The Banshee


A cura di Salford, Sabato, 20 dicembre 2008


La musica indipendente di solito non tende a dare molte soddisfazioni al popolo italico, o quantomeno non in modo plateale. A sfatare il mito ci hanno pensato pochi giorni fa i genovesi The Banshee che, dopo essere stati citati insieme ai Canadians tra le band da tenere l'occhio sul NME, si sono visti recapitare da Tom Robinson della BBC6 il titolo di miglior album dell'anno con il loro " Your Nice Habits ". Prima del soundcheck al Lio Bar di Brescia abbiamo raggiunto telefonicamente Jago, voce e chitarra della band.

 

Ciao Jago, allora qualche domanda su questo nuovo lavoro, " Your Nice Habits " che di soddisfazione ve ne sta dando, no?
Sì, sì ne sta dando, non so se hai saputo l'ultima...

Sì ho saputo, appunto! Voglio dire per una band italiana è una roba grossa, come ti senti?
Sì, è una figata! Guarda anche noi siamo increduli onestamente, lo dicevo anche prima agli altri, cioè cazzo tra tutte le band del mondo io non avrei certo scelto noi! No vabbè scherzi a parte è una cosa veramente inaspettata perché, sì ci avevano passato dei pezzi sulla BBC, però questa cosa ci mette a confronto con tutta la musica che passa per di là, tutta la musica del mondo ed essere scelti così è davvero un onore.

Tra l'altro voi con l'Inghilterra avete questo filo diretto, prima il NME, poi la BBC, avete suonato lì, produttore inglese ( Luke Smith, ex Clor NdSalford ) e poi siete nelle mani di Monica Melissano che in quanto a musica britannica ne capisce abbastanza direi.
Sì, è un rapporto che è iniziato così con la cosa del NME e poi abbiamo avuto occasione più volte di andare a suonare in Inghilterra e abbiamo creato un po'di contatti alla fine ed abbiamo iniziato a lavorare con un po'di persone come Luke Smith che è di Londra e tutte queste visite che abbiamo fatto lì han portato un po'di novità e cerchiamo di combinare qualcosa anche là

Tra l'altro nella nuova scena italiana si è creata molto questa connessione con l'Inghilterra per quanto riguarda la musica dato che tanto The Banshee come altre band ricordano nelle sonorità molto questo " indie " britannico; però ho letto in giro che molti ne parlano anche non bene puntando contro il fatto che in Italia si arriva sempre dopo sulle cose, forse non sempre è giusto.
Penso che la cosa più che vista male è poco considerata, dai media da una parte, e anche da quelli che storicamente fanno la musica in Italia che sono molto legati alla tradizione italiana alla quale noi non ci rifacciamo. Ti dico, è una cosa che non ci appartiene, non che la tradizione ci appartenga di più però come tutte le band europee viviamo del contatto che viviamo con tutta la musica del mondo grazie a myspace, webradio e non è più un legame a filo diretto con il posto in cui vivi, ma sei da una parte costretto, da una parte invogliato a confrontarti con tutto il mondo. Diciamo che non siamo mai stati legati territorialmente al nostro paese, alla nostra città per quanto riguarda il lato musicale ma ci inseriamo in un contesto almeno europeo.

Per quanto riguarda il lato strettamente musicale dell'album in " Your Nice Habits " c'è un uso maggiore dell'elettronica, è stata forse la mano di Luke Smith che comunque, considerati anche i suoi trascorsi con i Clor, di elettronica ne mastica abbastanza.
Noi avevamo già iniziato a scrivere pezzi usando il sintetizzatore ma poi in studio lui ha lavorato insieme a noi, abbiamo scelto una sonorità un po' più sfaccettata rispetto a quella del primo disco con l'utilizzo di strumenti elettronici, effetti, campionamenti ci ha fatto esprimere al meglio. Diciamo che è un primo passo verso una strada che abbiamo iniziato con lui e che stiamo percorrendo sperimentando utilizzando computer e campionatori nella scrittura di musica nuova in questo periodo quindi. Si può parlare dell'inizio di una nuova fase.

