Argetti


A cura di Rent, Giovedi, 29 gennaio 2009


Cosa vi ha fatto maturare rispetto In My Shoes?

I pezzi sono più studiati e ricercati, d’altronde abbiamo dedicato molto più tempo a Flags of Karma. Ci siamo presi una bella pausa dai live e per un bel po’ abbiamo pensato solo al disco. Poi sicuramente il fatto di aver lavorato con Icio all’Hate Studio ha contribuito ad un risultato migliore.


Quali sono secondo voi le differenze piu palesi tra i due dischi?

Il suono, la struttura delle canzoni, la melodia. Penso che le canzoni dell’ultimo disco entrino più facilmente in testa, infatti siamo stati più attenti anche alle linee vocali.

 

Come definite con una parola la vostra ultima produzione?

Sincera.

 

Molti vi hanno investito porta-bandiera del rinato punk italiano,come vi ponete riguardo a questa affermazione?

Ci riempie di orgoglio, ma penso anche che di strada ce ne sia ancora da fare. Ci piacerebbe davvero che questo genere fosse rinato. All’estero ci stiamo accorgendo che le cose funzionano, mi auguro che la situazione continui a migliorare anche in Italia anche se qui è sempre un po più difficile.

 

Ho avuto il piacere di sentirvi live un paio di anni fa,rimanendo stupito della potenza ed energia rispetto alla vostra giovane età.Ritenete che la vostra zona di origine(nord-est)influisca sull' economia qualitativa dei gruppi da li provenienti?

Senza dubbio! Siamo cresciuti ascoltando e vedendo spesso all’opera buone band. A New York avevano i Ramones  a Vicenza i Derozer, per noi era la stessa cosa. Se ti piace un certo tipo di musica penso che assistere a certi show a 16 anni non può non condizionarti in positivo. Ho ancora davanti agli occhi concerti deliranti di 10 anni fa!

Se attualmente ci sono buoni gruppi dalle nostre parti è dovuto anche a questo e penso che da questo punto di vista possiamo ritenerci fortunati.

 

Quale criterio usate nel songwriting?

Di solito si parte da giri di chitarra poi basso e batteria. Le voci generalmente sono l’ultimo pezzo del puzzle, anche se ultimamente stiamo provando a partire da linee vocali.

 

Cosa vi ha portato al cambio di etichetta tra il disco di esordio e la vostra seconda produzione?

Volevamo fare un salto di qualità anche con l’etichetta e devo dire che la scelta è stata azzeccata. Siamo felici della collaborazione con Noreasonrecords tanto più che ci ha portato a lavorare con altre etichette straniere, permettendoci cosidi avere una promozione migliore. 

 

Nei testi delle vostre canzoni le tematiche sono le piu svariate,nonostante non ci sia mai un attacco diretto a qualcosa.E' un imposizione che vi date o una casualità?

Non ci siamo mai detti: “Non dobbiamo identificare un nemico preciso” Ideologicamente la pensiamo tutti più o meno allo stesso modo, se Guido scrivesse dei testi non condivisi da tutti non faremmo nemmeno la canzone e probabilmente non suoneremmo più assieme. Nei testi descriviamo quello che ci accade attorno, certo a volte sono critiche, perché quello che vediamo è lontano dal nostro modo di pensare. 

 

Ritengo il testo di All the Seconds in a Century quanto mai azzeccato,a cosa si riferisce?

Si riferisce a una condizione alla quale ci sentiamo in qualche modo vicini. Per molte persone confrontarsi con la routine quotidiana non è una cosa facile, a volte devi accettare/fare qualcosa che non ti va, ti può sembrare tutto tempo buttato. Allo stesso tempo però devi guardare avanti e saperti ritagliare un tuo spazio, perché ci saranno altre opportunità e le cose andranno per il meglio.

 

Impressioni sul vostro prossimo tour in inghilterra?

Siamo molto felici di tornarci, anche perché al di là dei live abbiamo conosciuto ottime persone. Nel passato tour le date erano già andate molto bene, speriamo la cosa si possa ripetere. Non vediamo l’ora!

 

Ragazzi vi faccio i miei migliori saluti,una battuta conclusiva per i lettori di troublezine?

Grazie a voi dello spazio! Ogni tanto date un’occhiata al nostro myspace, tra non molto ci sarà una novità...

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