The Wombats
A cura di George, Sabato, 8 novembre 2008
Sono tornati il mese scorso in Italia a raccogliere il successo sempre crescente attorno al loro album di debutto "A Guide To Love, Loss And Desperation" i Wombats, trio di Liverpool che grazie a brani riuscitissimi sta scalando moltissime classifiche di consenso non solo tra gli amanti del mondo indie. Qualche ora prima dello show romano abbiamo avuto occasione di fare una piacevolissima intervista con Tord Øverland-Knudsen, bassista norvegese della band, facendo un po' il punto della situazione ad ora e su quello che aspetta nel futuro del gruppo.
Ciao Tord e grazie mille della disponibilità!
No no nessun problema!
Allora visto che non è la prima volta in Italia questa per voi, partiamo subito dall'aspetto live, quali differenze stai notando in questo nuovo tour sia dalle nostre parti che all'estero? Noti una notevole crescita della vostra popolarità?
La prima volta era stata in locali molto piccoli e molte persone conoscevano giusto qualche brano grazie a myspace, mentre questo tour ci vede impegnati in locali più grandi quasi sempre affollati e la cosa più bella e vedere che adesso in tanti conoscono tutte le canzoni e ci sono i momenti di sing-along davvero fantastici.
Parlando proprio dell'album, ti aspettavi queste reazioni da parte del pubblico per il disco? C'era già attenzione nei vostri confronti ma l'album la ha amplificata tantissimo direi...
Noi abbiamo sempre creduto nell'album e nelle sue canzoni, ma poi in realtà non sai mai se poi tutte le canzoni piaceranno. Il disco ha una logica molto pop di fondo, sono quasi tutte canzoni di facile presa e l'idea era proprio quella di un disco che potesse piacere a tanti, poi chiaramente quando esce non sai se effettivamente avresti raggiunto lo scopo e comunque non pensavo che sarebbe stato così ben accettato da parte di tanti.
Qual'è il segreto dei Wombats che non fanno una musica radicalmente diversa da tanti altri gruppi, eppure poi riesce di raggiungere tanti e soprattutto in tanti paesi europei e non solo nel Regno Unito?
Non saprei... cioè credo che una cosa davvero importante sia stata andare tanto in tour anche prima di firmare un contratto con una etichetta o di registrare il disco. Suonare tanto dal vivo credo che ci abbia permesso di essere conosciuti da tanti anche fuori dal Regno Unito, soprattutto perchè penso che siamo una buona live band. Alcuni gruppi suonano parecchio solo nel Regno Unito sperando che poi grazie al disco sia naturale avere successo anche fuori dal proprio paese, secondo me non è così e questo ci differenzia parecchio da altri.
Com'è stare in tour per così tanto tempo? E' una cosa che trovi naturale e che ti diverte senza problemi o ha creato qualche problema qualche volta?
Per la maggior parte delle volte è divertente, è sempre una cosa bella poter viaggiare ed andare in giro, però fare concerti è solo una piccola parte dell'andare in tour. Certamente ripaga di tutto il resto, ma ci sono delle volte in cui effettivamente ti senti stanco e non puoi tirati indietro chiarmaente. E' successo una volta andando in Giappone, siamo partiti d un concerto e siamo arrivati lì il pomeriggio e senza pausa siamo dovuti andare a fare il soundcheck e poi ancora a suonare per il concerto. In quei momenti è facile stancarsi, essere confusi ed anche arrabbiarsi.
Quindi prima di registrare secondo disco, che state già scrivendo immagino visto che anche qui a Milano avete suonato qualcosa di nuovo, vi prenderete un po' di pausa giusto?
Sì, penso che prenderemo intorno a fine anno un po' di pausa per una vacanza e credo che sia importantissimo anche per stare un pochino separati tra di noi visto che negli ultimi tre anni abbiamo in pratica convissuto quotidianamente condividendo tutto, dai pranzi a dormire in un bus. Ci incontreremo poi con il nuovo anno per scrivere un po' di pezzi nuovi e cominciare il disco.
