Dufresne
A cura di vise, Domenica, 22 ottobre 2006
Poco più di un anno fa Troublezine aveva già incontrato questo quintetto vicentino, sotto le sembianze della Josie, che ne fu colpita quanto me durante un live in quel di Oleggio. Mostravano di avere i talleri già allora, 12 mesi dopo sono pronti per “Atlantic”, il disco che verrà rilasciato dalla V2 in Italia, Germania e Olanda. Vediamo cos’è cambiato da allora.

Chissà se vi ricordate di un’intervista, fatta tramite Msn, di un annetto fa…che la risposta sia un si o un no, ci piacerebbe sapere cosa è cambiato durante quest’anno in voi, nel sound, nell’attitudine dei Dufresne.
Ciube - Diciamo che gli impegni si sono fatti maggiori. Ora abbiamo un album in uscita e l’intenzione di promuoverlo al meglio. Non vogliamo cazzeggiare. La nostra attitudine è rimasta sempre la stessa, come l’umiltà e la forte fiducia in noi stessi e nei nostri mezzi.
Luca - Certo che mi ricordo, eravamo io e Davide…devo dire che è stato molto divertente.
Un anno che passa è un accumulo di esperienze in più, di cose e persone nuove, che vivi e conosci.
Ce ne sono successe di tutti i colori dall’ultima volta che ci siamo sentiti. Son successe cose bellissime, ci siamo presi grandi soddisfazioni e vissuto cose che fai fatica a spiegare a chi non c’era in quei momenti e poi, come in tutto, ci sono stati momenti duri, in cui sembra non esserci via d’uscita e una sfiga senza fine, ma sono quelli i momenti che ti fanno crescere, soprattutto come persona.
Abbiamo un album in uscita e la nostra attitudine penso sia consolidata ancor di più, il sound si sta evolvendo stiamo scrivendo i pezzi per il prossimo disco…
Ci avete messo un po’ di tempo per sfornare il disco. Soddisfatti del risultato?
Ciube – Il tempo maggiore è stato speso per trovare un’etichetta e per i vari casini burocratici.. in verità i tempi per la composizione e registrazione dei brani sono stati piuttosto brevi. Quando riascolto ora il nostro cd ovviamente cambierei delle cose, comunque sono molto contento di quello che è venuto fuori.
Luca – L’album era bello sfornato da un pezzo ma purtroppo era li a “raffreddare”. Ci sono state molte cose che ne hanno fatto slittare l’uscita. Ovvio che a distanza di tempo cambieresti delle cose ma, come dice Ciube, sono soddisfatto di come è venuto alla fine, non ci speravo quasi più che uscisse…
Darian Rundall (Pennywise, Yellowcard, Suicidal Tendencies) che ruolo ha avuto?
Ciube – In "Atlantic", Darian ha prodotto i pezzi in inglese, curando in particolare la struttura dei brani e le parti vocali. Durante le registrazioni ci ha stressato tantissimo, pretendendo da ognuno di noi il meglio che poteva dare in quel momento. Non ti nascondo che ci sono stati momenti di frustrazione, comunque ne è valsa la pena, abbiamo imparato tantissimo da lui, calandoci in una realtà professionale che fino ad allora non conoscevamo.
Luca - Darian ci ha, per molte cose, cambiato la visione delle cose (o almeno per me). Appena è arrivato non capivo molto dei suoi comportamenti e dei suoi modi di fare, ci ha messo sotto di brutto, bastone e carota, serissimo in studio e una valanga di cazzate quando si staccava dal “lavoro”.
E’ stata un'esperienza fantastica, abbiamo imparato tantissimo, una di quelle cose che ti cambia. Ci ha insegnato come vanno fatte veramente determinate cose. La settimana scorsa lo abbiamo rivisto, era in Italia un po’ per vacanza e un po’ per fare un altro gruppo, è passato in stanza da noi a trovarci ed è stata una piccola festa.
Cantare in italiano preclude strade, ma verso il pubblico italiano è sicuramente più diretto e decifrabile. Amalgamandolo con l’inglese a cosa mirate?Ciube –L’italiano mi piace perché è la nostra lingua, il significato di un testo o di una particolare frase ti entrano dentro. L’inglese ci da la possibilità di suonare fuori dall’Italia. Scrivere in italiano è certamente più difficile, il rischio di cadere nel banale o nel sanremese è altissimo, soprattutto nelle parti più melodiche. Quando però trovi la melodia e il testo giusto è mille volte più profondo e gratificante.
Avete concluso da poco un tour con i Linea77, quindi desumo siate in buoni rapporti (se mi sbaglio...raccontateci tutto!). Collaborazioni & amicizie con altri gruppi e magari qualche opinione general-generica sulla scena italica?
Luca - I Linea77 sono veramente delle gran persone. Io sono un po’ di parte perché sono sempre andato a vederli dal vivo e mi piacciono molto, mi son sempre piaciuti.
