The Pigeon Detectives
Questa volta abbiamo incontrato Matt Bowman e Oliver Main, cantante e chitarrista dei Pigeon Detectives, band emergente inglese originaria dalle stesse zone dei Kaiser Chiefs e con i quali sono stati infatti in tour lo scorso novembre nel nostro paese. I due ragazzi ci han paralto del nuovo album "Wait For Me" in uscita ad inizio Giugno e di un po' di curiosità sui loro gusti e sul loro stile.
Ciao ragazzi, grazie mille per la disponibilità e soprattutto bentornati in Italia dopo le date dello scorso novembre.
Matt: Grazie mille a te.
Allora innazitutto ci dovete dire quando contate di tornare in Italia per un concerto.
Matt: Credo che ci sia in piedi qualche cosa in qualche festival questa estate se non sbaglio.
Oliver: Sì, dovremmo venire questa estate per lo meno se tutto va in porto.
M: In effetti speriamo di tornare perchè abbiamo un po' di date europee verso l'estate e manca ancora l'Italia.
Bene, allora speriamo di avere notizie a breve. Parliamo dunque dell'album, "Wait For Me", ho avuto modo di ascoltarlo e farmi una idea, ma prima voglio la vostra opinione.
M: Lo amiamo! Eh eh...
O: Onestamente siamo quasi stanchi di sentirlo. Lo abbiamo ascoltato e riascoltato centinaia di volte e adesso siamo quasi stufi di sentirlo. L'idea che abbiamo voluto trasmettere facendolo è quell della presa diretta, come se la gente ci ascoltasse direttamente nella stanza dove lo abbiamo registrato, senza troppi artifici esterni.
M: Sì, come molte band dicono abbiamo cercato di trasportare una certa atmosfera live dentro il cd. Chiaramente non è facile, ma credo che dopo diversi tentativi e sviluppi vari ce la abbiamo fatta, quindi sono decisamente felice del risultato.
Quindi sè uscito esattamente come lo volevate?
M: Sì sono molto soddisfatto.
O: Sì, decisamente.
Chi ha scelto la tracklist?
M: Noi, assolutamente. Lavorando con una piccola etichetta abbiamo potuto scegliere la tracklist, l'artwork, dove registrare, quando. Abbiamo avuto decisamente molta libertà.
Quindi anche la firma con la V2-Dance To The Radio non ha portato a cambiamenti nei piani o nella lavorazione del disco o pressioni verso un tipo di risultato finale.
O: No, assolutamente. Cioè alla fine per decidere il tutto ci abbiamo messo quasi tre settimane, ma più che altro per colpa nostra. Siamo 5 e non c'è un unico leader a prendere determinate decisioni, quindi mettere insieme 5 teste non è facile, però alla fine ci siamo accordati in fretta su tutto.
Quanto è durato tutto il processo di scrittura, registrazione dell'albm? Era il tempo che vi eravate prefissati o è stato più veloce, lento...?
M: Il processo più o meno è nato due anni fa. Abbiamo messo da parte quasi 40 canzoni tra tutte e poi pian pianino abbiamo scelto quelle che avrebbero fatto parte dell'album e quella da scartare. La scelta più che altro è stata fatta attraverso i concerti, quelle che vedavamo non andavato troppo bene venivano messe da parte. In studio in realtà abbiamo scritto una canzone e basta, le altre le avevamo già tutte, poi erano da sistemare ma comunque i pezzi li avevamo già e lì è stato abbastanza veloce o comunque mi pare di poter dire normale. Credo che se guardi in rete si trovi qualcosa di alcuni nostri demo che poi abbiamo scartato perchè non abbastanza buoni.
Come nascono le canzoni? Vostre esperienze? Guardate qualche situazione e cercate di descriverla? I testi sono molto semplici, diretti, quindi pare siano proprio la vostra realtà di tutti i giorni, giusto?
