Bassistinti
A cura di pavelo, Martedi, 26 luglio 2005
Con l'arrivo dell'estate, arrivano i mitici concerti all'aperto. E quale migliore occasione per spendere un sabato sera di giugno saltando prima a ritmo di ska e poi scambiando quattro chiacchere con Mulaska, trombettista e cantante dei Bassistinti?
Complimenti! Partecipare ai vostri concerti è come andare ad una festa! Musica allegra, la gente che balla, uno spettacolo da non perdere!
Grazie!
Dal vivo presentate molti pezzi di "Don't Cry For Me..." (2004) che è il vostro terzo e ultimo album, che insieme a due demo completano la vostra discografia. Nei vostri lavori c'è sempre stato un netto cambiamento di sound. Infatti negli ultimi due cd avete sterzato verso sonorità più jamaicane, tant'è che si hanno molte tracce strumentali e persino dub. In futuro?
Adesso stiamo componendo delle cose nuove. Siamo sulla linea dell'ultimo cd anche se leggermente più carico. Forse più d'impatto. "Don't Cry For Me..." è l'album che volevamo fare da tempo anche se non è facile all'ascolto come "Moskito Latino" (2002). Anche se bisogna dire che quest'ultimo è stato concepito in più tempo, infatti contiene parecchie cose vecchie che portevamo avanti da mesi e mesi. Tant'è che stranamente prima avevamo fatto il tour e poi il disco. Dopo tre anni in giro a suonare quelle canzoni ce le avevamo praticamente addosso. Invece l'ultimo è stato concepito, registrato e stampato sostanzialmente in tre mesi.
Tornando indietro al vostro primo lavoro, in "Bassin'core" (1998) c'è quella sonorità che adesso non è più presente in voi ma è forse nei Gazpacho...
Sì, certo. Anche perchè Luca (ex Bassistinti ed ora Gazpacho) si è portato dietro quel bagaglio. Quell'album l'abbiamo sfornato che avevamo praticamente tutti vent'anni. Avevamo tutti estrazioni molto differenti e quello che ti veniva, facevi. E' stato un pò un disco d'istinto. La mistura strana è venuta fuori perchè metà band non era proprio incentrata sul genere. Se guardi i lavori seguenti tutto è cambiato perchè sono cambiati i componenti. Sono cambiati anche gli autori anche se per me la commedia era sempre la stessa. Chiamalo sound, chiamala idea, come vuoi ma vedi che cambiando chi suona, esso cambia. Stesso discorso tra "Moskito..." e "Don't Cry...". Quest'ultimo se vai a prenderti l'estrazione dei musicisti, vedi gente che arriva da generi "più colti" come potrebbe essere il jazz o le big band e vari affini, quindi non abbiamo fatto nient'altro che renderci nostri questi generi. Ti dico la verità...alla seconda prova che avevamo fatto, avevamo visto che il suono che avevamo in mente da parecchio veniva fuori da solo, quindi abbiamo approfittato della cosa...
E gli altri ex-Bassistinti hanno dato vita a qualche altro progetto musicale?
Sì, Christian che cantava con noi ha un gruppo reggae. Fondamentalmente perchè lui è...reggae. Mentre noi siamo appassionati da anni al suono bello sporco, sai quello di una volta...
Il migliore...
Lo penso anch'io. Lo ska anni '60 è la scintilla che ha dato via a tutto.
Ma già ai tempi del vostro primo lavoro ti piaceva questo genere (inteso come ska '60/rocksteady/primo reggae)?
Sì sì, da sempre! A 14 quattordic'anni l'unica cassetta che avevo era dei Casino Royale. L'avevo consumata! Poi subito dopo sono venuti Skatalites e simili, tutte le cose che ancora mi piacciono di più. Anche perchè tutte le altre forme di ska le considero una derivazione...
Nell'ultimo cd si sente molto rocksteady. Anche se non manca lo ska e il reggae...
