17.12.2009 Ruiner @ Blogos, Casalecchio Di Reno (Bo)
L’ultima tappa, in questa freddissima Italia, dei Ruiner si è svolta in quel del Blogos, locale subito fuori Bologna che, ha cercato di offrire una serata dove accogliere aimè, i pochi avventori che hanno avuto il coraggio e la voglia di non mancare, per rendere omaggio alla band di casa Bridge Nine. Perdo purtroppo per intero il live show dei Welcome Back Soldier perché indaffarato con l’intervista al cantante Rob Sullivan. Ma riesco a vedere le altre due band di supporto, quali Desire Before Death e Dead Return.
I primi, modenesi, hanno presentato al pubblico il loro Ep d’esordio intitolato “In The Eyes Of Tragedy” e anticipato alcuni brani del prossimo full lenght che inizieranno ad incidere a inizio 2010. Il sound del quintetto modenese esprime un graffiante metalcore, più metal che hardcore, ma ben fatto e tecnicamente apprezzabile, anche dal pubblico ancora particolarmente infreddolito.
Dopo aver messo il naso fuori e constatato che la neve continua incessantemente a cadere, rientro per vedere il live degli altoatesini Dead Return. I ragazzi di Bolzano ci danno dentro come possono per scaldare gli animi sulle note dell’ottimo hardcore di nuova generazione con chiari ritorni di suono all’old school: cori e sing along, stop and go e grandi e devastanti parti beat down. Anche i Dead Return sono qui per presentare il loro primo album intitolato “Scars Of Time”. Le tracce Devil’s Embrace e Endless Times mi hanno particolarmente colpito per la potenza delle chitarre e la grinta del cantante. Chiudono in positivo un’esibizione con pochissime sbavature.
Finalmente arriva il momento della band proveniente da Baltimora, ma purtroppo la sala non è riuscita a riempirsi. È davvero un peccato che una band così interessante, che il giorno prima ha fatto il tutto esaurito a Roma, qui debba suonare davanti ad una quarantina di persone. Ma è questo lo spirito dell’hardcore, suonare per il solo gusto di farlo, di trasmettere ciò che si ha da dire; e i Ruiner ne hanno di cose da dire, statene certi.
Presentando il loro nuovo album “Hell Is Empty”, la band capitanata da Rob Sullivan parte in grande stile con un nuovo pezzo, Meat, e subito dopo con quello che per me è il loro anthem: The Live We Fear. L’hardcore dei Ruiner è più mentale che fisico, più introspettivo. Cerca di scavare nel nostro io per dare una ragione ai nostri mali. La rabbia, la passione e la disperazione che trasudano nelle note e nei testi dei Ruiner rappresentano una valvola di sfogo impressionante per chi li ascolta, ma è anche visibile attraverso i membri del gruppo, che mostrano tutta la loro carica emotiva nel live show. Oltre all’ultimo album i Ruiner sfoderano anche alcuni pezzi di “Prepare To Be Let Down”, album davvero ben riuscito.
Purtroppo la serata non vuole saperne di decollare, forse per la poca affluenza che non riesce a “scaldarsi”, ma il nostro Rob non ci rimane male, anzi cerca di coinvolgere il pubblico e li ringrazia per aver comunque partecipato alla serata. Credo che, anche se chi era lì con me non abbia dato prova di partecipazione nel pit, in cuor suo abbia apprezzato le canzoni e l’esibizione dei Ruiner, perché la band ha davvero dimostrato di meritarsi tutto il mio rispetto e spero, anche dell’intero pubblico.
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