O: Si alcune sicuramente sì. Se fai un confronto con gli Arctic Monkeys ad esempio credo che parliamo delle stesse cose, ma noi lo facciamo in modo un po' più semplice. Se non provieni dalla stessa zone loro, come è il tuo o il nostro caso, è più difficile andare a capire il significato delle canzoni. Il nostro è lo stesso approccio, ma semplificato. Quando sei un ragazzo in Inghilterra, dovunque tu provenga, gli argomenti sono quelli: ragazze, calcio, musica, fare festa. Non è un segreto o una formula nostra o loro, vale per tutti così, poi ognuno la esprime come crede sia meglio.
Siete presentati dalla stampa e un po' direttametne anche da voi stessi come una band con una attitudine più verso il punk che verso altri stili musicali. Intanto volevo sapere se siete d'accordo e poi se il vostro look, il vostro modo di fare è conseguenza del vostro sound o viceversa se il vostro sound vi porta ad avere un atteggiamento di questo tipo?
O: Uhm...mi piace come domanda... non so, credo che siano due cose diverse e sicuramente il sound deriva dal nostro modo di fare.
M: Sì è difficile essere o atteggiarsi da punk o da pop se poi in realtà non ci si avvicina a quello stile almeno come gusti. Per come ci vestiamo o come ci presentiamo semplicemente ci mettiamo delle cose con cui siamo comodi, poi se è punk va bene, ma andrebbe bene anche con altri generi. Certo, sicuramente quello che ascoltiamo o quello che facciamo per conto nostro forse è più vicino a quello stile, ma non è una conseguenza o non andiamo a cercarlo a tutti i costi, è semplicemente che siamo così.
Cosa state ascoltando in questo momento?
M: Libertines, Strokes, Kaiser Chiefs...
O: Arctic Monkeys
M: Anche sì, poi The Cribs
Ah, avete anche sentito l'ultimo singolo, Men's Needs? Come lo trovate?
M: Sì è un po' strano, diverso. Credo ci sia una scelta abbastanza chiara, forse commerciale sotto certi punti di vista. Adesso in Inghilterra veramente la senti dappertutto quella canzone.
Si sente la mano di Alex Kapranos come producer.
M: Sì, credo che la grande differenza stia nella voce che è stata doppiata e suona molto più pulita e lineare.
O: Il disco sarà certamente più importante dei primi due, almeno numericamente. In effetti han perso qualcosa del sound grezzo dei primi album, della presa molto live che c'era nei loro dischi.
Allora parlando di canzoni arriviamo ad uno dei vostri primi successi: I Found Out che è anche la mia canzone preferita. Com'è nata?
O: In realtà non c'è un momento preciso. E' nata credo guardando uno di quei film anni 60' classici dove il ragazzo va dietro ad una ragazza particolare e poi trasportato il tutto al giorno d'oggi. Nessuna storia particolare dietro, è una situazione classica che può capitare a tutti e che ci è piaciuta particolarmente.
Certamente è una canzone che live da il meglio di sè.
M: Sì assolutamente. Insomma ci piace che il pubblico sia coinvolto nei nostri concerti e chiaramente quando parto con il ritornello "I Found Out you're going out with him" il coro risponde "going out with... going out with..." è certamente uno dei momenti più divertenti e coinvolgenti dei concerti. Ci piace anche a noi moltissimo proprio per questo.
Tra poco suonerete per la seconda volta al Carling Weekend a casa vostra a Leeds. Qual'è la sensazione di passare da un club a centinaia di migliaia di persone, per di più a casa vostra?
M: L'anno scorso abbiamo suonato, ma ci conoscevano ancora in pochi. Stavamo per avere successo, eravamo sul palco di supporto e soprattutto intorno vedevamo i nostri amici, familiari... Adesso invece insomma la sensazione credo sarà diversa, sapendo che comunque ci saranno molte persone venute anche per noi. E' certamente una cosa che mi rende molto orgoglioso di fare parte di una band la possibilità di suonare davanti a così tanta gente per di più a casa nostra. Ogni anno siamo sempre andati al Carling Weekend, per noi è un momento veramente incredibile e certamente sarà bellissimo anche quest'anno.
