Art Brut
Prima dell'anteprima italiana del secondo album "It's A Bit Complicated" abbiamo incontrato Eddie Argos e Jesper Future per raccontarci un po' di come è nato il seguito dell'acclamatissimo "Bang Bang Rock'n'Roll", che uscirà la prossima settimana anche in Italia.
Ciao ragazzi, allora tutto ok? Pronti per stasera?
Eddie: Sì dai è andato bene il soundchek direi, vero?
Jesper: Era un po' che non suonavamo insieme, tipo una settimana...
Eddie: Eheh, sì sì è andato bene dai. Abbiamo fatto quasi un piccolo concerto perchè stasera è la prima vera e propria data del nuovo tour estivo e quindi abbiamo fatto una prova generale poco più corta del concerto.
Qual'è la sensazione di tornare in tour dopo un po' di tempo e dopo aver comunque passato con lo scorso tour tutta l'Europa e non solo quasi in ogni angolo?
J: Oh sì è bellissimo, cioè è bella anche casa mia e soprattutto la mia stanza, ma comunque è decisamente piacevole.
E: Sì sì ci piace tornare in tour, comunque anche stare a casa fermi a riposare non è brutto.
Allora, quanto tempo c'è voluto per scrivere e registrare il nuovo disco?
E: 3 mesi.
Beh, allora vi siete presi una bella pausa insomma tra di due dischi!
E: Sì sì beh c'è stato un tour molto lungo dopo "Bang Bang Rock'n'Roll", poi ci siamo fermati un po' e quindi ci siamo rimessi in studio e ci sono voluti 3 mesi tra tutto.
J: Non è che vogliamo sembrare svogliati, ma non aveva voglia appena finito il tour una settimana dopo di chiuderci in studio per registrare di nuovo. Un po' di pausa ci vuole.
E: Decisamente sì.
Allora com'è il nuovo disco?
J:Bello, ne siamo molto fieri.
E: Sì, assolutamente fieri.
J: Io ne sono molto felice, per me è il primo album, perchè non c'ero quando è stato composto il precedente e quindi sono molto felice del risultato.
Quali sono le differenze principali con "Band Bang Rock'n'Roll"?
E: E' nuovo, è un po' diverso. Cioè siamo sempre noi alla fine, ma diverse cose nuove ci sono. Jesper tra le altre ad esempio.
J: Sì in effetti io posso dire che ho dato un maggior contributo, visto che per il primo non c'ero. Lo definirei più pop, nel senso più vicino ai canoni del brit-pop inglese.
E: Ci sono degli assoli di chitarra, anzi dei grandi assoli di chitarra. Sì definirlo più pop è giusto.
Dai primi due singoli, Nag Nag Nag Nag e Direct Hit si può sentire a mio parere un suono molto più pieno, molto più completo, rispetto al primo disco invece decisamente più sfaccettato. E' uno stile di tutto il disco o è solo un caso dei singoli?
E: Sì sì esatto. Questo intentedavo fare proprio con il disco. E' un disco molto più orecchiabile per certi versi.
J: Sì l'idea che i primi due singoli trasmettono è quella che c'è un po' in tutto il disco, non saprei se parlare di un disco più melodico, ma certamente ci sono dei suoni più facili per alcuni versi.
E: Credo che soprattutto Nag Nag Nag Nag rappresenti il disco più di Direct Hit, perchè è più tendente al rock. Non ci sono mai momenti troppo lenti, ma ricordano alcuni brani ad esempio dei Weezer. Mi piace moltissimo la loro musica.
J: Sì, questo è un buon esempio giusto.
Ci sono ancora brani che ricordano Formed A Band, principalmente a livello di testo più che musicale?
E: Uhm direi che c'è una certa continuità, ma più che Formed A Band, con canzoni tipo Emily Kane o Rusted Guns. Alla fine restano testi personali indubbiamente, ma sono forse più generali nel senso delle relazioni con una fidanzata o dei pensieri comuni che tanti ragazzi hanno.
J: Sì c'è una certa affinità, anche alle mie sensazioni. Mentre nel primo album c'erano alcuni testi che erano proprio solo degli Art Brut, era proprio la vita della band in un certo senso.
Chi ha scelto le canzoni da inserire nell'album?
E: Tutti insieme.
J: Non c'è un leader, tutti insieme.
