Super Elastic Bubble Plastic


A cura di kekko, Lunedi, 11 settembre 2006


L’8 luglio mi sono recato al Breganze Music Project per incontrarmi con i Super Elastic Bubble Plastic, band mantovana che ha fatto parlare molto di se dall’inizio del 2005 ad oggi, mi siedo con i tre componenti Gionata, Gianni e Alessio ed iniziamo a parlare 

Dall’uscita del vostro album d’esordio “The Swindler” il vostro nome è girato molto bene in Italia, avete partecipato ai più importanti festival italiani (Rock in idro, Arezzo Wave) finendo perfino come support per una data dei Korn; adesso guardandovi indietro che differenze notate dai vostri esordi di band emergente? 

Alessio: Beh diciamo che cambiano i posti in cui suoni dato prima eravamo abituati a suonare nel contesto del piccolo festival organizzato dalla piccola etichetta, per il resto basta; per lo meno adesso se sentono il nome Super Elastic Bubble Plastic sanno che è il nome di un gruppo e il genere che facciamo e non si limitano più a dire: “Super cosa? Super Bubble?” (risata di gruppo). 

A poco più di un anno dalla pubblicazione del vostro primo album è uscito il seguito “Small Rooms” in che contesto sono nate le canzoni del secondo album dato che per tutto il tempo eravate nel tour promozionale di “The Swindler”? 

Gionata: Devi sapere che il primo album è uscito un anno e mezzo dopo la sua registrazione, dato che abbiamo cercato una casa discografica che ce lo producesse, e in questo buco di un anno e mezzo è nato qualche nuovo pezzo (tra i quali “feel sleepy” il nuovo singolo), poi durante il tour sono venuti fuori altri pezzi, e a settembre 2005 siamo andati in studio per la pre-produzione del nuovo lavoro. Qui abbiamo stravolto tutto il materiale che avevamo per fare in modo che prima di tutto piacesse a noi e fino a gennaio abbiamo creato e preparato i pezzi mancanti per il nuovo album. 

Quindi dopo questo ragionamento che differenze ci sono tra i due album? All’ascolto a me è sembrato diverso “Small Rooms” rispetto da “The Swindler”… 

Gionata: E’ diverso perché anche se ci sono canzoni piuttosto vecchie le abbiamo arrangiate con la testa di quest’anno, siamo cambiati, cresciuti, quindi l’impronta del disco è quella attuale.

Alessio:In più cambia anche l’impronta di base…i pezzi del primo album erano stati composti in vista dei concerti e per la registrazione lasciati così com’erano, mentre per “Small Rooms” le canzoni sono nate propriamente per il disco; e poi mentre per il secondo album avevamo una produzione che sosteneva economicamente la registrazione quindi potevamo soffermarci su parti da sistemare con Giulio Favero, la registrazione di “The Swindler” ce la siamo pagata noi quindi dovevamo fare le cose con una certa velocità e abbiamo puntato di più sull’aggressività dell’esecuzione.

 Ecco parliamo della produzione di entrambi gli album di Giulio Favero ex chitarrista degli One Dimensional Man, in cosa ha influito questa persona nei vostri dischi? 

Gionata: Nel primo disco Giulio ha avuto un importanza non dico prettamente psicologica ma quasi, nel senso che ci ha messo in testa il concetto che stavamo registrando un disco e non un semplice demo; per il secondo ha avuto il ruolo del consigliere artistico quindi partecipava direttamente all’arrangiamento dei pezzi dicendo cosa non gli piaceva e consigliando cosa fare in certe parti per rendere migliore il prodotto finale. 

E che aspettative avete dall’uscita di “Small Rooms”? Avete creato un album per aumentare il target di persone che vi ascolta o avete composto in maniera totalmente menefreghista dei canoni commerciali?  

Gionata: Il discorso è che abbiamo fatto questo disco e ci crediamo perché secondo noi è figo, speriamo che piaccia, anche se eravamo piuttosto dubbiosi su questo fattore perchè “The Swindler” è un disco aggressivo più facile all’ascolto, mentre l’ultimo spazia su vedute più ampie e complesse e pensavamo che non sarebbe piaciuto, invece ho notato che la critica lo ha accettato bene.Non ci siamo posti il problema del target del disco con suoni più commerciali perché un disco può fare tutto il target e il successo che vuoi, ma poi sono io che devo suonare canzoni che magari mi fanno schifo nei live. 