Se ci senti noti che suoniamo un reggae che se vuoi chiamarlo lo puoi definire ante-Marley, ovvero non ha niente a che fare con il reggae anni '70 influenzato da diverse cose.
E i suoni?
Il disco l'abbiamo fatto noi, prima di tutto. Quando vai in sala hai un'idea. Ma questa deve passare prima dal fonico, poi dall'ingegnere del suono e infine deve entrare nel mixer. Risultato: quello che viene fuori non è quello che avevi in mente. Allora ci siamo detti che essendo in giro da quindici anni perchè non provare a smanettare sui vari suoni e macchine? Proviamo a farlo noi! L'importante è che di base hai un buon suonato poi il resto ti viene fuori da solo. Credo che per la cosa che abbiam fatto, il tutto sia stato anche abbastanza semplice, alla fine è tutto un discorso di presa dei suoni. Abbiamo cercato di simulare certe situazioni tipo dei microfoni infilati dentro a delle canne di bambù...(ridendo)...ci siam detti che magari suonava più Jamaica...
Il risultato secondo me è molto buono...
Sì, se consideri che per composizione, arrangiamento, registrazione e tutto, è un disco fatto in tre mesi...penso che più veloci di così non potevamo andare! Anche perchè tutti i pezzi nuovi di pacca sono stati buttati giù al momento. Arrangiamenti dei fiati che abbiamo fatto addirittura quando ci trovavamo lì in sala, che poi secondo me, non è così tanto lontano da quello che facevano a Kingston quarant'anni fa...
E degli originali Bassistinti chi è rimasto?
Io e Marco, il batterista. Invece Drew, il bassista è sei anni che suona con noi.
Crisi dello ska. Se ne parla tanto su internet, che ormai è diventato il centro delle discussioni per gli appassionati di musica. Io ti spiego la mai tesi, poi te che sei dentro all'ambiente mi dai una tua opinione. Secondo me, lo ska è un genere musicale tipicamente underground. Ovvero non avrà mai un successo planetario ma vivrà continuamente di ondate chiamiamole positive e di ondate chiamiamole negative. Noi, targati 2005, siamo nel periodo post Meganoidi e SkaP. Gruppi che hanno avuto molto successo e che hanno fatto conoscere lo ska anche se precisamente presentano una musica che si allontana dall'original anni '60. Siamo quindi semplicemente nell'ondata negativa, ci solleveremo. Invece per molti è crisi nera...
Prima di tutto penso che lo ska non sia in crisi. Penso che sia in crisi la musica in generale. Il problema si focalizza sull'organizzazione degli eventi. Se prendi i grandi live club dove passavamo fino a due anni fa e avevamo dei cachet più alti, ora gruppi come noi non passano più. Per questo credo sia una crisi legata alla musica in generale. E non bisogna fare i conti con i primi delle classifiche perchè quello che ti fanno vedere in televisione sono tutte favole. Non puoi pensare che se Vasco Rossi vende un milione di copie allora anche il gruppo che più ti piace può vendere un milione di copie. E' tutto falsato in partenza e questo tutti lo sanno. Poi c'è sopratutto il discorso che la musica live sta calando parecchio. Ti faccio un esempio: abbiamo suonato al Babylonia con Roy Paci davanti a duecento persone. Finito il concerto, arriva il dj e con lui ne entrano mille. E non è che avevi Tony & gli Zanza a suonare ma avevi gli Aretuska! Secondo me è un discorso di voglia della gente, c'è poca voglia. Per tornare al discorso dello ska in crisi...beh, bisogna dire che tutto quello che si sente in giro e quello che maggiormente è conosciuto dalla gente è un genere etichettato come ska-punk, ska-core e queste cose...
Questo è vero. Si ha poca conoscenza delle origini della vostra musica. Ad esempio molti ascoltandovi potrebbero dire che fate reggae e non ska, perchè collegano lo ska al punk...