Vi piace anche la sensazione del suonare in location molto vaste? Spesso può capitare che si preferisca la sensazione del piccolo club con la gente vicina.
O: Sono due cose talmente diverse che ci piacciono entrambe. E' bello vedere tantissima gente di fronte a te che canta le tue canzoni.
Quindi non credi che le vostre canzoni siamo più adatte ad un locale piccolo, quasi per fare una festa, più che riempire uno stadio?
M: Quando suoniamo in piccoli club ci piace si crei una situazione quasi caotica, con la gente che sale sul palco che ti canta proprio a contatto con la tua faccia, mentre nelle location più grandi è bello vedere moltissima gente che salta, che si muove tutta insieme. Ad ogni modo adesso come adesso cerchiamo di suonare di più e meglio in luoghi sempre più grandi, ma non è una scelta definitiva.
Allora quando è stato il momento in cui avete capito che potevate farcela, che potevate avere successo?
O: Uhm, non saprei... forse un concerto di un annetto fa dopo che avevamo lanciato I Found Out che era andato sold-out. Mi era capitato di sentire anche la canzone per radio, poi vedere tutte quelle persone allo show... è stato un momento particolare, bello.
M: Per me uno dei momenti più importanti è stato dopo il tour con i Dirty Pretty Things. Prima tutti noi avevamo un noioso lavoro d'ufficio e dopo quel tour abbiamo dovuto lasciare il lavoro perchè essere una band era diventata la nostra vera professione. Il momento in cui ci siamo trovati senza un lavoro e ad essere una band vera e propria è stato significativo. Inoltre suonavamo con i DPT e i Libertines sono da sempre stati una influenza fondamentale per noi. Vedere prima o dopo i concerti Carl Barat, che per noi era come un mito inarrivabile, sentire che ci parlava come compagni e colleghi è stata una sensazione decisamente forte, almeno per me.
Quindi influenze...Libertines e poi?
M: No, non solo, almeno per me. Influenze sono Beatles, Oasis, The Strokes e poi The Smiths, Stone Roses, Rolling Stones...
Ecco a proposito di band celebri non so se avete visto l'ultima classifica stilata da NME sui 50 più importanti inni indie della storia. Vorrei un vostro giudizio sull'attenbilità della discutibile classifica (potete guardala QUI, ndr).
O: Noi ci siamo?
M: Uhm, no non mi pare... Peccato... vediamo... alcune cose sono ovvie veramente. Mi aspetttavo gli Oasis al numero uno. Altre però mi sconvolgono: cioè i Gossip prima di Wonderwall è una cosa scandalosa. Manca Girls & Boys dei Blur, strano. Ah gli Arctic Monkeys in alto, beh sì era scontato...
(Dopo un po' di commenti torniamo alla tipica domanda su NME, ndr) Come vi ponete di fronte a giornali come NME che promuovono incessante per un determinato periodo una band a prescindere da tutto e tutti?
M: Non saprei ci sono degli eccessi.
Come i View ultimamente...
M: Non saprei, dai a me i View piacciono.
O: No, i View fanno schifo, non puoi dire una cosa del genere. Li abbiano visti live e insomma non è che mi abbiano colpito particolarmente.
M: Credo che qualche canzone bella l'abbiano scritta, il disco loro mi piace.
O: Superstar Tradesman e basta.
M: Same Jeans anche.
O: Same Jeans è merda (traduzione letterale, ndr).
