibson in mano diventi automaticamente un creativo o un animale da palco, puoi rimanere uno sfigato che scimmiotta altri chitarristi e non ci mette niente di suo, magari nemmeno sai suonarla ‘sta chitarra, oppure sai suonare alla grande ma non hai niente da comunicare.  Allo stesso modo non è detto che se fai musica elettronica tu sia un automa, non è detto che ti manchi creatività e non è detto che tu non abbia niente da dire. Certo, sono solitamente modi differenti di intendere la musica, ma a volte neanche troppo. Mi è capitato di trovare molta più energia e coinvolgimento in dj set “con le palle” che in alcuni concerti hard core di morti di sonno che rivisitano i testi dei Negazione con errori di grammatica. 

Quello che faccio in questo momento è per me molto simile a quello che facevo prima: è concepito proprio come musica punk,  suona aggressiva, grezza e graffiante come mi è sempre piaciuto suonare, solo che ora la sto producendo con il computer invece che con la chitarra o il basso o la batteria, e che effettivamente lascia più spazio alla parte strumentale che ai testi. 

Poi comunque c'è anche da distinguere tra chi fa soltanto il dj, quindi mette semplicemente dischi di altri, e chi si occupa anche di produzioni, e quindi crea a tutti gli effetti qualcosa e poi va a proporre i propri dischi, eventualmente insieme ad altri dischi che gli piacciono. Noi con Laforcah cerchiamo di fare entrambe le cose.

Devo ammettere che anche io avevo dei pregiudizi prima di imbarcarmi in questa cosa, poi ho scoperto che comunque anche soltanto mettere dischi non è così semplice come sembrerebbe e non è così automatico, non è come infilarli nel lettore cd di casa tua, dipende da come decidi di farlo, dal tipo di strumentazione che scegli di utilizzare, dallo stile che decidi di avere, dalla scelta delle canzoni e dal modo che hai di metterle insieme. Insomma è un discorso molto ampio, di cui comunque… non me ne frega un cazzo! Ho sempre fatto quello che mi andava di fare e lo sto facendo anche ora, e se faccio una cosa che mi piace, le critiche non mi toccano.

Spiegaci come è nata l’idea di un progetto techno electro trash punk. Sei stato spinto, come ci avevi detto, dalla voglia di suonare da solo, anche se da solo – di fatto - non sei?

Sì, forse anche da quello. Mi ero un po' rotto le palle di dover lottare per trovare un giorno che andasse bene a tutti per fare le prove, di dover litigare per chi carica di più e chi carica di meno il furgone, di organizzare orari e spostamenti di tutti e ritrovarmi comunque sempre con gli stessi problemi. Ma iniziava anche a pesarmi un po' un certo tipo di pressione, che senti quando hai fatto tanti dischi e tanti concerti, e c'è sempre qualcuno che si aspetta qualcosa da te, o che pensa che qualcosa gli sia dovuto e ti ronza intorno come una sanguisuga. A volte capita anche di avere troppe pretese con te stesso, e di non riuscire più ad essere veramente naturale. Ho voluto provare a staccarmi da tutto questo per un po'. Ora sono più libero e quasi completamente indipendente, mi piace il fatto che stia ripartendo da zero e che nessuno si senta in diritto di interferire. Vivo tutto come una piccola sfida, come una scoperta, con leggerezza e senza pretese, anche se ci metto il massimo impegno. Nell'ultimo periodo Skruigners avevo un po' perso di vista questi aspetti, che invece per me sono sempre stati fondamentali. 

Ascolto musica elettronica da tanti anni ma è sempre stata una passione “marginale”, mi sono sempre dedicato ad altro, poi sono arrivati i rave e qualche serata electro, poi ho conosciuto Luca che già si occupava di electro, techno e robe “danzerecce” in genere, anche se a lui piacevano cose più tranquille di quelle che piacevano a me. Inizialmente ho provato a produrre qualcosa per gioco, poi man mano è diventata una vera e propria passione oltre che un passatempo, e ci siamo detti “perchè non proviamo a fare qualcosa insieme?”. Io mi occupo prevalentemente di produzioni, lui soprattutto di reperire materiale interessante, poi mettiamo insieme il tutto e alziamo il volume. Per come la concepisco io, Laforcah è il connubio perfetto tra la musica punk e quella elettronica, cioè tra il mio background e quello di Luca, nonché tra i due generi musicali che al momento mi piacciono di più. 