(ridendo) Digli di studiarsi qualche manuale...Sai, proponendo ritmi molto veloci ti avvicini sempre più tant'è che alla fine sei punk. Ecco, una cosa che manca realmente, penso anche dal nostro punto di vista, è l'originalità a tutto tondo sul genere. Infatti anche sulle tematiche vedo grande crisi. Non puoi dare messaggi che siano sempre i soliti, come quello della canna che ci ha stufato o della guerra che non la vogliamo per questo o per quel motivo. Argomenti magari seri e giustissimi ma se prendi un bambino all'asilo te le dice lui quelle cose. "Don't Cry For Me..." è stato fatto apposta, non vuole e non dà nessun messaggio. E' cantato tutto in inglese, per la prima volta da quando suoniamo. Chi vuol venire a ballare viene a ballare come quarant'anni fa nelle dancehall jamaicane. Per adesso il messaggio a noi non interessa. Sai ormai tutti i messaggi brevi mi sembrano banali...
Anche se secondo me c'è tanta gente che non ascolta neanche i testi delle canzoni. Artisti come 99 Posse e Caparezza presentano molti brani contro certi canali di comunicazione che, quasi per assurdo, mandano ripetutamente le loro canzoni...
Beh, quella è una fascia diversa, diciamo protetta...
Tornando allo ska, ti ritieni soddisfatto della scena? Intesa come gruppi, locali, fans...
Secondo me la scena in Italia non c'è mai stata. Perchè da noi è sempre stata il gruppo X che sputava merda contro il gruppo Y e via andare. Non ho mai visto coesione se non quella del famoso complimento finale che si fa o si deve fare. Invece per quanto riguarda i gruppi...in Italia ce ne sono parecchi che valgono. Senza andare su quelli iper grossi che ormai sono diventate delle icone vedi Blue Beaters, puoi passare dagli Orobians, andare agli Arpioni, ritornare a T-Bone e Roy Paci. Il fermento dietro a questi gruppi lo vedo. Senza dimenticare quelli stravecchi che sono ritornati come i Fratelli di Soledad, un gruppo che quando avevo 18 anni andavo a vedere e mi facevano impazzire...
Ormai anche i Bassistinti si sono fatto un buon nome...
Il nome è legato alla durata della vita del gruppo. Gli artisti che si menzionano infatti sono sempre quelli in giro da parecchio tempo. E' lo stesso discorso degli artisti affermati che anche se presentano un pezzo brutto, le radio lo fanno passare ugualmente e continuamente tant'è che dopo tutta la gente lo conosce, che secondo me molte volte è anche una presa per il culo per l'ascoltatore. Capisci? E' solo un discorso di nome...
E per guadagnarsi un bel nome, cosa consigli ai giovani?
Di tenere duro. E se ti rendi conto di aver fatto qualcosa di sbagliato, di correggilo in corsa senza paura. Di fare sopratutto le cose che ci si sente di fare e non quelle che ti propongono la moda, il momento o il gruppo che hai di riferimento. Ti posso dire che purtroppo sono più le stelle che cadono che quelle che rimangono su...
Beh, voi siete una delle stelle rimaste su...e ormai avete una buona dose di fans che vi segue ai concerti...
Mah, ti dico che per quanto riguarda i concerti si ha una situazione "strana". Da certi palchi ti arriva l'opposto di quello che ti aspetti. Quest'inverno siamo stati a Losanna e credavamo di fare una "gavetta al contrario" ovvero vedere un pò cosa funzionava e cosa no, davanti ad un pubblico che non ci conosceva o ci conosceva poco. Invece c'è stata un'accoglienza grandissima! La migliore dell'anno! Nonostante avessimo suonato in posti dove ci conoscevano e straconoscevano...quindi vai a pensare che sia quasi un problema attitudinale dei giovani italiani...
Io vi ho visto suonare a Vedano Olona (Va) e devo dire che la gente era presa "benissimo"!
