The Chromosomes


A cura di MaxRozzo, Domenica, 30 luglio 2006


Ciao ragazzi, partiamo presentando i componenti della band?
Ciao Maxrozzo ti presento Massi, cioè io, che suono la chitarra/canto e scrivo i brani dei Chromosomes.
Poi c’è Mimmo il batterista, Luca il bassista e Dado il chitarrista solista.
Siamo amici e suonatori di vecchia data!

Parliamo invece un po’ della storia dei Chromosomes: siete sulla scena da più di 10 anni, ne saran successe di cose!
Beh, di cose ne son successe tante effettivamente. Sia a noi che intorno a noi. Quelle che riguardano noi, nel bene o nel male fanno parte del nostro bagaglio di esperienze. Comprese tutte quelle cazzate e tutte quelle scelte sbagliate che in un primo momento sembravano la via giusta.

La vostra discografia comprende un po’ di tutto: dal demo ai 7” passando per split e album… avete voglia di fare un po’ d’ordine?
Si certo, siamo partiti dal vecchio demo su cassetta, nel 1993.
Per i giovanissimi di oggi sembra tutto così preistorico, in realtà quelli erano momenti duri e pieni di sacrifici. Registrare un demo oggi è una banalità, ai tempi era quasi un obiettivo.
In un certo senso è meglio oggi, perché l’underground ha un ottimo giro ed è ben supportato dalla tecnologia, cosa che era una bestemmia anni fa, ma probabilmente anni fa le soddisfazioni di avere tra le mani un prodotto registrato erano maggiori. I 7” poi erano i supporti preferiti.
Il fascino del vinile non ha eguali! Ne abbiamo fatti diversi di 7” da “Inst-dl” a “I’m So Stupid” ed il nostro esordio ufficiale è appunto un 7” split che condividevamo con i Deh Pills.
Era il 1995. Poi prese piede il cd, che a livello di produzione ai tempi era costosissimo.
Solo nel 2000 tocca a noi farne uscire uno “…More Time To Relax!!!”. Venivamo da alcuni cambi di formazione e tardammo un po’. Quel cd sancisce un po’ il canto del cigno della prima era dei Chromosomes. L’ex chitarrista “Dario-palline” ci lascia e si chiude definitivamente la porta del surf punk in inglese. Porta che però riapriamo dal vivo!

Personalmente adoro i 7” “Inst-dl” e “I’m So Stupid” , con i loro pazzi fogli interni… cosa ricordate di quei lavori?
I fogli interni erano il nostro vero momento di gloria! Ci mettevamo intorno a un tavolo, birre, penna e foglio e sparavamo le prime cazzate che ci uscivano di mente. Non nascondo che a tutt’oggi rileggendole mi fanno ridere! (condivido in pieno, n.d.a.)
Mentre dal punto di vista musicale c’è poco da dire. Punkrock melodico alla californiana anni 90.,
Il Lookout style. Spensierato, senza troppi patemi d’animo, cosa che oggi giorno forse ci avvicinerebbe più al filone teenager tipo Finley o Simple Plan che ai Ramones.
E questo sarebbe grave! Però non fraintendermi, quei Chromosomes sono le basi di quelli di oggi e io ne vado fiero.

Veniamo invece al nuovo cd uscito da poco, “Chromoterapia”: è un album che segna una evoluzione decisa nel sound della band…
Si. Decisamente. Anche se è proprio il punkrock che si è evoluto.
A parte l’oltranzismo di alcuni gruppi, la scena punk si è trasformata. Non proprio nei contenuti, semmai nella confezione.
Adesso c’è una cura quasi nevrotica per i particolari, per i suoni, per gli arrangiamenti.
Io, crescendo di età e di testa, ho prediletto la cura dei testi e della dizione della voce.
Mica sono un cantante vero, però ci sto molto attento alla pronuncia italiana corretta e soprattutto all’ uso dei testi adatto alla musica.
Cercando di non scadere nel banale, cosa che è molto facile suonando rock in italiano.
Nel nuovo cd poi c’è anche un debutto. E’ quello dell’uso di altri strumenti quali i fiati, le tastiere e le viole.
Un debutto mirato a dare un tocco più orchestrale a certi nostri pezzi, che sarebbero stati buoni già con una base prettamente rock (chitarra/basso/batteria).
Quindi niente di determinante ma solo un tocco extra per rendere più gustoso l’ascolto.
E poi i il rock’n’roll con i fiati di “Da-Te-Mi Un Robot” fa muovere il culo!

A livello di etichette che ci dite? In passato con chi avete collaborato? E per l’ultimo disco?
Il nostro debutto discografico è stato con la SupersonicRefrigerecords di Genova.
Ci trattavano bene e fecero una buona distribuzione mondiale dei dischi.
I primi due nostri 7” sono usciti con loro ed hanno raggiunto tutti gli angoli del globo.
Poi abbiamo inciso per la Notomorrow rec, spagnola, e per la Pappa&Ciccia rec, piacentina, il cui nome è nettamente il migliore!
Desaparecida quasi subito però.
I due cd a venire li abbiamo coprodotti con due etichettine tirate su da mio fratello e da suoi amici.
Sia la Seastars che la Mabel.
Tirando le somme non abbiamo mai pubblicato niente per etichette grosse o pseudotali.
Non abbiamo avuto la sovraesposizione di riviste, radio ecc.
Ma nonostante ciò a distanza di oltre 13 anni esistiamo sempre, suoniamo molto dal vivo e la gente ci apprezza. Ciò vuol dire che chi ha lavorato per noi ha lavorato bene, anche senza spendere capitali. Cosa che ci regala molte più soddisfazioni che vedere il nostro video clip su Mtv in mezzo a un oceano di videoclip di hiphop smutandato o spot di compagnie telefoniche.
Tra l’altro, a proposito di video, uscirà a breve il nostro, del brano Fondoradio ma potrai vederlo solo su Myspace o sul sito ufficiale.

