Hot Water Music


A cura di josie, Lunedi, 19 maggio 2008



Dieci minuti in compagnia di George Rebelo, batterista degli Hot Water Music, nel pomeriggio che precede l'esibizione della band appena riunita al Groezrock. Ringrazio di cuore Hans, Dirk di Epitaph, Christophe e Thomas di Punkrocktheory.com e Roby per le foto.


Ciao George, è un piacere conoscerti, inutile dire che siamo entusiasti all’idea di vedere gli Hot Water Music suonare questa sera. Domanda banale, come avete deciso di tornare insieme?

Beh, era la cosa che aveva più senso fare date le circostanze: Chuck non stava facendo nulla e The Draft (gruppo parallelo dei tre Hot Water Music George Rebelo, Jason Black e Chris Wollard con Todd "Wonderboy" Rockhillnon alla voce) stavano combinando un granché; ed è successo tutto in maniera molto strana, ci siamo trovati perchè Chuck ci fece una telefonata, poi ci furono altre telefonate ed eccoci qui.
Riunirci sembrava avere un senso: non suonavamo insieme da tre anni, forse quattro, e in quel momento tornare insieme ci sembrava la cosa giusta da fare, perché no, insomma? Perché vedi, quando ci sciogliemmo non fu per risentimenti, tra di noi non c’erano rancori, avevamo soltanto bisogno di un break; eravamo stati on the road per così tanto tempo che avevamo bisogno di un po’ di tempo per noi stessi. Poi il fatto che Chuck abitasse in California e noi altri in Florida ha reso più ovvia la situazione.
Invece quest’inverno ci siamo ritrovati, abbiamo suonato un concerto insieme e quindi deciso che ci piaceva ancora farlo, perciò eccoci qui! Non stiamo in giro così spesso come una volta ma ci puoi veder suonare nei week end, qua e là, non siamo troppo indaffarati...


Ed è stato prima o dopo la decisione di pubblicare la raccolta “Till the Wheels Fall Off”?

Dunque, è stato dopo, esattamente dopo quel concerto: Mark, il nostro amico di No Idea Records, venne da noi con qualche b-side mentre noi avevamo da parte qualche canzone extra tratta da altri album, perciò aveva senso farne qualcosa. Ci dicemmo “perché no?”, così mettemmo le cose insieme e poi tutto venne da sé.


Mi puoi dire qualcosa dell’artwork? Sono curiosa perché mi piace molto e rappresenta un filo conduttore con tutti i dischi degli Hot Water Music; ha un significato particolare?


È opera del nostro amico Scott, Scott Sinclair, con il quale tutti noi siamo cresciuti (date un’occhiata a http://www.myspace.com/sincstudio). Io l’ho conosciuto più o meno a 18 anni, quando lui frequentava una scuola di belle arti; nessuno di noi sapeva disegnare o fare foto, mentre lui era molto bravo. Lui suonava in un’altra band con cui suonavamo spesso, così diventammo buoni amici; Scott si offrì di curare l’artwork per “Finding the Rhythms”, che funzionò perfettamente, e si coinvolse all'istante.
Da un punto di vista strettamente personale è uno dei miei artisti preferiti: siamo felici di essere riusciti a creare questa collaborazione ed è solo un fortunato caso che siamo amici. La collaborazione con lui si è sempre mantenuta su altissimi livelli, se c’era una pezza lui la rattoppava, ha sempre fatto grande arte. La scelta dei suoi lavori non è stata dettata da qualche concept o simbologie particolari, semplicemente ci siamo affidati ad un nostro buon amico che disegna benissimo: tutti noi amiamo e rispettiamo la sua arte, perciò è giusto che sia così, è lui quello ideale.


Fantastico! Invece cosa puoi dirmi riguardo alla scaletta che scegliete di suonare nei live? Ad esempio, ho letto che in una delle date recenti avete scelto ben sette pezzi da “A Flight and a Crash”: c’è qualche connessione con i diversi periodi degli Hot Water Music o è solo un caso?

Beh, quello che facciamo per essere sicuri di includere pezzi da tutti i diversi periodi degli Hot Water Music è uno sforzo consapevole, sai; ma quando ci siamo trovati tutti insieme nella stessa stanza, anche se a dire la verità è stato via e-mail, per cercare di capire quali canzoni avremmo suonato è stato un po’ complicato: perché nei nostri normali show abbiamo molto più tempo per suonare, circa un’ora e mezza, e allora possiamo pensare a 25-28 canzoni da suonare in un set...

…Però!, non sono molte le band che lo fanno!