Qual'è stato il più bel concerto dei Wombats secondo te?
E' davvero difficile scegliere un concerto. Alcuni festival questa estate in cui abbiamo suonato davanti a tantissime persone sono stati momenti incredibili e credo un po' dei punti massimi della nostra carriera dal vivo finora. Ci piace però tantissimo anche suonare in locali piccoli, dove c'è intimità con il pubblico e puoi anche conoscerli a fine concerto.
Quale è stata secondo te la canzone chiave per la carriera dei Wombats? Magari non la tua preferita, ma quella che una volta composta ti ha fatto pensare che effettivamente avevate in mano un pezzo in grado di colpire?
Beh credo che in qualche modo Let's Dance To Joy Division sia un po' il brano simbolo per noi. Generalmente è stato uno dei primi successi ed era uscito in Inghilterra in contamporanea con il film su Ian Curtis, anche se in realtà non c'entrava niente. Le prime volte che la suonavamo dal vivo vedevamo una reazione del pubblico diversa dal solito, come se li colpisse molto di più ed in modo diverso da tutto quello che avevamo suonato fino ad allora.
Come avete scelto quella canzone come singolo un anno fa?
Uhm non saprei dirti il perchè, l'etichetta pensava che fosse una canzone particolarmente bella ed eravamo sostanzialmente d'accordo. E' una canzone divertente, che coinvolge parecchio il pubblico anche solo ascoltandola quindi era una scelta abbastanza naturale. E' stata comunque una scelta abbastanza spontanea così come poi lo è stata Moving To New York ad esempio.
Pur essendo passati anche voi in copertina su NME siete rimasti un pochino fuori dal giro delle band enfatizzate settimanalmente dal magazine britannico, è stata una vostra scelta o qualcosa che è successo ma al quale non date nemmeno troppo interesse?
No, non penso sia stata una nostra scelta il non essere seguiti troppo da NME, cioè le varie discussioni tra i gruppi che ci possono essere in Inghilterra e che permettono di vendere sono sì create dai giornali, ma in realtà sono gli stessi gruppi a volerla accettando di rilasciare dichiarazioni di un tipo piuttosto che di un altro. Purtroppo spesso ci son gruppi che prima vogliono finire su NME e poi crearsi dei fans, mentre noi prima abbiamo avuto i fans e poi è arrivato anche NME. Penso sia molto importante stare per conto proprio e curare i propri interessi, senza preoccuparsi troppo di come si viene presentati dai gioranli. C'è così tanto lavoro da fare nell'essere in una band che volersi occupare anche di come si finisce sui giornali mi pare una perdita di tempo.
Arrivare da una città come Liverpool vi ha creato qualche difficoltà all'inizio per emergere oppure no?
No, non direi anche perchè non abbiamo mai fatto di quella scena che generalmente può definire Liverpool, siamo sempre rimasti un pochino estranei alla cosa ed in realtà non conosciamo nemmeno troppi gruppi di Liverpool perchè abbiamo sempre preferito andare a suonare ovunque ci capitasse senza concentrarci solo su quella zona e quella scena.
L'ultima cosa: come immagini il secondo album?
Come ti dicevo prima ci troveremo per scriverlo ad inizio 2009, quindi adesso non saprei come potrebbe essere però siamo aperti ad ogni possibilità: cioè potrebbe essere rock, country o pieno di ballad oppure presentare alcune soluzioni da disco o elettroniche. In realtà potrebbe uscire in ogni modo, ma di fondo manterrà il nostro stile; mi piacerebbe pensare che comunque, anche se con brani molto diversi, la gente ascoltando un pezzo riconosca subito la nostra mano, riesca subito a definire che è una canzone dei Wombats.
INFO:
http://www.thewombats.co.uk/
http://www.myspace.com/thewombatsuk
Si ringrazia Laura - Comcerto per la realizzazione dell'intervista.




