Silverstein


A cura di franz777, Martedi, 14 marzo 2006


Sono passati sei anni da quando i Silverstein hanno iniziato la loro avventura come band.Oggi sono uno dei nomi di punta di quel movimento comunemente noto ai più come ‘emocore’.Il 2005 è stato per i Silverstein un anno straordinario, ma il 2006 si preannuncia ancora migliore.L’ultimo, e secondo, album della band – ‘Discovering The Waterfront’ – sta riscuotendo un enorme successo già dall’agosto scorso, data in cui è uscito.Il tour ha supporto di questo album ha fatto registrare sold out in ogni parte del globo.E lo scorso febbraio è approdata anche in Italia, per due date, in supporto ai loro connazionali Simple Plan.Non mi soffermo a parlare del concerto visto in quel di Milano perché non riesco veramente a trovare le parole.Diciamo solo che l’unica cosa degna di nota è stata l’esibizione dei Silverstein.Precisi, perfetti.Peccato solo, che per sicure esigenze non dovute a loro, hanno suonato pochissimo (sei i pezzi suonati se non ricordo male) e con un volume diecimila volte inferiore a quella della band di punta di quella serata.Non dico altro.Ma la cosa più piacevole è stata la chiacchierata fatta con il singer della band canadese poco prima che salisse sul palco.La parola a Shane Told.

 

Ciao Shane.Parto subito chiedendoti due cose riguardanti la tournee che state facendo ora:

primo, come sta andando?...e secondo, come reagisce il pubblico dei Simple Plan, sicuramente un tantino diverso dal vostro, durante il vostro live set?

La tournee sta andando magnificamente.E’ la prima volta che suoniamo in posti cosi grandi, al di fuori del nostro paese e degli Stati Uniti e questa cosa è fantastica.Siamo già stati diverse volte in Europa ma in posti molto più piccoli.E’ tutto cosi strano.Durante i live set la gente ci accoglie veramente in modo grandioso, anche se non sono venuti per vedere te.Bello vedere che molti conoscono le tue canzoni.Ti da delle grandi soddisfazioni.I Simple Plan poi sono degli amici quindi tutto è più facile.E’ scontato dirlo ma è come se fossimo una grande famiglia.

Perfetto.Torniamo un po’ indietro nel tempo ora per parlare meglio di come i Silverstein siano arrivati ad essere la band che sono oggi.Vi siete formati a Burlington, Canada, nel 2000 e solo tre anni più tardi avevate un contratto con la Victory in mano.E oggi siete ancora con loro.Come siete arrivati a Victory?

Devo ammettere che è stato abbastanza semplice, non me ne vogliate.Un’altra band della nostra città, i Grade, erano sotto Victory in quel periodo.Io conoscevo benissimo il loro batterista, Charles.Lui mise una buona parola per noi all’interno di Victory e io, in cambio, misi una buona parola per lui con tutte le persone che conoscevo che lavoravano per Avril Lavigne.Oggi noi siamo su Victory e lui suona il basso per lei.

Fantastico.Dopo aver firmato per Victory avete rilasciato nello stesso anno (2003) il vostro debutto sulla lunga distanza ‘When Broken Is Easily Fixed’, che ad oggi ha venduto più di 200000 copie nel mondo.Personalmente penso che quell’album fosse ancora un po’ acerbo, nonostante avesse notevoli spunti, soprattutto dal punto di vista compositivo.Nell’agosto dello scorso anno avete rilasciato la seconda opera, ‘Discovering The Waterfront’,a parere mio molto più matura sotto ogni punto di vista.Qual’è stata la reazione dei vostri fans dopo l’uscita di quest’ultimo?

 

Non è stata molto diversa da quella ottenuta per il primo disco.I nostri fans hanno reagito bene e sono stati entusiasti del risultato finale.Abbiamo voluto creare qualcosa che fosse comunque legato in un certo qual modo al lavoro precedente, in modo che tutti non pensassero che eravamo un’altra band.Alla fine le differenze tra l’uno e l’altro non sono poi cosi molte, a parte la produzione del nuovo molto più curata ed un affiatamento maggiore che si è creato all’interno della band.

Girava voce che avevate avuto problemi durante la registrazione del vostro primo videoclip, ‘Giving Up’, primo singolo del vostro primo album.Vero?

Non ci sono stati veri e propri problemi.E’ il risultato finale che non ci ha soddisfatto del tutto.Volevamo fare un video che si vedesse per lo meno bene ma purtroppo il risultato non è stato dei migliori.La qualità dell’immagine risultava molto distorta, sporca.Il quadro finale molto dark.

