Fumbles In Life
A cura di Krutch, Lunedi, 5 settembre 2005
Krutch: Ciao Dario, iniziamo col parlare dei Fumbles In Life, come è nato questo
progetto?
Dario: Il progetto FIL nasce nel 2002 da un'idea del sottoscritto e di Stizzo,
già con me negli Half My Time. Desideravamo mettere in piedi una band
totalmente Straight Edge, visto che noi lo eravamo già da molti anni.
Ispirati da bands quali Hands Tied, Better Than A Thousand e tutta quella
schiera uscita tra il 1996 e il 2000 abbiamo voluto formare i FIL, senza
dimenticare i nostri eroi di fine anni ottanta ovviamente, con delle
caratteristiche ben precise: una band "old school", o più semplicemente
hardcore, diretta, sfrontata e con testi diretti più che mai, ma con una
forte componente introspettiva. L'esperienza con gli Half My Time ci aveva
logorato, non c'era più molto da dire, e così i FIL sono nati in breve
tempo. Fabry e Pier si sono aggiunti poco dopo e a quel punto tutto era
definito.
Krutch: Dopo aver debuttato con "The gift of forever" eccovi al secondo lavoro,
cosa ne pensi del risultato? Soddisfatto?
Dario: "Communication wins" è davvero un buon lavoro, e non perchè questo è uno
dei miei gruppi. Suona bene, suona fresco, la rergistrazione è stata fatta
in poco tempo ma con grande professionalità dal nostro fonico di fiducia,
Marco Bonanomi. La voce di Ivan ci ha resi davvero più particolari, e
rispetto al precedente "The gift of forever" siamo passati a paragoni tipo
Unity, Uniform Choice, Insted, Better Than A Thousand, ovvero a quel sound
"old school" ma con punte di melodia (se così le si possono definire) nelle
chitarre... Il primo lavoro era senza dubbio più grezzo, più crudo, un muro
di chitarre e di cori. Questo, a mio parere, risultà più completo, più
maturo pur senza aver inventato nulla di straordinariamente innovativo.
Krutch: Con la tua etichetta, la Youth Crew Records, ti dedicherai
esclusivamente alle tue band o intendi dedicarti ad altre produzioni?
Dario: La label è nata nel 1998 e ha prodotto varie formazioni nel corso degli
anni; non penso di esagerare se mi azzardo a dire che alcune di queste bands
hanno segnato, o lo stanno facendo adesso, una pagina importantissima
dell'hardcore nazionale. Bands come i già citati Half My Time (dai tratti
simili agli Outspoken e ai Turning Point), i giovani We'll Face, i veterani
Thoughts To Share (con l'amico Freddy alla voce, vecchia conoscenza della
primissima ondata XXX italiana, con Think Twice ed Ageing), i potentissimi
Steam e i quotatissimi No More Fear, sono sicuramente un carnet invidiabile,
non credete? Poi ci sono anche i Fumbles In Life, ma questa è un'altra
storia. E' la mia band più importante, più sentita e desideravo avere più di
una voce in capitolo per l'uscita dei nostri lavori. Ecco perchè è nata
questa bellissima collaborazione tra "Youth Crew" records e "Still Life"
records. Adesso stò seguendo una band davvero interessante dal nome The
Fifth Element, della quale penso che farò uscire l'esordio nei primi mesi
del 2006. Mi ricordano parecchio i primi Quicksand mischiati ai Mouthpiece!
Krutch: Sei l'unico membro fondatore tuttora nella line-up, cosa ha generato
tutti questi cambi?
Dario: Probabilmente è difficile starmi vicino!!! A parte gli scherzi, penso che
questo sia dovuto ad un fattore prettamente di stimoli. Come già detto poco
fa, i FIL son per me molto importanti, incarnano tutto quello che ho sempre
pensato, realizzato e sognato in ambito hardcore e Straight Edge. Ho più di
30 anni, ascolto, suono e vivo l'hardcore dal 1988 con intensità e con
coerenza. E poco importa se mi esprimevo attraverso una fanzine, un festival
organizzato, o salendo sul palco... Son contento di quello che faccio e di
quel che ho fatto e dato per supportare degnamente questo suono e stile di
vita. E comunque non dimenticherei Giuly, il quale è arrivato poco dopo
l'uscita del primo lavoro, e quindi è da considerarsi come un membro della
prima formazione.