Sì, anche perchè a Vedano giocavamo in casa. Noi siamo tutti della zona...chi di Porto Ceresio, chi di Ponte Tresa, chi di Galliate, chi di Como...ruotiamo tutti intorno a Varese...
E il tastierista che fine ha fatto?
Il tastierista ha avuto un grave problema. Dopo la triade del 24-25-26 aprile di concerti siamo tornati a casa e non stava bene...comunque adesso ne stiamo cercando uno, nell'attesa troviamo sempre chi lo sostituisce...
Argomento banale ma molto importante e attuale per chi suona e ama la musica. Cosa pensi dello scaricare da internet mp3?
Se il grano è il pane, il panettiere non lo fa più nessuno. E se mangi senza pane è un disastro. Come promozione, sono favorevole allo scaricare musica. Invece non mi sembra corretto il discorso "mi scarico tutto e mi faccio la compilation con i pezzi che mi piacciono". E' come se lo scrittore fa le fotocopie del suo libro e le butta in giro. La realtà dei piccoli gruppi è quella del banchetto quindi più soldi tiri su, in qualsiasi modo, meglio è. Perchè comunque il disco, tutto il merchandise e le cose che fai, te le auto finanzi. E' un problema per me grave. Perchè non abbiamo alle spalle la major che tira fuori il grano e a noi non ce ne frega una mazza...
Anche se d'altra parte internet è un ottimo mezzo di pubblicità. Io tantissimi gruppi li ho scoperti grazie alla rete, tramite i siti, i forum...anche perchè certi cd qua in Italia non li trovi, quindi non puoi fare il discorso di scoprire gli artisti direttamente nel negozio di musica...
Indubbiamente internet come mezzo di divulgazione è ottimo. Per quanto riguarda i dischi c'è differenza rispetto al passato. Ora si scaricano, invece quando avevamo vent'anni io e Marco (il batterista) ci giravamo tutti i negozi di dischi possibili e immaginabili andando a spulciarci tutto. Prima mi chiedevi chi fossero i The Beat...cacchio, un gruppo mitico! Avrò preso un loro tredici anni fa e tutt'ora e lì immacolato. E' uno di quei gruppi che se ti piace il genere, devi avere. Per collegarlo al discorso del cd originale, avendolo, secondo me senti ti senti anche più vicino al gruppo...
Sì sì, leggendo i testi, i ringraziamenti, magari guardando le foto...
Certo certo. Il libretto interno, i ringraziamenti, chi suona, tutte cose che a me piace leggere e avere. Magari il testo della canzone che ti interessa perchè ascoltandola non riesci a capire cosa sta dicendo...o anche le fotografie! Tutti quelli che ascoltano questo genere, devrebbero capire che sono prima di tutto loro stessi il mezzo di sostentamento per il gruppo. Altrimenti finisce tutto. Magari se si conta oltre al cd venduto anche le nove copie masterizzate, cavolo anche noi vendiamo le nostre belle copie, ma non è così! E' poi inutile chiedersi se lo ska è in crisi o perchè certi gruppi si sciolgono. Se noi facciamo un prodotto, lo dobbiamo pagare. Registrare in sala costa. E dopo che fine fa il tuo lavoro? Nessuno che lo compra. O che si hanno cinque-sei mila euro da utilizzare per far sì che i ragazzi scarichino...Vedi, è così che si mette in crisi il mercato della musica. E quali sono le conseguenze? Che le etichette non rischiano più sul gruppo nuovo ma vanno sul sicuro. Se fanno fatica a vendere i big figurati uno semi-sconosciuto! La musica è al tracollo e si cerca di "tenere botta" in qualunque maniera ma comunque è difficile perchè la crisi si espande nei live club e nelle feste. Luoghi dove quattro-cinque anche dieci anni fa vedevi il triplo della gente. Alla fine noi musicisti oltre che dare il massimo facendo pagare anche a prezzo modico l'album, che possiamo fare?
