16.08.2008 V Festival - Day 1@ Hylands Park, Chelmsford UK
Ci si sente quasi in colpa a passare le vacanze in terra di Albione e non fare tappa ad un festival. Quest'anno abbiamo lasciato a casa i sensi di colpa scegliendo il V Festival, nell'edizione di Chelmsford - Essex, per due giorni a base di: beer, fun and rock and roll.
Narra la leggenda che fu Jarvis Cocker a scegliere nel lontano 1995 le doppie location, Chelmsford appunto e Stanfordshire e solo tornati a casa scopriremo che mai Chelmsford fu località migliore... per ovvi motivi metereologici.
La giornata di sabato 16 Agosto inizia con i migliori auspici: il sole splende alto su Chelmsford e sulle nostre teste, un ultimo ripasso al time-table prima di dirigerci baldanzose verso l'area festival, varcati i cancelli è d'obbligo riprendere in mano il time-tible perchè orientarsi tra i cinque palchi ufficiali più vari ed eventuali risulta un po' più complicato del previsto, ma tempo un paio d'ore e ci confondiamo con gli autoctoni. Il V Festival comincia ufficialmente per noi alle 13.40, dove sul main stage si esibiscono i Futureheads(6.5). La folla è già abbastanza compatta quando la band inglese attacca con le note di Yes/No, tratto del meno riuscito album 'News And Tributes'. Un inizio un po' scialbino per una band dalla quale mi aspetto un impatto più rockandroll ma subito i quattro raddrizzano il tiro con Decents Days And Decents Nights e il pubblico si scalda davvero. Seguirà una scaletta che amalgama discretamente brani tratti dal secondo e dall'ultimo godibilissimo album, 'This Is Not The World', dove soprattutto il primo singolo The Beginning Of The Twist strappa il plauso più sentito dei presenti. Poche le canzoni tratte dal primo, peccato. Salutiamo festosi i Futureheads per spostarci in fretta e in furia dagli Shed Seven (7) al 4Channel Stage, dove è già nell'aria il momento nostalgia anni '90 che tra Ian Brown e i Verve non mancherà di venire a trovarci. La band di York si dimostra sin da subito una delle carte vincenti del festival, regalando momenti pelle d'oca con Chasing Rainbows e nel complesso dà una lezione canora e di vita a varie band di ultima generazione presenti qui all'Hylands Park. Semplicemente straordinari.
Decidiamo di fermarci al 4Channel stage per assistere per qualche minuto all'esibizione degli Hold Steady. La band americana sul palco conferma la sensazione di indifferenza che mi portavo da casa, trovandoli ancora una volta troppo americani per un festival inglese, decido così di andare a vedere cosa combinano i Tokyo Police Club(6) al tendone Union. Il giovane quartetto canadese, fresco di debutto, colpisce piacevolmente. Il post-punk lineare e un po' british che sta alla base del loro sound dal vivo acquista una nuova dimensione, risultando vivo, carico e coinvolgente. Questo mi fa ben sperare nel futuro della band, sulla quale comunque pesa la giovanissima età.
Sono da poco passate le 15.00 quando torniamo al V Stage e sul palco sono già attivissimi i Lostprophets. La band gallese dal nu-metal ha virato ad una concezione più emo della musica, ma non siamo certo qui a giudicare le scelte stilistiche, purtroppo. Il pubblico che balla, canta e si scatena sotto il main stage è veramente tanta, sono quasi sconcertata dal successo della band che comunque dal vivo trascina e se la cava più che egregiamente, trovando su quel palco la sua vera dimensione. Fortunatamente per me i Lostprophets salutano il pubblico entusiasta e noi guadagnamo posizioni visto che a breve sullo stesso palco saliranno i Maximo Park (7). Il sole si fa sentire e in barba alla teoria che in Inghilterra piove ogni giorno l'unica cosa che copiosa cade dal cielo sono le birre lanciate in aria, per la gioia delle magliette bianche, ma poco importa quando Paul Smith e il suo immancabile completo salutano la folla. Ancora una volta i Maximo Park ci regalano un concerto ai massimi livelli, nonostante i suoni siano bassissimi che quasi faccio fatica a riconscere l'attacco delle canzoni, alternano i due album senza mai abbassare la guardia, raggiungendo con la doppietta 'Our Velocity'/'I want you to stay' l'apice del live. Impossibile stare fermi. Impossibile non restare insensibili Smith e compagni, che concedono anche un assaggio delle nuove canzoni. Poi dal fondo sentiamo spingere e capiamo che è giunto il momento del gran finale con Apply Some Pressure e niente sarà come prima: dal cielo oltre alla birra inglese voleranno gli inglesi stessi, ma è tutto così meravigliosamente adrenalinico.
