The Lawrence Arms
A cura di josie, Lunedi, 29 maggio 2006
É in compagnia di Gigi e Mark di Undertheory che ho il piacere di intervistare Brendan e Neil, rispettivamente basso/ voce e batteria dei Lawrence Arms. Una bellissima chiaccherata, interessante e divertente, svoltasi il 4 Maggio scorso fuori dal Rainbow Club in occasione della data meneghina del tour con No Use For A Name e Versus The World.
Ciao ragazzi, benvenuti qui in Italia. Vi siete fatti un giro per Milano?
Brendan: Sì, abbiamo visitato il Duomo, è enorme, e poi siamo stati in un bellissimo parco con un castello...
Ah il Castello Sforzesco...
Brendan: Sì sì, un grande parco e c'era un sacco di gente, gente che scopava. Passeggiando chiaccheravamo, sai, la primavera, Milano, "love is in the air"... E non appena giri l'angolo "fuckers on the grass"! (ride) É stato pazzesco...
Magnifico... Per il resto, come sta andando il tour coi No Use For A Name?
Brendan: Bene, loro sono dei bravi ragazzi con cui condividiamo meravigliosi giacigli, il pubblico finora è stato ottimo, parecchi conoscono anche le canzoni, non c'è nulla di cui lamentarsi per ora.
Il meglio deve ancora arrivare! (le mie ultime parole famose...) Ad ogni modo ho ascoltato "Oh! Calcutta!" almeno cento, mille volte e mi piace un sacco. Una domanda che vi avranno chiesto altrettante volte, però in questo disco si vede un diverso uso delle due voci, com'è andata?
Brendan: Certo, in un certo senso ci siamo seduti a tavolino prima di scrivere il disco e abbiamo deciso che volevamo uscisse esattamente come lo desideravamo; avevamo determinate idee nei riguardi di determinati temi e spunti per diversi suoni, desideravamo proporre qualcosa che riconducesse al motivo per il quale fummo eccitati dal suonare punkrock agli inizi. Molte di queste cose sembrano sciocche se le dici su due piedi e non si possono spiegare nella loro totalità ma sono quelle che si possono ritrovare nel disco, sai, amicizia, unità e fratellanza e bere e far casino e ballare e tutto quello che succede attorno a te.
Abbiamo deciso di fare questo album che si ricollega a questo tipo di idee perciò il fatto che ci siano letteralmente le nostre voci insieme rappresenta un po' noi tre contro il resto del mondo, contro tutti gli altri. Il fatto che cantiamo insieme ha un senso, è come se la forma venisse subito dietro la funzione. Ne parliamo molto coscientemente ma allo stesso tempo è anche una cosa venuta spontaneamente, non ci sarebbe stato alcun altro modo per farlo, non avremmo potuto fare un disco che fosse più... "diviso" come "The Greatest Story Ever Told" che avesse dieci secondi di screaming in venti minuti di canzone! (ridono) Credo che abbiamo testato il terreno anche con la batteria e messo a punto una sorta di ponte, una combinazione che collega più cose.
Ed è uscito molto bene... Siete stati influenzati anche dal progetto dei Falcon? Noto una certa somiglianza con certi aspetti di "Oh! Calcutta!", mi sbaglio?
Neil: Sicuro, insomma è una cosa che ho vissuto; scrivere ed interpretare nuove canzoni dopo sette anni in cui ho lavorato in un certo modo mi ha spronato a cercare un differente stile con cui cimentarmi e credo che questo ora si avverta, tuttavia ho cercato di contenerlo e di non farlo trasparire troppo nei Lawrence Arms.
Brendan: Questo registratore non sta funzionando! Ad ogni modo il fatto è che ogni cosa che facciamo in quanto musicisti ti influenza al presente ed influenzerà ciò che farai nel futuro, tuttavia abbiamo scritto un disco coi Falcon, un full length, ed è molto diverso, non suona minimamente come "Oh! Calcutta!", è tutta un'altra cosa, quindi potete...
Neil: Guarda là, una lucertola! Di fianco a quel sasso...
Brendan: Oh la vedo... Sai, non abbiamo lucertole a Chicago.
No?
