Angels And Airwaves, Love
A cura di josie, Giovedi, 1 aprile 2010

E se dieci anni fa ti avessero detto che -? Esce il 14 febbraio e un paio di giorni prima, in tutto il mondo, grazie a un download completamente free, "Love", il terzo album del progetto cosmico di Tom DeLonge, da quasi un anno tornato a far parte dei redivivi Blink-182. Al primo disco sembrava il caso di dire che il gruppo non rappresentava esclusivamente l'ego smisurato del cantante ("una sola band può cambiare il mondo"...). Il secondo album, che già venne intitolato in maniera eloquente "I-Empire", ehm, ricalcava un tantino l'esordio discografico, pur contenendo qualche bella idea. Con "Love", questi momenti di "delongismo acuto", citazione necessaria di un caro amico, sono esasperati, ridondanti.
La voce del buon Tom non si avverte che nel secondo brano, modello filodiffusione, dopo un'intro da colonna sonora magniloquente, quasi eterea. Con effetti galattici, oppure acciglianti. Ci senti echi di Box Car Racer, piuttosto che di Angels and Airwaves; segno che i fili conduttori del genio di DeLonge sono coerenti; o segno che le sue risorse, gira che rigira, sono sempre quelle. Proseguendo, l'inizio di Young London sembra suppergiù un nervoso scippo degli AC/DC, impastato ad atmosfere anni '80; in pratica, una copia di qualche filler già sentita degli Angels And Airwaves (come anche, ad esempio, Shove e Some Origins Of Fire) che, paradossalmente, è anche catchy. Piega bene dopo la metà, malgrado la carica sia un po' troppo diluita, ma alla fine cosa ti lascia? Il disco non sta andando da nessuna parte, come ti comunica quella nuova parte strumentale, cioè l'intermezzo alla fine del pezzo, che arriva troppo presto. Qualcosa che accade anche all'inizio di Epic Holiday che, tra gli echi stellari di "Love", è forse il brano più riuscito, in quanto rappresenta un buon compromesso tra ritmo, melodia e la vocazione cosmica degli Angels And Airwaves. Perché dilungare con intro e outro canzoni che sarebbero belle nella loro semplicità? Perché dover sempre spingere le cose oltre? I Rush ci sono già stati anni e anni fa. Il risultato è galleggiante e spesso grandioso, ma ripetitivo, zuccheroso, fuori dal tempo. Troppe poche chitarre, troppi synth. Frustrante anche per chi si aspettava un disco in sintonia con i precedenti. Lo ascolti, a tratti anche volentieri, ma non basta la sola atmosfera a catturarti completamente.
Difficile pensare, dall'inizio di questo album, che possa veramente lasciare un segno. Difficile immaginare anche quale brano possa effettivamente essere una punta di diamante (Hallucinations, del quale è stato girato un video, è una scelta legittima, ma non può certo puntare sulla novità o sull'eccellenza). E anche se ami questa band alla follia, dimmi, "Love" ti soddisfa davvero, ti riempie il cuore?
Cosa vogliono dire gli Angels and Airwaves con questo disco? Ho la sensazione che più cerchino di entrarti dentro, più le pretese tendano a sommergere il risultato. "Love", sebbene porti avanti una linea di pensiero piuttosto chiara, non è paragonabile al primo periodo dei quattro, quando, se di leggerezza in sé non si poteva parlare, almeno un po' di freschezza c'era ancora. ..."Et Ducit Mundum Per Gravitatem".
Tracklist
01. Et Ducit Mundum Per Luce
02. The Flight Of Apollo
03. Young London
04. Shove
05. Epic Holiday
06. Hallucinations
07. The Moon-Atomic (...Fragments and Fictions)
08. Clever Love
09. Soul Survivor (...2012)
10. Letters To God, Part II
11. Some Origins Of Fire