Per puro caso (lo giuro!) mentre scrivo queste domande sto ascoltando un cd degli Hard-ons: sono una band che vi ha influenzati giusto? Altre influenze che hanno contraddistinto la nascita e l’evoluzione nel tempo dei Chromosomes?
Oltre appunto ai tre dementi australiani (anzi, oggi sono troppo dimenticati!) direi che i Ramones e i Beach Boys hanno forgiato il sound del gruppo, almeno in gioventù.
I Travoltas invece mi/ci hanno dato lo spunto per suonare un punk rock un po’ più organizzato e arrangiato. Ci piace molto buttar giù i pezzi senza un apparente costrutto per poi invece lavorarci duro, per trovare piccole cazzatine, che poi spesso sono quelle che fanno risaltare la canzone.
Divento matto a scrivere i testi poi. Trovare parole giuste, argomenti non banali…
Ci penso e ci ripenso, poi capita di essere in macchina nel traffico e fra un’imprecazione e un vaffanculo mi viene l’idea giusta…

Siete tra le band che all’inizio degli anni ’90 hanno dato grande impulso alla scena punkrock italiana: com’era la situazione a quel tempo e come la vivevate? E com’è e come la vivete adesso?
Beh, prima il punk era davvero underground. Se non ci fossero state fanzine e centri sociali a tenerlo vivo a quest’ora io e te parlavamo di Tiziano Ferro.
Ti parlo degli anni 80. L’irruzione nel music biz dei Green Day ha scoperchiato quel tappo che teneva pressati centinaia di gruppi nella pentola dell’anonimato. Diciamo che ha sdoganato verso il mondo intero la musica punk. E l’ha sdoganata anche verso i punk stessi che tendevano ad autoghettizzarsi per non sentirsi traditori dell’underground.
Io rispetto chi mantiene ancora posizioni dure e oltranziste, tra l’altro oggi è terribilmente difficile.
Ma in fondo io suono punk, suono rock. Non ci trovo niente di male a “commerciare” la mia musica, a patto che sia sempre mia/nostra. Cioè che nessuno ci imponga o ci censuri.
Mi spiego: io faccio musica per passione, nessuno mi paga per farla. Sono io poi che propongo.
Un po’ come il pittore: dipingo un quadro, qualcuno me lo compra per tot, ma se nessuno me lo compra me lo attacco in camera. Non ci vado in depressione, né mi sento fallito. Né mi sento di dipingere qualcosa che qualcuno si aspetta che io dipinga…
Capisci che voglio dire?

E’ solo una mia impressione o rispetto a gente come Manges, Derozer, Retarded… il vostro nome è meno conosciuto dai più, in particolare dalle nuove generazione di punkers (o pseudo tali)?
Boh, francamente non lo so. Cioè sicuramente sì. (bella risposta!)
Colmeremo il gap con il nuovo cd!
A parte gli scherzi, le 3 band che hai nominato nutrono rispetto nei nostri confronti e noi verso loro.
Questa è una grande soddisfazione.
I giovani punkers avranno modo di apprezzarci, speriamo, ma in un certo senso ho già risposto prima con la metafora del pittore. (metafora marzulliana)

Dell’attività live che ci dite? E soprattutto: quando vi si vede in padania saudita?
Come ogni gruppo rock a noi interessa principalmente l’attività live.
Non ci interessa nemmeno se la gente masterizza i nostri cd.
Quel che ci preme è che venga a vederci dal vivo.
Il calore del pubblico è una cosa che solo chi suona può capire e spiegare.
In cantiere abbiamo un bel po’ di date invernali e sicuramente verremo in padanialand.
Chi consulterà Troublezine.it verrà sempre tenuto aggiornato sui nostri concerti.

Qualche concerto passato da ricordare in particolare? E le band con cui più vi siete divertiti?
Si eccome ce ne sono!
Non stillo una lista per paura di dimenticarmene qualcuno, mi limito a ricordare le serate a Taranto e in Puglia con la Rozza Crew, che finivano sempre a colpi di birra Raffo.
Le serate a La Spezia, dove una volta alla Skaletta suonammo 44 pezzi per un totale di quasi due ore e mezzo. Andò via pure la luce e suonammo unplugged, salì Manuel dei Manges e suonammo penso una decina di brani dei Ramones.
Poi ricordo volentieri le serate in Abruzzo coi Coffee Shower e tutta la ciurma al seguito.
Persone eccezionali con le quali ci lega un’ottima amicizia.
Poi c’è Genova, l’Umbria con Marco dei Downpetersons e Marco di Spello, i bei tempi di Pinerolo e dei Fichissimi, i Senzabenza con i quali facemmo il nostro primo concerto fuori Toscana, a Venezia.
E poi i Travoltas che “pretendono” tutte le volte che vengono in tournee, di suonare a Livorno e con noi, i MrT experience o i Queers con i quali suonammo davanti a 2000 persone a Firenze.


Bene è tutto, grazie e ci vediamo quest’autunno!
Si certo, ci vedremo presto amici padani, a partire dal 12 ottobre a Como!
Un saluto a tutti e mi raccomando…
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