E’ stato molto duro girare quel video.Non avevamo mai fatto un video prima di quello, non sapevamo niente di video e il budget che avevamo era molto basso.Ogni tanto lo riguardiamo ancora oggi.Non è che odi quel video.Diciamo solo che non è il mio preferito.

Andata un po’ meglio com ‘Smashed Into Pieces’ e con il più recente ‘Smile In Your Sleep’ ?

Direi di si.Per quello di ‘Smashed Into Pieces’ il budget era ancora basso però alla fine il risultato finale è stato soddisfacente.Per ‘Smile In Your Sleep’ è stato tutto un pò diverso.E’ stata un’idea di Mark.Eravamo in tour e lui ha detto che dovevamo fare qualcosa per il nuovo video.E’ venuta a lui l’idea del video in stile film giallo.Avevamo a disposizione anche molti più soldi che in passato, una crew più numerosa e il risultato finale è decisamente migliore che in passato.Siamo molto soddisfatti di come sia uscito il video.

Ora inizierete a lavorare per quello di ‘Discovering The Waterfront’.Sarà la stesso regista di ‘Smile In Your Sleep’ ad occuparsi della regia?

No, lo farà Benjamin Weinstein.Non abbiamo mai lavorato con lui ma abbiamo visto altri suoi precedenti lavori.Lavora in modo diverso, riesce a farti tirare fuori cose che gli altri non ti hanno fatto mai tirare fuori prima.Sarà fantastico lavorare con lui.

Cambiamo discorso e torniamo a parlare di concerti.Verso la fine dello scorso anno avete partecipato insieme ai vostri compagni di etichetta Aiden, Bayside e Hawthorne Heights al ‘Never Sleep Again Tour’.Abbiamo letto tutti di quello che è successo durante una di quelle date al van dei Bayside.(incidente che ha causato la morte del batterista John Holohan, il ferimento del bassista e di parte della crew).Com’è stata continuare il tour in quelle condizioni?

E’ stato devastante.Queste cose non dovrebbero succedere.Viaggiavamo appena dietro di loro, abbiamo visto tutto in diretta.E’ stato traumatico.Continuare in quelle condizioni non era più la stessa cosa però dovevamo farlo, anche per John.I Bayside hanno continuato per alcune date a suonare in acustico.Altre non le hanno fatte, ma vendevamo il loro merchandise e li aiutavamo per far si che prendessero i compensi delle serate.Verso la fine del tour hanno ripreso a suonare ancora come duo acustico e la serata conclusiva a Chicago è stata da brividi.Alla fine del loro set siamo scoppiati tutti in lacrime.John manca a tutti.

Quello dev’essere stato un tour fantastico.Ormai siete una rodata live band, tra festival, tour da headliner o in supporto a altre band più affermate.C’è qualche band con cui non avete ancora suonate ma con cui vi piacerebbe suonare?

Domanda veramente difficile.Personalmente mi piacerebbe suonare con una delle mie band preferite, i Cave In.Ma anche con i Comeback Kid o con i Lifetime, che si sono appena riformati.Anche suonare con i Nofx dovrebbe essere molto divertente.Abbiamo fatto un tour con gli Hot Water Music che sono poi diventate definitivamente una delle nostre band preferite.più di tutti vorrei andare in tour con i Foo Fighters.Sono una grande band e ho molto rispetto per loro.Sarebbe un tour grandioso.


Ma quali sono più in generale le vostre band preferite?Cosa ascoltate durante i vostri viaggi?

Personalmente ascolto un sacco di metal, dai Cannibal Corpse ai Cradle Of Filth.Paul ascolta indie rock e un sacco di band che anche a noi sono sconosciute.Tutti ascoltiamo punk rock ma la gente non ci crede.Pensa che ascoltiamo solo emo.

Adesso tornerete a casa e poi partirete con un tour da headliner e prenderete poi parte al ‘Take Action Tour’ insieme ad un sacco di altre band.Per finire farete poi il ‘Taste Of Chaos’ con Atreyu, Deftones e compagnia bella.Cosa si deve aspettare, e quindi cosa mi devo aspettare stasera, la gente che viene ad un vostro show?

Un concerto il più intenso possibile.Vogliamo che tutti siano partecipi e che che percepiscano la nostra energia.

Benissimo.Abbiamo finito.Un’ultima cosa che vuoi dire?

Beh….se non avete ancora comprato o sentito il nostro nuovo album….fatelo.


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