Ed allora come le avete scelte?
E: erano quelle. Ne abbiamo scritte giusto undici. Siamo stati precisisissimi, ce ne han chieste almeno undici e noi le abbiamo fatte.
J: sì, con qualche b-sides per i singoli.
E: Non credo un giorno ci sarà mai una Free as a bird degli Art Brut dispersa per anni. Quando uscirà la art-brutology non credo ci saranno mai lost tapes da recuperare.
J: Siamo stati efficentissimi. Nessun brano disperso o lasciato a metà.
Com'è stato tornare sulla scena, con pezzi nuovi, dopo 2/3 anni durante i quali gli Art Brut si sono creati innazitutto un rispetto nel mondo musicale inglese e soprattutto durante i quali diverse band sono uscite come eredi, ultimi dei quali i Good Shoes ad esempio o i Maccabees?
E: Ah mi piacciono i Maccabees, sono divertenti.
J: Sì loro non sono male. Comunque fa piacere leggere dichiarazioni di alcune band dove ci fanno i complimenti. Non mi sento troppo un "padrino" della scena però fa piacere certo.
E: Se ci pensi Formed A Band è uscito nel 2004 se non sbaglio, prima del primo singolo dei Maximo Park, dei Kaiser Chiefs e di molte altre band. Han citato in tanti il nostro primo album e va bene, mi piace, è una bella sensazione. E' capitato anche a me di citare o riferirmi alle mie band preferite e credo che faccia piacere. E' ok.
Anche dal punto del sound vi piacciono?
E: I Good Shoes non sono male.
J: A me piacciono di più i Maccabees, però sono carini entrambi.
Scrivere il secondo album vi ha messo un po' sotto pressione dopo il successo del primo o no?
E: No, non ne abbiamo avuto neanche il tempo di essere messi sotto pressione. E' stato un flash: ok scriviamo, tempo 3 mesi il disco era fatto e finito. Troppo in fretta per avere pressione.
J: Un po' tutti, specie quando ci eravamo messi a scriverlo, ci giravano intorno dicendo: siete preoccupati? come verrà? In realtà no, ci siamo messi a scriverlo quando volevamo e quindi non c'è stato alcun problema.
L'ultimo è stato un po' il periodo dei secondi album per tutta quella scena emersa tra il 2004-2006. Come li trovate? C'è stata una certa conferma positiva della scena o no?
E: Non ho sentito molti secondi album. Ho sentito quello dei Maximo Park, anche perchè eravamo in tour con loro e mi piace. Mi piace la musica e soprattutto i testi, quasi tutti raccontano delle storie e secondo me han fatto un bel lavoro soprattutto in questo senso.
J: A me è piaciuto quello dei Kasabian, cioè mi piacciono molto loro. Hanno fatto delle scelte ottime sui singoli, anche perchè poi è bello vedere come le case discografiche in certi casi con certe band non si pongono problemi economici. Han fatto video senza badare a spese, una produzione senza limiti, gli han dato in mano una marea di soldi e gli han detto "fate quello che volete", mi piace quando succede così.
E: L'eccezione sono stati gli Arctic Monkeys, han fatto uscire il secondo disco molto in fretta. Non l'ho ascoltato però, ma alla fine lì decide l'etichetta, han visto che il momento era buono e infatti mi pare abbia successo.
Il mese prossimo sarete qui in Italia a fare da supporter agli Arctic Monkeys. Secondo qualcuno, me tra questi, è quasi incredibile che non sia il contrario. Cosa potete dire per darmi una spiegazione?
E: Ehm.. diciamo che gli Arctic Monkeys sono una band che sta avendo un grande successo.
J: Eheh... sì, poi sai alla fine non siamo noi troppo a decidere certe cose.
E: No, poi io non ho mai visto gli Arctic Monkeys in concerto e me ne han parlato bene. Li vedremo qui in Italia a Torino e gratis se non sbaglio, quindi va bene così dai.
Nello stesso periodo in Italia ci saranno anche gli Echo And The Bunnyman che faranno da supporter dei Kaiser Chiefs, diciamo che è la stessa filosofia.
E: Noooo. No dai non ci credo.
J: Stai scherzando?
E: Potere dei mass media. Se la racconto questa è grossa in effetti, però va beh insomma i Kaiser Chiefs sono molto divertenti in concerto, quindi sarà un bella serata sicuramente. Continuo a non crederci però... Echo and the Bunnyman supporters dei Kaiser Chiefs... incredbile.