In questo momento stiamo assistendo, principalmente grazie ai media, ad un ritorno del rock, rock’n’roll, nuovi gruppi che esplodono in pochissimo tempo, come vedete questo momento? 

Alessio: Il ritorno vero del rock io l’ho visto tra il 1999 e il 2003, quando sono esplosi gruppi come Hellacopters, quando è venuto alla superficie lo stoner rock; i gruppi di adesso li vedo tanto come imitatori degli Strokes, si rifanno allo stile new wave che difficilmente possono dire la sua e per questo venire ricordati. 

Sentendo anche altri gruppi mi è stato confermato che in Italia c’è un assenteismo ai concerti abbastanza rilevante rispetto agli altri paesi, me lo confermate anche voi? 

Alessio: Il punto è che in Italia suoni ad un concerto o principalmente ad un festival ti ritrovi l’utenza media del pubblico focalizzata su altri gruppi della serata, questo pubblico ti osserva, guarda quello che fai, ti senti ad un esame e quindi rischi di non divertirti più né tu che suoni né il pubblico. La storia cambia nel Sud Italia.

Gionata: Là non ci sono tanti concerti quanti al Nord quindi le poche occasioni che hanno le sfruttano al massimo divertendosi un sacco. 

Nei live avete qualche gruppo con cui preferite suonare, un gruppo in particolare con cui sperate di condividere un live in futuro? 

Alessio: Più che fare da spalla a gruppi che ammiri o grupponi enormi che fanno curriculum che magari non ti cagano nemmeno di striscio, preferisco suonare con gruppi con cui posso divertirmi prima e dopo il concerto. Un gruppo di questo tipo con cui mi trovo davvero bene sono i Forty Winks ad esempio. 

Come vedete internet nella musica, questi programmi peer to peer dai quali oramai chiunque attinge musica senza comperare i dischi, come artisti lo vedete come il nemico da battere o come pubblicità?

Gionata: Ma quale nemico da battere?!? Se uno scarica un gruppo da internet e magari gli arriva questo gruppo vicino a casa in un live, dato che lo ha sentito in rete lo va a vedere, e se gli piace veramente magari gli da i 10/15 euro per il CD originale. La storia che internet uccide il mercato è una stronzata delle major, perché a livello “underground” la cosa funziona dato che c’è un giro molto più grande e si conosce più facilmente un gruppo emergente. 

Qualche consiglio per i piccoli gruppi che incidono un demo e lo vogliono mandare alle etichette…prima di tutto: serve a qualcosa? 

Alessio: Guarda prenderlo e spedirlo all’ettichetta è come prenderlo e spedirlo nel bidone dell’immondizia (risata generale), magari spedito con la posta prioritaria, non conta un cazzo. Se fai un demo piuttosto che spedirlo alle etichette buttalo su e-mule o da qualche altra parte in modo che più persone ti conoscano, poi se le cose devono succedere succederanno.

Gionata: Non so quanti nostri promo inviati alle ettichette siano finiti nella spazzatura, basta avere pazienza e una discreta dose di fortuna, sempre comunque muovendosi per farsi vedere dal più alto numero di persone; aspettare che le cose accadano non serve a niente. Per fare qualcosa bisogna farsi il culo, spendere soldi di benza, corde, cavi, batterie; all’inizio ci si sacrifica poi se funziona si vedrà.

 

Alessio: l’unico consiglio che posso dare ai gruppi è di non essere “avari” ai concerti, se potete fate suonare il maggior numero di gruppi come voi alle date, questo può aiutare, ha aiutato anche noi agli inizi. 

Ultima domanda: domani l’Italia gioca la finale di Coppa del Mondo contro la Francia, dove guarderete la partita? 

Gionata: Questa è la mia paranoia della settimana, sono in paradura e non so dove andare, fortuna che vicino a casa ho un chiosco di brasiliani incazzosi che sbraitano e si menano durante le partite, lì ho già visto la semifinale per cui credo andrò lì visto che la roba da bere non costa un cazzo.

Gianni: Io la guarderò a casa visto che non ci sono mai alla sera, è un occasione per stare con mio padre.

Alessio: A me non me ne frega un po’ un cazzo (insultato all’istante da Gionata), la guarderò sicuramente, credo che andrò anch’io al chioschetto dei brasiliani incazzosi. 

 

Perfetto ragazzi grazie mille 

 

Grazie a te


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