25.01.2010 Dropkick Murphys + Sick Of It All + The Mahones @ Alcatraz, Milano

A cura di MaxRozzo, 7 febbraio 2010

Era annunciato un possible sold out, e così è stato.
Del resto quando nella stessa sera sono previsti sul palco due nomi big come Dropkick Murphys e Sick Of It All non ci vuole questa gran immaginazione per prevederlo. Ma andiamo con ordine.
L'inizio è previsto per le 20, arrivo giusto 5 minuti prima e, puntualissima, attacca la opening band. Sono i Mahones, canadesi in giro ben dal 1990 che io non avevo mai sentito prima d'ora, che si esibiscono davanti ad un pubblico non ancora numerosissimo che però annovera un discreto numero di loro fans, che in breve danno inizio alle danze. La band propone infatti un celtic-irish-punk che va a braccetto con il suono dei DKM è che è l'ideale per ballare sotto al palco. Suonano poco meno di mezz'ora, chiudendo con Drunken Lazy Bastard (che deve essere la loro hit o giù di lì) e lasciandomi una buona impressione (al pari di quella lasciata dalla notevole tipa alla fisarmonica!).
Sul palco compaiono gli stendardi dei Sick Of It All e sotto si fanno avanti i giovani hardcore kids  che per una quarantina di minuti interromperanno le danze con un po' di sano pogo (anche se la mia impressione è che comunque per i SOIA ci sia meno gente).
Non li vedevo in azione dall'estate del 2006, con "Death To Tyrants" appena uscito, e come in tutte le precedenti occasioni la band dei fratelli Koller non mi ha deluso, anche se è vero che questa volta non mi ha dato quella sensazione di stare di fronte alla più grande live band del pianeta. Da dire anche che i volumi erano troppo bassi e questo li ha penalizzati non poco. 
Direi che mi sono parsi normali, il che significa comunque un ottimo live set spaccaossa, aperto (mi pare) con Good Lookin' Out e in cui al quinto pezzo (dicasi Step Down, subito dopo Call To Arms) mi sono fatto travolgere fino alla fine. In ordine sparso ricordo poi Built To Last, Die Alone (con Lou che affida al pubblico i cori), Uprising Nation, Injustice System, Straight Ahead, nonché Scratch The Surface con il classico scontro tra il pubblico diviso in due. Inseriscono anche un divertente stacchetto strumentale e forse pure un pezzo nuovo. Mancano all'appello alcune delle mie preferite, ma può comunque andare bene. E Pete rimane sempre uno spettacolo.
Durante i cambi palco della serata c'è il dj set di Ray Grange, il roadie dei Clash di "Rude Boy", ma la cosa è passata abbastanza in sordina.
Si arriva così alle 22 e l'Alcatraz alla prima nota dei Dropkick Murphys esplode.
La notorietà dei bostoniani in questi anni è aumentata ed il loro pubblico non è più di soli punks & skins come era 10 anni fa, ma non pensavo davvero che si fosse arrivati a questo punto... evidentemente chi ascolta i Flogging Molly si deve essere accorto della loro esistenza!
Dopo il concerto nell'estate del 2007 mi pare che non siano più venuti in Italia (ma non ci giurerei) e questo tour europeo è incentrato principalmente sui pezzi dell'ultimo album, "The Meanest Of Times", uscito proprio dopo il tour di 3 anni fa. Intanto Marc, 'The Kid', ha lasciato la band e la mancanza della sua eclettica presenza sul palco un po' si è sentita.
Uno show lungo (un'ora e mezza) e ben suonato, in cui anche se non conoscevo benissimo la maggior parte dei pezzi (quelli dell'ultimo album appunto, suonato quasi per intero!) è stato impossibile non farsi prendere, ritrovandomi sballottato da una parte all'altra del locale ed incontrando quasi ad ogni pezzo qualcuno di conosciuto con cui saltare e far festa.
Coinvolgente e divertente insomma, e quando poi in scaletta arrivano i pezzi più vecchi è il massimo: Barroom Hero, Heroes From Our Past, Forever, The Gauntlet, Captain Kelly's Kitchen, Fields Of Athenry, The Dirty Glass (con Stephanie Dougherty), The Auld Triangle, Citizen C.I.A., The Warrior's Code e The Spicy McHaggis Jig, momento tra i più divertenti della serata.
Su Kiss Me, I'm Shit-Faced, come vuole il copione dei DKM, salgono sul palco le ragazze, mentre i bis, aperti da I'm Shipping Up To Boston (con il cambio di scenografia alle loro spalle) sono chiusi dall'invasione di palco per Skinhead On MBTA/Boys On The Docks (anche se ritrovarsi sul palco in mezzo a magliette di Screwdriver e saluti romani non è stato il modo migliore per chiudere una gran bella serata...).


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