Hai ricevuto critiche per la tua scelta, magari da fan di Skruigners, avvezzi a un altro tipo di ascolto?

Per il momento no, ma sono quasi sicuro che arriveranno! Credo che semplicemente non sia ancora arrivato a tutti che ora mi occupo anche di queste cose. Ma puoi facilmente immaginare quanto mi preoccupi la cosa (ride n.d.r).

Di certo è stata una scelta coraggiosa. Non deve essere facile cimentarsi in un mondo, credo, a te nuovo e in cui sei meno conosciuto a livello musicale. 

È vero, ma non mi hanno mai spaventato le sfide, anzi! E come ti dicevo prima, una delle cose che sto apprezzando di più e che mi mancava da un po' è proprio il ricominciare da zero, libero da qualsiasi pressione, obbligo, stereotipo. Certo mi mancano anche alcuni piccoli “agi” a cui mi ero abituato, ma non è la prima volta che mi lancio in cose lontane da Skruigners, ho già suonato con tanti gruppi di generi diversissimi, anche completamente sconosciuti, quindi per me non è assolutamente un problema cambiare “mondo”, anzi è stimolante. In realtà non è neanche la prima volta che produco qualcosa del genere, ho il computer pieno di porcherie... L'unica differenza è che adesso ho deciso insieme a Luca di farlo in modo un po' più serio, di proporla a qualcuno e di cercare di suonare dal vivo, mentre tutto il resto è rimasto per me e per qualche amico.

Sei sempre stato interessato alla techno/electro? Quali sono i tuoi riferimenti?

Come ti dicevo mi interesso di questo genere da qualche anno, nelle sue varie sfumature, ma è sempre stato un interesse marginale, non mi ci sono mai infilato come ora. Credo di essere partito parecchi anni fa da Atari Teenage Riot, per poi ritrovarmi negli anni a feste tekno, poi serate electro, house o techno. Man mano che scoprivo generi a me praticamente sconosciuti mi diventava più chiaro cosa mi interessava e cosa no. Adesso che ho le idee più chiare, i miei, ma anche nostri, riferimenti provengono dall'electro trash più pesante, più una cosa suona sporca e malata, più ci piace! 

Uno dei tuoi progetti si chiamava “Johnny Patibolo”, perché ora il nome “Laforcah”?

Perchè sono sempre stato un appassionato di cose macabre! É un po' una costante anche nei miei progetti musicali, in tutto quello che faccio c'è sempre un fondo di morte, violenza, inferno, sofferenza... a volte più esplicito, a volte più velato, ma comunque è quasi sempre proposto con ironia! 

Chi vorresti mettere alla forca?

In questo momento credo ci metterei tutti quelli che ostentavano amicizia per ottenere qualcosa in cambio quando ero attivo con Skruigners, ed ora magicamente scompaiono quando sono io ad avere bisogno di loro. È un'altra delle cose che questo nuovo progetto mi sta aiutando a capire: chi mi era veramente amico, e chi invece guardava solo al proprio tornaconto. Che poi stiamo parlando di Skruigners, non di U2 o Lady Gaga, quindi di una guerra tra poveri, ma ora che di tornaconto non ce n'è per nessuno, perchè Laforcah è un progetto nuovo e senza pretese, gli equilibri mi risultano molto più chiari. Tutto sommato sono contento anche di questo perchè mi aiuterà nella scrematura di materiale umano di scarto.
Giusto per chiarezza: ovviamente non pretendo che Laforcah piaccia alle stesse persone che apprezzavano Skruigners, o che qualcuno di senta coinvolto da una cosa che sente distante anni luce dalla propria realtà, pretenderei solo che chi mi stressava con dichiarazioni d'affetto prima, magari per elemosinare una data, si degnasse almeno di rispondere ad una mail o ad una telefonata oggi, anche per dirmi “Laforcah mi fa cagare, non ti posso aiutare, ma quando ci beviamo una birra insieme?”... questa per me sarebbe amicizia.

Con “Laforcah” hai all’attivo delle serate. Com’è stare dietro a una consolle piuttosto che a piatti, rullante e grancassa? 