Dopo una breve sosta ai box, troviamo un posto tranquillo dove decidere con calma il prossimo concerto. L'alternativa è tra i Twang alla JJB Arena e i Kooks ancora al V stage, vincono i Kooks(4), dato che dopo di loro suoneranno gli Stereophonics. Che dire. Mi dirigo al main stage pronta a cambiare radicalmente la mia scarsissima opinione sulla band di Brighton perchè, mi ripeto, alla fine Naive è una bella canzoncina. Niente da fare. Mi porto a fatica vicino al palco mentre una folla sempre più numerosa e guarda con gli occhi dell'ammore il riccioluto cantante, e continuo a non capire. Canzoni piatte, soliti stanchi giri di chitarra, il secondo album che dal vivo è quasi più imbarazzante, si salvano giusto per i singoloni 'Naive' e 'She moves in her own way' e poi il nulla, ma agli inglesi piace così, questa è la dura realtà che vedo con i miei occhi e perdonerebbero all'insopportabile Luke Pritchard qualsiasi cosa, io però no e confermo la mia teoria che li vede come una delle band più inutili del mondo, ma per fortuna stanno già salutando. Addio Luke, a mai più.
Alle 19 aspettiamo sotto in meraviglioso tramonto l'inizio di uno degli ultimi due concerti della giornata. La stanchezza si fa sempre più sentire ma l'adrenalina è in circolo e aumenta al pensiero che nelle passeremo le prossime tre ore in compagnia di Stereophonics e dei Muse, ma per ora le nostre energie sono tutte per gli Stereophonics(8).
La band gallese non delude le aspettative di un grande live, suonando magnificamente bene per oltre un'ora e regalando momenti eccezionali soprattutto sui singoloni, da It Means Nothing a Have a Nice Day, e quando il magaschermo ci regala l'immagine del tramonto dietro a Kelly Jones che da solo canta con la sua chitarra 'Maybe Tomorrow', beh, non c'è sensazione che può essere paragonata. Gran finale con una dei migliori brani della band, 'Dakota', e mi chiedo ingenuamente se Matt Bellamy e soci riusciranno a fare di meglio.
Restiamo al V stage per i Muse appunto, mentre gli altri headliner sono Prodigy al 4Channel Stage e Ian Brown alla JJB Arena, ma pare che i Muse hanno chiesto di fare atterrare un ufo al V e voglio sapere come va a finire. Si spengono le luci e dalla nostra dimensione ci trasportiamo in quella della band. Premessa: io faccio parte dela categoria di persone che considera i Muse grandi musicisti, ma troppo pomposi e sorridevo quando mi sentivo dire 'Matt Ballamy vince a mani basse su tutti'. Dalle 22 di sabato 16 agosto io faccio parte di quella categoria di persone che durante un live dei Muse si trova completamente paralizzata perchè, cazzo, sono la migliore live band del pianeta. 'Black Hole and Relevation' si alterna agli album precedenti, ma la sensazione è che anche un minuto di silenzio sarebbe stato interpretato in maniera leggendaria e non è solo la scenografia, le luci e la batteria che batte nello stomaco a rendere i singoloni come Feeling Good e Hysteria così indimenticabili questa sera. Poi ti giri e vedi centinaia di volti che stanno pensando la stesa cosa e i brividi scorrono lungo la schiena. Finale che da solo vale l'intera giornata con Plug In Baby e Knights Of Cydonia. Le luci si riaccendono e l'ipnosi, forse, finisce. Niente ufo, anche se sospetto si trattasse di Bellamy stesso.
Stanchi, anzi stravolti ci dirigiamo alla base. Niente birra dalle 22,30, ma siamo ancora rapiti dai Muse che passa tutto in secondo piano.
La prima giornata e già passata e ci addormentiamo con un interrogativo: chi saranno i nostri headliner domani tra Chemical Brothers, Kaiser Chiefs, Guillemots e Verve?
Appuntamento alla prossima puntata.
Prossimi Concerti
- 08/11/2010 The Vibrators @ Lazzaretto, Bologna
- 07/11/2010 The Vibrators @ Traffic, Roma
- 05/11/2010 The Vibrators @ Mach 2, Schio (VI)
- 04/11/2010 The Vibrators @ United Club, Torino
- 30/10/2010 No Age + Abe Vigoda @ Covo, Bologna
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