18.12.2009 Il Teatro degli Orrori @ Unwound, Padova

A cura di George, 23 dicembre 2009

Live report a cura di Silvia Ghisi

Una lunga attesa prima che Pierpaolo Capovilla e gli altri "attori" del Teatro Degli Orrori - Giulio Favero, Gionata Mirai e Francesco Valente - escano sul palco e attacchino, dopo una breve intro, Direzioni diverse davanti a un club gremito nonostante le pessime previsioni meteo (fuori la temperatura è di parecchi gradi sotto lo zero e la neve non tarda ad arrivare), che facevano temere un forfait del pubblico.
È uscito da pochi mesi, a fine ottobre, il loro nuovo album "A sangue freddo", il secondo del gruppo dopo "Dell'impero delle tenebre" (2007) ed è tratta proprio dall'ultimo lavoro la maggior parte dei brani della scaletta.

Dopo l'inizio "tranquillo" la serata prende sempre più vita con Per nessuno, Mai dire mai... fino a Padre nostro (una versione rivisitata e "corretta" di quella più famosa...). L'apice si raggiunge con la famosa title track A sangue freddo, dedicata allo scomparso Ken Saro Wiwa "un eroe dei nostri tempi" (per chi non lo conosce Pierpaolo ne racconta brevemente la biografia e invita a cercare su wikipedia la sua vicenda tragica). Capovilla non si trattiene dal commentare la situazione della nostra Italia alla deriva, un Paese populista, autoritario, ignorante e sempre più popolato da gente sola. Il nuovo album è intriso di politica, di poesia iperrealista, di amore e di passioni letterarie (una delle canzoni è dedicata a "Majakovskij"), caratteristiche che fanno del quartetto un gruppo rock di qualità, profondo e mai superficiale.

Pierpaolo dall'alto della sua lunga esperienza di frontman si dimostra un animale da palcoscenico: fa stage diving per ben tre volte (lasciandosi trasportare in giro dal suo pubblico), cerca un contatto, canta giù dal palco in mezzo alla folla, interagisce, chiacchiera, si agita e usa il cavo del microfono come una frusta. Francesco batte e pesta con bravura e maestria, che non mancano a nessuno dei componenti, l'impeccabile produttore Giulio "ragno" Favero è al basso e Gionata chiude gli occhi, suona ispirato la sua chitarra mancina con una sigaretta in bocca e ogni tanto si lancia in energici salti. Il pubblico risponde impazzito e delirante durante tutta l'ora e mezza di concerto, ed è un piacere vedere un riscontro tale con tanto di pogo, gente che si dimena, cade e si rialza. C'è da dire però che il gruppo in Veneto "gioca in casa" e da queste parti sono talmente seguiti da spingere gli aficionados ad affrontare le intemperie peggiori.

L'acustica - ahimè - non è delle migliori: il suono è saturo e la potenza è forse eccessiva per un locale non tanto vasto come l'Unwound, la voce non si coglie a pieno, ma questi diventano i dettagli tecnici e secondari di una serata esplosiva e magnetica. Per chi, come me, soffre di nostalgia per gli One Dimensional Man (di cui facevano parte 3/4 del TDO) consiglio, per cura, di farvi prescrivere una sana e periodica dose di teatro degli orrori!

Setlist:

Direzioni diverse
Terzo mondo
Per nessuno
Mai dire mai
Vita mia
Dio mio
E lei venne
? colpa mia
Il turbamento
Majakovskij
Padre nostro
A sangue freddo
Due
Teresa
La vita breve
La canzone di Tom

Die Zeit


Commenti

scrivi nuovo commento
Nuovo commento
Per poter lasciare un messaggio devi prima aver effettuato il login
Troublezine.it on Facebook

Articoli Correlati

News

Recensioni

Interviste

Live Report

On the road

Column

Foto

myTrouble



Cerca