P-ex
A cura di vise, Martedi, 4 ottobre 2005
Eccoci alle prese con una giovane band che cerca di farsi largo tra le schiere della scena milanese a suono di ska-punk. Dopo l’EP “No One's Indispensable” (recensione QUI) ecco cosa ci dicono i Punk Explosion, in particolare il trombettista Gigi:

- Raccontateci brevemente la vostra storia.
La nostra storia: nasciamo ufficialmente nel 2001 ma la line up definitiva si stabilisce solo nel gennaio 2004. Da allora possiamo dire che il nostro impegno è stato rivolto più alla vita “live” che altro, scrivendo sempre pezzi nuovi.
- Quali sono le band cardine che vi hanno instillato la voglia di fare musica?
Ma, penso che questa domanda andrebbe rivolta ad ogni singolo componente del gruppo, in quanto (e credo che questo sia presente anche nei nostri pezzi) ognuno di noi porta influenze musicali diverse. Credo che comunque un gruppo fondamentale per i P-eX siano i NOFX. Personalmente invece credo che gruppi come Less Than Jake, Mad Caddies, Reel Big Fish e molti altri mi abbiano trasmesso la loro voglia di fare musica.
- E quelle che attualmente vedete più promettenti sul fronte dello ska-punk?
Ora come ora il nostro non è un genere che va molto, quindi eleggere a gruppo più promettente qualcuno mi sembra esagerato. Anche perché ci sono un sacco di gruppi nella scena emergente che meritano molto, magari più di qualcuno che già il suo successo l’ha avuto.
- Avete alle spalle un EP, registrato al Rolling Stone di Milano. Quanto è importante l’attività live per un gruppo ai suoi primi passi?
Credo che l’aspetto live sia molto importante per ogni tipo di gruppo, sia emergente che non. Per quanto riguarda i gruppi emergenti i live sono sempre un possibile trampolino di lancio e una sorta di pubblicità a se stessi. Anche noi infatti dall’ultimo “breafing” di gruppo abbiamo deciso di riversare più impegno in questo aspetto della vita dei P-eX.
- La vostra line-up è cambiata più di una volta dal 2001 ad oggi, questi via-vai hanno influito in qualche modo sul sound dei P-ex?
Tendenzialmente no, però come ti ho già detto prima ognuno di noi apporta al genere del gruppo la sua influenza, quindi necessariamente qualcosa dagli albori è cambiato, insieme allo sviluppo generale che il gruppo ha subito.
- Siete molto più attivi in quanto a concerti che a registrazioni, a quando la prossima concretizzazione delle vostre fatiche?
Teoricamente dovevamo tornare in sala per incidere un nuovo lavoro con l’inizio del nuovo anno, comunque non è ancora stato stabilito niente. Per ora puntiamo ancora sull’aspetto live.
- Parlateci della scena milanese di cui fate parte. Siete anche voi della corrente di pensiero che la vede sempre più omologata alle sonorità pop-punk ed emozionali e poco eterogenea?
Guarda, non ne facciamo parte. Però è evidente che la scena milanese, e non, si è spostata in quel senso. Credo che quel genere oggi come oggi ne detti la “moda”. Per questo penso che sostanzialmente noi siamo fuori moda :D.
- Quali le band destinate a distinguersi dalla massa? Vogliamo i nomi!
Molti gruppi meritano di distinguersi, ma pochi temo che ce la faranno. Personalmente credo che un gruppo che meriti molto all’interno della scena italiana (e non) siano i Vicentini (???) Dufresne.
- Visto che la cosa vi tocca da vicino, perché pensate che molti emergenti, come voi, scelgano di proporre delle cover? È solo un tributo alle band che vi hanno ispirato o pensate di acquisire maggiore visibilità con pezzi che il pubblico già conosce a menadito?
L’obbiettivo è duplice, infatti ricopre entrambi gli aspetti che hai sottolineato te. È un tributo al gruppo, perché la cover in se rappresenta qualcosa per noi, ed è allo stesso tempo un mezzo per aver maggiore visibilità proprio perché la gente magari la conosce meglio. Cerchiamo comunque in ogni cover che facciamo di inserirci un “qualcosa di nostro” per renderla originale.
- Sono sempre di più i giovani gruppi che si appoggiano a community o webzine per promozione e date. Come giudicate questi moderni mezzi di comunicazione, se così li si può definire?
Guarda facendone parte di questi gruppi credo che sia un ottimo mezzo per poter promuovere le proprie date. Credo che in queste nuove realtà emergenti i gruppi possano trovare quello che le agenzie di booking gli negano. Grazie infatti al lavoro di alcuni “volenterosi” anche i gruppi che hanno meno visibilità possano trovare il modo di essere più conosciuti.
- È un’impervia via, l’autoproduzione?
Purtroppo si. Nessuno ti finanzia e quindi è una fatica anche in termini “monetari”. Ma comunque sia alla fine hai un lavoro completamente tuo, un lavoro che te lo sei sudato (e guadagnato). Quindi in un certo senso te lo godi di più :D.
- Vi è piaciuta la recensione di “No One's Indispensable” su Troublezine.it?
Mi aspettavo che l’arpia della recensitrice fosse più stronza, ma evidentemente qualcosa l’ha frenata, visto che comunque resta il fatto che ci detesta.
- Secondo voi è lecito incazzarsi se nel giro di 24 ore ti entrano nella fiancata della macchina della mamma e ti tamponano quella del papi?
Certo, come è lecito che troublezine (ed in particolare la Vise che fa parte dello staff) contribuiscano fisicamente (nn è che me la devi dare ma mi devi prestare la macchina) e non (datemi i soldi per pagare il carrozziere)!!
- Uno che vede il bicchiere mezzo pieno è ottimista o solo vede il lato positivo delle cose?
È essenzialmente un coglione!
- E per finire..chi dice la bugia è o no figlio di Maria??
Ovviamente no, non lo è!!!

Grazie per aver risposto a queste elaborate, serie e posate domande. In bocca al lupo per i progetti futuri.
-ViSe-