M: In ogni caso ci sono degli esempio in cui sbagliano. Il loro problema che ogni tanto devono trovare "la next big thing" ad ogni costo e poi lasciano per strada altri casi. I Cribs non ci sono mai stati, mentre i Twang, che magari poi saranno anche bravi, hanno un articolo alla settimana o hanno già avuto una copertina. Questo credo che sia profondamente sbagliato.
O: Vedi esempi di band che all'estero sono molto conosciuti, ma che in realtà ad esempio in Inghilterra hanno molto meno successo di noi. Credo ci sia molta politica in NME, ma per fortuna almeno in Inghilterra NME è solo una parte, mentre mi rendo conto che all'estero è un magazine talmente conosciuto da creare fenomeni locali.
M: Purtroppo spesso però i manager che vanno a lavorare nelle piccole etichette sono ex giornalisti di NME che a quel punto con i loro contatti promuovono le loro piccole realtà in modo da farle apparire come fossero chissà cosa a scapito di molti altri. Questo è il modo in cui gira gran parte del mondo musicale però, quindi l'importante è cercare di non essere troppo parte di quel giro di NME e cercare altre vie.
Sapete che voi avete avuto comunque una delle maggiori spinte quando Nick Hodgson dei Kaiser Chiefs ha detto che voi eravate il suo nuovo gruppo preferito, promuovendovi, facendo ascoltare i vostri pezzi... Quanto del successo attuale dei Pigeon Detectives deriva dai Kaiser Chiefs secondo voi?
M: Noi siamo molto amici loro, ma in realtà non così tanto del nostro successo deriva da loro, sono convinto che ce l'avremmo fatta comunque. La cosa più positiva è stato il passaparola, il sapere che a molti fan dei Kaiser Chiefs potevano piacere i Pigeon Detectives, la possibilità di andare in giro in tour a fare show veramente importanti con loro qui o a Parigi, in Germania... Questo è stato veramente significativo su di noi.
Avete condiviso il palco con Kaiser Chiefs, Editors, Forward, Russia!, Dirty Pretty Things ed altri. Con chi vi siete trovati meglio?
M e O: Dirty Pretty Things sicuramente.
Con chi vorreste suoanre invece almeno una volta?
M: Non ci ho mai pensato...Credo Oasis sicuramente.
O: I Libertines se si riformassero.
M: Oasis e Blur direi e poi vorrei vedere cosa succede dietro il palco, se si menano ancora. Gli Strokes poi sicuramente.
Allora cosa vi aspettate dal 2007. Dove vi troveremo tra un anno.
M: Quest'anno sarà impegnativo. Suoneremo a Glastonbury, al Carling Weekend, Pukkelpop... poi andremo in tour in Europa ancora e anche in Giappone. Spero che l'album vada bene e tra un anno magari essere pronto a far uscire o registrare l'album numero 2.
Come vi trovate a suonare fuori dall'Inghilterra? Normale o è una sensazione strana?
O: In Inghilterra vengono molte più persone a vederci sicuramente. Settimana scorsa però siamo stati in Germania per suonare in diversi piccoli locali ed è stata una sensazione molto bella perchè erano decisamente pieni, quasi come in Inghilterra. Quado suoni in club da 200-300 posti ti trovi veramente a suonare in mezzo alle persone e la cosa bella è che in Germania al contrario di casa nostra prima o dopo lo show potevamo andare in giro per il locale a chiaccherare con le persone, a bere una birra con chi era presente al concerto. A Leeds questo è un pochino più difficile adesso, però l'atmosfera dei concerti inglesi è fantastica.
Ragazzi è tutto, grazie mille veramente, spero di vedervi presto di nuovo in Italia e alla prossima.
M: Grazie a te, è stato un piacere, ciao.
O. Ciao.
LINKS:
MYSPACE: http://www.myspace.com/thepigeondetectives
OFFICIAL SITE: http://www.thepigeondetectives.com/
LABEL SITE: http://www.dancetotheradio.com/
Si ringrazia Miriam-V2 per l'organizzazione dell'intervista.
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