Brendan: No, niente lucertole a Chicago; gelerebbero, poverette. Povere, tristi lucertole... (ride) Comunque l'evoluzione dei Falcon quando uscirà questo disco dovrebbe capirsi molto chiaramente da dove nasce; sai, essendo questa la cosa successiva logicamente la gente guarda ai Falcon per vedere se ci hanno influenzati in quanto Lawrence Arms... Io non direi che non c'è traccia di influenza, dico solamente che quando uscirà l'album dell'altro progetto si capirà che si muove in tutt'altra direzione.
Conosciamo tutti il vostro orientamento politico, quindi come mai non avete partecipato al primo "Rock Against Bush"?
Brendan: In realtà non è stata una nostra scelta, noi avevamo registrato una canzone per "Rock Against Bush" ed è successo che questa poi sia stata inclusa nel secondo volume della compilation. C'erano così tante band disposte a partecipare che sono stati licenziati due episodi, ed essere sul primo o sul successivo ha i suoi pro e i suoi contro: comparendo nel primo ovviamente si riceveva l'attenzione della stampa perchè era il primo progetto, mentre il secondo uscì appena prima delle elezioni ed il momento era altamente di critica. Non è stata una nostra scelta in quale dei due comparire.
Parlando di Chicago, amo parecchie band di questa città e voi sembrate molto legati alla vostra città: come ci si sente a spendere molto tempo lontano da essa per la promozione e i tour? Ci potete consigliare qualche nuova band emergente?
Brendan: Parto dalla seconda parte dicendoti che non ne ho la più pallida idea!
Neil: Con la storia che siamo sempre in giro riusciamo a suonare a Chicago non più di due volte all'anno e non abbiamo modo di assistere a molti concerti locali...
Brendan: Ci sono però i Methadones che sono favolosi, davvero fantastici. Tra l'altro l'etichetta di cui faccio parte, che è Red Scare, licenzierà presto il disco che peraltro vede Neil come engineer. Ricordatevi i Methadones, sono davvero fighi.
Per quanto riguarda la prima parte viaggiare è la cosa migliore che tu possa fare per esplorare te stesso...É naturale che tu voglia ottenere il massimo dalla vita e questo non si può ottenere stando fermi in un solo posto. Hai una sola chance per fare quello, e qualunque cosa sia, qualsiasi cosa tu decida di fare con la tua vita alla fine di questa sei semplicemente morto ed è finita, è andata, non c'è tempo per tornare indietro e dire "la prossima volta torno indietro e diventerò un astronauta" perchè non succede. Amo Chicago, tutti noi amiamo Chicago e per quanto questi fantastici giorni primaverili siano belli non c'è alcun posto in cui preferirei stare se non Chicago. Comunque sono incredibilmente felice di trovarmi qui, oggi, in questo momento.
E se Chicago avesse le lucertole?
Brendan: Se Chicago avesse le lucertole ci sarebbero tonnellate di bestiole morte ai margini delle strade, un sacco di lucertole morte congelate...
Cos'è che non va col Warped Tour, è il concept o il fatto che tolga spazio al do it yourself?
Brendan: C'è una grande varietà... Oh perdonami ho appena sputato sul tuo braccio, chiedo scusa... (ridono) C'è una serie infinita di cose che non vanno col Warped Tour, ma il nostro problema nello specifico è che... D'estate negli Stati Uniti solitamente c'erano tutte queste grosse bands popolari e poi c'erano i piccoli gruppi come noi, così in tutti i club c'era qualcosa da vedere più o meno tutte le sere: più o meno tutti avevano l'opportunità di suonare spesso e anche i ragazzi di tutte le città avevano qualcosa da fare tutte le sere. Ora invece tutti i nomi più grandi sono stati chiamati al Warped e non c'è più occasione nè scelta per quelli come noi, molti piccoli locali hanno chiuso perchè non ci sono nomi in grado di rivaleggiare con quelli del tour e anche i kids non hanno niente da fare perchè il tutto si concentra solamente in una giornata o due, perciò noi dobbiamo fare un tour contro il Warped Tour se vogliamo suonare d'estate o, ancora peggio, partecipare al Warped Tour.
