07.12.2011 dEUS + Sx @ Estragon, Bologna

A cura di , 19 dicembre 2011

Live report a cura di Fabrizio Arletti

Ero veramente molto curioso di riuscire a vedere, finalmente, i dEUS…finalmente,  sì, perché non mi era mai riuscito di vederli…come una maledizione sempre o un imprevisto o un impegno concomitante… Quindi presto davanti all’Estragon e, entrato, mi piazzo contro la transenna sottopalco, a metà tra Tom Barman e Mauro Pawlowski…me lo devo gustare bene!
 L’inizio si avvicina con l’ingresso sul palco dei supporter, i loro connazionali SX, un combo capitanato da una tastierista/vocalist, assai caruccia e pimpante, che ci regala un synth-pop tutto sommato gradevole, accattivante e ritmato dove mi ha impressionato il batterista, vera drum machine umana!

Dopo la canonica mezz’ora per il cambio palco e gli ultimi aggiustamenti è giunto il momento, i nostri prendono possesso della scena…immediato lo stridore della canotta rossa di Janzoons a fianco del look casual-chic di Barman, ma non siamo a un defilè… L’attacco di batteria ma, soprattutto, il giro di basso di The Final Blast dà il via al concerto e si capisce da subito la carica e la voglia di suonare della band …buon segno che la successiva hit The Architect arriva a suggellare, come se ce ne fosse bisogno. La platea ha già carburato e i dEUS non hanno intenzione di raffreddarla…la galoppata continua incalzante, Constant Now, Oh Your God, Slow, Second Nature…siamo oramai già alla loro mercè.

Il primo momento di respiro arriva con la perla del loro The Ideal Crash, la meravigliosa e stranota Instant Street, con il pubblico in visibilio…risaliamo la china del tempo  e anche Pocket Revolution viene omaggiato con If You Don’t Get What You Want. L’acceleratore è stato di nuovo pigiato ed è la volta di Dark Sets In, brano a cui sono particolarmente legato dal loro ultimo recente lavoro e che canto a squarciagola (gran brutto spettacolo, il mio, ma tant’è). Nuovo momento di defaticamento, Magdalena e Twice si succedono ma, ripreso fiato, si riparte… l’ammiccante Ghost, la title track Keep You Close poi l’andamento ondivago della scaletta ci propone, a chiudere il loro tributo a "The Ideal Crash", Sister Dew; si rimane negli anni ’90, non si sono dimenticati di In A Bar Under The Sea e le atmosfere di Little Arithmetics sono qui a ricordarcelo…

Bad Timing, splendida ballata elettrica, chiude il set ufficiale…ma l’attesa dura poco…i nostri ritornano, la cavalcata riprende… The End Of Romance, Sun Ra, Fell Off The Floor, Man…i dEUS salutano, escono ma la voglia di suonare non li ha abbandonati… di nuovo sul palco, ci propongono Easy e così Keep You Close è stato suonato per intero, come a ricordarci che, in fondo, questo è il tour promozionale del loro ultimo disco. E, a quanto pare, si ricordano pure che nella loro discografia c’è un altro album…il loro debutto dell’oramai lontano 1994, "Worst Case Scenario"…dopo un’intensa Hotel Lounge, una lunga e schizofrenica Suds&Soda col suo violino straziato, con buona pace di tutti e la platea trasformatasi in un grande dancefloor impazzito, chiude il concerto mentre ci ricorda anche da dove sono partiti,  dando così una misura della strada percorsa e della maturità raggiunta.

Controllo l’orologio digitale che campeggia su un montante del palco, indica le 00.34… sono passati 123 minuti che mi accorgo solo ora di come mi sono volati, preso com’ero dal loro set; ben suonato tecnicamente, hanno raggiunto un ottimo affiatamento, la stabilità di una formazione fissa da ormai sette anni ha dato i suoi frutti, sono stati in grado di tenere alta la tensione e la partecipazione del pubblico con un sound senza tanti fronzoli, diretto, immediato e potente.

Alla fine, mentre guadagno l’uscita e mi appropinquo alla macchina, stanco ma felice, come si suol dire, una domanda mi assilla…ma com’è che non ho mai visto prima i dEUS?




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