Stinking Polecats
A cura di MaxRozzo, Domenica, 19 marzo 2006
Ciao Chris, ciao Polecats, come vanno le cose in quel di Piacenza?
E' tutto ok caro, tutto monotono, noioso e grigio come al solito, una bella città nebbiosa e a misura di cerebroleso..
E' passato qualche mese dall'ultima volta che ci siamo visti, alla nostra festa di natale: cosa avete fatto nel frattempo?
Da allora, una manciata di concerti, tante prove, per migliorare un pò l' intesa con Omar, e abbiamo pure cominciato a provare pezzi nuovi, ci piacerebbe dare un seguito a "Broken" in tempi abbastanza brevi, e non far passare quattro anni tra un disco e l altro...
Se non sbaglio in pentola bolle qualcosa di interessante giusto?
Eh già... a me e Simone, visto che ad aprile festeggeremo i dieci anni di Stinking Polecats, piacerebbe fare un doppio cd, uno con pezzi vecchi registrati e rimasterizzati, qualche inedito tratto da questi dieci anni di sessions di studio, e l'altro con tutto il materiale video di cui siamo in possesso, e ti assicuro che ci sono delle chicche interessanti, come ad esempio pezzi di concerto a Torino alla Delta House nel 97 e video presi dai nostri tour all'estero; in più a giugno faremo tutte le date italiane con i nostri 90's heroes, i Queers.
Parlando invece di cose passate, che esperienza è stata suonare su un grande palco come quello del Rock In Idro? Ok, voi eravate nel palco più piccolo, ma il pubblico che vi stava davanti era comunque molto numeroso...
Nonostante all'inizio fossimo un pò scettici per il fatto che non è la nostra solita dimensione, è stata proprio una bella giornata. L'organizzazione era perfetta, i fonici fantastici, la birra era tanta, e comunque avere davanti un pubblico così numeroso ti da una bella carica e ti pompa talmente tanta adrenalina che ti fa venire voglia di non scendere mai dal palco.
Meglio quella situazione o invece il classico concerto punkrock, in un locale, senza transenne, cazzi & mazzi e con il pubblico a stretto contatto?
Beh, è molto diverso: a noi piace avere uno stretto contatto col pubblico, interagire, sparar cazzate prima, dopo e durante il concerto. A me personalmente la dimensione che piace di più sono i concerti negli squats, per il calore che il posto piccolo ti da. Il sentire il tuo sudore e quello della gente, l'aria rarefatta che si crea, le microfonate nei denti, la gente sempre pronta e disponibile a darti una mano, sono cose alle quali non riuscirei a rinunciare. I locali purtroppo devono lucrare, e hanno sempre un atteggiamento professionale e abbastanza distaccato. Negli squats è tutto molto più bello a livello umano.
Una volta mi hai detto che stare troppo tempo senza suonare canzoni dei Ramones ti fa stare male. Se dovessi spiegare ad un profano perchè i fratellini sono cosi importanti e perchè hanno cambiato la vita a migliaia di persone, quale sarebbe la tua spiegazione?
Eh eh eh!!! Diciamo che suonare dal vivo i pezzi dei Ramones è una delle cose che adoro durante i live. E' come per un prete leggere il vangelo durante la messa. Se dovessi spiegare ad un profano perchè i Ramones cambiano la vita... direi che è come innamorarsi. E diventare dipendente dalla donna che ami. Pura attrazione chimica...
(Con mia immensa invidia) Ti sei ritrovato faccia a faccia con Mike Ness, ovvero una vera e propria icona del punkrock e dell'immagine del "rocker". Cosa hai provato in quei momenti?
Sono stati 40 minuti davvero bellissimi. Ero pietrificato. Da un lato avevo una paura fottuta di rimanere deluso, sarebbe stato bruttissimo pensare a lui come un pezzo di merda; e invece, è davvero un grande, sincero, schietto e sensibile, pensa che quando parlava dei suoi figli si è commosso, e parlava del fatto che fortunatamente è riuscito a mettere una pezza su alcuni errori del passato. Una persona davvero disponibile direi, e anche finito il concerto si è concesso ai fans con lo spirito di un ventenne.
Ti metto in difficoltà: SxDx o Ramones?
Assolutamente RAMONES.
Tornando al passato dei Polecats, come avete vissuto la dipartita di un pezzo importante per la band come il Miccetta?
E' stato il momento più duro della carriera dei Polecats. Non solo per quanto riguarda il songwriting, ma dal punto di vista umano. Io e lui abbiamo iniziato a suonare assieme nel 94, e quando ci comunicò che voleva lasciare la band, è stato molto brutto; provavamo in tre, ma non era più la stessa cosa. E ci manca molto ancora oggi, nonostante Ricky sia un ottimo sostituto. Fortunatamente, il rapporto di amicizia non è terminato, e in futuro comunque penso che tornerà a collaborare con noi.
E con che spirito una band riparte dopo eventi del genere?
Ti rimbocchi le maniche e cerchi di fare quello che facevi prima, io non pretendo che tutti abbiano l'idea che ho io della band, e non voglio che nessuno sposi cause in cui non crede. Se qualcuno preferisce prendere altre strade, non è un problema, io non mi fermo. A costo di rimanere da solo sul palco. Ovviamente all'inizio c'è un momento di sconforto, ma anche queste cose possono essere risolte. Diciamo che con "Broken" abbiamo cercato di dimostrare che per farci smettere devono spararci!!
