Sundae Milk
A cura di josie, Mercoledi, 28 giugno 2006
Dopo l'uscita di un "After A Plain Sweetness" dalla grande intensità, era d'obbligo farci due chiacchere coi Sundae Milk, ancora una volta forti di un gran bel disco. Con noi Andre/Áleksz grazie al contributo di HEP Records, e di Cazza.
Siete in giro ormai da un pezzo, con "After A Plain Sweetness" vi sentite di aver raggiunto qualche obiettivo che vi eravate prefissati? Come si sono evolute le cose dalla nascita sino ad oggi?
Andre/Áleksz: Innanzitutto Ciao a tutti e Grazie a tutta la community di Troublezine alla quale siamo veramente molto legati, vorremmo prima di tutto farvi i complimenti per la webzine che credo sia la migliore in circolazione. Sì, siamo in giro ormai da quattro annetti, e in quattro anni di cose ne sono cambiate parecchie… Abbiamo sudato, ci siamo impegnati a fondo, imprecato, ma siamo sempre stati molto uniti, con tanta voglia di fare e raggiungere diversi traguardi. Magari ancora non ci siamo riusciti, ma confidiamo nel futuro che la band riesca finalmente ad uscire dal guscio della mediocrità che attualmente ci fa, diciamo da “casa”. A livello di mentalità e di tecnica siamo evoluti, ma più che altro siamo maturati, grazie anche alla musica che ascoltiamo e al nostro progetto in cui continuiamo a credere. Uno degli obbiettivi è stato raggiunto, ovvero quello di farci notare all’estero, fuori dal nostro paese, che è quello a cui tenevamo di più. Siamo veramente grati alle etichette che ci hanno prodotto il disco e che ci hanno inserito in un contesto a cui prima non eravamo abituati.
L'intro pare più solenne degli altri pezzi con la sua tensione emotiva e per il fatto che è strumentale. Quando la ascoltai per la prima volta mi vennero in mente gruppi come Isis o Funeral Diner (come ho scritto anche nella recensione); se ritenete che la considerazione possa essere attinente, questa è stata una scelta fine a sè stessa oppure è un piccolo indizio per una sorta di deviazione di genere?
Andre/Áleksz: Si, Josie, è attinente perfettamente… Diciamo che l’idea di una canzone strumentale mi è venuta un giorno in cui mi misi a suonicchiare una melodia e mi accorsi che poteva essere una bella idea. Diciamo che mi sono ispirato più ai vecchi Hopesfall per questa canzone, un gruppo che stimo tantissimo. E poi è una sorta di inizio del cammino che dovrebbe portare l’ascoltatore a seguire l’evolversi del disco. Darle un titolo non è stato semplice (non avendo il testo) ma l’idea di chiamarla “the sense of indifference” è stata fulminea. La motivazione sta nel fatto che questa canzone è abbastanza ripetitiva e potrebbe passare inosservata ed indifferente all’ascoltatore e quindi ho deciso di chiamarla così.
No, non ci sarà una deviazione di genere, magari in futuro passeremo da un estremo all’altro alternando pezzi in cui ci sarà molto screaming ad altri estremamente dolci e privi di energia. Ma tutto dipenderà dal nostro stato d’animo in quel momento.
É cambiato qualcosa nel songwriting o nell'approccio dei testi?
Andre/Áleksz: diciamo di sì, il songwriting è molto più elaborato, mi piacciono molto pezzi come Gliders o come Between Your Insolence che alternano melodia, emozioni ed energia. Mi piace mescolare il tutto e rendere il sound molto omogeneo senza strafare. Sono sempre stato avvezzo alle cose semplici, quelle troppo complicate non fanno per me.
I testi sono parte del nostro spirito interiore, anche se sono io stesso che scrivo musica e testi nei Sundae Milk questo non toglie che gli altri membri del gruppo facciano poco o si limitino a suonare quello che io propongo. Ovviamente esprimono pareri, aggiungono pensieri e mi esternano i loro pareri sul pezzo. E vi dico che senza questo aiuto enorme che mi danno i Sundae Milk non sarebbero quello che sono ora.
Questa volta assieme a tante altre realtà c'è lo zampino più diretto della vostra HEP Records...
Andre/Áleksz: Certamente, HEP records è sempre presente nei nostri lavori, senza la HEP records difficilmente ora saremmo qua a parlare in questa intervista. Ne andiamo molto fieri. Ma in tutto il nuovo lavoro non c’è solo HEP Records, così come non c’era solamente HEP records nei lavori precedenti. Dobbiamo innanzitutto ringraziare Engineer Records, Strictly-Commercial Records, Enemy One Records e PANC Records per aver supportato il nostro nuovo lavoro e poi vorremmo poter dire grazie a tutti coloro che supportano la nostra musica! Grazie infinite a tutti!!
Avete preso parte attiva alla realizzazione dell'artwork? Se si, da cosa nascono queste immagini (che esprimono una dolcezza infinita la quale si può anche individuare nelle risate dei bambini nella prima traccia)?
Andre/Áleksz: Sì l’artwork è opera nostra, Winterstars è la nostra “agenzia grafica” sotto la quale ci celiamo. All’inizio avevamo tantissime idee, avevamo già fatto un servizio fotografico ad una ragazza che era stata scelta per l’artwork. Poi però ci siamo accorti che l’idea era un po’ banale, abbastanza sfruttata da molte bands. E siccome i Sundae Milk amano essere differenti da altre bands, abbiamo pensato a qualcosa che potesse infondere dolcezza ma anche un velo di malinconia. “After a Plain Sweetness” infatti starebbe a significare che dopo un’ovvia dolcezza c’è spesso il distacco… É brutto da dire ma è così. Abbiamo dunque optato per questo artwork che esprime dolcezza e morbidezza (un peluche immerso nella neve) ma anche l’abbandono dello stesso peluche quando ormai rotto non serviva più.
