Garretti
A cura di mitchdes, Sabato, 11 novembre 2006
Ecco a voi cari lettori una breve intervista con i Garretti, quintetto Veneziano che sta risquotendo moltissimi consensi grazie soprattutto al loro primo album Prima che si spenga la luce uscito sotto No Reason Records il 1° Settembre.
cambiereste e come pensate sia stato accolto da critica e pubblico? (Lucio): Siamo molto soddisfatti! Essendo passato già un bel po’ di tempo da quando lo abbiamo registrato alcune cose le farei diversamente, ma penso sia normale per ogni gruppo. Probabilmente se potessi cambiare qualcosa aggiungerei 2/3 pezzi al disco. Siamo invece strafelici dei primi commenti ricevuti sul disco, vanno oltre anche le nostre più rosee aspettative. Una cosa che non mi aspettavo (ma di cui speravo) è che per molti il fatto di cantare in italiano è un punto a nostro favore e non viceversa.
Che ci dite invece riguardo all'attività live che avete intenzione di effettuare (o avete già effettuato) per supportare il disco?
(Lucio): Abbiamo iniziato la promozione del disco due settimane fa a Roma e con il release party del disco qui a Venezia e sono venute fuori due date tra le più belle mai fatte. A fine Novembre avremo l’occasione di aprire al release party dei Beer Bong, quindi credo che anche le prossime date potranno darci molte soddisfazioni.
Avete un gruppo a cui siete particolarmente affezionati e con il quale vi trovate bene nel condividere il palco? E con chi vorreste un giorno condividerlo? (Lucio): Ci siamo trovati bene con un sacco di gruppi, ma sicuramente se dovessi scegliere dei compagni idelali di tour direi quei burloni dei Carry All! Il sogno invece è quello di poter suonare un giorno insieme ai Lag Wagon.
Curiosando fra le vostre date ho notato che non siete praticamente mai stati fuori dal confine italiano, questo è legato al fatto che tutti i vostri testi sono in italiano o più semplicemente perchè non ne avete ancora avuto l'occasione?
(Lucio): Fino ad adesso non siamo riusciti a trovare l’occasione per uscire dall’Italia. Il nostro disco è coprodotto anche dalla tedesca Antstreet rec e quindi speriamo di riuscire a organizzare a breve qualche data in Germania.
I vostri testi sono molto articolati e ben studiati (fatto da lodare sentendo ciò che circola ultimamente), la domanda è: chi li scrive e a cosa si ispira, o meglio a che artista si ispira?
(Adriano): Mi piacerebbe dirti che scrivo io i testi avendo come obbiettivo quello di far condividere ad altri il mio pensiero e di sensibilizzare chi ci ascolta su determinati temi, ma la verità è che molto più semplicemente i testi di quest’album nascono dall’urgenza di mettere in musica pensieri che rischierebbero altrimenti di restare inespressi. Per quanto riguarda l’artista nessuno in particolare per il momento.
Nella traccia La Realtà Dei Fatti duettate con Pablo dei Moravagine, questa collaborazione è nata per una semplice simpatia reciproca o c'è qualcos'altro sotto?
(Lucio): Più che per simpatia credo che Pablo sia venuto a cantare su la realtà dei fatti perché gli piaceva sinceramente il pezzo. A parte Claudio (il batterista) che gli ha proposto la collaborazione, abbiamo conosciuto Pablo in studio e si è dimostrato un grande! È anche venuto qualche volta a trovarci dal vivo e siamo riusciti a proporre “il duetto” anche live ed è riuscito molto bene.
La prossima domanda è odiata da moltissimi gruppi, per questo generalmente evito di farla ma in questo caso mi sento in dovere di porvela: nonostante abbia osservato e riosservato la copertina di Prima che si spenga la luce non sono riuscito
a cavarne fuori nulla, essa nasconde un significato particolare o ha una funzione puramente estetica? (Lucio): Al contrario! Speravo che qualcuno potesse un giorno farmi questa domanda! La copertina non ha un collegamento diretto con il titolo, però ne rimanda un po’ le suggestioni. L’abbiamo scelta perché l’immagine del ragazzo disteso con gli occhi chiusi rimanda a un’idea di calma e quiete ma anche di solitudine e secondo noi ben si accostava alle canzoni del disco
Tra le vostre maggiori influenze ho notato i Boysetsfire, come avete accolto la notizia del loro ritiro dalle scene?
(Lucio): Credo abbiano fatto una scelta non facile ma onesta, da quel che ho capito la creazione dell’ ultimo disco non è stata per nulla facile e in effetti il risultato anche se comunque di buon livello non è stato sicuramente all’ altezza di quelli precedenti. L’unica grande amarezza da parte mia è non essere mai riuscito a vederli dal vivo.
E riguardo ai concerti altrui, andate spesso a festival o concerti importanti? A quali avete preso parte quest'anno?
(Lucio): In effetti pensandoci è da un sacco di tempo che non andiamo a qualche festival grosso come invece facevamo fino a un paio di anni fa. Abbiamo aumentato però la presenza ai concerti più piccoli!
Qual'è stato il momento più bello della vostra carriera?
(Lucio): Sicuramente il momento più bello è stato quando abbiamo visto e toccato con mano il disco stampato e confezionato.
Grazie mille per la disponibilità, un saluto dalla redazione di Troublezine e da tutti suoi lettori, CIAO!!!