Oltre al cambiamento alla chitarra, da qualche tempo avete anche un nuovo batterista, Omar, che mi sembra essersi inserito bene ed alla svelta nel gruppo.
Omar è un amico da tantissimi anni, quando Davide se n'è andato è stata la prima persona a cui abbiamo pensato, e lui ha accettato entusiasta. E' un ottimo batterista, ed è molto motivato. Pensa che il suo primo concerto è stato al Rock In Idro, dopo solo una settimana che suonava con noi, un bel battesimo eh??
Siete in giro da ormai un decennio, che cambiamenti ci sono stati a livello di scena italiana dalla seconda metà degli anni '90 ad oggi?
Uff... parlare di queste cose mi mette un attimo in crisi. La scena all'epoca era molto più unita, più presente, sembrerà retorica, ma era davvero una bella famigliona. Ovvio che i modaioli c'erano anche allora, ma oggi sembra che la gente entri ed esca da "scene" diverse con la facilità con cui si beve un caffè. Inutile dire che sono molto affezionato a quel periodo, che ci ha visto nascere e crescere, con mille sbattimenti che le bands di oggi grazie a tecnologie e cazzi vari non devono fare.
Ma oggi esiste davvero una scena italiana? Oppure oltre ai soliti nomi storici (voi, Manges, Peawees, Retarded, Derozer...) e a qualche sparuta band più recente, domina il fashion?
Con tutte le band che hai citato abbiamo rapporti d amicizia, oltre al fatto che abbiamo collaborato e diviso il palco tantissime volte. Se devo pensare alla scena, ti direi che sono questi i gruppi più rappresentativi, ma forse, è solo perchè siamo in pista tutti da tanti anni, e più o meno dallo stesso periodo. Ma ci sono gruppi più recenti che apprezzo davvero tanto, per farti tre esempi, Valentines, Leeches e Rituals su tutti...
Spero comunque che tu porterai sempre avanti la tua battaglia anti-emo!
Ah ah ah!!! OVVIO!!!! No, a parte gli scherzi, noi con questa cosa ci giochiamo molto. Alla fine c'interessa solo quello che facciamo noi, senza preoccuparci di quello che va tanto di moda ora. La miglior soluzione anti emo, è continuare a suonare punk rock.
A proposito di emo e di spazzatura: una band come la vostra, composta da persone che si fanno un mazzo tanto durante la settimana, che spesso sostengono a proprie spese i concerti, le produzioni di cd, il merchandise etc etc... e che da anni porta avanti con passione infinita il punkrock, quando vede gente come i Finley cosa pensa: ho sbagliato genere? Il pubblico si sta rincoglionendo sempre di più? Che mondo di merda? ...
Ripeto, a noi non fotte un cazzo di quello che fanno gli altri, i Finley saranno un'altra meteora di quel minchione di Cecchetto, e sicuramente non dureranno molto, visto che attitudine zero. Comunque se ti guardi bene in giro ci sono altri gruppi che fanno parte della scena e non differiscono molto dai Finley a livello attitudinale..
Avete fatto un casino di 7", split, album... Hai voglia di fare un pò di ordine e di farci con precisione la vostra discografia?
Grazie della domanda, così faccio un pò d'ordine anche io, dunque:
1996 - Demo self titled
1997 - "Love" 7"
1998 - Split con Home Alone su 7"; Split con Automatics su 7"; "These Are Just Stoopid Songs Played By Morons" cd
1999 - Split con Destructos su 7"; Live in Glasgow bootleg su 7"; cd split coi Fairlanes
2000 - "A Song For Your Boyfriend" cd
2001 - Split cd coi Travoltas e 7" "Pretty Girl" su Outsider rec.
2005 - "Broken".
Ovviamente ti risparmio le compilaton e i tributi...
Il momento più bello come Stinking Polecats?
Tanti, dai tour all'estero ai concerti release ad ogni nuova uscita. La cosa più bella è che in dieci anni conosci veramente tanta gente, e quasi tutta davvero in gamba. Se devo dirti cosa amo di più, sicuramente i rapporti umani con le bands e le persone che abbiamo conosciuto.
E, al contrario, c'è mai stato un momento di crisi, in cui magari poteva finire tutto?
Quando il Miccetta è andato via. Per un attimo ho pensato che sarebbe finito tutto, ma fortunatamente abbiamo avuto la forza di reagire, e la fortuna di trovare Ricky dopo qualche mese di prova a tre.
Ok, penso possa bastare. Hai carta bianca, concludi tu questa intervista come meglio credi. Ci vediamo presto (magari ancora sotto al palco dei Social, con te che mi salti in testa mentre suonano i Backyard Babies, eh?)!
Guarda Max, ti ringrazio per lo spazio che ci hai dato, l'unica cosa che posso dire è che nonostante sia dura portare avanti per dieci anni una band sfigata come la nostra, dà tantissime soddisfazioni, e anche se stiamo diventando un pò vecchi, lo facciamo con lo stesso spirito che avevamo quando è partito tutto, e non riuscirei ad immaginare la mia vita senza i Polecats. Tra dieci anni magari saremo ancora qui a parlarne.




