Anderson, Brett, Slow Attack
A cura di George, Domenica, 31 gennaio 2010

E' inutile che ci giriamo intorno, noi del Brett Anderson solista non siamo mai stati degli accaniti fan, ma a nostra discolta è giusto anche dire che i primi due lavori dell'ex-Suede godevano più i benefici del nome che c'era in copertina rispetto a quanto contenuto nel disco. Di fronte al terzo album solista quindi le attese questa volta non erano così alte, due flop avevano incrinato la capacità di giudizio su Anderson che sembrava sempre più lontano dai tempi degli Suede, dove la sua voce ha cantanto per una generazione di ragazzi cresciuti a pane e brit-Pop, eppure proprio quando le speranze tendevano a svanire ecco che "Slow Attack" è un deciso ritorno di Anderson alla classe che ci si aspetta da lui.
E' il disco della maturità solista che, pur non essendo un capolavoro, valorizza il ruolo di paroliere e poeta di Anderson che non ha più la carica dei vent'anni e le chitarre di Butler a guidarlo, ma si adagia con la voce a scaldare tappeti musicali morbidi fatti si chitarre accennate, tanto pianoforte e strumenti classici. Il centro della scena si sposta talvolta dalla voce al suono, regalando momento di grandissima emozione come in The Hunted, uno dei migliori pezzi solisti di Brett, così come nel primo singolo ed apertura del disco Hymn ed ancora in The Swans con la sua tensione crescente e coinvolgente. Frozen Roads è un'altra magica ballata, una delle tante che costellano questo album, dove il binomio voce-pianoforte di Anderson raggiunge un completamento ed un calore che in "Wilderness" era stato cercato in modo troppo scontato e banale finendo per diventare stancante. Stanchezza che invece non sfiora mai l'asolto di "Slow Attack" sebbene i ritmi restino molto bassi per praticamente tutta la durata del disco.
L'unico punto di contatto tra gli Suede ed il Brett Anderson di oggi dunque resta solo la voce, la sua carriera solista sta andando verso gli esempi dei maggiori e più impegnati cantautori mondiale, un livello che se fino allo scorso disco avremmo definito irraggiungibile, ora dopo questo "Slow Attack" sembra decisamente alla sua portata di mano.
Tracklist
01. Hymn
02. Wheatfields
03. The Hunted
04. Frozen Roads
05. Summer
06. Pretty Widows
07. The Swans
08. Ashes of Us
09. Scarecrows And Lilacs
10. Julian´s Eyes
11. Leave Me Sleeping