No in effetti i concerti degli Arctic Monkeys in Italia hanno avuto un bel successo e comunque non sono male, rispetto ad altre delusioni. La mia più grande è stata con i Fratellis, con i quali so che avete suonato recentemente. Come sono andari?
E: Ehm.. no prossima domanda. Non posso rispondere, abbiamo suonato con loro troppo poco tempo fa.
J: Sono sicuro che i Fratellis sono dei ragazzi simpaticissimi però.
E: Se vuoi rispondo, ma devi spegnere il registratore.
(Dopo la risposta a registratore spento, torniamo all'intervista, ndr)
Allora quali sono i piani futuri degli Art Brut?
E: Tour, tour, tour. Andare in tour per sempre.
J: Andare i tour, incontrare nuovi amici, bere birre, conoscere ragazze diverse nei vari paesi...
A voi è capitato durante lo scorso tour di andare in Festival molto grandi, ma anche più intimi, con meno persone, anche qui in Italia. A parte il fatto che chiaramente non siete solo voi a scegliere dove andare, ma visto che non troppe band al vostro livello lo fanno, mi viene da pensare che ci sia anche una vostra volontà nel non perdersi nessuna occasione.
J: Non è una nostra scelta, ma è una cosa che ci piace.
E: Mi piace suonare in entrambe le situazioni, però è bello anche andare in posti meno conosciuti, ma altrettanto belli. Non c'è solo Glastonbury al mondo insomma. Chiaro che è bellissimo suonare davanti a tanta gente, molto cool, però è bello anche quasi poter vedere la faccia di tutti i presenti e capire come li stai coinvolgendo. Non saprei scegliere, mi piace fare entrambe le cose.
Ultima mia classica domanda che faccio quasi sempre: collaborazioni? A voi è capitato di farne una con i We Are Scientists facendo le cover incrociate dei vostri due successi Bang Bang Rock'n'Roll e The Great Escape. Pensiate ci sia spazio per farne di nuove o è stata una cosa occasionale?
E: A me piace molto collaborare, anche se credo che per una band come la nostra la strada più semplice sia il fare delle cover o degli split con altre band. Ci è capitato di fare una cover tutti insieme di Hotel California degli Eagles con i We Are Scientists e The Spinto Band che secondo me era molto bella. Collaborare però è non è una cosa semplice.
J: Se serve però lascio la mia chitarra a qualcuno per un brano eh... Credo che sia già difficile fare un bel brano per conto proprio, figararsi lavorare con altra gente che ha altri stili e modi di fare. Quindi è certamente una cosa molto difficile, però può sempre capitare. Non è che noi siamo pigri.
E: Eheh, sì è questo il discorso, siamo in parecchi quindi difficile pensare di unire altrettanta gente per un brano, anche per lo stile che abbiamo. Mi piace però collaborare ed io a breve lo farò con i Robocop Kraus, sono veramente bravi e se non li conosci te li consiglio assolutamente.
Ultimissima domanda, come scegliete le canzoni per una set list avendo un primo album che è una sorta di greatest hits dove quasi tutte sarebbero da suonare?
J: Diciamo che facciamo diversi cambi tra un concerto e l'altro. Sappiamo che ci sono dei brani che non possiamo lasciare fuori e cerchiamo di metterli dentro, chiaro che tutte non si possono suonare, specie se hai due album come adesso.
E: A volte vado anche a memoria, quelle che mi vengono in mente durante un concerto oppure no. Magari c'è una scaletta, ma in base al momento la cambiano, non è proprio sempre rigidissima.
Dai non ti dimenticherai My Little Brother?
E: Guarda un paio di week end fa me l'ero dimenticata. Beh poi ci ha pensato il pubblico a farmela tornare in mente, ma l'avevamo saltata.
Ragazzi, grazie mille. E' stato un vero piacere, così come lo sarà il vedervi in concerto live. A presto.
E-J: Grazie a te! Ciao!
LINK:
MYSPACE - http://www.myspace.com/artbrut
CASA DISCOGRAFICA EMI MUSIC - http://www.emimusic.it/
Si ringrazia Diana Scalzo e Rossella Leonardi per la realizzazione dell'intervista.
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