Fatto sta che un giorno mi ha chiamato Dade e mi ha detto che aveva sentito i nostri pezzi e gli erano piaciuti molto (all’inizio non avevo collegato bene, come aveva fatto a sentirli…ma questa è una storia a sé), mi ha chiesto se potevamo incontrarci e da lì in poi è nato tutto. Metatron ecc…
Io ho una stima infinita per i nostri concittadini Derozer, sono stati un punto fermo della mia adolescenza, poco tempo abbiamo suonato assieme e sono veramente eccezionali, Seby dispensa saggezza! Abbiamo un sacco di amici di altre band: andiamo molto d’accordo con gran parte della compagine romana (Vanilla Sky, Gaia Corporation, Here To Stay, Sevenlowdown, Scenario…).
Poi noi tutti amiamo i Red Car Burns (impossibile non volergli bene), Seed’n’feed, Evolution So Far, Slowmotion Apocalypse, 4 Axid Butchers…penso che anche se non suonassero saremmo amici lo stesso, peccato che la loro musica ci piaccia tanto… e tra le nuove leve Airways e Edwards Way.
Ciube – E’ importante farsi forza tra di noi, in una scena musicale italiana dove tante volte si è più impegnati a scrivere cazzate sui guestbook e a farsi il profilo MySpace che privilegiare la musica e il vero messaggio che puoi (se vuoi) dare con essa. Noi da sempre abbiamo cercato di collaborare con band, anche della nostra città per appoggiarci e sostenerci e soprattutto per divertirci insieme. Tante volte queste aspettative sono rimaste molto deluse, tante volte no e abbiamo coltivato delle amicizie e dei rapporti che si sono rivelati molto solidi.
Sentendo il disco, non si può non rimanere intrigati dagli inserti di elettronica, ben calibrati e mai prepotenti. Li apprezzo molto. Cosa possono aggiungere a un sound già di per sé abbastanza particolare come il vostro?
Ciube - L’elettronica ci aiuta a caratterizzare maggiormente il nostro suono, dando quelle sfumature e quella completezza in più. Inoltre non avendo una seconda chitarra, il fatto di avere le tastiere ti spinge anche ad avere un metodo compositivo diverso.
Puntate a veicolare qualche messaggio speciale a chi vi ascolta o semplicemente suonate esclusivamente per il piacere di farlo?
Luca - Principalmente suoniamo solo quello che ci piace e perché ci piace. Cerchiamo di comunicare alla gente di usare la propria testa, avere le proprie idee e le proprie passioni, senza fare i pecoroni! Continuare a inseguire i propri sogni che un giorno o l’altro si riesce svoltare. E’ difficile stare dentro alla società al giorno d’ oggi, specie se cerchi di fare qualcosa di diverso che non sia andare a lavorare in qualche ufficio. Alle volte sembra che ci sia una soglia entro la quale devi stare o sei tagliato fuori dal mondo, noi poi viviamo in una città del nord est produttivo dove questa cosa è molto più evidente che non in altri posti. Cerchiamo di tenere viva la speranza che le cose possano cambiare.
Ciube – Tramite la musica comunichiamo l’importanza di avere una propria passione e un proprio credo, quindi una propria identità. In questi anni nella vita quotidiana e in tanti concerti per l’Italia e non, abbiamo incontrato tante persone fantastiche che si sbattono per promuovere e per dare vita ai loro ideali e ai propri sogni, queste persone sono le principali fonti di ispirazione per i testi delle canzoni dei Dufresne. Ovviamente il piacere e il divertimento di suonare è la cosa che sta alla base, se non ci fosse più quello non ci sarebbero più i Dufresne.
Il vostro stile coniuga abbastanza bene l’aggressività hardcore con melodie più radio-friendly, quale dei due aspetti ha la meglio tra le vostre preferenze personali?
Ciube - All’interno del nostro gruppo abbiamo gusti musicali abbastanza vari: hardcore, metal, punk, prog, hard rock ma anche jazz e pop e penso che nei brani dei Dufresne si senta. A me personalmente piacciono sia le cose musicalmente molto violente che i pezzi più radiofonici. Ascolto di tutto, dipende molto anche dall’umore che ho.
Luca - Hai quasi beccato i due estremi. Io sarei per le sonorità più pesanti e molto spesso si discute anche animatamente di questo, soprattutto con Ciube, per i miei gusti per la musica stonata e apparentemente senza senso, comunque poi si trova una soluzione che non è sempre un compromesso. Anche perché Davide spesso si schiera dalla mia parte : )
Cosa state ascoltando in questo periodo?
Ciube – In questo momento: Every Time I Die, Rise Against, Norma Jean, Sigur Ros poi I Police, senza dubbio il mio gruppo preferito, li ascolto sempre.
Luca - Son 5 giorni non ascolto altro che l’ultimo dei Converge.
Del sottobosco italiano (o anche europeo) c’è qualche corrente o qualche gruppo che vi sfizia particolarmente e che raccomandereste?
