Sevenlowdown


A cura di JIMMY, Venerdi, 19 maggio 2006


I Sevenlowdown sono una delle ultime uscite Wynona Records, ma la loro attività musicale inizia un po’ più di tempo fa, nella città di Roma; quattro chiacchiere con il gruppo per osservare da vicino la loro più recente produzione....By Vale.

1 - Il progetto Sevenlowdown nasce nel 1998, partiamo da qui, dalle vostre origini musicali...raccontateci
come siete arrivati fino al vostro ultimo lavoro prodotto da Wynona Records.

 
Alberto: “Come hai detto tu parte dal ‘98...e da lì abbiamo avuto molti cambi di formazione che ovviamente hanno influito anche sulla direzione musicale e maturazione del suono del gruppo. Prima di questo disco abbiamo registrato credo due Ep ed un full-length ed in ognuno di essi si possono ritrovare dei fattori  ancora presenti oggi come l'equilibrio tra parti piu tranquille e parti piu rock. La cosa fondamentale pero è che qualsiasi formazione ci fosse, l'intento del gruppo
non era quello di suonare un genere deciso a priori o avere un sound costruito a tavolino...ma cercare sempre  la semplice alchimia tra persone provenienti  da generi diversi e con un bagaglio musicale molto vasto.
Poi l’entrata nel rooster Wynona è stata abbastanza casuale ed inaspettata: noi eravamo in una situazione di stallo, avevamo registrato gia gran parte dei pezzi del disco ma tutte le proposte che avevamo avuto da varie etichette non sembravano mai prendere una forma concreta, poi verso dicembre 2005 Joe di Wynona ci ha chiamati e non abbiamo potuto dir no ad una delle migliori label indipendenti italiane, e non lo diciamo solo perche è la nostra etichetta, basta vedere quello che hanno fatto con gruppi come Vanilla Sky e FortyWinks.”

2 - Il titolo del cd è "Room, City, Landscape". Leggendo i testi ho avuto l'impressione che partendo dal singolo momento, passiate alla descrizione di atmosfere surreali in grado di trascinare l'ascoltatore in orizzonti più vasti e coinvolgenti, insomma da Room a Landscape: è questo ciò che volete trasmettere?

 Maurizio: “Fondamentalmente il senso del disco è questo. Il tema principale è quello di voler descrivere gli argomenti delle canzoni tramite immagini sintetiche ed evocative;
come ad esempio avviene in “Better Dress” dove la figura di un bambino che non riesce ad indossare il suo vestito preferito perche ancora piccolo, descrive la paura
di ogni individuo di non essere mai all'altezza  dell’ immagine migliore che pensa di dover avere.”

3 - Il primo singolo estratto è proprio "Better Dress", perchè questa scelta?Credete che sia il brano più rappresentativo della vostra musica?
 
Giuliano: “La scelta di utilizzare Better Dress come singolo  nasce dal fatto che questo brano riesce a rappresentare al meglio e in maniera sintetica il concept del disco e la sonorità del gruppo.”

4 - Ho notato che nel cd c'è una forte alternanza tra pezzi più carichi e ballate lentissime e malinconiche,  cercate la carica senza mai trascurare la vostra vena dolce e melodica?

 Giuliano: “Siamo cresciuti tutti ascoltando rock di qualsiasi tipo…da quello anni ‘70 al metal, hardcore e tutti i suoi derivati… ma siamo sempre stati interessati ad altri generi 
musicali piu "soft"...quindi la presenza di pezzi piu tranquilli non è giustificata da una scelta fatta a priori ma bensì da una spontanea propensione verso anche quel tipo di atmosfere.”

5 - Stella01 è un brano che ricorda molto i Team Sleep sia per quanto riguarda l'atmosfera, sia per la linea vocale che è quasi un tributo a Chino Moreno: si tratta di un modello di riferimento?