Tra l'altro secondo me il suono è più compatto rispetto a " Public Talks " e soprattutto più riconoscibile
Sì, io credo che da punto di vista compositivo ci siamo evoluti e siamo cresciuti e questo si sente nel disco nuovo e la produzione è decisamente più attenta, più accorta ed anche artisticamente di ottimo livello e poi abbiamo cambiato batterista e passando l'esame di tantissimi concerti abbiamo creato un feeling tra di noi che è andato crescendo.

A Gennaio uscirà il nuovo singolo, " People Around " con video annesso, cosa ci puoi anticipare?
Allora il video è un video che abbiamo girato con Stefano Bertelli che ha appena vinto il premio come miglior video al MEI ed è un video che abbiamo girato in una spiaggia a 4°C in canottiera e buttandoci anche in acqua, per cui c'è della sofferenza e si vede però c'è tanta ironia però è un'immagine molto bella. Sono molto contento di come è venuto fuori questo video perché ha veramente una luce particolare poi ora quando ti capiterà di vederlo vedrai che gioca molto con il concetto dell'irrealtà, dello sdoppiamento a livello ironico ed è molto accentuato dalle luce particolari che ci sono in quel momento. Normalmente se pensi alla spiaggia pensi sia estate, il sole, la gente che fa il bagno ed invece eravamo lì in una spiaggia invernale con una luce gelida ed i tronchi portati dalla marea a fare da sfondo e questo dà un po' un clima surreale che ci sta molto bene secondo me con il pezzo.

Ho letto in diverse interviste che con Genova non sembrate avere un bel rapporto e che non c'è una scena, ma c'è almeno uno scambio tra le le band che sono riuscite ad amergere come voi, gli Ex-Otago, i Port Royal?
Mah ti dico, è vero che ci sono diverse band valide che sono uscite da Genova e che hanno ottenuti buoni risultati ma purtroppo ti confmero quello che ho detto altre volte. A Genova quello che manca sono i locali per riunirsi e per creare scena, manca una radio cittadina, manca un centro di aggregazione per quelli che seguono la musica, almeno quella come la vediamo noi. Non voglio parlare male della mia città perché è una città che adoro e nella quale mi trovo bene per altre cose, per quanto riguarda anche l'attenzione che viene rivolta ai giovani da parte delle istituzioni è molto scarsa ed i locali continuano a chiudere. Questo è un fatto molto negativo, in particolare per le band che magari non hanno la possibilità di andare a suonare fuori città o che magari iniziano a suonare e non hanno un posto dove potersi riunire e potersi far le ossa e che è fondamentale per l'esistenza di una scena, cioè un circuito in cui ci si possa confrontare.

A Febbraio vedo che inizierà una nuova parte del vostro tour europeo, sarete ancora in Inghilterra e Belgio o toccherete altre nazioni?
Saremo prima in Austria e poi Germania, Danimarca, Belgio, Olanda, Svizzera e poi a Marzo torneremo in Inghilterra.

Bene, quindi il verbo de The Banshee continua ad espandersi in tutta Europa
Speriamo di sì!

Ora l'ultima domanda che io in realtà non farei mai però fa molto giornalista fico di giornale importante, per quanto stupida. Siamo quasi a Natale, cosa vorresti trovare sotto l'albero?
Ahah mah, vorrei, non so se risponderti in maniera ironica o per davvero. Vorrei che questo regalino che ci ha fatto la BBC ci porti più fortuna possibile. Diciamo che il regalo lo abbiamo già ricevuto ed è questo insomma, un regalo spacchettato in anticipo, come quando andavi a vedere nell'armadio dei genitori, e noi abbiamo fatto più o meno così e speriamo ci porti fortuna.

Magari un bel festival estivo in Inghilterra, di quelli grossi...
Magari!

 

Si ringrazia Monica Melissano @ Suiteside e The Banshee

Pic by  Frame Zero


Contenuti correlati