Duff, Tallone da Killer

A cura di josie, 5 febbraio 2010
Duff, Tallone da Killer
Duff
Wynona Records

Da qualche mese è uscito un disco che vi farà tornare a una decina di anni fa, quando per divertirsi non era necessario venire a patti con la propria identità. Con quello che di fatto è il loro quinto album, i Duff mettono sul piatto un po’ di sano hardcore melodico, a volte contaminato e scanzonato, a volte più veloce che impegnato. Cose che qui in Italia non si sentivano da un po’, della serie: se tu “hai imparato a giocare a Guitar Hero”, i quattro di Cosenza sputano sulle chitarre di plastica e mistificano lo squallore di un’attitudine finta e commerciale con un bel “minchia!”.

I Duff nascono nel 1998 e, da più di dieci anni a questa parte, si descrivono con la definizione-manifesto “Melodicore from Cosangeles Calabrifornia”, che, a conti fatti, potrebbe anche essere ribattezzata maliziosamente melodi“o”core: i quattro non hanno bisogno di compromettersi, sanno chi sono e cosa vogliono, e non esitano a smascherare, uno per uno, gli stereotipi della mediocrità, sia nel mondo della musica, sia a proposito di quella “vita di successo” desiderata ardentemente ai giorni nostri. Detto in soldoni, i Duff non hanno bisogno di “seminare il panico sopra e sotto il palco” per dirti che il mondo è una merda.

Cosa aspettarsi da “Tallone da Killer”? Come suggerisce il titolo stesso, ilarità, sarcasmo, nonché un’irrisione della “cultura dell’ignavia” manifestata nei profondisssssimi “risvolti psicologici del disagio culturale diffuso tra giovani tronisti e aspiranti veline” implicati nel sottotitolo del disco. Irrisione che, allo stesso tempo, è una drammatica presa di coscienza di quanto la faccenda stia degenerando. Ed è per questo che, quando dico che i testi dei Duff sono spensierati e cazzoni, al confine tra il geniale e il volutamente banale, intendo che è proprio sulla banalità del nostro mondo che i ragazzi ci portano a riflettere. I Duff se ne fregano di tutto; vanno veloci all’inizio, i loro ritmi talvolta si rallentano, poi riprendono; rielaborano il pezzo della sigla di Happy Days e anche il tema dell’affondamento del Titanic, i quali, di fatto, diventano la colonna sonora di un modo di vedere la realtà forse esageratamente gretto, ma sinceramente onesto. Ecco che, se le battute sulle sbronze risultano un po’ scialbe, gli altri testi, uniti perfettamente all'andamento incisivo di chitarre taglienti, sono semplicemente efficaci.

Mixato da Ryan Greene (tempo addietro produttore di Nofx, Lagwagon e Good Riddance, per citarne solo alcuni), “Tallone da Killer” non può passare inosservato, se non altro per la passione e la spontaneità mai lese nel tempo. La voce dei Duff, infatti, “non pretende di spiegare, ma ti ricorda che qualcosa può ancora cambiare”. E, possiamo immaginare, continuerà a farlo.


Tracklist:

01. Vodka Tonic
02. Il Sound
03. Tre Metri
04. Gente
05. Memoria Collettiva
06. Patre Fedele
07. Dieci Anni Fa
08. La Mazza
09. Una Vita di Successo
10. Happy Days
11. In Pendant
12. Ciroma
13. Titanic


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