Andrea: “Il pezzo nasce delle mie registrazioni casalinghe dove la componente elettronica era già presente e che abbiamo deciso di mantenere in fase di registrazione.
Le sonorità che abbiamo ottenuto in studio, se indubbiamente possono ricordare i Team Sleep, sono dettate dall'ascolto di tante altre band elettroniche come i Massive Attack, NineInchNails e Depeche Mode.”

6 - Da quali artisti pensate di trarre maggiore spunto musicalmente parlando?

Maurizio: “Questa potrebbe essere una domanda che a cui servirebbero risposte differenti per oguno di noi, ovviamente abbiamo dei gruppi di riferimento comuni come i Tool, Alice In Chains, Helmet, At The Drive In, Further Seems Forever…poi però ognuno ha le proprie preferenze.
Piu che parlare di "prendere spunto" credo che si tratti piu di aver assimilato determinati gruppi più di altri...quasi tutti noi abbiamo incominciato a suonare nei primi anni novanta e quindi é in quel periodo che si trovano i dischi che ci hanno "formato"...sia nel metal che nell'hardcore che nel grunge.”

7 - Parliamo di live: cosa cercate nelle vostre esibizioni?

 Andrea:”Allora facciamo un passo indietro: quando abbiamo lavorato sugli arrangiamenti e sui suoni del disco non abbiamo voluto esagerare con la produzione, anche se ora è molto di tendenza avere dei dischi con 8 chitarre sotto,  quindi ci siamo concentrati sul cercare di catturare l'atmosfera del live. Di conseguenza in un live cerchiamo sia di proporre i pezzi nel modo piu fedele possibile a come sono registrati senza pero limitarci ad una semplice esecuzione dei brani ma lasciando spazio ad improvvisazioni e riarrangiamenti, in modo particolare per i pezzi acustici che dal vivo trovano una loro dimensione piu rock e piu omogenea al resto delle canzoni. Poi comunque siamo
un gruppo live che i pezzi li fa improvvisando e quindi ci troviamo molto piu a nostro agio su un palco che davanti ad un computer in studio!”

8 - C'è qualcosa presente nel cd che non è possibile trasmettere ai concerti?

Matteo: “Tutto il contrario, probabilmente dal vivo riusciamo a trasmettere molto di piu di quanto possiamo fare in registrazione!ovviamente poi dipende da quanto abbiamo bevuto prima del concerto...”

9 - Quali sono i vostri progetti futuri? Di cosa non siete ancora soddisfatti e su cui volete lavorare per migliorarvi?

Matteo: “Progetti per il futuro...beh quello di qualunque gruppo che fa il primo disco...cercare di suonare in giro il piu possibile e incominciare a lavorare su del materiale nuovo,
come abbiamo sempre fatto e senza limitarci nello sperimentare nuove sonorità e magari anche inserire altri strumenti!”

10 - Terminerei questa intervista con una domanda sull'ultima traccia di "Room, City, Landscape"; si tratta di un brano particolare, quasi ad anello, che partendo da synth e percussioni ritorna agli stessi strumenti dopo un'esplosione centrale, tutto questo rappresenta forse il vostro desiderio di sperimentare il più possibile utilizzando qualsiasi espediente pur di ricreare atmosfere?

 Alberto: “Ma in teoria è molto piu semplice di quello che sembra. Innanzitutto non sono stati utilizzati strumenti elettronici come synth o tastiere o altri tipi di percussioni, è stato
tutto suonato con strumenti canonici...chitarra, basso e batteria. Tornando al discorso che si faceva in precedenza sui gruppi che ci hanno influenzato in passato
con la canzone “RoomCityLanscape” abbiamo dato il nostro tributo a gruppi come Tool e Cult of Luna.
Partendo da un arpeggio di chitarra e da un pattern di batteria abbiamo sviluppato la canzone in modo diverso dalle altre, che forse si avvicina di piu a come in passato scrivevamo i pezzi, quindi anche qui...niente di nuovo almeno per noi, però posso immaginare che rispetto alle tendenze di questi giorni e al genere in cui veniamo classificati possa sembrare una "sperimentazione".”


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