Krutch: La tua precedente esperienza con gli Half My Time ha influenzato in
qualche modo i Fumbles In Life?
Dario: Non penso che gli Half My Time abbiano influenzato i FIL, nel senso che
sono due progetti slegati tra loro; con i primi eravamo molto affiatati
all'inizio, abbiamo realizzato due 7" ep's e un cd molto belli, molto vari,
molto elaborati, con un sound simile all'hardcore primi anni novanta. I FIL,
invece, sono un insieme di persone fedeli allo Straight Edge, desiderose di
portare avanti un percorso già tracciato da Youth Of Today, Bold, Chain Of
Strength, Gorilla Biscuits, Insted, No For An Answer, ma con un pò di
originalità.
Krutch: Cosa mi dici dei Safe, il side-project in cui canti, chi siete e cosa
suonate?
Dario: I Safe sono un side project dei FIL. Io canto e Giuly suona il basso;
entrambi siamo devoti Hare Krishna (il suo nome spirituale è Golokananda das
e il mio Dharmavit das) e da tempo eravamo desiderosi di provare a fare
qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto in precedenza, ricercando
sonorità più melodiche, più pop-rockish e fonderle nell'hardcore. E' uscito
il primo mcd dal titolo "Make a move", quattro pezzi molto intensi, sentiti
e dai testi totalmente spirituali. Il centro dei testi dei Safe è la
realizzazione spirituale e tutto quanto ad essa connesso: Krishna, Dio, la
Persona Suprema è la fonte di ogni felicità, ma non a livello materiale.
Capire che siamo inglobati in questo mondo, ma che non siamo di questo mondo
è l'aspetto fondamentale. Non siamo corpi, ma anime spirituali eterne. Dove
stiamo andando? Qual è il fine dell'esistenza? Che cosa significa essere
equanimi? Questi quesiti pongono l'individuo su di una piattaforma di virtù
e dalla quale può iniziare la realizzazione del vero sè, di noi stessi, di
noi come veri protagonisti, ma differenti dal corpo-abito che indossiamo.
Con questo non dico che dobbiamo fuggire dalla realtà in cui viviamo, non
serve molto fare ascesi o pratiche yoga se prima non comprendiamo i passaggi
precedenti, e soprattutto se non capiamo che l'unico destinatario delle
nostre pratiche yoga deve essere Krishna, cioè la Persona Suprema, la Causa
di tutte le cause, il Creatore di tutti gli universi. Ascesi e yoga intese
come sacrifici o posizioni da ginnastica non portano da nessuna parte,
almeno non nella direzione corretta, e come un farmaco alleviano
momentaneamente un dolore. Il terminale di tutte le pratiche, della
meditazione, della preghiera è Krishna. Questo è il vero successo. I Safe
nascono come progetto musicale ma mirano a portare quest'antichissima
conoscenza filosofica-psicologica-spirituale a quanti più ragazzi ne fossero
interessati. Se siete interessati, se volete saperne di più, contattatemi.
Krutch: Sei attivo nella scena hardcore da diversi anni ormai, hai visto e
vissuto in prima persona l'evoluzione tra la vecchia e la nuova scuola in
tutti i suoi stili e sfumature che non sto ad elencare, cosa ne pensi di
quella attuale? Era meglio nell' 88 forse?
Dario: Non sò dire se era meglio o meno qualche annetto fa... Sicuramente
eravamo in pochi ed era fortissimo il senso di appartenenza; era davvero
bello tutto il contorno dei festival, dei banchetti con fanzines, singolini,
album, magliette rare e ricercate. Vivere all'epoca dei Youth Of Today e dei
Gorilla Biscuits, musicalmente parlando e non solo, è stato per me
importantissimo. Son diventato Straight Edge, ho cominciato a realizzare
tante cose e ho conosciuto da vicino la coscienza di Krishna, che è la
naturale conseguenza dell'essenza XXX! Ma il fattore contrario era che non
c'era una cassa di risonanza così ampia come oggi; le riviste specializzate
si occupavano di rock e di metal, di hardcore e Straight Edge pochissimo,
quasi nullo. Nel 2005 esistono riviste patinate che ti cercano, ti
intervistano, ti recensiscono, esistono le webzines...
