In-Sane, Trust These Hands... Are Worthless

A cura di josie, 12 dicembre 2009
In-Sane, Trust These Hands... Are Worthless
In-Sane
NoReason Records

Gli In-Sane sono in tre, vengono dalla Slovenia e si descrivono come paladini dell'heart-core, così come descrivono quel tipo di musica ( tutta, teoricamente?) che, per antonomasia, dovrebbe essere suonata col cuore e la passione. "Trust These Hands... Are Worthless" sembra racchiudere in mezzora speranza, disillusione, ironia e l'idea che sia necessario muoversi nel piccolo per puntare a fare qualcosa di grande.

L'inizio è affidato a una traccia che rappresenta il personale ouverture degli In-Sane (come concept, infatti, mi sembra avvicinarsi molto alla traccia che anticipa Sinister Rouge in "The Empire Strikes First" dei Bad Religion). At The Break of a New Dawn è accattivante e convincente, ma sembra voler sparare tutte le cartucce sin da subito: rabbia, velocità, chitarre vigorose, talora metalliche, una voce che sa di gioventù cresciuta a pane e Rodrigo Alfaro. Da un lato, la poliedricità del brano ti sommerge e ti lascia poco da scoprire, ma dall'altro sai perfettamente cosa aspettarti dal resto del disco; e la sensazione non ti lascia a bocca asciutta. Bleed è un brano ben fatto, in pieno stile NoReason: chitarre melodiche e riff anche ambiziosi; le linee vocali, in particolare, risentono decisamente dell'influsso di quell'hardcore melodico impegnato di matrice svedese, che ci riporta così all'urgenza di conciliare senso sociale e melodia, in stile Enemy Alliance e Atlas Losing Grip (sentire anche Choices Made). Un pezzo parlato anticipa Fail Stereo Fail; di recente questo elemento spesso ricorrente sembra essere scontato ma, sorpresa, c'è sempre qualcosa di significativo che riesce a calzare a pennello col contesto del disco e a rispecchiare in maniera efficace il senso del brano. Uno dei pezzi più accattivanti è Upon the City Lights, che ha belle aperture e un discreto pathos. Mentre ritmi più rock'n roll, o forse semplicemente meno seriosi, accompagnano l'ironica nonché critica Autocratic/ Autoerotic, la traccia successiva è un fulmine di rabbia puramente hardcore; forse decontestualizzato ma significativo. Red Carpet Pretenders è un altro brano particolarmente riuscito; l'anthem del disco è però Amplify the Words, che rappresenta quanto di meglio si possa chiedere agli In-Sane. Ritmo a go-go e spensieratezza di andature, con riff accattivanti e incisivi.

Gli In-Sane, malgrado si gettino a pesce in quel panorama a cavallo tra hardcore melodico e punk-hardcore, riescono a fare capolino dimostrando una certa personalità e una passione sincera per il giusto sentiero di vita da intraprendere. L'album trasmette una buona sensazione, dimostra la giusta attitudine e cresce di ascolto in ascolto. Gli In-Sane passeranno a febbraio 2010 per un paio di date italiane quindi, se potete, fate un salto a sentirli.


Tracklist:

01. At The Break of a New Dawn
02. Bleed (Story of a Kid)
03. From Inside Out
04. Fail Stereo Fail
05. Blackout
06. Upon the City Lights
07. Autocratic, Autoerotic
08. Mrtev Policaj/ Dead Cop
09. Red Carpet Pretenders
10. Choices Made
11. Amplify the Words
12. Outro


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