Già, e allo stesso tempo abbiamo molti dischi da cui attingere, abbiamo forse 110, 120 canzoni registrate, perciò quando ci siamo trovati a decidere quali brani includere in un concerto è stato veramente difficile. Ciò che abbiamo fatto è, a livello individuale, buttar giù una quarantina di pezzi che volevamo assolutamente suonare e di fatto il risultato erano più o meno le stesse canzoni: abbiamo confrontato “questa è ok, questa anche, questa pure” ed è così che siamo arrivati alle scelte definitive.
Comunque non è stato un gioco di forze della serie “ci piace di più ‘A Flight and a Crash’ o suoniamo di meno un altro disco”, semplicemente ci siamo trovati con una lista che comprendeva più o meno le stesse canzoni che preferiamo, ed è stato bellissimo vedere che tutti amavamo gli stessi pezzi!


E riguardo alle vostre preferenze, dal momento che “Hot Water Music” è il nome di una raccolta di racconti di Charles Bukowski, mi puoi dire se questo scrittore è stato di qualche influenza per la band?
Quando leggo i vostri testi rifletto sempre su quanto essi mescolino poesia, autobiografia e consapevolezza sociale, quest'ultima mai troppo esplicitamente…


Già, mai troppo politici, intendi... Sì, io non scrivo nessuno dei testi, ma quello che so è che i ragazzi provano semplicemente a pensare a ciò che sta loro attorno e a quello che capita nelle loro vite e poi scrivono un testo a partire da queste esperienze, cosa che li aiuta a diventare migliori come persone. Parlano dei loro errori, dei loro momenti di felicità o di altro nello stesso modo in cui tutti noi li percepiamo nel nostro cervello, ma il fatto è che sono scritti in una maniera tale che molte persone vi si rispecchiano totalmente, vedi.


Già! Adesso che avete ripreso i vostri impegni come band a che punto sono The Draft e il progetto solista di Chuck?

Ehm, i Draft non stanno facendo molto, in realtà. Siamo stati molto impegnati con gli Hot Water Music e con altre cose, ad esempio Jason sta suonando anche in un altro gruppo e Chris ha appena finito il suo disco solista. I Draft… non direi che non siamo una band, lo siamo, semplicemente non siamo così seri come con gli Hot Water Music, mentre Chuck ha in ballo un po’ di date dopo questo show, un paio di settimane in giro per l’Europa.

Altra domanda molto sentita, adesso che siete tornati insieme avete tra i progetti qualche tour più lungo e, magari, scrivere un nuovo disco?

Sicuramente prevediamo di suonare di più in giro, mentre per quanto riguarda la musica abbiamo tutti pensato a quanto sarebbe fantastico scrivere un nuovo disco, ma dovrebbe essere davvero, davvero, davvero bello. E a causa del fatto che non viviamo nella stessa città potrebbe risultare piuttosto difficile, sai, perché avremmo bisogno di diciamo sei mesi in cui stiamo nella stessa città per scrivere e prenderla con la serietà che serve.


Se davvero scriveremo un altro disco, questo dovrà veramente andare oltre e spazzar via tutto ciò che abbiamo già fatto: ne abbiamo certamente parlato ma ci troviamo anche d’accordo sul fatto che forse adesso non è il momento per farlo.


Per quanto riguarda questo Groezrock come vi sentite? Ci sono anche molte band che conoscete molto bene.

Sì, Alkaline Trio, Strike Anywhere, i Bouncing Souls, che sono qui già oggi anche se suoneranno domani, Anti-Flag... Ci sono un po’ di gruppi che conosciamo da anni, con cui siamo diventati amici e che sono piuttosto pazzi, anche!

E data l’occasione magari salirà sul palco con voi Matt Skiba per suonare Radio

Forse! Non so, non lo so... È già successo prima, chissà!

E perché non anche stasera? …Scherzi a parte, ti ringrazio molto e lascio spazio ai saluti.

Voglio ringraziare tutti quelli che ci supportano e ascoltano la nostra musica, lo apprezziamo davvero tantissimo. È fantastico che questa band sia diventata il mio lavoro, sai, il fatto che ci sia gente che supporta ciò che faccio mi sbalordisce ancora. Non devi mai dare per scontato che ci sia gente che ti segue.
Quando poi vieni a suonare in un festival così grande e vedi la gente che impazzisce... Qualche giorno fa abbiamo suonato in Germania davanti a dodici mila persone e lì sotto cantavano tutti: la sensazione era strabiliante, è folle per me. È fantastico, voglio soltanto ringraziare le persone perché mi permettono di fare quello che faccio.

La sensazione dall’altra parte del palco è la stessa. Grazie mille per i minuti concessi, è stato un vero piacere. Non vediamo l’ora di sentirvi stasera!

Grazie, grazie a voi. Alla prossima.

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