Dal punto di vista musicale devo ammettere che ho un pò sofferto il cambio
dal 1990 al 1996. Prima dettavano legge i gruppi del 1988, il suono era
inconfondibile, il look pure... Con l'inizio della nuova scuola, vedi
Snapcase, Earth Crisis, Integrity, Raid, Vegan Reich, Chokehold e via
discorrendo, tutto stava cambiando. La musica non era altro che metal fatto
da straight edgers e le tematiche affrontate risultavano troppo oltranziste,
a tratti fanatiche. Oggi, invece, ci sono bands che fondono i due generi, e
lo fanno molto bene, ed esistono sia bands più "1988" ed altre decisamente
metal, ma tutte di buono spessore, forse manca un pò di originalità. Ma va
bene così, l'importante è tenere vivo tutto. La coerenza è una dote non
comune, quindi massimo rispetto a chi lo è da tanto tempo.
Krutch: Le liriche di "One lesson" esplicano l'importanza che hanno avuto per te
band come Minor Threat, 7 Seconds, Youth Of Today fino agli ultimi
Shelter, sei tuttora fedele all'old school o ascolti anche nuovi stili?
Dario: Ascolto sempre i mostri sacri da te citati, ma anche tonnellate di nuove
bands come Our Turn, Lights Out, Desperate Measures, The First Step,
Champion, così come l'ondata che ha ridato linfa allo stile "1988-youth
crew", dopo le metallate, e quindi Floorpunch, Ten Yard Fight, Hands Tied,
Better Than A Thousand... Come vedi, dal 1988 al 1996 fino a giungere ai
giorni nostri mi dedico all'ascolto dell'hardcore Straight Edge vero e
proprio. "New school", "metal-'core" o punk melodico non mi hanno mai
attirato nè interessato! Gli Shelter, almeno i primi, son stati fondamentali
per un certo tipo di discorso, e non li considero un gruppo normale o
qualunque. Con loro, specie con Raghunath das (Ray Cappo) e Paramananda das
(John Porcell) sono grande amico dal 1992, ci si sente sempre e quando si
può si stà insieme.
Krutch: Molta gente si dedica allo straight edge per questioni di immagine per
poi stufarsi e mollare tutto dopo poco tempo, per altri invece non è così,
cosa significa per te essere ancora straight edge dopo tutti questi anni?
Dario: Straight Edge non è uno slogan, non è un trend dei 18 anni, non è un
cumulo di sette pollici colorati, non è una collezione di magliette cool,
non è nulla di tutto questo. Chi lo pensa sbaglia, e di brutto. Peggio
ancora chi lo fa con quest'attitudine. In poche parole: uno Straight Edge
non lo fà, lo è! Io lo sono da 16 anni e di questo ne sono fiero, non ho mai
pensato di smettere di agire e pensare in un certo modo, anzi più vado
avanti, più maturo e più son convinto che la scelta fatta è stata più che
giusta. Fà parte della mia quotidianità. Mi ha portato a crescere sotto
tanti punti di vista e a rispettare non solo noi stessi, non solo gli umani,
ma anche gli animali, l'ambiente in cui viviamo, mi ha portato a conoscere e
ad aprofondire la filosofia vedica e a diventare un devoto di Krishna.
Non pensate allo Straight Edge come ad un fenomeno isolato, inutile e
passeggero. E' molto di più.
Krutch: Qual è stato il miglior concerto che hai visto?
Dario: Non saprei rispondere ad una domanda del genere... Ne ho visti così
tanti! Ho nel cuore tanti shows e festivals...
Krutch: Prossime date in programma?
Dario: Coi FIL adesso stiamo preparando nuovi brani che daremo a varie
etichette per compilations. Inoltre uscirà a Dicembre la versione
sudamericana di "Comunication wins" con due pezzi inediti su "Fair" records.
Il prossimo anno, invece, a primavera esce un nuovo ep della band. Poi
racchiuderemo tutto il materiale registrato in un unico cd riepilogativo,
penso in uscita a settembre-ottobre del 2006. Per le date tenetevi
aggiornati ed informati attraverso il nostro sito ufficiale.
Krutch: Grazie mille per la disponibilità, a presto!!
Dario: Grazie a te e a tutti coloro che leggeranno l'intervista, contattateci
se avete piacere. Siate sempre coerenti con voi stessi e con gli altri.
Sarete rispettati ed apprezzati, comunque vadano le cose. Straight Edge
never die!