Ciube – Di gruppi italiani molto validi ce ne sono, mi vengono in mente su tutti gli Slomotion Apocalypse che apprezzo particolarmente e dal vivo sono bravissimi, niente da invidiare a un gruppo americano. Ma ce ne sono anche altri tra cui Vanilla Sky e Gaia Corporation, Garretti, Red Car Burns per fare alcuni nomi.
Luca - Concordo con tutti i gruppi che cita Ciube, ma resterei in Italia e ti rimanderei a 4-5 risposte più in su con i gruppi che ho citato : )
Alla fine di Ottobre aprirete la prima tappa italiana del Taste Of Chaos, non è poco. Vi troverete a dividere il palco con Taking Back Sunday, Anti Flag, Underoath, Saosin, Parkway Drive.. mica pizza e fichi, nervosi? Apprezzate nello specifico qualcuno in scaletta?
Ciube - A tutti noi piacciono molto gli Underoath. È sicuramente un onore partecipare ad un simile evento. L’emozione in questi casi c’è ed è bello che ci sia, sinceramente non sono nervoso né ho paura, solo molta voglia di suonare.
Luca - Più che nervosi, vogliosi di esserci e di fare il nostro concerto con la massima tranquillità, anche se magari intorno non sarà così, come ogni volta noi cerchiamo di “giocarcela” anche se qui si ha veramente a che fare col Santo Graal.
Come dice un nostro amico, uno degli inseparabili che ci segue da sempre : “ovunque a modo nostro”.
Penso che riassuma il nostro modo di affrontare le cose.
Avete avuto qualche contatto col mondo dello snowboard, o sbaglio? Di cosa si è trattato?

Ciube - Qualche mese fa in edicola è uscito il videoclip di un nostro brano (Un Lungo Sacrificio) nel DVD di snowboard “Snowbox”. Lo snowboard, a differenza dei miei compagni, non lo pratico, sono negato ma per me non è un gran problema, sono un discreto sciatore. Anche se abbiamo molti amici nell’ambito dello snowboard.
Ho letto che in passato avete suonato di spalla ai Since By Man, personalmente penso sia una della band più valide attualmente in circolazione. Vi piacciono? Com’è stato respirare la stessa aria?
Luca - I Since By Man sono uno dei miei gruppi preferiti. Appena abbiamo sentito che gli era saltata una data del tour all’ultimo momento abbiamo cercato subito di organizzargliela noi. E’ stata una cosa bellissima, loro sono veramente delle persone eccezionali, oltre che una gran band.
Quando gli ho detto che ero un loro fan mi hanno preso per il culo un casino…poi un po’ mi son vendicato dato che dormivano a casa mia. Abbiamo fatto un gran spaghettata la notte finito il concerto : ) Il giorno dopo erano liberi e li abbiamo portati in giro per la città. Abbiamo legato molto, li sento tuttora tramite internet.
Non c’è dubbio alcuno che sul versante live abbiate qualcosa da dire, e prepotentemente, direi. Visto che il disco sarà distribuito anche in Germania e in Olanda, che riscontro vi aspettate da quelle realtà?
Ciube – Non ne ho la minima idea. Quello che ti posso dire è che in quei paesi la cultura della musica dal vivo è più forte che qui in Italia. Il concerto è visto come un piccolo evento anche dalla gente che non sembra appartenere ad una scena. Una cosa che ho notato in Germania, ad esempio, è che il range della gente che va ai concerti rock/metal va dal ragazzino al padre di famiglia. Qui da noi sembra che se ci vai a 15 anni se un figo, a 20 sei strano, a 30 sei uno sfigato, mah!
Avete visto qualche concerto che vi ha colpito quest’anno?
Ciube - Senza dubbio gli Every Time I Die e i Bane. Anche i 36 Crazyfists mi sono piaciuti in casino, molto meglio dal vivo che su cd!
Luca - Come Ciube anche se i Boysetsfire hanno fatto un concerto strepitoso al Velvet e l’anno scorso i The Bled.
Progetti futuri?
Luca - Suonare il più possibile e il più a lungo possibile e in qualsiasi posto che non conosco e in cui ci sia la possibilità di farlo, vedere posti nuovi e continuare conoscere gente in gamba che fa le cose con passione, come ci è sempre successo da quando abbiamo iniziato. Poi fare un film e imparare a fare il risotto.
Ciube - Promuovere il disco e fare più date possibili in Italia e all’estero e continuare a fare canzoni nuove.
Una domanda marzulliana: quando non siete i Dufresne, chi siete?
Ciube - Un accanito tifoso dell’Inter.
Luca - Uno sfigato qualunque. Per fortuna che sono un Dufresne anche quando vado in bagno…
Bè, ovviamente grazie per la disponibilità e il tempo concessoci. Vi auguriamo ogni bene perché fate parte di quella nappa dello stivale che si merita di essere supportata, qui e fuori dai confini.
Ci vediamo a fine Ottobre a Bologna.