È il mondo che va così, difficile da dire… Con questo vogliamo anche sensibilizzare quelle persone che abbandonano i propri animali facendo vedere come si sentirebbero gli stessi animali ad essere abbandonati dai loro padroni (gli occhi tristi del peluche).
Come vivete la dimensione live, c'è qualcosa in particolare su cui puntate per creare un'atmosfera più intensa in questo momento?
Andre/Áleksz: No, la dimensione live è sempre fine a se stessa… Non usiamo effetti particolari, amiamo essere noi stessi, esprimere al pubblico le nostre sensazioni e i nostri sentimenti. Esternare le nostre parole. Nei live ci impersonifichiamo in ogni singolo pezzo, ogni pezzo ha la sua storia. Diciamo che ci piace essere naturali… Ovviamente ci piace quando qualcuno canticchia le nostre canzoni o qualche gruppetto di persone vengono sotto al palco a fare casino! Siamo pur sempre una band a cui piace dare gioia piuttosto che depressione!
Avete qualche data in programma, sul sito non ne vedo...
Andre/Áleksz: Ultimamente abbiamo poche date anche perché abbiamo molto da lavorare sul piano della promozione del cd nuovo ma siamo sicuri che all’aprirsi della stagione autunnale, le prime date verranno e non ci poniamo numeri o cifre particolari… Inoltre speriamo di portare avanti un discorso per quanto riguarda un tour europeo al più presto toccando ovviamente i paesi in cui siamo stati prodotti e distribuiti.
Che bello che i Sundae Milk suonano emo e non si vestono di nero nè hanno frange impressionanti. Seguite molto la scena emo internazionale? E per riprendere la medesima domanda che vi ponemmo qualche anno fa... per quanto riguarda la scena italiana?
Andre/Áleksz: Certamente, seguiamo la scena proprio perché comunque è il genere che suoniamo e prediligiamo. Per il fatto di non vestirsi di nero ed avere i frangioni tipici della moda riguardante l’emo, posso solo dirvi che non siamo mai stati un gruppo che segue le mode e nemmeno lo saremo, proprio perché vogliamo distinguerci da tutti. Come dico sempre ormai l’emo è solo moda o quasi, ma noi non vogliamo essere i paladini dell’emo italiano inteso come moda. Non siamo i migliori, questo lo sappiamo benissimo anche noi, ma non siamo nemmeno da cestinare. Ci piace essere considerati un gruppo emo ma nella sostanza, non nell’apparenza. Chi strumentalizza l’emo come una moda si deve rendere conto che così fa solo del male al genere musicale che tante persone amano e condividono.
La scena italiana è ricca, ci sono veramente tantissimi gruppi che meritano. Ma la scena italiana è anche molto povera di locali in cui i gestori vanno controcorrente chiamando anche piccole realtà, gruppi semi-sconosciuti al fine di promuovere al massimo la scena. I locali son sempre pochi e forse anche per la cultura di un paese in cui la musica che suoniamo noi e tante altre bands, la scena viene notevolmente ridotta a qualche band di relativo successo. Sono abbastanza critico riguardo l’argomento perché credo che nel resto d’Europa non ci sia un’attaccamento così forte alle tradizioni del paese ma venga anche dato spazio ad altri generi.
Qual è la vostra opinione di band o etichette e quali sono i vostri ascolti del momento? Volete consigliarci qualche disco o band in particolare?
Andre/Áleksz: Noi ascoltiamo più che altro gruppi che non si distaccano troppo dal nostro genere, tuttavia io personalmente apprezzo tantissimo anche altri generi musicali. Diciamo che la nostra band preferita che condividiamo tutti e tre sono i Taking Back Sunday ai quali ci ispiriamo tantissimo per la scrittura e la stesura delle nostre canzoni.
Io sono un amante di gruppi come Further Seems Forever, Dashboard Confessional, The Ataris, The Get Up Kids, Hopesfall e potrei andare avanti ancora per un po’ ma voglio fermarmi qui.
Un disco da ascoltare assolutamente è “Louder Now” dei Taking Back Sunday, ma io farei un passo indietro e vi inviterei tutti ancora una volta all’ascolto di “Something to Write Home About” dei Get Up Kids. Disco di qualche anno fa ma di una bellezza rarissima.
Discostandomi dall’emo e affini consiglierei “Takk” dei Sigur Rós, un’ottimo disco per rilassarsi e se vogliamo andare un po’ sul malinconico ascoltatevi “Lucky” dei Radiohead, una canzone stupenda.
Chiudo qua, potrei andare avanti per ore, ma non voglio stancarvi con le mie parole!
Ringraziano ancora tutti per l’attenzione che ci date e che di darete vi aspettiamo ai nostri concerti futuri!
Grazie a Tutti e un grande saluto va a te Josie e a tutta Troublezine! A presto.
Non possiamo che ringraziare anche noi Andre/Áleksz per la sua gentilissima disponibilità e aspettare che i Sundae Milk passino nella nostra città. Nel frattempo, mi raccomando, riprendetevi "After A Plain Sweetness" e precedenti!