E questo fa decisamente schifo se sei una piccola band, perchè chi se ne starà a vedere i Lawrence Arms quando sull'altro palco alla medesima ora si staranno esibendo i Rancid? Sai, è una cosa tremenda e c'è dietro tutta un'industria vera e propria. Anche se ignori il fatto che sia sponsorizzato dalle autorità e tutto sia eccessivamente costoso è comunque un sistema chedistrugge quello che è stato creato in prima istanza, è una vera merda. E, mi piacerebbe puntualizzare, i soldati USA sono lì a fare propaganda, così accade che parti di casa dicendo "Oggi ho voglia di vedermi gli Yellowcard", poi torni ed esclami "Ehi me ne vado in Iraq, yeah!" (ridono scoraggiati).
Neil: Anche il tipo che organizza tutto si sta dedicando all'organizzazione di concerti, magari non punkrock ma anche hardcore, sia nella primavera che nell'autunno, quindi ci sta rubando tutto l'anno! Questo non è affatto un punkrocker, è solo un tizio veramente opportunista. Quando studiando dalle transenne dei concerti tra palco e pubblico e quando capì che i ragazzi non volevano più il punkrock, lampo di genio, il Warped Tour smise di essere punkrock esclusivamente per fare soldi.
É assurdo...
Neil: "That's why the tour he made ended up so fuckin' lame, he's a lame guy!" se fosse un tour punkrock allora sarebbe figo, ma non lo è.
Invece vi piace l'Italia, conoscete qualche band italiana?
Brendan: Si... Le puzzole... Stinking Polecats, abbiamo suonato un paio di volte con loro e sono fighi. Conosciamo Jovanotti...
Neil: E i Per... Persiana Jones
Brendan: Persiana Jones, sì, li conoscete?
Si, i Persiana, loro sono di Torino...
Brendan: Io ho dei parenti a Torino, ho una buona fetta di famiglia che vive lì, quindi li ho spesso sentiti nominare...
Non comprare mai una Fiat, danno un sacco di problemi!
Brendan: Mmm non ho macchine italiane... (ride) Ma noi non vediamo sempre l'ora di venire inI talia, è tutto così bello, la gente è calorosa e il tempo è clemente.
E siamo molto fortunati perchè riuscite a passare più o meno una volta all'anno...
Brendan: Sì sì, l'anno scorso coi Millencolin
Neil: Una delle volte precedenti al Transilvania, giusto?
Suonerete Are You There, Margaret questa sera?
Brendan: Vorresti che la facessimo?
Certo...
Brendan: Ok, certo, certo, consideralo fatto!
Wow, grazie! ...Cosa fate quando non siete in tour, magari vi separate per un po' di tempo e poi riprendete?
Brendan: No, generalmente continuiamo a frequentarci, tutti noi tre facciamo tendenzialmente le stesse cose: cavalchiamo le nostre moto, leggiamo qualche libro...
Che tipo di letture preferite, anche qualcosa di europeo?
Brendan: Mi piace spaziare molto, leggo sia un sacco di roba americana moderna piuttosto che qualcosa di europeo e più datato. Ho letto poco tempo fa The Wind-Up Bird Chronicle, che è un famosissimo romanzo giapponese. Non mi piacciono i testi scientifici, però normalmente mi piace variare.
"Let's drink to the death of regret"! La mia ultima domanda riguarda un po' questo: vi conosciamo per la vostra (buona) abitudine di bere, mentre Tony dei No Use For A Name ci ha appena raccontato che il loro autista a Lisbona rischiò la morte per via di un tizio della sicurezza che era sotto l'effetto di droghe pesanti. Che pensate delle droghe nel mondo musicale?
Brendan: É questo il fatto con le droghe: qualunque cosa uno voglia fare va bene e le droghe in sè non sono cattive, è il modo in cui reagiscono le persone al loro uso che è pericoloso. Conosco della gente che occasionalmente fuma il crack ma non le definirei dipendenti e non c'è nulla che potrei effettivamente dire loro perchè fanno la loro fumata e si divertono, posano la loro roba e se ne vanno al lavoro; la maggior parte di queste ovviamente è in condizioni pietose e finisce per vomitare dentro a un secchio... (ride) É l'abuso il momento devastante, e i comportamenti che adottano le persone quando sono sotto l'effetto delle droghe quelli da temere...
Neil: É più la personalità che non la droga in sè.
Come il discorso del lame guy di prima... Bene ragazzi, non vedo l'ora di vedervi sul palco questa sera, e magari un giorno vi porterò delle lucertole in omaggio.
Brendan: Eccellente, figo. Grazie di tutto, ciao!