Passiamo a domande più "personali". Come sei arrivato ad ascoltare ska?
Avevo quattordici anni ed ero in giro con dei ragazzi. Siamo finiti a Bergamo e c'era un certo gruppo che suonava...Casino Royale. Mai vista una cosa del genere! Mi son detto subito "questi sono dei fenomeni". Quindi ascoltai "Soul Of Ska", "Jungle Jubille" e poi via andare con i classici come Skatalites, Specials, Selecter...Iniziai così a suonare, quando avevo quindici-sedici anni suonai in un gruppo rhythm'n blues con qualche spruzzata di ska e rocksteady...
E' un ritmo che hai nel sangue...
E' quello che mi piace di più fare...
E il tuo album preferito?
Ce ne sono parecchi...troppi! Se vuoi posso dirti i cd che ho nel caricatore adesso in macchina: il mitico live di Marley che lo tiro fuori giusto una volta l'anno per pulirlo, poi l'ultimo degli Slackers "Close My Eyes", una raccolta "The Bird" di quando Marley aveva diciasette anni e faceva rocksteady, poi Gilberto Gil che è ministro della cultura in Brasile e ha inciso uno degli album più estivi per eccellenza, infine Ska Live che raccoglie un pò tutti da Dr.Ring Ding agli Hepcat tornando agli Skatalites e via andare...
Per quanto riguarda gli Hepcat, dovevano suonare al Rock in Idro a settembre 2005 a Milano ma purtroppo hanno fatto saltare il tuor europeo...
Lo sò, pensa che avevamo già chiamato l'agenzia per infilarci come spalla ma purtroppo li avevano messi dentro a un'insalata che non era la loro. L'ultima volta che sono venuti in Italia avevano suonato tipo alle tre del pomeriggio! Ascoltandoli capisci il loro livello e ti chiedi cosa ci fanno in mezzo agli altri...
Prima stavi parlando che voi andrete in Svizzera questa estate a suonare. Com'è? Avete successo?
Credo che per questa estate le date più belle le faremo fuori dall'Italia. Una sarà l'Open Sky Festival vicino a Ginevra il 15 luglio, una manifestazione importante dove suonano tra l'altro i Groundation reggae music from Los Angeles. (Ero fortunatamente presente a questa data e devo dire che hanno centrato il bersaglio! Grandi!) L'altra è 19 agosto a Villeneuve al Red Bull Festival. C'è lo sponsor quindi non ci sono problemi di soldi, tant'è che oltre a noi quattro gruppi europei ne hanno invitati quattro direttamente dalla Jamaica. Pensiamo che il disco abbia grosse possibilità fuori dall'Italia...
Salendo dalla Svizzera alla Germania...abbiamo Gentleman primo in classifica e una certa etichetta come la Grover...
Secondo me la cosa fondamentale che manca da noi e che invece la Grover ha, è la qualità. Un gruppo medio tedesco a livello di tecnica base degli strumentisti è spostato più verso l'alto rispetto ad un gruppo medio italiano. Non c'è confronto. Nel nostro paese abbiamo parecchie pecche, siamo molto più improvvisati. Suonando con gruppi come gli Eastern Standard Time o Buju Buntun, ci siamo resi conto di cosa vuol dire essere professionisti. Prendi per esempio il suond ceck...da noi si fa in quaranta minuti scazzati invece per loro deve essere fatto con serietà e perfezione, anche questa è qualità...Lasciando stare logicamente i nomi grossi che comunque sono dei professionisti...
Ringrazio di cuore i Bassistinti che molto gentilmente mi hanno reso partecipi ad una loro data estera. Siamo andati fino a Ginevra a importare il jamaica prealpina sound. E vi devo dire che è andato tutto alla perfezione! Successo pieno nel concerto (tra l'altro hanno suonato per ultimi) e da parte mia una due giorni molto divertente...da non crederci, indimenticabile! Grazie!




