23.01.2010 The Leisure Society @ Locomotiv, Bologna
Live report a cura di Antonio Paolo Zucchelli
Il Locomotiv Club si trova all'interno di un piccolo parco al centro di Bologna, che comprende anche il dopolavoro ferroviario e dove è sita una vecchia locomotiva dalla quale il locale prende il nome.
Questa sera si esibisce una delle band più interessanti della nuova scena folk inglese, The Leisure Society. Vengono a presentare il loro ottimo album d'esordio ‘The sleeper', uscito lo scorso marzo su Wilkommen Records e poi ripubblicato insieme ad un nuovo EP chiamato "A product of the ego drain" in ottobre attraverso l'etichetta Full Time Hobby.
Il gruppo britannico è capace di proporre ricche e suadenti armonie e di miscelare l'uso degli strumenti in modo da ricavarne delicati e piacevoli suoni. L'iniziale The darkest place I know è perfetta per iniziare la serata con le melodie più soffici, dove le leggere percussioni sono accompagnate dal suono del violino, Love's enormous wings parte con voce, corde e piano e lascia poi spazio anche agli altri strumenti con un conseguente innalzamento del ritmo. In A short weekend begins with longing la chitarra acustica e la splendida voce di Nick Hemming, unite ad un sottofondo composto di violino e violoncello, sono capaci di regalare lussureggianti armonie dal sapore antico. La velocità diminuisce ulteriormente durante The last of the melting snow, il pezzo più lento tratto da "The Sleeper" e primo loro singolo ufficiale uscito in Gran Bretagna: introdotta da piano e flauto e poi abbondantemente arricchita dal prezioso violino di Mike Siddell, questa canzone si protrae per tutta la sua durata a ritmi bassissimi, donando a chi ascolta un malinconico senso di pace e tranquillità, che sembra perfetto per l'attuale stagione. La triste We were wasted racconta dei tempi in cui il polistrumentista Nick aveva problemi con la droga e anche la musica risente di questa infelicità. Hemming dedica Cars, cover di Gary Numan a tutti i presenti provenienti da Firenze, qui la parte strumentale è estremamente ricca e il risultato ottenuto è molto armonioso. In A fighting chance, dopo un intro composto dal solo piano, l'entrata della chitarra elettrica, insieme a qualche gioioso coro, comporta un conseguente aumento della velocità.
Stasera The Leisure Society propongono al pubblico bolognese ben tre pezzi nuovi: due di essi sono classici pezzi folk, acustici e tranquilli, l'altro è, invece, sorprendente: si tratta infatti di una traccia carica di energia, allegra, con la chitarra elettrica in grande evidenza e la presenza di battiti di mani, e vede Hemming giocare a fare la rockstar. Il futuro della band si fa veramente interessante.
Quella piccola perla pop che porta il nome di A matter of time, definita dalla stessa band come la loro canzone migliore, oltre che la più lunga presente sull'album d'esordio, è la giusta conclusione di un set che, dopo i piccoli problemi tecnici iniziali, presto risolti, mi sembra abbia lasciato soddisfatti i circa 160 presenti. Negli encores Nick trova anche il tempo per rendere omaggio a una band a cui deve tantissimo, vale a dire i Beatles, con la solare cover di Something.
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