Diventente! Direi che la differenza principale è che in un concerto punk il pubblico dà più importanza al lato umano, cioè a cosa comunicano le persone mentre stanno suonando, o almeno a me piaceva pensarla così, in un dj set invece si tende a dare più importanza alla musica in sé, senza dare troppo peso a chi la sta proponendo, ma solo a cosa e come lo sta facendo, a che energia e che emozioni ti arrivano dalle casse. Ti esprimi più con la musica che con il corpo o le parole, anche se poi in realtà non è sempre così. E comunque la cosa non è poi così diversa da prima, almeno per quanto mi riguarda personalmente, visto che suonando la batteria sono sempre stato nascosto e segregato nelle retrovie! 

Come già detto, hai creato o preso parte a molti progetti, se escludiamo quelli più noti, possiamo citare Emalrac666, Johnny Patibolo, Bassolimone…tutti molto diversi tra loro. Come nascono e perchè? 

Nascono dall'esigenza di non fermarmi mai! Come non voglio limitarmi nella vita, allo stesso modo non mi piace limitarmi nella musica. In realtà molti di questi progetti sono nati più per gioco o come passatempo che come progetti seri, ma mi hanno aiutato a non fossilizzarmi su cose già fatte, ad ampliare i miei orizzonti. Con Bassolimone ad esempio suonavo la batteria elettronica, per me non è stato affatto naturale, ma sono stato contento di farlo proprio perchè era una cosa insolita, un genere nuovo per me, un modo diverso di rapportarmi allo strumento. Johnny Patibolo è una specie di cantautore disadattato, solo chitarra classica e voce da psicofarmaci che canta filastrocche depresse, non l'ho certo fatto per diventare famoso, anche perchè io non so suonare la chitarra, ma mi ha aiutato a staccarmi da quello che stavo facendo in quel momento. Ogni progetto ha un suo perchè, per alcuni è più serio, per altri meno, ma il motivo di fondo è sempre la ricerca di nuovi stimoli. 

Il mix “Let’s Start With Death”, targato Laforcah, termina con queste strofe canticchiate “fuori c’è un magnifico sole e dentro me marcisce il letame. Guarda che bello il sole, senti l’odor di letame, annusa l’odor di letame dentro di me”.  Spiegaci questa chiusura insolita. 

È una canzone del primo disco di Johnny Patibolo (vedi sopra), ovviamente mai pubblicato. Mi faceva ridere inserirla completamente fuori contesto ed ero curioso di sentire le reazioni di chi la ascoltava!

Per tutti quelli che reclamano a gran voce il ritorno di Skruigners...cosa vuoi dire loro? E per quanto riguarda Tommi e gli Onesti Cittadini, che novità puoi darci?

Per quanto riguarda Skruigners per ora siamo completamente fermi: niente live, niente prove, niente progetti. Non so esattamente cosa accadrà in futuro, posso solo dire che alla fine dell'ultimo tour ci siamo promessi di tornare a suonare dal vivo soltanto se e quando avremo un nuovo album da proporre. Poi non è detto che rispetteremo la promessa, ma nel breve termine sicuramente non c'è niente in vista. Con Tommi e gli Onesti Cittadini stiamo invece preparando il disco nuovo! Ancora non ho idea delle tempistiche ma sono già pronti diversi pezzi nuovi, aspettiamo solo di chiuderci in garage per provarli e scoprire cosa ne viene fuori!

E per Laforcah, è in cantiere un album? Ci sono collaborazioni future in veste di dj?

Si! Con Laforcah stiamo lavorando duro alle produzioni, abbiamo già un po' di materiale, anche se si procede un po' a rilento perchè siamo dei novellini, stiamo ancora scoprendo questo mondo. Ho le idee abbastanza chiare su quello che vorrei ottenere, ma non ancora chiarissime su come ottenerlo, tecnicamente parlando. Per uno che è abituato a pestare sulla batteria, non è facilissimo destreggiarsi con programmi da producer e robe nerd di sto genere. Ci sono anche delle idee interessanti per quanto riguarda collaborazioni varie, ma magari ne parliamo alla prossima intervista, quando saranno già state realizzate! Per chi volesse ascoltare qualcosa o tenersi aggiornato sui nostri progetti: www.facebook.com/laforcah e www.soundcloud.com/laforcah.

 

Photo by "La Marrella"


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